<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> I tailandesi non hanno il cuore tenero come gli italiani... | Il Forum di Quattroruote

I tailandesi non hanno il cuore tenero come gli italiani...

Migliaia i profughi alla deriva senza cibo né acqua nel Mar delle Andamane, al largo delle coste della Thailandia, Indonesia e Malesia, che impediscono loro di sbarcare. Bangkok, su pressione dell'Onu, ha convocato un summit regionale per il 29 maggio, ma il governo di Myanmar minaccia di boicottarlo

KOH LIPE - Nel sud-est asiatico prosegue la politica dura di respingere in mare i migranti in fuga, che sta causando una gravissima emergenza umanitaria. Un'unità della Marina thailandese ha rimorchiato un barcone al largo delle isole meridionali della Thailandia, nel Mar delle Andamane, per portarlo fuori dalle sue acque territoriali e verso l'Indonesia. A bordo centinaia di profughi, donne e bambini denutriti, allo stremo.

Non è chiaro se si tratti dello stesso barcone con a bordo 400 musulmani della minoranza Rohingya in fuga dalle persecuzioni in Myanmar e Bangladesh che era stato respinto nei giorni scorsi. Sono migliaia i migranti e i profughi abbandonati su barche sovraccariche da scafisti senza scrupoli nel Mar delle Andamane, alla deriva senza cibo né acqua.

Gli Stati Uniti hanno lanciato l'appello a non abbandonare i migranti in mare, l'Onu ha chiesto venga rispettato l'obbligo di salvataggio in mare previsto dal diritto internazionale e perché i governi della regione facilitino sbarchi tempestivi con un'operazione coordinata. Ma le autorità thailandesi hanno detto di non voler più accogliere rifugiati in arrivo via mare. Questa settimana anche la Malesia aveva respinto due barconi di Rohingya e bengalesi e in precedenza l'Indonesia aveva deviato un altro barcone verso la Malesia, in un drammatico ping pong navale che rischia di causare una strage.

Migliaia di migranti provenienti da Myanmar e dal Bangladesh sono alla deriva su barconi di fortuna nell'oceano Indiano al largo delle coste della Thailandia, Indonesia e Malesia, che impediscono loro di sbarcare. Solo venerdì circa 1.400 migranti sono sbarcati ad Aceh, in Indonesia, e altri mille sono entrati in Malesia. Bangkok ha convocato un summit regionale per il 29 maggio per affrontare l'emergenza ma il Myanmar (ex Birmania) minaccia di boicottarlo perché non riconosce l'uso del termine Rohingya per designare la sua minoranza.
Emergenza migranti, Thailandia mantiene linea dura: respinto un barcone di Rohingya

Il primo ministo malese, Najib Razak, ha detto di augurarsi che il governo di Myanmar dia una "risposta positiva" per cercare di risolvere il problema. "Siamo in contatto con il governo" birmano e speriamo che ci "diano una risposta positiva, poiché questi profughi sono la conseguenza di problemi interni nei quali non possiamo immischiarci", ha dichiarato il ministro. La Malesia "vuole fare qualcosa prima che la situazione peggiori", ha detto il ministro, pur senza arrivare a dire di voler rivedere la decisione sui respingimenti dei barco

I Rohingya sono descritti come "il popolo meno voluto al mondo" e "una delle minoranze più perseguitate". Per una legge sulla concessione della cittadinanza del 1982, non possono prendere la cittadinanza birmana, viaggiare senza un permesso ufficiale, possedere terreni e sono tenuti a firmare un impegno a non avere più di due figli. Secondo Amnesty International, la popolazione musulmana Rohingya continua a soffrire per violazioni dei diritti umani da parte della dittatura militare birmana dal 1978, molti sono già fuggiti nel vicino Bangladesh.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/05/16/news/rohingya_thailandia_profughi-114493302/
 
trinacrio ha scritto:
Migliaia i profughi alla deriva senza cibo né acqua nel Mar delle Andamane, al largo delle coste della Thailandia, Indonesia e Malesia, che impediscono loro di sbarcare. Bangkok, su pressione dell'Onu, ha convocato un summit regionale per il 29 maggio, ma il governo di Myanmar minaccia di boicottarlo

KOH LIPE - Nel sud-est asiatico prosegue la politica dura di respingere in mare i migranti in fuga, che sta causando una gravissima emergenza umanitaria. Un'unità della Marina thailandese ha rimorchiato un barcone al largo delle isole meridionali della Thailandia, nel Mar delle Andamane, per portarlo fuori dalle sue acque territoriali e verso l'Indonesia. A bordo centinaia di profughi, donne e bambini denutriti, allo stremo.

Non è chiaro se si tratti dello stesso barcone con a bordo 400 musulmani della minoranza Rohingya in fuga dalle persecuzioni in Myanmar e Bangladesh che era stato respinto nei giorni scorsi. Sono migliaia i migranti e i profughi abbandonati su barche sovraccariche da scafisti senza scrupoli nel Mar delle Andamane, alla deriva senza cibo né acqua.

