Vedo spesso in un self-service una donna velata, di carnagione chiara, occhi azzurri e che parla con perfetto accento del luogo, mi hanno detto che è una italiana "doc" convertita, persona normale che lavora e che probabilmente ha fatto una scelta libera: con quale diritto possiamo dirle come vestirsi?
Forse ho già riferito di un amico toscano che parimenti si è convertito all'Islam, ma che non indossa simboli particolari, vogliamo obbligarlo a mangiare salsiccia innaffiata col Chianti?
La libertà religiosa è un fondamento dell'occidente, altrimenti giustifichiamo Diocleziano, il massacro di Beziers, le persecuzioni degli ebrei di nascita, cultura e cittadinanza europea, quelle dei Valdesi ecc.