chiaro_scuro ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiaro_scuro ha scritto:
Sono certamente d'accordo che siamo entrambe vittime ma, come giĂ detto, non vorrei che ci dimenticasse che tanta parte dell'economia vive grazie a questo Stato carnefice.
io credo che, al momento, l'economia viva NONOSTANTE questo Stato carnefice.
e non ho mai scritto né pensato che siano i dipendenti in quanto tali a dover abdicare a dei diritti;
piuttosto, siamo tutti in quanto cittadini a dover ripensare certi servizi, e ad alcuni (dipendenti e non dipendenti) dovrebbe essere cessato di remunerare delle non-prestazioni.
Condivido.
Quando dico che parte dell'economia vive grazie a questo Stato dico che intorno alle storture dello Stato ci sono tante, troppe, persone che ci vivono. Non che questo mi faccia piacere ma è così e non possiamo far finta che non lo sia.
L'esempio della caserma che ha chiuso e con essa tante piccole realtĂ rende evidente come pubblico e privato non sono entitĂ separate.
Detta diversamente, non se ne può uscire con un colpo di spugna perchè crollerebbe un intero sistema.
Ciao.
e dove sta scritto che una bella fetta di popolazione ha
diritto ad essere garantito da questo stato invece il restante ha solo il
dovere di mantenerlo questa sottospecie di stato?
A questo punto se è questa la logica, CONVIENE per l'economia dello stato stesso dare un reddito di cittadinanza minimo. In questo modo sicuramente i soldi si rimetterebbero in circolo, ricreando richiesta di beni e servizi anche se di prima necessità e quindi altra occupazione iindotta.
Le larghe intese invece fanno si da accentrare sempre piĂą privilegi e redditi nelle mani di pochi che poi investono a Londra o in altri mercati piĂą sicuri.
Cioè assumere 220 dirigenti (non impiegati semplici) alla Regione Puglia che scopo ha?
E mi fermo per non diventare scurrile.