Gli Stati Uniti hanno lanciato l'appello a non abbandonare i migranti in mare, l'Onu ha chiesto venga rispettato l'obbligo di salvataggio in mare previsto dal diritto internazionale e perché i governi della regione facilitino sbarchi tempestivi con un'operazione coordinata. Ma le autorità thailandesi hanno detto di non voler più accogliere rifugiati in arrivo via mare. Questa settimana anche la Malesia aveva respinto due barconi di Rohingya e bengalesi e in precedenza l'Indonesia aveva deviato un altro barcone verso la Malesia, in un drammatico ping pong navale che rischia di causare una strage.

Migliaia di migranti provenienti da Myanmar e dal Bangladesh sono alla deriva su barconi di fortuna nell'oceano Indiano al largo delle coste della Thailandia, Indonesia e Malesia, che impediscono loro di sbarcare. Solo venerdì circa 1.400 migranti sono sbarcati ad Aceh, in Indonesia, e altri mille sono entrati in Malesia. Bangkok ha convocato un summit regionale per il 29 maggio per affrontare l'emergenza ma il Myanmar (ex Birmania) minaccia di boicottarlo perché non riconosce l'uso del termine Rohingya per designare la sua minoranza.
Emergenza migranti, Thailandia mantiene linea dura: respinto un barcone di Rohingya

Il primo ministo malese, Najib Razak, ha detto di augurarsi che il governo di Myanmar dia una "risposta positiva" per cercare di risolvere il problema. "Siamo in contatto con il governo" birmano e speriamo che ci "diano una risposta positiva, poiché questi profughi sono la conseguenza di problemi interni nei quali non possiamo immischiarci", ha dichiarato il ministro. La Malesia "vuole fare qualcosa prima che la situazione peggiori", ha detto il ministro, pur senza arrivare a dire di voler rivedere la decisione sui respingimenti dei barco

I Rohingya sono descritti come "il popolo meno voluto al mondo" e "una delle minoranze più perseguitate". Per una legge sulla concessione della cittadinanza del 1982, non possono prendere la cittadinanza birmana, viaggiare senza un permesso ufficiale, possedere terreni e sono tenuti a firmare un impegno a non avere più di due figli. Secondo Amnesty International, la popolazione musulmana Rohingya continua a soffrire per violazioni dei diritti umani da parte della dittatura militare birmana dal 1978, molti sono già fuggiti nel vicino Bangladesh.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/05/16/news/rohingya_thailandia_profughi-114493302/

tranquillo, arriveranno da noi per la gioia dei soliti noti, delle ong, delle on lus eccecc
 
andrea7935j ha scritto:
E poi all'estero ci criticano anche......lessi un articolo in Norvegia ed é meglio che stia zitto...
..noi non siamo capaci a farci rispettare,questo é il vero problema.

Per il nord europa salviamo la gente perché ci sono soldi di mezzo.
 
Certo, i thailandesi non hanno il cuore tenero, e non mi sembrano un esempio da seguire, essendo considerati "al top" per quel che riguarda il traffico di esseri umani (e la prostituzione minorile):
http://www.washingtonpost.com/opinions/thailands-despicable-trafficking-record/2014/08/19/d3ae3f1a-225d-11e4-958c-268a320a60ce_story.html

Dicono che sia pieno di ragazze dell'est euopeo in Thailandia, saranno tutte regolari. :)
 
quando l'immigrazione non integrata ( la maggior parte specialmente certuni) supera una certa soglia percentuale rispetto agli autoctoni, si instaurano processi di xenofobia.Il razzismo é altro.
Purtroppo tanti non se ne rendono conto mentre altri lo sanno bene e nin fanno nulla perché hanno da guadagnarci.
 
a_gricolo ha scritto:
angelo0 ha scritto:
Per il nord europa salviamo la gente perché ci sono soldi di mezzo.

Perchè, non è così?
Sembra di essere cosi..ma va messo cosi perché siamo in Italia.

Il nord europa non si vuole sporcare le mani , non vuole il problema direttamente e paga tramite EU .Ma che almeno non rombano le palline e vencono giu ad aiutare con le proprie mani e strumenti.

Non dimentichiamo che il nano ci ha provato a non farli entrare a suo tempo , cosa ha fatto il nord europa? in qualche articolo ci hanno titolati razzisti e senza cuore.Oggi il problema ha colpito anche loro e ci dicono che siamo ladri...

Io dico, di imparare in molte cose,di non dire niente e starsene zitti come fanno quelli del nord europa che ci fanno sapere solo il bello di quello che fanno.
 
Qui scriviamoscriviamoscriviamo... comodamente seduti davanti al pc, con la pancia piena e la famiglia al sicuro (salvo impevisti)...

...io mi immagino invece sul quel barcone alla deriva, con moglie e figlia, scappati da una casa in fiamme e da una dittatura, dopo giorni di mare su quel tipo di carretta, col sole a picco, la pioggia, il vento e le onde... penso le abbraccerei e poi le strozzerei per non farle soffirre di più... poi mi suiciderei... per questo mi vergogno di essere parte di quella oarte del mondo che queste ingiustizie le ha create e su cui prospera... ma ancor più mi vergogno di leggere certe inqualificabili frasi disumane, anche qui sul forum, tutti bravi a fare proclami e rivoluzioni da bar... come gli amici della canzone di Gino Paoli... che vergogna provo...
 
Back
Alto