contestatore48 ha scritto:Per l'esattezza (e per la legge) il GPL è una miscela di propano ( C3H8 ) e butano ( C4H10 ), in qualsiasi proporzione. Sono ammesse anche tracce di pentano ed altri idrocarburi saturi.
Volendo essere precisi (ma proprio precisi precisi
Nei fatti, poi, questo "prevalentemente" si risolve in una miscela di propano e butano in proporzioni variabili, con piccole percentuali altrettanto variabili di butene, propilene ed etilene; la proporzione è diversa per il tipo di GPL: il "propano commerciale" è prevalentemente propano, mentre il "butano commerciale" è prevalentemente butano.
Il GPL per autotrazione ha una composizione diversa nei vari Paesi. In Italia è costituito in misura maggiore da butano, ma altrove non è così. In Australia, ad esempio, è quasi esclusivamente propano.
Dal punto di vista della resa, quando utilizzato su un motore ad accensiono comandata, il propano si rivela migliore del butano, ma, a parità di dimensioni del serbatoio, l'autonomia è maggiore con il butano. Tuttavia, le ragioni della diversa composizione nei vari Paesi, per quel poco che ne sappia io, non sono queste.
Il GPL può essere prodotto nelle raffinerie, come derivato del petrolio, o essere di origine estrattiva. I giacimenti sono più ricchi di propano, mentre il GPL ottenuto per distillazione frazionata è costituito in percentuale maggiore da butano. In Italia il GPL per autotrazione deriva dalla raffinazione, e quindi è prevalentemente composto da butano. Ma il GPL "naturale" (che poi, anche quello ottenuto per raffinazione lo è) è prevalentemente composto da propano.
Era questo il senso del mio "EDIT" (e probabilmente anche il motivo per quale una parte del mio cervello aveva scritto precedentemente "butano")
contestatore48 ha scritto:Comunque per il particolato i vari nemici dell'auto [...] hanno idea di quanto ne produce una comunissima stufa a legna?
E' verissimo il fatto che una stufa a legna produce molto più particolato di un'automobile; in generale il particolato, quando le particelle di cui è prevalentemente composto superino una certa dimensione, sono visibili come "fumi". Il fumo di una stufa a legna è certamente l'epresione visibile e macroscopica della generazione del particolato, così come lo sono i fumi delle caldaie a carbone che per secoli hanno caratterizzato diverse attività umane (trasporti ferroviari, navali, produzioni industriali, riscaldamento). E come lo sono quelli relativi ad altre attività più o meno lecite, più o meno casuali, nel corso delle quali qualcosa "brucia" al'aperto o senza adeguata filtrazione dei prodotti di ossidazione.
Tuttavia, non tutti i fumi sono uguali, nel senso che non tutti i "particolati" sono uguali. Sono diversi per composizione chimica e per dimensioni delle particelle.
Riguardo al primo aspetto, alcune ricerche sono state condotte in Svizzera nel 2005 e nel 2006, paragonando la tossicità del particolato emesso da un motore Diesel con quello di una stufa a legna moderna, correttamente funzionante. Il particolato organico emesso dal motore sembra essere 20 volte più dannoso (inteso nel senso di cancerogenicità) del prodotto della combustione della legna.
Diverso è il discorso riguardo alla dimensione. Una stufa moderna ben funzionante ed adeguatamente filtrata emette una quantità relativamente ridotta di polveri fini, quantità che si incrementa notevolmente se essa è malfunzionante. Ma all'incremento della quantità corrisponde anche un incremento delle dimensioni, cosa che non è da considerare deleteria.
Resta il fatto che il riconoscimento per lavoro usurante o malattia professionale è stato dato, ad esempio, ai macchinisti ferrovieri per il fatto di aver lavorato in ambienti ricchi di fibre di amianto, ma non si è parlato di risarcimenti connessi al rischio professionale derivante dall'inalazione dei fumi di una fornace per caldaia a vapore.
E, devo dire, non sono mai riuscito a reperire dati reali sull'entità del fenomeno (anche se non me ne sono mai interessato in maniera meno che superficiale)
Se poi consideriamo che vi sono molte persone che inalano volontariamente fumi di questo tipo, acquistando il necessario dal tabaccaio...
Detto ciò, noi "normali" siamo comunque compressi, stretti in una morsa di cui una delle ganasce è costituita dagli interessi e l'altra dall'ideologia. L'informazione viene nascosta (vedi la consapevolezza degli effetti del fumo di tabacco da parte dei produttori risalente ad un secolo fa) o manipolata (vedi il - ancora futuro, per il momento - referendum sulle trivellazioni in mare) per favorire la propria posizione.
Che nei confronti dell'automobile vi sia una presa di posizione ideologica è certa; e questa, per gli appassionati, è una condizione particolarmente penalizzante. Ma proprio perchè appassionati non ci troviamo a far parte di nessuna delle due "ganasce" ma siamo compressi nel mezzo. Sfruttati economicamente quando serve, ora dagli uni, ora dagli altri, ma senza voce in captolo.
contestatore48 ha scritto:...(che spero vadano sempre a piedi)...
Riguardo a ciò che auspichi, scordatelo. Almeno per quelli dell'ideologia sono la fonte. Loro, semmai non la acquistano, ma vanno con un'auto di servizio ed un paio di scorta.
Per motivi di lavoro, sono un "frequent flyer", e sul volo che prendo (è, praticamente, sempre lo stesso), capita con estrema frequenza che vi siano diversi politici. Questo è il racconto di uno ad un altro, qualche mese fa:
"...tiene la bicicletta nel portabagagli, fa fermare centocinquanta metri prima, ed arriva pedalando..."
Scordatelo.