ch4 ha scritto:
ammettiamo anche che la bilancia dei pro e contro della TAV penda a favore dei contro, come peraltro si potrebbe affermare anche per altre opere di impatto paragonabile in altre zone d'Italia (anche in prossimità della opera contestata). Non credo comunque che le infiltrazioni della malavita interessino solo quest'opera (lo volesse il cielo e sarei anch'io in prima linea a contestarla) e, purtroppo, credo sia vero che quest'opera è diventata un simbolo e sfruttata da tante frange antagoniste che la usano a pretesto per sfogare tutta la loro rabbia andando a speculare sui, fondati o meno che siano, timori dei valligiani. Chiarisco subito che ritengo probabile che tali frange siano infiltrate da provocatori che puntando ad una escalation degli atti di violenza mirino a far calare il consenso verso i NO TAV, ma non vi è dubbio che le premesse del movimento e la sua stessa finalità di bloccare l'opera con una sollevazione popolare non solo non sono una via democratica, ma anzi sono il brodo di coltura perchè la violenza germogli.
Sono convinto che uno Stato che ha deliberato la realizzazione di un'opera, tra l'altro di impatto e rilevanza internazionale, non debba scendere a compromessi ed accettare diktat da nessuno.
Se l'Italia è così poco attrattiva per i capitali esteri oltre a dipendere dal regime di tassazione, dai costi dell'energia, dai templi biblici dei contenziosi è anche a causa delle carenze di infrastrutture e dal fatto che, per qualsiasi opera che si proponga si è sempre esposti a comitati contrari e spesso infiltrati da elementi che non sono nemmeno sfiorati dall'opera in questione.
E come mai in Ucraina invece vengono visti come eroi i terroristi, che con "una sollevazione popolare non solo non sono una via democratica, ma anzi sono il brodo di coltura perchè la violenza germogli. "??
Li hanno fatto molto peggio quegli attivisti, sequestrando polizziotti, mettendo a ferro e fuoco palazzi di potere, pur di rovesciare un governo eletto DEMOCRATICAMENTE con oltreil 51% di consensi.
Cosa fà più democratica una protesta di un altra?
Quale via possono usare i valsusani per far valere le loro ragioni, democraticamente, visto che finora sono stati ignorati alla grande?