<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> In memoria della morte dell'auto elettrica | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

In memoria della morte dell'auto elettrica

Che il modo di usare l'auto debba cambiare può essere.
Ma ho l'impressione che, chi vive in grandi aree urbane, non abbia la percezione della necessità dell'auto che può avere chi vive in zone montane e/o rurali o anche, semplicemente, in piccoli centri.
Facile fare a meno dell'auto di proprietà se vivi a Milano o a Roma, anzi, direi che e più un impiccio.
Ma l'Italia non è solo questa.
A meno che non si decids che tutti devono vivere in città.
Infatti, d'accordissimo.
Stanno spettacolarizzando (sembra) un nuovo mondo che non potrà mai essere!
 
Sessanta minuti di applausi. Aggiungo che se dovessero rompermi le scatole per l’uso dell’auto nella piccola città dove vivo, sarebbe probabilmente la goccia che farebbe traboccare il vaso delle decisioni di trasferirmi altrove ancora prima del tempo in cui prevediamo di farlo.

Una città grande non la reggerei, ma, pure noi, con calma, stiamo valutando un trasferimento di 10 km verso la "città" che sarebbe San Benedetto del Tronto. Almeno lì, quando hai una bicicletta, sei già a posto! :)
 
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Trovo, come spesso capita nei forum, ci sia un limite nella discussione
Tutti, legittimamente per carità, esprimono un'opinione basandosi sulle proprie esperienze o, ancor peggio esigenze
In un argomento come quello di cui stiamo trattando cioè del futuro dell'auto elettrica a livello nazionale o ancor più europeo, questi personalismi non hanno però alcun peso
Non importa quello che me o a ognuno di voi possa piacere o far comodo, ma credo bisognerebbe pensare in un modo più aperto egenerale, senza esprimere le proprie esigenze
 
Probabilmente siamo talmente assuefatti al modo con cui utilizziamo le nostre vetture che non ci rendiamo conto del privilegio che abbiamo avuto fino ad ora, potersi spostate velocemente e a basso costo da un punto al altro a nostro piacimento. Questo privilegio nessuno lo aveva avuto fino a circa 70 anni fa, e comunque anche in questi pochi decenni una porzione minoritaria della popolazione del pianeta ha goduto di questa fortuna, ma ripeto ,poniamoci per me una domanda fondamentale , possiamo ancora permettercelo? Purtroppo scrolliamoci il falso mito che il progresso sia una linea retta sempre crescente , le nostre generazioni stanno disperdendo energia quanto mai era avvenuto nel passato perché in parte nel passato si aveva maggiore coscenza della preservazione del sistema in cui si viveva, questo non vuol dire tornare a vivere nelle caverne , vuol semplicemente dire che il benessere che ci viene creato dal progresso deve sempre essere equilibrato alla preservazione di equilibri ,sia naturali ma anche sociali, ci siamo mai chiesti ad esempio cosa comporterà per gli equilibri mondiali la richiesta di motorizzazione di tutto il continente asiatico?
 
Una città grande non la reggerei, ma, pure noi, con calma, stiamo valutando un trasferimento di 10 km verso la "città" che sarebbe San Benedetto del Tronto. Almeno lì, quando hai una bicicletta, sei già a posto! :)


Li nelle Marche ho visto che la bici è di gran lunga il mezzo preferito nelle cittadelle. Sono stato a Senigallia.
 
Se è per questo, per dare luce, tv, aria condizionata ecc a 3 miliardi di cinesi+indiani quante centrali nucleari servono?

Io non limitio il mio discorso al settore automobilistico, mi riferivo alla richiesta di energia in toto, poi lo incentro su questo perché si parla di vetture elettriche e del mondo automobilistico in generale,ma il problema è in generale e non solo automobilistico. Attenzione che per me le vetture elettriche non risolvono il problema se verranno utilizzate come ora utilizziamo le normali vetture
 
Ancora una volta mi sembra che si faccia confusione tra trazione a motore elettrico e sistemi di immagazzinamento energetico a batterie. Dato per scontato che la risorsa idrocarburi non sia infinita e con la domanda in crescita destinata a finire in tempi sempre più brevi; data per assodata la vivibilità e viabilità incompatibile con un numero sempre crescente di autoveicoli sempre più ingombranti ed energivori; dato per certo il recepimento di norme per tentare di ridurre il riscaldamento globale per via dell'effetto serra... non resta che ridurre emissioni ed inquinamento oltre al volume di veicoli circolanti. Pertanto rilanciare trasporto collettivo per ogni tipo di esigenza da quella urbana a quella suburbana sino alle tratte più lunghe. Ed immagazzinare energia in modalità varia, dai condensatori, alle batterie, alle fuel cell... energia proveniente da energie rinnovabili... altrimenti sarà estinzione non delle automobili, ma del genere umano... infatti nel reportage in oggetto all'inizio del topic, ci soo dei grafici a barre estremamente eloquenti sulla CO2 prodotta in questo ultimo caso... guardacaso i paesi più evoluti del nord europa (Svezia su tutti)
 
