<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Giornalista Italiano ucciso in Egitto | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Giornalista Italiano ucciso in Egitto

maddeche! ha scritto:
"Giornalista italiano" ? Italiano si, povero giovanotto.
Giornalista ? Calma, gente.
Mi dite "Dino Buzzati", "Orio Vergani", "Indro Montanelli" ok, quelli sì che erano giornalisti.

Massimo rispetto per un giovane che si faceva avanti nella vita, e che é incappato in qualcosa di enorme, troppo più forte di lui.

Ma definire "giornalista" una persona che va in giro a porre domande... no, non sono d'accordo. Casomai intervistatore, va bene, ma fra le due cose ci sono delle differenze, secondo me.

Anch'io potrei asserire di essere stato giornalista: alle scuole medie. Scrissi un paio di articoli per il ciclostilato della scuola :D

No, scusate, ribadisco: nessun dileggio sulla tremenda sorte toccata a questo giovane uomo, solo non chiamiamolo "giornalista".

bah...a me pare che uno che scrive per un giornale sia un giornalista, magari alle prime armi ma pur sempre un giornalista. Non tutti possono essere come quelli da te citati i quali, immagino, hanno cominciato con qualche articolato....

Usando questo metro non potremmo dire che un calciatore di serie C sia un calciatore non essendo un messi o un ronaldo ecc ecc
IMHO
 
maddeche! ha scritto:
pi_greco ha scritto:
maddeche! ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Al solito costume italico da chicchiera da barbiere, leggo un sacco di dietrologie... era un povero ragazzo di valore, laureato, dottorato ed impegnato civilmente, comeptente nella sua materia ed impegnato in un paese difficile che però amava e in cui probabilmente ha preso parte nell'interesse civile e politico... che scrivesse per il manifesto o per famiglia cristiana me non pare rilevante... come i suoi gusti personali... IMHO... poi dire che non era un giornalista vero... bisognerebbe conoscerne le pubblicazioni... ma si fa prima a scrivere due righe denigratorie...
Caro Max, non capisco quali sono le righe denigratorie.
Io dico semplicemente che per essere definiti giornalisti si deve fare una gavetta di qualche anno, all'inizio da cronista, da intervistatore magari, ma "giornalista" lo si diventa dopo essersi fatto le ossa anche nel saper guardare l'invisibile e nel saper ascoltare il non detto...
non hai scritto questo, e lo sai bene... ah, io conosco molti giornalisti meno famosi di quelli da te citati ma non mi paiono meno dignitosi...
Non sto facendo un discorso di dignità, soprattutto perché - almeno fino ad ora - non ho letto dichiarazioni autografe del povero Giulio nelle quali lui si definisse giornalista. Altri lo hanno così definito, ed é su questo che espongo la mia modesta opinione. Secondo la mia modeta opinione, Giulio non era ancora un giornalista. Nulla esclude che avrebbe potuto diventarlo ed essere anche bravo.

Non mi riferisco al "patentino", dal momento che ce l'ha anche Water Velcroni. Mi riferisco alla professionalità, alla capacità, all'esperienza.

Anche io conosco alcuni giornalisti, anche se non così noti come quelli che prima avevo citato. Ed é a loro che penso, quando rimugino sulla figura del "giornalista".
credo tu stia mettendo una toppa peggio del buco, non vedo poi perchè storpiare il cognome, ma ci rinuncio... pensala un po' come credi...
 
pi_greco ha scritto:
]La notizia ha risonanza perchè, come accaduto per tanti poveri diavoli presi in ostaggio o finiti male in paesi lontani e poco accessibili, si è creata una aspettativa dopo il blackout per giorni, non mi pare si debbano formulare ipotesi su connivenze, potere e quant'altro ho letto, che mi paiono cose di pessimo gusto... IMHO...
Hai frainteso quel che ho scritto.
Ti spiego per bene così forse chiudiamo il malinteso.

Ho scritto
Mi viene da pensare che probabilmente la persona (il povero giovane) o il suo ruolo (ufficiale, ufficioso o ignoto che sia) stanno a cuore a qualche personaggio influente. Questo personaggio influente ha messo in moto la macchina delle indagini e da qui in poi sarà tutto un vorticare di ipotesi, deduzioni e controdeduzioni.

