<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Girone | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Girone

U2511 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Eccomi, il mio pensiero è che in merito alla vicenda si sia sempre trascurato da parte italiana il semplice fatto che i due pescatori indiani sono morti, i due marò hanno alcuni pesanti indizi a loro carico ...
4 anni senza che l'accusa abbia potuto produrre il benché minimo straccio di prova, anzi, facendo sparire tutte le prove a loro favore (i proiettili ed il peschereccio), silenziando il medico che per primo fece l'autopsia ai marinai, elinando le tracce radar dell'altra nave, sono più che un motivo per gridare all'ingiustizia.
Poi ci si è messo il nostro mai troppo lodato governo dell'epoca (modo ironico, se non si capisse) che, con una mossa perefettamente idiota, ha erogato un "risarcimento" alle famiglie, con ciò ammettendo tacitamente responsabilità che non sono nostre.

In questa vicenda tutte le autorità (a minuscola) hanno dato il peggio di sé: il governicchio del bocconiano, i vertici militari che hanno usato la vicenda per fare carriera, la nostra diplomazia che si è mossa da cani (con l'unicazione di chi li assistette inizialmente)

Solo due uomini si stagliano come giganti sulla pochezza morale ed etica che ha avvolto la vicenda di un nefando olezzo: Girone e La Torre, fucilieri di Marina, che con il loro comportamento hanno dato e stanno dando un esempio a tutti gli Italiani e tengono alto il decoro della divisa che indossano.
ognuno è libero di pensarla come vuole, a me il comportamento dei due fucilieri ad esempio non è mai parso esente da pecche e non parlo della loro eventuale responsabilità, ma proprio di quanto accaduto dopo l'incriminazione.
Riguardo poi la colpevolezza o meno io, a seguito di un puro ragionamento deduttivo, mi sono persuaso che furono proprio loro a sparare ed uccidere i due pescatori.
A sostegno di ciò furono i risarcimenti subito concessi per cercare di chiudere lì la faccenda.
Di certo vi fu l'insipienza del governo per come ha gestito la faccenda cui si sta rimediando solo ora e le responsabilità di chi ha messo militari italiani su navi mercantili senza una chiara indicazione di chi avrebbe dovuto esercitare il comando in caso di crisi come questa.
Ricordiamoci infatti che fu la decisione dell'armatore a far rientrare la Leixe in India contro le richieste della nostra Marina Militare e senza tale decisione il tutto si sarebbe sgonfiato in quattro giorni.
Chiarisco anche che non considero i due marò degli assassini ma solo vittime di un errore (se fossero veramente stati loro) dovuto ad inesperienza o stress che non ha permesso di discernere le reali intenzioni della barca indiana.
Resta il fatto che un equipaggio di un aereo statunitense per una bravata ha tranciato i cavi di una funivia del Cermis con decine di morti e sono rientrati indisturbati negli USA, non sono finiti sotto processo, una inchiesta farlocca li ha scagionati e sono già stati promossi nonostante l'indubbia colpevolezza mentre in questo caso l'Italia non è stata nemmeno capace di esercitare pressioni sull'armatore, figuriamoci su uno Stato quale l'India.
Ad ogni modo non posso certo immaginare quale sarà l'esito dell'arbitrato internazionale, ma sono facile profeta nel pronosticare per i due marò un futuro da candidati alle prossime elezioni, l'unico dubbio che mi resta è a quale partito diranno di si.
 
ch4 ha scritto:
Riguardo poi la colpevolezza o meno io, a seguito di un puro ragionamento deduttivo, mi sono persuaso che furono proprio loro a sparare ed uccidere i due pescatori.
Già, con il calibro dei proiettili misteriosamente cambiato da 7,62 a 5,65 dopo la prima autopsia e con il medico obbligato al silenzio dal governo del Kerala :rolleyes:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-15/kerala-affondano-prove-discolpano-164304.shtml?uuid=AbNjCK8F

=ch4A sostegno di ciò furono i risarcimenti subito concessi per cercare di chiudere lì la faccenda.
La leggo come la tipica furberia italiana di acontentare un po' tutti, prendendosela poi regolarmente in quel posto

ch4 ha scritto:
Ricordiamoci infatti che fu la decisione dell'armatore a far rientrare la Leixe in India contro le richieste della nostra Marina Militare e senza tale decisione il tutto si sarebbe sgonfiato in quattro giorni.
Il nostro comando non si era affatto opposto, anzi ... se non quando era troppo tardi.
 
