Jaccos ha scritto:
Riguardo a quanto hai scritto, piccolo OT.
Il calibro 5,56mm fu creato allo stesso scopo. Durante la guerra fredda lo scenario di guerra più probabile era ancora quello tradizionale tra due eserciti regolari. Per questo motivo hanno cercato il calibro giusto per fare in modo di ferire gravemente e rendere inabile al combattimento, pur senza uccidere in modo da obbligare la parte avversa ai costi di cura e mantenimento del soldato, nettamente più alti di una cassa da morto.
I russi invece, optarono per il 7,62mm, calibro decisamente più letale.
La prima "smerdata" del 5,56 fu in vietnam, dove i soldati lamentavano lo scarso potere d'arresto (oltre alla penosa affidabilità degli m16 nella giungla), tanto che molti soldati usa tenevano dietro la schiena un ak preso al nemico, usanza portata avanti fino all'ultima guerra in iraq (posso confermare, ho visto le foto scattate direttamente dagli americani, quasi tutti avevano un ak).
Poi i soldati vennero dotati di ottica ACOG, che rendeva il tiro MOLTO più preciso (anche per merito del perfezionamento della serie M negli anni), tanto che se non ricordo male a Falluja, venne indetta un'inchiesta per gli eccessivi head shot, tanto da far credere vi fossero state delle esecuzioni sommarie. Le indagini hanno poi dimostrato che questo era dovuto all'eccellente precisione dei fucili dotati della nuova ottica...
Epme ha scritto:
belpietro ha scritto:
questo non mi risulta.
il 5,56 è letalissimo nelle distanze tipiche d'ingaggio (entro i 300 m).
la scelta del calibro fu dettata soprattutto da ragioni logistiche.
.
Sono due concetti diversi. Il power stopping è la capacità di inabilitare il nemico con un unico colpo.
Nella campagna cubana e in quella filippina i Marines "scoprirono" che le loro pistole .38 non riuscivano ad arrestare gli assalitari ("furiosi" o fatti) prima che arrivassero a "tiro di machete". Da cui l'adozione della .45 molto piu' performante.
Il 223 (o 5,56) è un proiettile leggero e veloce che provoca gravi danni per cavitazione ma se ti attraversa non ti arresta ...
Se non hai un centro immediatamente "invalidante" (testa o organo vitale) il colpito può continuare a combattere per un po' .. (poi, alla fine muore lo stesso, ma intanto ...)
E' lo stesso motivo per cui soprattutto in Afghanistan hanno rispolverato prima i vecchi M14 in 7,62 NATO e poi sviluppato varianti "pesanti" derivate dall'M16/M4. Analogamente le Beretta 9 mm nei reparti di punta sono state sostituite dalle HK .45
Jaccos ha scritto:
Esatto.
Il 5,56 è un calibro dal relativamente scarso potere d'arresto. In uno scontro convenzionale ha un suo perchè, ma con la guerriglia serve a poco.
Il 7,62 corto dell'ak è nettamente più "bloccante" e più controllabile del NATO, calibro piuttosto rabbioso.
Ad ogni modo i moderni fucili vengono quasi tutti prodotti in doppia versione 5,56-7,62 per venire incontro alle varie esigenze (es FN scar l-h).
Per i calibri da pistola vale lo stesso discorso... personalmente trovo il .45 un calibro altamente godurioso...
Facciamo un po' di chiarezza.
I moderni calibri "intermedi" (7,62x39, 5,56 NATO, 5,45 Soviet) vennero adottati per motivi PRATICI di LOGISTICA ed efficienza delle armi.
Lo scontro tipo avviene entro i 300 metri. I calibri da fucile di un tempo erano eccessivi, difficili da controllare e ampiamente sovrabbondanti.
Quanto a potere d'arresto, nessun calibro con proiettile blindato che non sia una cartuccia da fucile a tutti gli effetti brilla particolarmente.
I sovietici adottarono il 7,62x39 perche' furono i primi, e lo derivarono direttamente dall'8mm Kurtz dei nazisti, che avevano sviluppato il primo fucile d'assalto, l'Stg 44.
La NATO segui' molto dopo, e scese ulteriormente di calibro.