Se non ci fosse stato uno sprone, le sorti di questo giovane FORSE sarebbero rimaste relegate fra le non-notizie, come é accaduto in pasato per altri nostri concittadini all'estero.
In altre parole: non so se siano dei servizi segreti, italiani o stranieri, se sia un personaggio politico italiano o straniero, se qualche altra a me sconosciuta identita, ma sembra proprio che qualcuno abbia voluto far emergere un pò alla volta tutta la vicenda, forse pr dar modo ai colpevoli di organizzare i depistaggi.

Alcuni nostri connazionali sono stati assassinati all'estero, rapiti e rilasciati alcuni altri, rapiti e mai più ritrovati degli altri ancora.
Secondo me, molto spesso queste persone neanche si accorgevano di essere finite in un gioco al massacro che le vedeva come pedine sacrificabili.

In tutto questo, dunque, non ascrivo alcuna colpa a Giulio, nonostante quello che a te sia sembrato.
E a questo punto chiedo scusa di non essere stato più chiaro fin dall'inizio.
 
maddeche! ha scritto:
"Giornalista italiano" ? Italiano si, povero giovanotto.
Giornalista ? Calma, gente.
Mi dite "Dino Buzzati", "Orio Vergani", "Indro Montanelli" ok, quelli sì che erano giornalisti.

Massimo rispetto per un giovane che si faceva avanti nella vita, e che é incappato in qualcosa di enorme, troppo più forte di lui.

Ma definire "giornalista" una persona che va in giro a porre domande... no, non sono d'accordo. Casomai intervistatore, va bene, ma fra le due cose ci sono delle differenze, secondo me.

Anch'io potrei asserire di essere stato giornalista: alle scuole medie. Scrissi un paio di articoli per il ciclostilato della scuola :D

No, scusate, ribadisco: nessun dileggio sulla tremenda sorte toccata a questo giovane uomo, solo non chiamiamolo "giornalista".

Andrea non rigirare la lama nel taglio dei precari dell'informazione che lavorano a 3 ? a pezzo e senza inquadramento specifico. Il mondo del lavoro è cambiato anche nel giornalismo ora puoi farti il mazzo anche per diversi anni e risultare sempre freelance e non professionista dell'informazione.

Sarà per quello che alcuni si genuflettono mentre danno le notizie e altri no.
 
Prima per ragioni economiche e politiche ci turavamo il naso e appoggiavamo il regime di Mubarak che nonostante tutto alcune liberta' (seppur poche e limitate) le garantiva.
Ora, dopo la primavera araba, Morsi e il golpe di al-Sisi i nostri governanti erano consapevoli che la situazione dei diritti umani e liberta' sarebbe stata molto peggiore rispetto all'epoca Mubarak ma per le stesse ragioni politico/economiche e l'acuirsi del problema migranti hanno fatto finta di nulla, finche' un evento cosi tragico (secondo me un rapimento non avrebbe avuto lo stesso efetto) non li ha costretti a sospendere le iniziative economiche in corso.
Se di positivita' si puo' parlare, c'e' la consegna della salma anche se temo che verranno trovati gli autori materiali ma non i mandanti e una volta placato il clamore dell'italica opinione pubblica amici come prima...
 
