DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Ho cominciato a fumare mentre stavo preparando l'esame di maturità, una decina di anni fa. I miei amici e la ragazza con cui stavo allora fumavano forte e mi venne voglia di provare. Per anni mi sono attestato su una media di un pacchetto al giorno. Da tre/quattro anni ho ridotto, adesso sono sulle 10 al giorno, a volte pure meno. Qualche volta fumo anche qualche mezzo sigaro. Mi è capitato di non fumare per 10 giorni, l'ultima volta questo inverno causa influenza A

Non ho smesso perchè non era mia intenzione, anche se vorrei arrivare a sostituire la sigaretta con il sigaro, molto più buono ma poco pratico in molte occasioni. Mangio fritti un paio di volte alla settimana e il whisky/amaro dopo cena in genere lo bevo quasi sempre. Poi dipende, se ceno fuori e sto con la mia macchina evito. Mi piace il sapore del tabacco, anche se, ripeto, come gusto molto meglio il sigaro rispetto alla sigaretta.
Che ho vinto?
Nulla, ma stai a sentire:
- hai cominciato già grandicello, nonostante fossi ben informato su rischi e danni, e fumare non fosse già più "di moda". Dato che sicuramente non ti sarà mancata in precedenza l'occasione, questo vuol dire che fino a quel momento non sei mai stato in condizione di bypassare i controlli esercitati in questo senso da famiglia, scuola, vicini ecc... e dimostra che il fascino del fumo è trasversale alla maturazione dell'individuo e molto più potente di qualunque raccomandazione contraria sia attualmente messa in atto.
- lo hai fatto per curiosità, dato che ne eri rimasto fuori quando hanno cominciato i tuoi coetanei, e per condividere con gli amici e la ragazza un'attività tipicamente associata agli "adulti". Non certo per il gusto, che fino ad allora ti aveva con ogni probabilità allegramente schifato.
- il pacchetto al giorno è una soglia psicologica. Consente di dire "fumo, ma non troppo". Se non succede niente, con l'andare del tempo si aumenta gradualmente fino al secondo step: due pacchetti al giorno, superare il quale è già MOLTO più difficile. Se invece succede qualcosa, si tenta di smettere: non smettendo di colpo, però, poiché viene ritenuto difficile, bensì diminuendo, nell'illusione di poter invertire il processo. A te cosa è successo?
- il sigaro è un'altra strada che si tenta per smettere: quando ci si rende conto che più giù di tanto non si riesce ad andare con le sigarette, ci si ricorda dell'amico che ci ha detto che il sigaro fa meno male, che non si aspira, che dura tanto e non è automatico come la sigaretta, e si crede di poter sostituire le prime con il secondo, che dà anche tutto un altro "tono". Raramente il giochino riesce: se piace i due vizi si sommano, non si scambiano (tranne rari casi). Se non piace si proveranno in seguito le sigarette fatte a mano o, in casi limitati, la pipa.
- riprendere dopo uno stop forzato (la settimana dell'influenza è un classico, io invece mi sono fatto quasi un mese a letto con la schiena rotta) prova solo che la dipendenza non è né chimica né tantomeno fisiologica, ma ESCLUSIVAMENTE psicologica.
- riesci a non mangiare fritto a colazione, pranzo e cena TUTTI i giorni, e a bere senza finire TUTTE le tue serate vomitando fuori da un bar, ma non riesci a passare 24 ore senza sigarette a meno di non esservi costretto da qualcuno o qualcosa. Come fai a non trovarlo strano?
- Se ti piace il gusto del tabacco, allora ADORERAI quando lo ritrovi baciando la tua ragazza che ha appena fumato, o quando entri in una stanza chiusa dove hanno fumato a lungo e ti assale le narici, vero?
Ma, soprattutto, come avviene per il primo bacio o il primo assaggio di un piatto prelibato, ricorderai certamente con piacere quanto è stato meraviglioso il gusto della prima sigaretta....
E allora dimmi: com'era?