G5 ha scritto:Se leggete l'articolo sul loro studio e su ciò che scrivono anche per altri paesi direi che la base sulla quale confrontarsi è piuttosto attinente al vero. Poi sulle sfumature possiamo anche discutere e magari cercare il rovescio della medaglia per saperne davvero di più ma ciò non toglie che esista un potenziale problema in tal senso.
il fatto che esista un "potenziale" problema è vero se lo è, e non perché me lo dicono loro.
che poi il potenziale problema sia comunque molto meglio di quanto fosse anche pochi decenni fa, e che il mio Paese sia senza dubbio teso in uno sforzo di accoglienza impensabile (qui abbiamo senza batter ciglio un 15% di popolazione straniera, che non è straniera nel senso che vengono dal Canton Ticino o da San Marino...) dovrebbe contare qualcosa
i rom e i sinti non sono nemmeno stranieri, molti sono stanziali qui da secoli.
e non sono "discriminati" per ragioni etniche, ma per ragioni di comportamento.
peraltro, "discriminare" vuol dire "distiunguere"
ecco, HRW parte dal presupposto che sia male da parte di uno Stato distinguere chi partecipa allo sforzo sociale collettivo da chi no.
perché siamo tenuti ad accettare questa impostazione culturale?