<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Grecia: è corsa agli sportelli delle banche | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Grecia: è corsa agli sportelli delle banche

arizona77 ha scritto:
Dipende da quanto li tieni....
Scommetti che gli investitori dei vari fondi
(che san sempre le cose un attimo
prima.....)
Ne comprano e vendono in continuazione
Gran movimento grandi guadagni 8) ma anche grandi rischi.
Secondo me il guadagno folle ci sarà se il banco (ellenico) salta.
Se i bond greci vanno a 5-10 centesimi un pensierino ci si potrebbe anche fare, ma così a naso la girandola di put e call è già ben che iniziata. La differenza profonda rispetto al crack argentino è la componente politica, Angelona non ci sta a fare la parte di chi inizia a picconare l'Euro, ma, d'altro conto, le riuscirebbe difficile, nonostante la disciplina dei suoi connazionali, tenere duro sulla Hartz IV e concedere l'attuale welfare a Atene. Il pokerista levantino, invece, è in un cul de sac, con poche cartucce da spendere, ma con un obiettivo molto chiaro (un robusto taglio sul debito in conto capitale) che i capoccia UE fanno solo finta di non capire (l'uscita finemente umoristica di un alto funzionario "La verità è che non capiamo la strategia di Tsipras, né cosa vuole")

Molto probabilmente sbaglierò, ma tutto congiura per far saltare il banco dei pegni di Atene, contando sul fatto che l'economia greca non è poi così tanto aperta, che Putin in questo momento può dare solo gas ma non soldi, e che l'imminente (o già iniziata) stagione turistica porterebbe comunque valuta fresca "pregiata" nei confini greci. I punti critici sono, a mio modesto avviso, due:
1) la regolamentazione del cambio della "nuova dracma" (chiamiamola così);
2) la gestione del "precedente" che si verrebbe a creare (se "per la prima volta" esce un paese da eurolandia, in futuro ne potrebbero uscire anche altri
Entrambi "territori inesplorati" per l'appunto. Non è la prima volta che salta una valuta nazionale, ma sarebbe la prima volta in epoca moderna, per lo meno dopo Bretton Woods, che salta un componente di una unione monetaria nel mondo occidentale.
 
enosnowb ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
enosnowb ha scritto:
....forse il pil della Grecia tutta non arriva a quello della Lombardia....
La vita dei greci però conta tanto quanto quella dei lombardi o dei tedeschi.
....ma io, infatti, sono contrario alla grexit....
Ma mica che i Greci muoiono se escono da Eurolandia ... avranno davanti a sè qualche anno duro, anche molto duro se vuoi (e non per colpa dell'Euro), così come un po' di cocci rotti se li ritroveranno chi li ha finanziati in modo assurdo, però si riassesteranno.
 
enosnowb ha scritto:
....ma io, infatti, sono contrario alla grexit....

nel frattempo i bancomat sono "vuoti".

A mio avviso l'unica soluzione (che non sia un palliativo, un semplice rinvio del problema) è:
- default greco (del resto, storicamente, il debito pubblico o si ripudia, oppure va in fumo per iper-inflazione);
- nuova moneta;
- importazione di beni e servizi con i proventi di turismo, noli e, in prospettiva, royalties del gasdotto turkish stream

resta da superare il problema energetico nel breve periodo (forniture corrente elettrica, gas, benzina ecc...)
 
enosnowb ha scritto:
....ma io, infatti, sono contrario alla grexit....
Ci tieni ai greci, ma vuoi continuare ad arrostirli sul grill dell'euro?
L'esposizione creditizia eccessiva greca è stata causata esclusivamente dall'euro e dagli stupidi vincoli dell'?uropa, da non confondere assolutamente con l'Europa.
Lo stesso vale per gli altri Stati membri. Servirà più tempo, ma la condizione finale sarà la medesima.
Il Grexit porterà la Grecia ad essere nuovamente uno Stato sovrano, che potrà garantire i nuovi crediti e la liquidità delle proprie banche.
Per anni hanno vissuto con la loro moneta senza paranoie di sviluppo tecnologico e viaggi attraverso i buchi neri.
Non vi saranno nemmeno problemi a livello energetico. Non vi dico il perché per evitare di offendervi. Basta che vi sediate un attimo a meditare cosa è avvenuto in Italia con oltre il 20% di svalutazione dell'euro sul dollaro e le conseguenze alla pompa. Se però mi dite che a casa vostra il costo del prodotto finito è composto al 100% dalle materie prime, alzo le mani e me ne vado zitto zitto.
In Italia l'ignoranza in materia è prossima al 99,9%. Spero per voi che siate fuori da questo gruppetto a cui i media hanno lavato il cervello con Perlana.
Chi vuole l'euro vuole l'austerità. Chi sostiene il contrario è un criminale.
 
