<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> il colpaccio di Putin | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

il colpaccio di Putin

belpietro ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
La risposta l'hai data tu stesso!
avendo il controllo della politica monetaria la russia ha potuto abbandonare il sistema a cambi controllati!
è come dire che nel burkina faso sono liberi perché possono morire di fame ...

che è come dire che noi siamo tutti ricchi perchè possiamo usare l'euro.
 
Ancora con queste storie...euro sì euro no, lira si lira no, rublo si rublo no...

Il vero problema, cerchiamo di rendercene conto, è che ci sono paesi che hanno una politica che funziona (con tutti i suoi limiti, ma funziona), un tessuto industriale serio (per quanto non perfetto), una mercato del lavoro efficiente (anche se non super-efficiente), insomma paesi RELATIVAMENTE solidi (cioè non perfetti, ma in cui, a livello globale, le cose più o meno funzionano, chiaro che poi pure a montecarlo, vaduz o singapore a cercare bene un senzatetto lo trovi..). In questi paesi quando c'è la crisi, si fanno le riforme, e dopo qualche anno, con tutti i problemi del caso, si riparte (salvo poi andare incontro ad altre crisi, i cicli dell'economia non fanno sconti a nessuno)

Poi ci sono paesi governati da pagliacci, che non investono in formazione/educazione della popolazione, con situazioni industriali ed economiche sotto il controllo di associazioni a delinquere così intrecciate con il potere politico che non si sa bene dove finisce uno e dove inizia l'altro, con degli imprenditori che pensano che fare impresa sia come giocare a poker dove puntano 50 euro e si aspettano di guadagnarne mille entro sera, pretendendo che tutti gli altri al tavolo giochino a carte scoperte e il mazziere magari gli dicano prima quali carte arrivano (tranquillo che dopo la partita ti regalo un iphone eh), che sennò chi me lo fa fare di rischiare i miei soldi, e poi se vincono (perchè c'è chi riesce a perdere lo stesso..) si sentono pure bravi; con un sistema di sindacati che pensa solo a salvarsi le poltrone a vicenda e a difendere il dipendente PA (o di azienda parastatale) che si fa 3 settimane di malattia per un raffreddore (durante i quali naturalmente va ad aiutare il fratello/amico al suo negozietto, e si certo per il disturbo mi ha dato qualche centinaio di euro, mica posso lavorare gratis no?) e potrei continuare...

Ecco in questi paesi ci si preoccupa, ciclicamente, di entrare in una moneta unica per risolvere le crisi (gente, 15-20 anni fa dicevamo tutti così eh..così l'europa ci para il q.lo) o di uscire dalla moneta unica per risollevare l'economia (perchè i tedeschi mangiapatate che però non vincono una partita di calcio contro noi dal 1951 e quindi che ca$$o vogliono e poi la mèrchel è una balenottera ci stanno strangolando).

Ma dov'è che vogliamo andare?
 
Frankie71iceman ha scritto:
Ancora con queste storie...euro sì euro no, lira si lira no, rublo si rublo no...

(...)
Credo che una propria opinione ognuno di noi debba, ma con il permeismo ad oltranza non andiamo da nessuna parte. :)
 
belpietro ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
La risposta l'hai data tu stesso!
avendo il controllo della politica monetaria la russia ha potuto abbandonare il sistema a cambi controllati!
è come dire che nel burkina faso sono liberi perché possono morire di fame ...

e già, non sono liberi perchè non vedono masterchef ...
 
Frankie71iceman ha scritto:
Ancora con queste storie...euro sì euro no, lira si lira no, rublo si rublo no...

