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Il sottile filo tra sport e guida pericolosa

Se l'accezione di sport è solo di chi lo pratica in modo professionale o semi professionale e comunque competitivo allora potrestri avere ragione.
Come amatoriale e non competitivo invece secondo me si può tranquillamente fare.

Io devo dire che per strada vedo più persone che praticano,o cercano di praticare sport,non dico ad alto livello ma comunque stando attenti alle prestazioni che persone che pedalano o camminano solo per diletto.
Non è raro ad esempio vedere un corridore (volevo scrivere runner ma basta con l'inglese) che se un semaforo rosso gli fa perdere il ritmo passa lo stesso.
O un ciclista che per lo stesso motivo degli stop se ne frega.

Se invece intendiamo come attività sportiva anche la semplice camminata senza preoccuparsi più di tanto della propria velocità media e quindi rispettando i semafori e tutte le altre regole allora si.
 
Però francamente non ho capito alla fine dove va il tuo ragionamento.Che i ciclisti sono fortunati e raccomandati e gli automobilisti sono tartassati?
Credo che la ratio di far circolare le biciclette è perché permettono attività fisica

Da qui il titolo "Il sottile filo tra sport e guida pericolosa".

Però a grandi linee l'unica discriminante sembra la presenza o meno della targa, che fa passare il messaggio "senza targa fai come vuoi, se hai la targa cornuto e mazziato".
 
A questo punto è la mia interpretazione di "attività sportiva" ad essere in fallo.

Se l'accezione di sport è solo di chi lo pratica in modo professionale o semi professionale e comunque competitivo allora potrestri avere ragione.
Come amatoriale e non competitivo invece secondo me si può tranquillamente fare. E lo fanno tantissime persone senza creare pericolo agli altri.
Ma forse ce lo devono dire @renatom o @trinacrio che fanno regolarmente decine di km in bici (suppongo senza saltare stop e sensi unici).

Ognuno ha il suo modo di vivere la bici.
Personalmente non porto né cardiofrequenzimetro, né misuratori di potenza.
Registro le uscite con il gps e le carico su un sito apposito, ma non ho particolari velleità di competere con alcuno.
Anche nel periodo in cui ho fatto granfondo agonistiche, le ho sempre prese "con filosofia", pensando anche a guardare il paesaggio e anche fermandomi a fare foto. Tanto ero sempre nella seocnda metà della classifica, in ogni caso.
Però posso dire che, vicino al mio nome, nella classifica, c'è sempre stato scritto un numero e mai "DNF".
Se dicessi che non faccio mai violazioni del codice della strada, sarei un ipocrita, in ogni caso, non rischio certo per arrivare prima.
D'altronde, anche con l'automobile, chi rispetta sempre i limiti di velocità, o non ha mai sorpassato un mezzo agricolo che va a 30 km/h con la striscia continua, o non ha mai sbirciato Whatsapp mentre guida? Ci saranno pure, ma credo che siano eccezioni.

Però, oggi, a vedere un po' di "medaglie", un po' di soddisfazione la ho avuta! :)

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Se dicessi che non faccio mai violazioni del codice della strada, sarei un ipocrita, in ogni caso, non rischio certo per arrivare prima.

Imho questa potrebbe essere un'ottima distinzione tra praticare sport in maniera compatibile con la circolazione su strada e praticarlo invece in maniera non compatibile.
 
In effetti il titolo Il sottile filo tra sport e guida pericolosa". presupporrebbe parlare di guida fatta in maniera sportiva, in città rispettando i limiti di semafori e sensi unici, fermarsi in prossimità delle strisce, ma senza far caso alla velocità. La domanda presupporrebbe è ....quando diventa pericolosa?

la risposta non è univoca, perchè dipende essenzialmente dal mezzo, dal traffico presente, dalle condizione della strada e dalle proprie capacità. Se si esagera evidente che diventa una guida molto pericolosa.

Una gazzella dei carabinieri a sirene spiegate andrà anche a 180km/ora in una città come Roma, Milano o Torino, ma non i tutti i punti e il guidatore dovrà essere allenato a farlo. Oltrepassare quel limite di guida sportiva e facilmente potrebbe diventare una guida estremamente pericolosa.
 
La guida “sportiva” è sempre esistita e anche se oggi ci sono molte limitazioni (in particolare i limiti di velocità) non c’è nessun cartello stradale che vieti un modo di guidare "allegro".
In una strada di montagna quindi è ancora possibile guidare in modo sportivo, se lo si sa fare. Io ogni tanto lo faccio. Se no tutti compreremmo solo paciose berline o Suv. Non facciamo finta di essere tutti perfetti e "politically correct".

La linea di demarcazione tra guida sportiva e guida pericolosa risiede nella nostra testa. Se si ha cervello, si rispetta il codice, non ci si ubriaca prima di partire e non si guarda whatsapp in macchina, non si è pericolosi per nessuno, anche se si guida in modo un po’ sportivo.

Poi ovviamente se si vogliono testare i limiti propri e della vettura si va in pista, oppure si gira con i kart a noleggio.......
 
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Come dice la Treccani, non è sport se non c'è competizione (vietata dal C.d.S.), si rientra quindi nello svago, soggetto a tutte le leggi e regolamenti del caso.
sport
Enciclopedia on line

sport Attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui tale attività si realizza, praticati nel rispetto di regole codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo (accompagnandosi o differenziandosi, così, dal gioco in senso proprio), sia, fin dalle origini, per divertimento, senza quindi il carattere di necessità, di obbligo, proprio di ogni attività lavorativa.
Nel senso inverso, quando cioè l’impegno sia del tutto disinteressato, quando non miri al superamento di primati o al successo in competizioni regolarmente organizzate, quando non implichi la mobilitazione di risorse tecniche o sanitarie, ma venga affrontato soltanto per divertimento personale e con mezzi di fortuna, dal concetto di s. vero e proprio si passa o si rientra in quello dello svago; diventa fondamentale l’utilizzazione del tempo libero, problema cresciuto via via d’intensità, in coincidenza con il macroscopico sviluppo della società industriale e della civiltà tecnologica, ma non va sottovalutata la dimensione educativa che possono assumere la conoscenza e la pratica dell’attività sportiva.
 
Per restare nel nostro ambito, i rally si svolgono in parte su strade chiuse al traffico e in parte su strade aperte. Naturalmente su strada aperta al traffico va rispettato il CdS, ma sono gare comunque autorizzate e le forze dell'ordine e le altre realtà (aziende che si occupano di manutenzione stradale ecc.) sono informate della gara in corso e viene avvisata anche la popolazione.
Il problema però sono a mio avviso le ricognizioni: posso dire che in tanti anni i rally svolti in zona sono sempre stati preceduti da prove o ricognizioni al limite della legalità.
 
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