Hanno prelevato euri ma dopodomani dove li spenderanno? :shock: E nel caso, cambiati con la nuova :rolleyes: splendente valuta Greca a quanto?
 
enosnowb ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
enosnowb ha scritto:
....forse il pil della Grecia tutta non arriva a quello della Lombardia....
La vita dei greci però conta tanto quanto quella dei lombardi o dei tedeschi.
....ma io, infatti, sono contrario alla grexit....

Io invece sono favorevole e favorevole anche ad un italexit, mi sono rotto le scatole di vedere sperperi e ruberie in nome di pon e pof e poi spremiture dei contribuenti e non in modo correlato al loro reddito bensi in relazione al patrimonio.
Per cui chi ha un ufficio e una casetta e non ha un reddito alto da tartassare si buttano sui sacrifici di una vita con imu tasi tari ....
Se non è un modo mafioso burocratico di espropriare proprietà altrui questo ...
Sarei felice di essere tartassato su un reddito da impiegato pubblico.
 
Trotto@81 ha scritto:
enosnowb ha scritto:
....ma io, infatti, sono contrario alla grexit....
Ci tieni ai greci, ma vuoi continuare ad arrostirli sul grill dell'euro?
L'esposizione creditizia eccessiva greca è stata causata esclusivamente dall'euro e dagli stupidi vincoli dell'?uropa, da non confondere assolutamente con l'Europa.
Lo stesso vale per gli altri Stati membri. Servirà più tempo, ma la condizione finale sarà la medesima.
Il Grexit porterà la Grecia ad essere nuovamente uno Stato sovrano, che potrà garantire i nuovi crediti e la liquidità delle proprie banche.
Per anni hanno vissuto con la loro moneta senza paranoie di sviluppo tecnologico e viaggi attraverso i buchi neri.
Non vi saranno nemmeno problemi a livello energetico. Non vi dico il perché per evitare di offendervi. Basta che vi sediate un attimo a meditare cosa è avvenuto in Italia con oltre il 20% di svalutazione dell'euro sul dollaro e le conseguenze alla pompa. Se però mi dite che a casa vostra il costo del prodotto finito è composto al 100% dalle materie prime, alzo le mani e me ne vado zitto zitto.
In Italia l'ignoranza in materia è prossima al 99,9%. Spero per voi che siate fuori da questo gruppetto a cui i media hanno lavato il cervello con Perlana.
Chi vuole l'euro vuole l'austerità. Chi sostiene il contrario è un criminale.

Si come no, oggi l'euro è austerità, mentre quando per anni nelle scuole nei comuni nelle province nelle regioni si è fatto carne di porco dei soldi che arrivavano dalla CE l'euro era una manna caduta dal cielo.

Ma quanti si sono mai chiesti davvero in tutti quei progetti e progettini, spesso fuffa, CHI paga il conto?
Fatti un giro su qualsiasi regione italiana nei report dei pon, ne scoprirarai delle belle.
Assi, misure tutte belle parole e poi la sagra della pippacotta del cadore del sud anche fino a centinai di migliaia di euro.
 
economyrunner ha scritto:
Si come no, oggi l'euro è austerità...
L'euro è l'austerità! Chi vuole l'euro è un criminale, se consapevole, altrimenti un povero ignorante a cui i media hanno fatto il lavaggio del cervello.
(Non mi riferisco a nessun utente del forum in particolare)
 
Per tutti coloro che "credono" che la crisi e l'austerità sia colpa del fatto che abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi.

Leggete questo articolo...

