<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> glifosato in birra | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

glifosato in birra

ch4 ha scritto:
Non capisco come si possano prendere i dati della dose letale al 50% per avere un'idea della pericolosità di un composto.
Quella dose riguarda solo eventi accidentali e trascura gli effetti a lungo termine.
Per fare un paragone potremmo tranquillamente respirare polveri d'amianto con la certezza di non morire sul colpo.
Il fatto che avremo la quasi certezza di sviluppare un cancro alle vie respiratorie tra i 20 o 30 anni dall'esposizione non viene infatti evidenziato dalla DL 50.
Provate a leggere questo articolo (troppo lungo da postare) con gli studi effettuati sugli effetti per l'uomo.

Non puo' dipendere dal fatto che siano sostanze smaltibili in tempo reale dai reni o meno,
e quindi, se non si supera la soglia, non producono nessun danno :?:
 
andrea-86 ha scritto:
Lo so che la dl-50 non è un metodo efficace per stabilire la tossicità sul lungo periodo di una sostanza, ma quando si parla di un ordine di grandezza di un milione è plausibile che il pericolo sia nullo, stiamo parlando di una bevanda che di suo contiene una dose elevata di alcol, sostanza nota cancerogena, riguardo gli ogm, che ripeto non c'entrano con l'orzo utilizzato per la birra, una loro introduzione non comporterebbe nessuno obbligo per chi non vuole usarli, nessuno imporrà niente, d'altronde chi si riproduce le sementi generalmente lo fa per l'orticello di casa, d'altro canto le sementi ogm non sono sterili, tanto che in alcuni paesi si pongono problemi per la risemina di alcune piante come la colza senza che sia stato pagato il brevetto, qualche decina di euro ad ettaro, per il mais la risemina non si fa ma perché da decenni le sementi sono ibride e riseminando si perderebbero i vantaggi produttivi, ma riseminando una pianta ogm di mais si ottiene una pianta di mais ogm senza il vigore ibrido.
La DL50 praticamente non significa nulla per i rischi a lungo termine per i quali occorre guardare i TLV che rappresentano quei limiti di concentrazione in aria o in acqua o cibi per i quali si iniziano a rilevare statisticamente gli effetti mutageni o patologici.
Sono quindi questi limiti quelli da considerare quando si ragiona sui possibili rischi.
Per fare un esempio ho cercato tali limiti per un composto molto studiato quale il benzene.
Ebbene il DL50 per il benzene risulta essere di 930 mg/kg che, rapportandolo ad un uomo di poco più di 80 kg corrisponde a 75 GRAMMI, il TLV in atmosfera per una esposizione di 8 ore è pari a 0,5 ppm elevato a 2,5 ppm per esposizioni di 15 ppm.
Se poi passiamo ad analizzare i limiti per le acque abbiamo 5 microgrammi /litro.
Se consideriamo un'assunzione di due litri d'acqua al giorno abbiamo 10 microgrammi contro i 75 grammi, cioè quasi un decimilionesimo della dose letale.
posto di seguito il link all'articolo che avevo omessso nel mio post precedente.
http://www.aveprobi.org/wp-content/uploads/2007/05/14-04-30-ISPRA-ISDE-Effetti-del-Glifosate-1.pdf
 
capisco benissimo che la dl50 è estremamente più alta della dose sotto la quale bisogerebbe tenersi giornalmente, volevo solo fare osservare come fosse ridicolo preoccuparsi per la presenza di microgrammi di diserbante, in una bevanda che contiene diversi grammi litro di una sostanza certamente cancerogena, per quanto riguarda il glifosate dopo 30 anni non si è ancora riusciti a dimostrare che sia cancerogeno
 
Questa storia del glyphosate fa pendant con la pippa dell'olio di palma: il problema non è quello. Se il glyphosate si è imposto a livello mondiale è perchè ha delle caratteristiche che lo fanno preferire ad altri erbicidi, prima tra tutte la bassa tossicità e l'elevata efficacia. Certo che se poi ne fai un uso scellerato come disseccare l'orzo prima della raccolta, è semplicemente ovvio che qualcosa va a finire nella granella, anche se in teoria non dovrebbe. Ma non è colpa del glyphosate: se domani lo si vieta, possiamo scommettere una cena di pesce che ci saranno altri scrotocefali che lo sostituiranno con altri disseccanti. E tra cinque anni saremo qui a parlare ancora di "birra col pesticida". Dice che in Sri Lanka lo hanno vietato perchè muoiono i contadini.... e grazie al ca**o! Andate a vedere come fanno i trattamenti da quelle parti e vi stupirete che ne muoiono così pochi (e magari è proprio perchè il glyphosate è meno tossico di altri....). Come per l'olio di palma, il problema non è l'olio: se eliminiamo il glyphosate, dovremo sostituirlo con qualcos'altro, a meno che non ci mettiamo nell'ordine di idee che le malerbe vanno eliminate con la zappa. Che poi, non mi meraviglierei più di tanto se dietro questa campagna mondiale anti glyphosate ci fosse la stessa Monsanto che ha pronto giusto giusto un altro prodotto, un po' meno tossico e solo un po' più costoso.....
 
Sempre riguardo l'isteria mediatica riguardo pesticidi sorvolando l'equiazione pesticidi=glifosate, la maggior parte delle volte in cui si parla di glifosate non manca mai la foto della persona (spesso asiatici o sud americani) che irrora la chioma delle piante con una pompa manuale, immagine estremamente fuori dalla nostra realtà, prima perchè trattasi di un disseccante totale, quindi se distribuito sulla chioma porta inevitabilmente alla morte della pianta oggetto di coltivazione, secondo nei paesi avanzati i diserbanti in pieno campo non vengono certo distribuiti con la pompa a mano ma da mezzi meccanizzati e il contatto con l'uomo è minimo, paragonare la nostra agricoltura con i problemi dell'agricoltura del terzo mondo.
 
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