Il vero problema, cerchiamo di rendercene conto, è che ci sono paesi che hanno una politica che funziona (con tutti i suoi limiti, ma funziona), un tessuto industriale serio (per quanto non perfetto), una mercato del lavoro efficiente (anche se non super-efficiente), insomma paesi RELATIVAMENTE solidi (cioè non perfetti, ma in cui, a livello globale, le cose più o meno funzionano, chiaro che poi pure a montecarlo, vaduz o singapore a cercare bene un senzatetto lo trovi..). In questi paesi quando c'è la crisi, si fanno le riforme, e dopo qualche anno, con tutti i problemi del caso, si riparte (salvo poi andare incontro ad altre crisi, i cicli dell'economia non fanno sconti a nessuno)

Poi ci sono paesi governati da pagliacci, che non investono in formazione/educazione della popolazione, con situazioni industriali ed economiche sotto il controllo di associazioni a delinquere così intrecciate con il potere politico che non si sa bene dove finisce uno e dove inizia l'altro, con degli imprenditori che pensano che fare impresa sia come giocare a poker dove puntano 50 euro e si aspettano di guadagnarne mille entro sera, pretendendo che tutti gli altri al tavolo giochino a carte scoperte e il mazziere magari gli dicano prima quali carte arrivano (tranquillo che dopo la partita ti regalo un iphone eh), che sennò chi me lo fa fare di rischiare i miei soldi, e poi se vincono (perchè c'è chi riesce a perdere lo stesso..) si sentono pure bravi; con un sistema di sindacati che pensa solo a salvarsi le poltrone a vicenda e a difendere il dipendente PA (o di azienda parastatale) che si fa 3 settimane di malattia per un raffreddore (durante i quali naturalmente va ad aiutare il fratello/amico al suo negozietto, e si certo per il disturbo mi ha dato qualche centinaio di euro, mica posso lavorare gratis no?) e potrei continuare...

Ecco in questi paesi ci si preoccupa, ciclicamente, di entrare in una moneta unica per risolvere le crisi (gente, 15-20 anni fa dicevamo tutti così eh..così l'europa ci para il q.lo) o di uscire dalla moneta unica per risollevare l'economia (perchè i tedeschi mangiapatate che però non vincono una partita di calcio contro noi dal 1951 e quindi che ca$$o vogliono e poi la mèrchel è una balenottera ci stanno strangolando).

Ma dov'è che vogliamo andare?

indubbiamente dipende anche dai camerieri che ogni stato si ritrova, d'accordo, ma già leggere il menu ovvero i trattati che regolano il ristorante Euro è da brividi ... in confronto la nostra costituzione sembra il libro Cuore.
 
belpietro ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
La risposta l'hai data tu stesso!
avendo il controllo della politica monetaria la russia ha potuto abbandonare il sistema a cambi controllati!
è come dire che nel burkina faso sono liberi perché possono morire di fame ...
Il morire di fame o meno è un problema di salari reali; il cambio può indurre un problema di prezzi nominali.
Come nel Burkina Faso sono "liberi di morire di fame", negli Usa sono "liberi di arricchirsi", ed entrambi questi paesi non vincolano il tasso di cambio.

Il problema contingente di Mosca è che ha basato le sue proiezioni su una data quotazione del barile (denominato in USD) e che congiuntamente, cosa ancora più grave, deve importare, pagando in dollari, parecchi "mattoni" del suo programma di sviluppo economico. Un po' il problema speculare al nostro, quando ci chiediamo come mai benzina e gasolio calino così poco alla pompa (al netto delle pretese del nostro socio occulto): vero che il barile sta crollando, ma vero anche che il dollaro si sta rafforzando (il che è abbastanza ovvio, le due quotazioni sono legate in misura inversa). Il rublo, pertanto, deve svalutarsi e, secondo me, questo farà bene all'industria russa, se saprà cogliere l'opportunità (vedi, nel bene e nel male, il Veneto Anno Domini 1992/1993 ... )
 
vonkrosigk ha scritto:
belpietro ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
La risposta l'hai data tu stesso!
avendo il controllo della politica monetaria la russia ha potuto abbandonare il sistema a cambi controllati!
è come dire che nel burkina faso sono liberi perché possono morire di fame ...
che è come dire che noi siamo tutti ricchi perchè possiamo usare l'euro.
direi proprio di no.
infatti nessuno lo dice.
noi siamo ricchi (rispetto al burkina faso) perché abbiamo un tessuto produttivo e un sistema sociale e scolastico più avanzato, e siamo poveri (rispetto, per esempio, all'Olanda) perché il nostro tessuto produttivo è meno efficiente e il sistema meno avanzato.

