La prossima settimana arriverà in Italia la nuova pasionaria del clima: la Greta. (Chiedo scusa alla Dolores Ibarruri per l'irriverente accostamento). Una prima cosa: vista la sindrome da cui è affetta e la minore età consiglierei una minore esposizione della piccola: persone ben più strutturate hanno subito seri danni psicologici da un'eccessiva sovraesposizione. Inoltre, al di là di qualche sgangherata lettura e ad un evidente indottrinamento, raccomanderei una maggiore e migliore partecipazione alla scuola. Oltre, perché no, a qualche bel libro di fiabe che nei paesi nordici non mancano. In Italia saranno ad accoglierla tutti i gretini e le gretine che si riconoscono nel credo verde e che, quel giorno, naturalmente, non andranno a scuola. Questo purtroppo è il livello culturale medio: i problemi scientifici vanno affrontati con taglio scientifico e non con la pancia. Ci vogliono anni e anni di studi matti e disperatissimi per capircene qualcosa. Nemmeno gli scienziati urlanti al disastro conoscono tutte le variabili e le concause dell'andamento climatico. Per cui occorrerebbe una maggior prudenza nell'annunciare catastrofiche previsioni non verificate e non verificabili.