Sacrifici? No, grazie. Prima, vogliamo la verità sul debito

Senza più moneta sovrana, gli Stati europei devono indebitarsi con la finanza privata. Ma quando è la finanza a finire in rosso, allora sono gli Stati a sostenere le banche, che altrimenti fallirebbero. E con che soldi gli Stati aiutano le banche? Con quelli dei cittadini, chiamati ad affrontare ?sacrifici? straordinari per arginare il debito pubblico. C?è qualcosa che non funziona, è evidente. Il peccato originale? Il sistema privatizza i profitti e socializza le perdite: enormi guadagni per pochi, sempre gli stessi, e salasso garantito per tutti gli altri, che sono sempre di più. La prima mossa da fare per uscire dal tunnel? Ottenere finalmente la verità sul debito: chi l?ha provocato, chi l?ha gonfiato, chi ci ha guadagnato.

Dalla Francia proviene ora un appello per creare una commissione di audit del debito pubblico in grado di visualizzare come è fatto quel debito, come è Audit Citoyen Forumstato contratto, a favore di chi e di quali interessi. «Noi vogliamo fare nostra questa proposta ? scrive il comitato ?Rivolta il debito?, sul suo blog ? per rivedere in profondità l?entità del debito pubblico italiano accumulato nel tempo per favorire rendite, profitti, interessi di casta e di una ristretta élite e non certo per favorire le spese sociali, l?istruzione, la cultura, il lavoro». Il primo Stato a pretendere con successo un audit sul proprio debito, nel 2007, è stato l?Ecuador di Rafael Correa, che è riuscito a scremare il passivo da indebite speculazioni finanziarie: giusto pagare solo il debito ?legittimo?, non quello gonfiato ad arte dagli ?usurai? finanziari.

Il comitato francese ?Audit Citoyen? ha radunato politici, sindacalisti come Marie-Laurence Bertrand e Patricia Tejas della Cgt, attivisti del calibro di Jean-Claude Chailley di ?Résistance sociale? e Thomas Coutrot di ?Attac?, gruppi di consumo critico e sodalizi per i diritti civili, economisti di fama come Philippe Askénazy e Frédéric Lordon e poi sociologi, docenti universitari, scrittori, filosofi come Étienne Balibar. «Scuole, ospedali, alloggi d?urgenza, pensioni, disoccupazione, cultura, ambiente: viviamo quotidianamente l?austerità finanziaria e il peggio deve venire», denunciano i francesi. ?Noi viviamo al di sopra dei nostri mezzi?, questo è il ritornello che ci viene ripetuto dai grandi media. Per cui, ora ?occorre rimborsare il debito?, ci si ripete mattina e sera, Davvro non abbiamo scelte? Davvero Sarkozyoccorre ?rassicurare i mercati finanziari e salvare la buona reputazione?, cioè la ?tripla A? della solvibilità finanziaria, a scapito del welfare?

«Non accettiamo questi discorsi colpevolizzanti», scrive ?Audit Citoyen?. «Non vogliamo assistere da spettatori alla rimessa in discussione di tutto ciò che ha reso ancora vivibile le nostre società, anche in Europa». Massacro sociale? No, grazie. Prima di maneggiare la scure del ?rigore?, è meglio controllare la genesi della crisi: «Abbiamo speso troppo per la scuola e la sanità oppure i benefici fiscali e sociali dopo vent?anni hanno prosciugato i bilanci? Questo debito è stato contratto nell?interesse generale oppure può essere considerato in parte come illegittimo? Chi possiede questi titoli e approfitta dell?austerità?». E poi: «Perché gli Stati devono essere obbligati a indebitarsi presso i mercati finanziari e le banche, mentre queste possono farsi concedere prestiti direttamente e a un costo più basso dalla Banca centrale europea?».

«Non accettiamo che queste questioni siano eluse o affrontate alle nostre spalle da esperti ufficiali sotto l?influenza delle lobbies economiche e finanziarie», sottolinea l?appello di ?Audit Citoyen?. «Vogliamo dire la nostra nel quadro di un ampio dibattito democratico che deciderà del nostro avvenire comune». La realtà è allarmante: «In fin dei conti, siamo dei giocattoli nelle mani degli azionisti, degli speculatori e dei creditori oppure Francia, manifestazione per l'audit sul debitosiamo cittadini, capaci di deliberare insieme sul nostro avvenire?». Il comitato francese annuncia una mobilitazione porta a porta: città, quartieri, villaggi, luoghi di lavoro. Obiettivo, la trasparenza: lanciare l?idea di un grande audit del debito pubblico.