da lì, a dire che la scelta russa di abbandonare il sistema (che si era liberamente scelto in precedenza) di cambio controllato sia un gesto di libertà e non una costrizione delle circostanze, ce ne corre parecchio
 
U2511 ha scritto:
Il problema contingente di Mosca è che ha basato le sue proiezioni su una data quotazione del barile (denominato in USD) e che congiuntamente, cosa ancora più grave, deve importare, pagando in dollari, parecchi "mattoni" del suo programma di sviluppo economico.
alla seconda parte del problema non è estranea la scelta del recente passato di affidare lo sviluppo del Paese alle risorse naturali, trascurando lo sviluppo produttivo.
la "limitatezza" degli assets ha finito per influenzare eccessivamente il complesso.

resta il tema economico del thread: secondo qualche giornale Putin (lui personalmente? alcuni dei "boiardi" arricchiti con la apprensione delle ex-risorse collettive? il governo? la banca centrale?) avrebbe profittato della crisi per riacquistare quote di non si sa che, che erano detenute da investitori esteri.

la prima domanda è: con quali soldi, visto che il rublo vale pochissimo e di valuta pregiata ne hanno poca ?
la seconda è: sarebbe davvero un buon risultato, diminuire gli investimenti esteri?

poi ce ne sono altre (tra cui "è vera la notizia?" ), ma mi sembrano già abbastanza le prime due.
 
U2511 ha scritto:
belpietro ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
La risposta l'hai data tu stesso!
avendo il controllo della politica monetaria la russia ha potuto abbandonare il sistema a cambi controllati!
è come dire che nel burkina faso sono liberi perché possono morire di fame ...
Il morire di fame o meno è un problema di salari reali; il cambio può indurre un problema di prezzi nominali.
Come nel Burkina Faso sono "liberi di morire di fame", negli Usa sono "liberi di arricchirsi", ed entrambi questi paesi non vincolano il tasso di cambio.

Il problema contingente di Mosca è che ha basato le sue proiezioni su una data quotazione del barile (denominato in USD) e che congiuntamente, cosa ancora più grave, deve importare, pagando in dollari, parecchi "mattoni" del suo programma di sviluppo economico. Un po' il problema speculare al nostro, quando ci chiediamo come mai benzina e gasolio calino così poco alla pompa (al netto delle pretese del nostro socio occulto): vero che il barile sta crollando, ma vero anche che il dollaro si sta rafforzando (il che è abbastanza ovvio, le due quotazioni sono legate in misura inversa). Il rublo, pertanto, deve svalutarsi e, secondo me, questo farà bene all'industria russa, se saprà cogliere l'opportunità (vedi, nel bene e nel male, il Veneto Anno Domini 1992/1993 ... )

.....l' industria Russa......mumble, mumble :shock:
 
belpietro ha scritto:
resta il tema economico del thread: secondo qualche giornale Putin (lui personalmente? alcuni dei &quot;boiardi&quot; arricchiti con la apprensione delle ex-risorse collettive? il governo? la banca centrale?) avrebbe profittato della crisi per riacquistare quote di non si sa che, che erano detenute da investitori esteri.

la prima domanda è: con quali soldi, visto che il rublo vale pochissimo e di valuta pregiata ne hanno poca ?
la seconda è: sarebbe davvero un buon risultato, diminuire gli investimenti esteri?