ch4 ha scritto:
ognuno è libero di pensarla come vuole, a me il comportamento dei due fucilieri ad esempio non è mai parso esente da pecche e non parlo della loro eventuale responsabilità, ma proprio di quanto accaduto dopo l'incriminazione.
Riguardo poi la colpevolezza o meno io, a seguito di un puro ragionamento deduttivo, mi sono persuaso che furono proprio loro a sparare ed uccidere i due pescatori.
A sostegno di ciò furono i risarcimenti subito concessi per cercare di chiudere lì la faccenda.
Di certo vi fu l'insipienza del governo per come ha gestito la faccenda cui si sta rimediando solo ora e le responsabilità di chi ha messo militari italiani su navi mercantili senza una chiara indicazione di chi avrebbe dovuto esercitare il comando in caso di crisi come questa.
Ricordiamoci infatti che fu la decisione dell'armatore a far rientrare la Leixe in India contro le richieste della nostra Marina Militare e senza tale decisione il tutto si sarebbe sgonfiato in quattro giorni.
Chiarisco anche che non considero i due marò degli assassini ma solo vittime di un errore (se fossero veramente stati loro) dovuto ad inesperienza o stress che non ha permesso di discernere le reali intenzioni della barca indiana.
Resta il fatto che un equipaggio di un aereo statunitense per una bravata ha tranciato i cavi di una funivia del Cermis con decine di morti e sono rientrati indisturbati negli USA, non sono finiti sotto processo, una inchiesta farlocca li ha scagionati e sono già stati promossi nonostante l'indubbia colpevolezza mentre in questo caso l'Italia non è stata nemmeno capace di esercitare pressioni sull'armatore, figuriamoci su uno Stato quale l'India.
Ad ogni modo non posso certo immaginare quale sarà l'esito dell'arbitrato internazionale, ma sono facile profeta nel pronosticare per i due marò un futuro da candidati alle prossime elezioni, l'unico dubbio che mi resta è a quale partito diranno di si.

Ecco, non ti pare che un puro ragionamento deduttivo sia un po' poco per condannare (anche a morte, tra l'altro) una persona?

Non ti pare che serva un equo processo?

Ti pare che in questo caso i requisiti minimi di un equo processo siano stati fin qui rispettati? Che la formulazione dell'imputazione sia intervenuta in termini chiari e i tempi definiti? Che le prove siano state assunte nel rispetto del principio del contraddittorio?

La questione del Cermis è diversa, non sono stati giudicati in Italia sulla base della Convenzione di Londra sullo status dei militari NATO (e comunque, sì, in quel caso ottennero un trattamento piuttosto favorevole rispetto all'accusa principale. Ma non furono promossi e anzi, sono stati radiati con disonore).

Su una cosa mi sento di essere piuttosto sicuro: nell'escludere l'errore dovuto a inesperienza o stress. Si può pensare quel che si vuole, ma a compiere un servizio come quello che era stato affidato a La Torre e Girone (cioè distaccati e in quasi assoluta autonomia) va personale molto, ma molto ben addestrato. Anche a gestire la pressione (anzi, addestrato soprattutto a quello).
 
estraggo da Wikipedia.
In base alla Convenzione di Londra del 1951 sullo status dei militari della Nato, il processo ai soldati statunitensi autori della strage spettava al paese d'appartenenza, e quindi agli Stati Uniti.[10]

Il processo al pilota, Richard Ashby, fu celebrato a Camp Lejeune nella Carolina del Nord. La corte militare accertò che le mappe di bordo non segnalavano i cavi della funivia e che l'aereo EA-6B stava volando a velocità maggiore e a una quota molto minore di quanto permesso dalle norme militari. Le prescrizioni in vigore al tempo dell'incidente imponevano infatti un'altezza di volo di almeno 2000 piedi (609,6 m). Il pilota dichiarò di ritenere che l'altezza di volo minima fosse invece di 1000 piedi (304,8 m). Il cavo, tuttavia, fu tranciato ad un'altezza di 360 piedi (110 m). Il pilota sostenne che l'altimetro era rotto, e affermò di non essere stato a conoscenza delle restrizioni di velocità. Nel marzo del 1999 la giuria lo assolse, provocando indignazione in Italia e in Europa. Anche le accuse di omicidio colposo nei confronti del navigatore Joseph Schweitzer non ebbero seguito.

I due militari furono nuovamente giudicati dalla corte marziale USA per intralcio alla giustizia per aver distrutto il nastro video registrato durante il volo. Per tale capo d'accusa furono riconosciuti colpevoli nel maggio del 1999. Entrambi furono degradati e rimossi dal servizio. Il pilota fu inoltre condannato a sei mesi di detenzione, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta.