Lo scopo era avere una cartuccia che avesse sufficiente potere d'arresto entro i 300 m, permettesse al fante di portare molte piu' munizioni con lo stesso peso, utile per il nuovo concetto di "soppressione" (costringere il nemico a non poter agire perche' deve tenersi al riparo da una grandine di piombo) e permettere l'uso di armi a raffica (sempre per la soppressione) controllabili e precise.
Infine, permetteva di realizzare armi piu' compatte e leggere, e dunque di ridurre il carico che il singolo fante doveva portare (chiunque abbia provato a marciare in montagna per una giornata portandosi dietro un FAL da 5 chili e mezzo sa cosa significa sognare di poter avere un fucile che ne pesa 3

).
Il 5,56 soddisfava appieno tutti i requisiti.
I problemi in Viet Nam furono dovuti a due fattori: il primo l'uso per le prime cartucce di una polvere SCONSIGLIATA dal progettista, unito a una PESSIMA MANUTENZIONE.
Quando si passo' alla polvere che era stata raccomandata e a una manutenzione adeguata, i problemi di affidabilita' sparirono.
I problemi con la giungla sono comuni a TUTTI i calibri da fucile di piccole dimensioni.
Chiunque vada a cinghiali sa che anche un 30-06 che spara una palla da 180 grani nel fitto ha problemi. Figuriamoci un 5,56, un 7,62x39 da 123 grani o un 5,45.
Nulla di piu' piccolo di uno slug calibro 12 se la cava bene nel fitto.
Lo scarso potere d'arresto lamentato sul 5,56 non riguarda le usuali distanze di ingaggio. Entro i 200 m il proiettile e' dotato di ottimo potere d'arresto e letalita', e chiunque sostenga che il 223 "ti attraversa ma non ti arresta" dovrebbe fare una seria trasfusione di realta'.
I resoconti dei militari intervistati nei programmi di miglioramento dello US Army e dei Marines hanno confermato soddisfazione per i loro fucili nell'uso per cui sono stati previsti.
Il fatto e' che il fucile e' cosi' preciso (come fatto osservare sopra) che permette agevolmente di impegnare bersagli anche ben oltre i 300 m previsti dalla "gittata utile". Si arriva a tirare tranquillamente fino ai 450 m e, se si e' bravi, fino ai 600, distanza alla quale, ovviamente, il proiettile del 5,56 si comporta piu' o meno come una .22, cosa che va comunque bene, visto che nessuno vuole essere colpito nemmeno da una .22.
Per le distanze d'ingaggio superiori, talvolta trovate negli ampi e aperti spazi dell'Iraq e Afghanistan, si e' tornati a far ricorso ad armi in 7,62x51 NATO.
Il 5,56 e' ben lungi dall'essere "piu' rabbioso" del 7,62 NATO. Ha anzi un rinculo decisamente piu' mite e controllabile (cosa che fu una delle ragioni principali della scelta, rispetto ad accorciare ulteriormente il 7,62x51 NATO, gia' a sua volta versione accorciata del 30-06, ordinanza americana della II GM).
Come sa bene chi (come il sottoscritto) abbia sparato abbondantemente con l'uno e con l'altro.
I fucili vengono prodotti in doppia versione 5.56 / 7,62 X 51 perche' comunque l'architettura dell'arma lo consente con poche variazioni (il prototipo di M16 derivava comunque dallo Stoner in 7,62 NATO) e permette di avere il fucile d'assalto e l'arma di lunga gittata di squadra con le stesse caratteristiche di maneggio e diverse parti in comune, cosa che semplifica la logistica e l'addestramento.
Le doppie versioni 5,56 NATO 7,62x39 hanno invece un'altra ragion d'essere: l'eventuale piu' facile reperimento della munizione ex-sovietica e, in certe operazioni, l'esigenza di non lasciare tracce riconducibili a una "fazione" precisa.
Ma questa e' un'altra storia.
In soldoni: sia il 7,62 che il 5,56 entro i 300 m hanno eccellente potere d'arresto e ammazzano che e' una bellezza.
In tutto cio', comunque, mi chiedo come mai in Libia, dove fino all'altro ieri nessuno poteva di fatto avere armi, nel giro di 2 giorni tutti hanno un Kalashnikov.
Meditate, gente, meditate...