poi ce ne sono altre (tra cui &quot;è vera la notizia?&quot;), ma mi sembrano già abbastanza le prime due.
La fonte mi pare &quot;molto poco assai leggeremente&quot; di parte :lol: (Serbia Network Foundation ... )
Non ho seguito i mercati in questo periodo, ma la cosa potrebbe avere un qualche fondamento, anche se, forse, non per le cifre vantate. I boiardi che citi hanno le loro belle riserve in valuta pregiata (embargo o meno, qualcosa gliel'hanno bloccato, ma mica tutto); e di sicuro hanno parecchi amici al di qua della cortina che si presterebbero più che volentieri alla bisogna (anche perché mica lo farebbero gratuitamente). Tuttavia, queste notizie mi lasciano piuttosto indifferente, perché più che il &quot;nemico&quot; russo, temo &lt&lt;l'amico&gt;&gt cinese
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-09/venezuela-collasso-cina-corre-aiuto-17-miliardi-euro-102953.shtml?uuid=ABIGlGbC

... e fosse solo questo ... i terreni agricoli in Africa e molto altro ancora, e il tutto con i nostri soldi. Mi rendo conto di essere un poco / tanto o.t., ma per andare a guardare al dito (Kiev e tutti i casini connessi) non vediamo Apophis che ci sta per schiantare addosso
 
belpietro ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
belpietro ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
La risposta l'hai data tu stesso!
avendo il controllo della politica monetaria la russia ha potuto abbandonare il sistema a cambi controllati!
è come dire che nel burkina faso sono liberi perché possono morire di fame ...
che è come dire che noi siamo tutti ricchi perchè possiamo usare l'euro.
direi proprio di no.
infatti nessuno lo dice.
noi siamo ricchi (rispetto al burkina faso) perché abbiamo un tessuto produttivo e un sistema sociale e scolastico più avanzato, e siamo poveri (rispetto, per esempio, all'Olanda) perché il nostro tessuto produttivo è meno efficiente e il sistema meno avanzato.

da lì, a dire che la scelta russa di abbandonare il sistema (che si era liberamente scelto in precedenza) di cambio controllato sia un gesto di libertà e non una costrizione delle circostanze, ce ne corre parecchio

ma è ovvio che è stata una costrizione della circostanze! che non aveva altra scelta! ma il punto (paragone con noi) rimane: la russia ha potuto sganciarsi e, come ha detto anche U2511, la svalutazione sicuramente l'aiuterà a contrastare il momento difficile! se si fosse trovata nei nostri panni non avrebbe potuto sganciarsi!..avrebbe finito le riserve in valuta pregiata (con tutte le conseguenze del caso) e non avrebbe avuto nessuna difesa economica per contrastare questo momento! per questo ribadisco che, al di là della scelta di putin, aver il controllo della politica monetaria è sempre preferibile averlo!

ritornando in topic.
ho cercato notizie simili ma non le ho trovate... se si potessero linkare altre fonti sarebbe meglio.
 
vonkrosigk ha scritto:
ma è ovvio che è stata una costrizione della circostanze! che non aveva altra scelta! ma il punto (paragone con noi) rimane: la russia ha potuto sganciarsi e, come ha detto anche U2511, la svalutazione sicuramente l'aiuterà a contrastare il momento difficile
"sganciarsi" da cosa?
ha semplicemente smesso di difendere un cambio che nessuno la costringeva a difendere. se fino a novembre lo difendeva (a caro prezzo), non era certo per stupidità ma perché era per la loro economia importante avere un cambio elevato.
la scelta di abbandonare la difesa del cambio non è stata perché le conviene, ma perché non poteva fare diversamente.

sul fatto che sia più libera, a paragone con noi, ti sbagli di grosso: è nella stessa condizione.
la Russia non è una Nazione come l'Italia; è una federazione (più ancora della UE) in cui le singole nazioni hanno una sovranità molto più ridotta di quella dei singoli Stati UE

se vogliamo fare un paragone, una qualsiasi delle 22 Repubbliche russe è messa come l'Italia;
vincolata a una moneta (il rublo) che non è non nazionale ma federativa, dalla quale non si può svincolare, e la cui regolazione finanziaria è fatta nell'interesse principale delle entità preminenti (non so se ti ricorda qualcosa).
 
Putin é un otti o giocatore di scacchi: con una abile mossa, la Russia ha riacquistato il 30% del proprio patrimonio di gas e petrolio che erano in mano ad investitori dell'occidente
 
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