Nel febbraio 2008 i due piloti hanno impugnato la sentenza e richiesto la revoca della radiazione con disonore, allo scopo di riavere i benefici finanziari spettanti ai militari; hanno anche affermato che, all'epoca del processo, accusa e difesa strinsero un patto segreto per far cadere l'accusa di omicidio colposo plurimo, ma di aver voluto mantenere l'accusa di intralcio alla giustizia «per soddisfare le pressioni che venivano dall'Italia».[11] È comunque stato riconosciuto che l'aereo viaggiava a bassa quota e che la velocità era eccessiva considerati gli ostacoli presenti in zona[12]

Nell'agosto del 2009, la Corte di Appello degli Stati Uniti d'America si è pronunciata in merito[13][14] ed ha confermato la condanna di primo grado ("We affirm the decision of the United States Navy-Marine Corps Court of Criminal Appeals", [9], pagina 56).

Io ricordavo solo la prima assoluzione e comunque la condanna avvenne in seguito solo per aver distrutto la cassetta che li incriminava.
Comunque, convenzioni o no, gli USA non hanno mai permesso che i propri militari venissero processati da altri paesi.
Riguardo poi l'equo processo io ho sempre sostenuto che ve ne fosse la necessità e lo auspicavo sin da quando se ne trattava anni fa sempre su questo forum, dove mai ho detto che sono colpevoli o innocenti? Io ho sempre avuto dei dubbi ma, essendo basati su congetture ed ipotesi non ho assolutamente la pretesa di avere la verità in tasca.
Mi sembra una posizione molto più neutra ed equa rispetto a chi invece li ha già assolti senza attendere il processo o l'arbitrato internazionale.
Ho comunque la sensazione che molto difficilmente si arriverà ad una corretta ricostruzione dei fatti e delle responsabilità dato che si è trasformata la vicenda in un affare di stato e politici di ambedue i paesi cavalcano tesi opposte nel più puro stile populista e mistificatorio.
Comunque se rileggi il mio precedente intervento pur sollevando i miei dubbi sulla loro responsabilità ho anche affermato di non considerarli comunque assassini, permettimi comunque dal dissentire dalla rappresentazione che se ne vuol dare di eroici militari.
 
ch4 ha scritto:
estraggo da Wikipedia.
In base alla Convenzione di Londra del 1951 sullo status dei militari della Nato, il processo ai soldati statunitensi autori della strage spettava al paese d'appartenenza, e quindi agli Stati Uniti.[10]

Il processo al pilota, Richard Ashby, fu celebrato a Camp Lejeune nella Carolina del Nord. La corte militare accertò che le mappe di bordo non segnalavano i cavi della funivia e che l'aereo EA-6B stava volando a velocità maggiore e a una quota molto minore di quanto permesso dalle norme militari. Le prescrizioni in vigore al tempo dell'incidente imponevano infatti un'altezza di volo di almeno 2000 piedi (609,6 m). Il pilota dichiarò di ritenere che l'altezza di volo minima fosse invece di 1000 piedi (304,8 m). Il cavo, tuttavia, fu tranciato ad un'altezza di 360 piedi (110 m). Il pilota sostenne che l'altimetro era rotto, e affermò di non essere stato a conoscenza delle restrizioni di velocità. Nel marzo del 1999 la giuria lo assolse, provocando indignazione in Italia e in Europa. Anche le accuse di omicidio colposo nei confronti del navigatore Joseph Schweitzer non ebbero seguito.

I due militari furono nuovamente giudicati dalla corte marziale USA per intralcio alla giustizia per aver distrutto il nastro video registrato durante il volo. Per tale capo d'accusa furono riconosciuti colpevoli nel maggio del 1999. Entrambi furono degradati e rimossi dal servizio. Il pilota fu inoltre condannato a sei mesi di detenzione, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta.

Nel febbraio 2008 i due piloti hanno impugnato la sentenza e richiesto la revoca della radiazione con disonore, allo scopo di riavere i benefici finanziari spettanti ai militari; hanno anche affermato che, all'epoca del processo, accusa e difesa strinsero un patto segreto per far cadere l'accusa di omicidio colposo plurimo, ma di aver voluto mantenere l'accusa di intralcio alla giustizia «per soddisfare le pressioni che venivano dall'Italia».[11] È comunque stato riconosciuto che l'aereo viaggiava a bassa quota e che la velocità era eccessiva considerati gli ostacoli presenti in zona[12]

Nell'agosto del 2009, la Corte di Appello degli Stati Uniti d'America si è pronunciata in merito[13][14] ed ha confermato la condanna di primo grado ("We affirm the decision of the United States Navy-Marine Corps Court of Criminal Appeals", [9], pagina 56).

