Rickjapan ha scritto:
posizioni assolutamente intolleranti verso i lavoratori dipendenti....del tipo che se non servono vanno lasciati a casa.
Messa giù dura così, può risultare fastidiosa, ma, secondo me, forse, preferirei una verità detta in modo sgarbato che non una bugia pietosa.
Vedi, una delle grandi chiavi di "confronto" (chiamamolo così

) tra le due principali visioni economiche è proprio se considerare il fattore lavoro un costo fisso o un costo variabile (sto parlando in termini astratti e tecnici, senza riferimenti alle persone). Senza andare nel mondo anglosassone, tu puoi vedere le vicende europee: nei paesi dell'ex blocco sovietico il bilancio era determinato con ila tecnica del valore aggiunto (il che non è una bestemmia), ma con la particolarità: la categoria dei percettori "lavoratori" era appunto una "variabile indipendente". "Variabile" e non "costante" perché c'era l'adeguamento al 100% del costo della vita. Come ben sai, fu la Germania Ovest ad incorporare la Germania Est e non il contrario 8)
Pertanto, l'imprenditore, se ad esempio la domanda del suo prodotto cala in modo strutturale e non riesce a reagire con produzioni alternative, non può esimersi, tra le altre azioni, dal ridurre il "fattore lavoro": gli stati moderni prevedono un sistema di welfare per supportare transitoriamente il lavoratore licenziato, fino ad una nuova occasione lavorativa. Questo accade anche in Italia, con diverse misure e forme. Tralascio il dibattito sulla misura dei sussidi (sostanzialmente le differenti valutazioni sulla tesi che un sussidio "abbondante" disincentiverebbe la ricerca di nuova occupazione). In un mercato del lavoro normale, con tasso di disoccupazione fisiologica, il sistema funzione bene come "tappabuchi" per i (brevi) periodi di inoccupazione. Ma, quando la domanda generale di risorse umane è così bassa come nella situazione attuale, il sistema va in crisi, se non altro di risorse finanziarie. In questa situazione bisognerebbe interrogarsi sui perché della scarsa domanda di "fattore L", e non scaricare sulle imprese gli oneri connessi a tale situazione.