E? un?ottima proposta, scrive il comitato ?Rivolta il debito?, che serve per impostare un?altra politica economica, del tutto alternativa a quella avanzata in questi anni dai vari governi che si sono succeduti. Una politica civica e democratica, «improntata alla redistribuzione della ricchezza, alla valorizzazione dei beni comuni, del lavoro, del welfare e dell?ambiente, contro gli interessi del profitto e della speculazione finanziaria: una politica economica per il 99% contro l?1% del pianeta». Esplicito l?appello francese, che traccia una vera e propria road map politica: «Vogliamo creare sul piano nazionale e locale dei collettivi per un audit dei cittadini con i nostri sindacati e associazioni, con esperti indipendenti, con i nostri colleghi, i vicini, i concittadini. Prenderemo in mano i nostri destini perché la democrazia riviva

http://www.libreidee.org/2012/01/sacrifici-no-grazie-prima-vogliamo-la-verita-sul-debito/
 
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Dipende da quanto li tieni....
Scommetti che gli investitori dei vari fondi
(che san sempre le cose un attimo
prima.....)
Ne comprano e vendono in continuazione
Gran movimento grandi guadagni 8) ma anche grandi rischi.
Secondo me il guadagno folle ci sarà se il banco (ellenico) salta.
Se i bond greci vanno a 5-10 centesimi un pensierino ci si potrebbe anche fare, ma così a naso la girandola di put e call è già ben che iniziata. La differenza profonda rispetto al crack argentino è la componente politica, Angelona non ci sta a fare la parte di chi inizia a picconare l'Euro, ma, d'altro conto, le riuscirebbe difficile, nonostante la disciplina dei suoi connazionali, tenere duro sulla Hartz IV e concedere l'attuale welfare a Atene. Il pokerista levantino, invece, è in un cul de sac, con poche cartucce da spendere, ma con un obiettivo molto chiaro (un robusto taglio sul debito in conto capitale) che i capoccia UE fanno solo finta di non capire (l'uscita finemente umoristica di un alto funzionario "La verità è che non capiamo la strategia di Tsipras, né cosa vuole")

Molto probabilmente sbaglierò, ma tutto congiura per far saltare il banco dei pegni di Atene, contando sul fatto che l'economia greca non è poi così tanto aperta, che Putin in questo momento può dare solo gas ma non soldi, e che l'imminente (o già iniziata) stagione turistica porterebbe comunque valuta fresca "pregiata" nei confini greci. I punti critici sono, a mio modesto avviso, due:
1) la regolamentazione del cambio della "nuova dracma" (chiamiamola così);
2) la gestione del "precedente" che si verrebbe a creare (se "per la prima volta" esce un paese da eurolandia, in futuro ne potrebbero uscire anche altri
Entrambi "territori inesplorati" per l'appunto. Non è la prima volta che salta una valuta nazionale, ma sarebbe la prima volta in epoca moderna, per lo meno dopo Bretton Woods, che salta un componente di una unione monetaria nel mondo occidentale.

Dura di dire dove stia la verita' o meglio la soluzione
meno peggio.
Vedere la parabola del giocatore sfigato di " Chemin de Fer "
e del suo finanziatore/creditore ;)
 
Condivisibile chiedere verità sul debito pubblico ma non sposta il fatto che oggi chi spende/spande e ha meno di 30 anni lo fa molto spesso coi soldi di papà e nonni che si sono -specie questi ultimi- fatti un cubo tanto per metterli da parte. Quindi vive al di sopra delle sue possibilità, lasciando consapevolmente o meno il conto da pagare ai suoi figli, se mai ne avrà.
Anche i dipendenti del comune di Roma lo fanno, hanno avuto 350 milioncini non dovuti ma se li tengono ben stretti, spalleggiati dai sindacati che hanno gridato immediatamente: "se verranno toccati i dipendenti sarà lotta".
Il concetto di "col culo degli altri" è l'espressione precisa del cercare di vivere al di sopra dei propri mezzi e in itaglia ne siamo cultori e maestri non a caso...
 
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