Io ricordavo solo la prima assoluzione e comunque la condanna avvenne in seguito solo per aver distrutto la cassetta che li incriminava.
Comunque, convenzioni o no, gli USA non hanno mai permesso che i propri militari venissero processati da altri paesi.
Riguardo poi l'equo processo io ho sempre sostenuto che ve ne fosse la necessità e lo auspicavo sin da quando se ne trattava anni fa sempre su questo forum, dove mai ho detto che sono colpevoli o innocenti? Io ho sempre avuto dei dubbi ma, essendo basati su congetture ed ipotesi non ho assolutamente la pretesa di avere la verità in tasca.
Mi sembra una posizione molto più neutra ed equa rispetto a chi invece li ha già assolti senza attendere il processo o l'arbitrato internazionale.
Ho comunque la sensazione che molto difficilmente si arriverà ad una corretta ricostruzione dei fatti e delle responsabilità dato che si è trasformata la vicenda in un affare di stato e politici di ambedue i paesi cavalcano tesi opposte nel più puro stile populista e mistificatorio.
Comunque se rileggi il mio precedente intervento pur sollevando i miei dubbi sulla loro responsabilità ho anche affermato di non considerarli comunque assassini, permettimi comunque dal dissentire dalla rappresentazione che se ne vuol dare di eroici militari.

Eroici forse no. Dignitosi e degni di rispetto senz'altro: han fatto tutto quello che è stato detto loro di fare (compresa la parentesi della licenza premio con annessa sceneggiata del ce-li-teniamo-no-tornano-in India che ha portato alle dimissioni del Ministro degli Affari esteri in carica); non hanno rilasciato dichiarazioni; hanno dimostrato un contegno assoluto, in un mondo in cui ci si venderebbe l'anima per un minuto di visibilità.

Tutto questo vivendo quotidianamente con il peso di una possibile condanna a morte e, per uno dei due, quasi costantemente lontano dai propri affetti.
 
U2511 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Eccomi, il mio pensiero è che in merito alla vicenda si sia sempre trascurato da parte italiana il semplice fatto che i due pescatori indiani sono morti, i due marò hanno alcuni pesanti indizi a loro carico ...
4 anni senza che l'accusa abbia potuto produrre il benché minimo straccio di prova, anzi, facendo sparire tutte le prove a loro favore (i proiettili ed il peschereccio), silenziando il medico che per primo fece l'autopsia ai marinai, elinando le tracce radar dell'altra nave, sono più che un motivo per gridare all'ingiustizia.
Poi ci si è messo il nostro mai troppo lodato governo dell'epoca (modo ironico, se non si capisse) che, con una mossa perefettamente idiota, ha erogato un "risarcimento" alle famiglie, con ciò ammettendo tacitamente responsabilità che non sono nostre.

In questa vicenda tutte le autorità (a minuscola) hanno dato il peggio di sé: il governicchio del bocconiano, i vertici militari che hanno usato la vicenda per fare carriera, la nostra diplomazia che si è mossa da cani (con l'unicazione di chi li assistette inizialmente)

Solo due uomini si stagliano come giganti sulla pochezza morale ed etica che ha avvolto la vicenda di un nefando olezzo: Girone e La Torre, fucilieri di Marina, che con il loro comportamento hanno dato e stanno dando un esempio a tutti gli Italiani e tengono alto il decoro della divisa che indossano.

sante parole
aggiungo che se fossi uno dei due maró, a fine vicenda, butterei la divisa.
 
come la maggior parte di chi legge, ma anche di chi scrive, non ero presente ai fatti, ma da quanto ho potuto apprendere da cronache più o meno veritiere, i fucilieri erano imbarcati sul cargo in un'operazione antipirateria comandata loro dalla Marina Militare. Se ad un certo punto decidono di imbracciare i fucili e fare fuoco non credo sia stato per fare il tiro a segno su due poveri pescatori. il che mi porta a fare 2 considerazioni:
1- non hanno sparato loro
2- i pescatori non erano pescatori

Ribadisco la mia convinzione che se il ministro degli esteri dell'epoca fosse stato il buon Giulio, la vicenda sarebbe già dimenticata da un pezzo... ;)
 
maxressora ha scritto:
Ribadisco la mia convinzione che se il ministro degli esteri dell'epoca fosse stato il buon Giulio, la vicenda sarebbe già dimenticata da un pezzo... ;)

la faccenda non sarebbe proprio nata perche' il giulio non avrebbe mai messi dei soldati su di una nave civile a fare un'operazione in acque internazionali privi dei requisiti minimi....

infatti i maro' potavo sparare per mandato internazionale al largo della costa somala o comunque africana mica di fronte all'india...

naturalmente paga sempre l'ultimo anello della catena i maro' da una parte ed i pescatori dall'altra....
;)
 
vendetta indiana

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/mar-scatta-ritorsione-dellindia-1265259.html

ci sono un pò di indiani qui che potrebbero prendere la via del ritorno no?
 
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