Se non ricordo male qualcuno propose cablaggio strade con allegati pannelli solari e magari torri eoliche per estendere le autonomie delle elettriche. Una specie di mini filobus privati a energia rinnovabile ricaricabili a induzione. Ovviamente oggi irrealizzabile per furti (molto probabili) e scarso rendimento delle fotovoltaiche. Ma buttando due numeri a caso se il rendimento passasse dal circa 20 attuale a un 55% non sarebbe una boiata avere auto tipo la Scion in giro con in più il boost da linea pubblica e stazioni di servizio. Non dimentichiamo che la tecnologia può evolvere all'improvviso. Tipo vernice fotovoltaica e vetri solari una volta impensabili. Molto più problematico evitare i furti di celle, accumulatori e metallo dei conduttori.
 
Probabilmente siamo talmente assuefatti al modo con cui utilizziamo le nostre vetture che non ci rendiamo conto del privilegio che abbiamo avuto fino ad ora, potersi spostate velocemente e a basso costo da un punto al altro a nostro piacimento. Questo privilegio nessuno lo aveva avuto fino a circa 70 anni fa, e comunque anche in questi pochi decenni una porzione minoritaria della popolazione del pianeta ha goduto di questa fortuna, ma ripeto ,poniamoci per me una domanda fondamentale , possiamo ancora permettercelo? Purtroppo scrolliamoci il falso mito che il progresso sia una linea retta sempre crescente , le nostre generazioni stanno disperdendo energia quanto mai era avvenuto nel passato perché in parte nel passato si aveva maggiore coscenza della preservazione del sistema in cui si viveva, questo non vuol dire tornare a vivere nelle caverne , vuol semplicemente dire che il benessere che ci viene creato dal progresso deve sempre essere equilibrato alla preservazione di equilibri ,sia naturali ma anche sociali, ci siamo mai chiesti ad esempio cosa comporterà per gli equilibri mondiali la richiesta di motorizzazione di tutto il continente asiatico?

Ragionamento a cui io sono pienamente d'accordo!
Molti, troppi, non si rendono conto che l'utilizzo e sfruttamento delle poche risorse ancora a nostra disposizione presto finirà.
Questo non è pessimismo, catastrofismo od altro, ma la pura e semplice verità.
Se le grandi potenze non inizieranno una fase di cambiamento e penseranno solo al mero profitto, quando si renderanno conto che il loro mondo fondato sui loro combustibili fossili è terminato e che per ottenere qualche giacimento deve aprire conflitti con altri paesi concorrenti, sarà già troppo tardi per porvi rimedio e le conseguenze le pagheremo noi cittadini che facciamo parte di questo sistema.
Molti parlano di "decrescita felice" proprio perché sanno che progresso e crescita non sarà mai sempre una linea retta, ma vengono subito zittiti da chi crede fermamente a questo falso progresso sempre positivo e va in panico non appena sente voci le quali parlano che il loro mondo dei balocchi basato sui combustibili fossili presto terminerà.
Bisogna iniziare a tornare ai propri passi ed iniziare a fare sacrifici per tornare ad avere il giusto equilibrio sociale e naturale, che consiste anche a molte rinunce dei grandi privilegi avuti in questo secolo, privilegi che i nostri nonni 70 fa non avevano, come mio nonno che mi raccontava della prima volta che uno ha comprato il televisore in paese, o della prima auto comprata da un compaesano nell'arco di 10/20km.
 
Sono andato un po' off-topic, ma tutto questo mio ragionamento per dirvi che tra 20 anni di confort, velocità, e stile di guida di un auto elettrica importerà a ben pochi, perché sarà una fortuna per pochi possederla e poterla utilizzare considerando il modo con cui stiamo sprecando le risorse del nostro pianeta.
 
Trovo, come spesso capita nei forum, ci sia un limite nella discussione
Tutti, legittimamente per carità, esprimono un'opinione basandosi sulle proprie esperienze o, ancor peggio esigenze
In un argomento come quello di cui stiamo trattando cioè del futuro dell'auto elettrica a livello nazionale o ancor più europeo, questi personalismi non hanno però alcun peso
Non importa quello che me o a ognuno di voi possa piacere o far comodo, ma credo bisognerebbe pensare in un modo più aperto egenerale, senza esprimere le proprie esigenze
Mi spiace, ma è solo una parte dell’Europa che si pone certi vincoli e che pretende di imporre “bestialità” come l’elettrificazione (bestialità sotto il profilo tecnico, economico ed ecologico). Preferisco pensare alle mie esigenze e non entrare in questa follia ecologista.
 
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