a_gricolo ha scritto:
Jambana ha scritto:
......diversi giovani nati e cresciuti in occidente, cittadini francesi a tutti gli effetti, figli o nipoti di immigrati (quindi immigrati di seconda o terza generazione), spesso con istruzione superiore o universitaria, si rifugiano nel fondamentalismo perché è l'unica via che pensano di avere per trovare un'identità.
......
Chi ha avuto più spirito di iniziativa, adattamento, capacità di integrarsi e trovare un posto nella società non ha avuto problemi, anzi, ha sfruttato una grande occasione;
Appunto. Quando si è in casa d'altri è obbligatorio sapersi adattare e tenere la testa bassa. Gli italiani emigrati hanno mandato giù tanti rospi da far concorrenza a Bear Grylls, e non per questo si sono messi a fare i terroristi. Guarda caso, di tutte le comunità "ospiti" quelle che tendono a rompere le nespole sono sempre le stesse. Ci sarà un motivo, o è sempre e solo colpa degli ospitanti che non accolgono?
Gli italiani non si saranno messi a fare i terroristi, ma mi pare che abbiano anche esportato con molto successo la mafia all'estero: sai, per citarne uno su tutti, un certo Al Capone si dice sia uno degli italiani piu' famosi di tutti i tempi.
Cosi' come "Il Padrino" e' uno dei film piu' celebri in assoluto nel mondo...
Anche abbastanza recentemente siamo stati protagonisti di fatti di sangue molto gravi all'estero.
Non mi pare si possa dire che storicamente siamo una comunita' che non abbia mai "rotto le nespole", usando la tua espressione, ai paesi che ci hanno accolto, piu' o meno bene.
Quello che ci salva penso che siano le nostre molteplici eccellenze, a partire dalla bellezza (immensa, anche quando offesa o mal utilizzata) del nostro Paese e dei nostri beni culturali, la nostra storia artistica, musicale, gastronomica, il gusto per la bellezza, la creativita' e l'ingegno che ci contraddistingue oltre alla capacita' di tanti nostri connazionali nel lavoro, in settori anche molto rappresentativi dal punto di vista dell'immagine come quelli del lusso e del design.
Nei primi del '900 il flusso migratorio degli italiani verso l'estero ha assunto proporzioni quasi bibliche, ma ancora negli anni '20 a quelli che salivano su un piroscafo in cerca di fortuna con la valigia di cartone e le pezze al sedere si contrapponeva un Henry Ford che si levava il cappello quando vedeva passare un'Alfa.
All'estero ho sempre vissuto il fatto di essere italiano come un atout e con orgoglio, per l'ammirazione e l'affetto che esistono verso il nostro Paese quasi universalmente.
Ma dire che gli italiani all'estero abbiano sempre rispettato le regole, la legge e mai creato problemi e' una clamorosa falsita'.