<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Il peso delle auto....mie sensazioni | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

Il peso delle auto....mie sensazioni

ovvero se non comprendiamo che la cosa da salvare sono il pianeta assieme all'umanità invece che credere di migliorare l'aria a "casa tua" e forse anche al "paesello" se siamo bravi bravi bravi
Io però mi sentirei di aggiungere che, "sforacchiamento e delocalizzazione" ci sono per ogni tipo di risorsa che estraiamo e utilizziamo e, purtroppo, non è possibile che non sia così (anche per sfruttare solare, eolico, geotermico o marino servono lavori, scavi, risorse, ecc.) quindi dobbiamo in qualche modo conviverci.

C'è una differenza però netta tra i tipi di risorse: l'estrazione del petrolio e la sua filiera, non ha nulla di rinnovabile, niente, mentre l'estrazione di terre più o meno rare per costruire batterie o per costruire componenti per solare/eolico/geotermico/marino consentono poi uno sfruttamento molto più lungo e, punto chiave, la produzione di energia rinnovabile.

Mi permetto di aggiungere che il pianeta se ne infischia bellamente che lo mandiamo tutto a fuoco estinguendoci, qualche decina o centinaia di migliaia di anni e si "sistema", siamo noi a non sistemarci.

E, a mio avviso, il petrolio non è sostituibile ma investimenti e attività per limitarne (anche di poco) l'uso spostandosi su fonti di energia alternativa sono un qualcosa che fa bene a tutti, dalle città al paesello, dal paese avanzato al paese emergente. ;)
 
In realtà all'Europa non gli frega nulla se abiti nella regione più inquinata del contiente, la pianura Padana, anche perchè giuridicamente "i panni sporchi si lavano in casa", non te li può lavare qualcun d'altro, figurati se a farlo è l'Europa poi...
E' l'Organizzazzione Mondiale della Sanità che ne stabilisce le regole, le tempistiche, i limiti di quanto inquinamento potrebbe concentrarsi in una città fissando di volta in volta target sempre più restringenti.
Non ti dice come fare, lo devi fare e basta e se non ci riesci ti becchi le sanzioni.
Forse è per questo che noi le becchiamo sempre, le sanzioni, la nostra classe politica tutta se ha libero arbitrio è incapace di mettere in piedi un piano nazionale con linee guida e tempistiche chiare e farle rispettare. Lascia il compito a sindaci e presidenti di regione che si inventano regole arbitrarie, assurde e inefficaci, che pagano a caro prezzo i cittadini, che poi portano a poco o a nulla di fatto.
La Co2 invece è un'altra storia. Sebbene non sia un gas nocivo, se non in grandi concentrazioni, è climalterante quindi di tutto diritto materia sovranazionale. Se l'Europa vuole avere un'impronta carbonio zero o molto bassa tutte le nazioni devono dare il loro controbuto, quindi per ogni settore industriale impone limiti e linee guida da seguire imponendo anche modi e tempi per farlo coordinando tutti gli stati menbri.
Nel settore auto l'unico modo è eliminare i gas di scarico come l'unico modo per eliminarli fin da subito è la tecnologia elettrica dato che le altre tecnologie soto tutte da comprovare e ancora da sviluppasre.
E' bene ricordare che come tutte le nuove tecnologie come quella delle batterie occorre tempo e scalabilità per arrivare al suo potenziale.
A tal proposito vorrei ricordare che quando entrarono sul mercato i primi pannelli solari Greenpeace pubblicò un rapporto dettagliato che dimostrò che un pannello da 1 kw, o più pannelli equivalenti, nel loro ciclo di vita non riuscivano a compensare la Co2 prodotta per la loro costruzione. Oggi un pannelo solare da 1 kw, o più pannelli equivalenti, ci mette da 1 a 3 anni a seconda dell'esposizione solare per compensare la Co2 prodotta per la sua costruzione.
Per le auto elettriche è bene ricordare che una buona fetta dell'impronta della loro Co2 è data dal mix energetico con cui vengono caricate nella loro vita utile.
Le prime elettriche, considerando il mix dell'epoca, avevano individuato in circa 120 mila km per la compensazione. Oggi con il mix Europeo in media servono poco meno di 70 mila km.
Ma se prendiamo alcune auto elettriche prodotte in alcuni stabilimenti all'avanguardia cinesi con gli ultimi sviluppi di processi industriali di costruzione abbinati a energia rinnovabile che alimenta l'intero processo, portando quell'auto per esempio in Norvegia o in stati con elevata produzione di energia rinnovabile, quell'auto riuscirebbe a compensare la Co2 per la sua costruzione in soli 25 mila km.
Tutto questo per dire che oggi in Europa siamo a 70 mila km, domani con il maggior affinamento dei processi industriali e diffusione potremmo a scendere a 60 - 50 - 40 mila. Vedremo.
In ultimo una considerazione personale, l'Europa potrebbe per assurdo anche dichiarare di voler adottare le elettriche per diminuire il rumore nelle città ma... se c'è bisogno che qualcuno illumini e spieghi ai consumatori che adottando una elettrica si azzerano anche le emissioni di inquinanti dovuti alla combustione perchè se no da soli non ci arrivano... beh... la cosa è preoccupante... molto preoccupante...


Scusa....

Scelte tue....

Puoi cortesemente fare ogni tanto sunti

??

Perche' sono argomenti interessanti che leggerei volentieri
Ma per un meno giovane c'e' troppa carne al fuoco in contemporanea
 
Io però mi sentirei di aggiungere che, "sforacchiamento e delocalizzazione" ci sono per ogni tipo di risorsa che estraiamo e utilizziamo e, purtroppo, non è possibile che non sia così (anche per sfruttare solare, eolico, geotermico o marino servono lavori, scavi, risorse, ecc.) quindi dobbiamo in qualche modo conviverci.
Che è quello che ho scritto anch'io nel dire che non vedo differenze decisive.

E, a mio avviso, il petrolio non è sostituibile ma investimenti e attività per limitarne (anche di poco) l'uso spostandosi su fonti di energia alternativa sono un qualcosa che fa bene a tutti, dalle città al paesello, dal paese avanzato al paese emergente. ;)
Anche qui vieni incontro al mio discorso ... se questa missione riguarda una frazione decimale della popolazione mondiale è del tutto inutile accapigliarci. Se riguardasse tutti e tutti la perseguissero allo stesso modo con libertà di ricerca e sviluppo forse otterremmo molto di più in termini di rispetto globale di ambiente e umanità.
Il pianeta, secondo la vulgata green, ha bisogno ieri l'altro di cambiare registro e invece mi pare che a parte che per una sparuta minoranza il tema non è così fondante e allora mi vien da chiedermi a quale punto della storia tutti avvertiranno la stessa esigenza? A quel punto che sarà utile o inutile? Sarà tardi oppure la natura avrà fatto il suo giro e sarà tornata ad un nuovo equilibrio per cui diremo che in fondo non serviva un kaiser quel che stavamo facendo?
Onestamente non lo so ma se 1/10 della popolazione mondiale si arrabatta convinta che inquinamento e il clima si risolvano entro i confini "politici" perciò gli sforzi fatti verranno ripagati e saranno apprezzati da noi o da chi ci sarà subito dopo ... ci metto un bel boh.
Non significa non fare, significa fare in modo intelligente, pragmatico non ideologico. Perché tutti i problemi che abbiamo delle ideologie se ne fregano mentre quelli che ci creiamo dalle ideologie si aggravano. Imho.
 
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