Il fatto triste, a mio avviso, è che questo povero ragazzo è assurto agli onori delle cronache solo per la sua nazionalità e per la rete di amicizie che ne ha denunciato la scomparsa, ma la sua sorte è purtroppo comune a quella di altri centinaia di ragazzi egiziani che hanno subito la stessa sorte dall'avvento di Al Sisi.
Il fatto che sia stato torturato è dovuto alla rete di amicizie e di informatori che aveva intessuto con gli oppositori clandestini al regime e che gli avranno sicuramente estorto a forza.
Esistono inoltre sia testimonianze che lo hanno visto fermato dalla polizia che semplici deduzioni logiche che smentiscono la responsabilità di una delinquenza comune che magari ti uccide per rapina, ma certo non ti tortura per giorni per poi abbandonarti in un fosso in una zona frequentata.
Sicuramente l'Egitto tenterà di affibbiare la responsabilità del delitto a qualche poveraccio, ma tenterà in tutti i modi di nascondere le responsabilità dei propri servizi, l'unico dubbio che ho è se l'Italia farà buon viso a cattivo gioco ed accetterà la versione di comodo oppure no ( ma propendo per il si pur se dopo un periodo di tempo abbastanza lungo per salvare la faccia).
D'altronde i servizi di tutti i paesi hanno sempre fatto ricorso ad uccisioni per zittire ed intimidire, ricordo anche in Italia presunti "suicidati" che si riposero la pistola nella cinta dei pantaloni ed altri impiccatisi "comodamente seduti" e credo che la voluta incongruità delle scene non fosse altro che un modo per avvertire chi di dovere di farsi gli affaracci propri.
Tornando al povero ragazzo così positivo ed intraprendente, è un vero dispiacere pensare che sia scomparso perché in grado di portare il suo piccolo, ma significativo, contributo ad una società più giusta.
Per dire infine se lui fosse o meno un giornalista, mi pare del tutto irrilevante, di sicuro era impegnato a cercare di capire il mondo in cui viveva in Egitto e trasmettere la sua esperienza, sicuramente di parte ma vissuta sul campo, e non a servire i potenti di turno come molti, troppi, giornalisti nostrani da Vespa in giù.
 
ch4 ha scritto:
Il fatto triste, a mio avviso, è che questo povero ragazzo è assurto agli onori delle cronache solo per la sua nazionalità e per la rete di amicizie che ne ha denunciato la scomparsa, ma la sua sorte è purtroppo comune a quella di altri centinaia di ragazzi egiziani che hanno subito la stessa sorte dall'avvento di Al Sisi.
Il fatto che sia stato torturato è dovuto alla rete di amicizie e di informatori che aveva intessuto con gli oppositori clandestini al regime e che gli avranno sicuramente estorto a forza.
Esistono inoltre sia testimonianze che lo hanno visto fermato dalla polizia che semplici deduzioni logiche che smentiscono la responsabilità di una delinquenza comune che magari ti uccide per rapina, ma certo non ti tortura per giorni per poi abbandonarti in un fosso in una zona frequentata.
Sicuramente l'Egitto tenterà di affibbiare la responsabilità del delitto a qualche poveraccio, ma tenterà in tutti i modi di nascondere le responsabilità dei propri servizi, l'unico dubbio che ho è se l'Italia farà buon viso a cattivo gioco ed accetterà la versione di comodo oppure no ( ma propendo per il si pur se dopo un periodo di tempo abbastanza lungo per salvare la faccia).
D'altronde i servizi di tutti i paesi hanno sempre fatto ricorso ad uccisioni per zittire ed intimidire, ricordo anche in Italia presunti "suicidati" che si riposero la pistola nella cinta dei pantaloni ed altri impiccatisi "comodamente seduti" e credo che la voluta incongruità delle scene non fosse altro che un modo per avvertire chi di dovere di farsi gli affaracci propri.
Tornando al povero ragazzo così positivo ed intraprendente, è un vero dispiacere pensare che sia scomparso perché in grado di portare il suo piccolo, ma significativo, contributo ad una società più giusta.
Per dire infine se lui fosse o meno un giornalista, mi pare del tutto irrilevante, di sicuro era impegnato a cercare di capire il mondo in cui viveva in Egitto e trasmettere la sua esperienza, sicuramente di parte ma vissuta sul campo, e non a servire i potenti di turno come molti, troppi, giornalisti nostrani da Vespa in giù.

Mi permetto di aggiungere una considerazione:
sicuramente l' ha ucciso un cretino o un gruppo di cretini.
Avrebbe/avrebbero potuto, ( dovuto ) far sparire il corpo e amen.
Se non altro avrebbe/avrebbero salvato la faccia
P.s.: povero ragazzo.
 
Grattaballe ha scritto:
Morto per una frattura alle vertebre cervicali dopo giorni di torture. Il motivo non si saprà mai. Amarezza...
Temo sia una prassi da quelle parti per chi la pensa in modo non conforme...
 
L'Egitto non è certo uno stato di diritto, non c'è democrazia: è una dittatura imposta con le armi. Il giovane friulano questo lo sapeva ed era cosciente che non era per niente al sicuro, lui stesso lo aveva denunciato al giornale per cui scriveva.
Purtroppo la tortura contro i dissidenti esiste anche in molti stati cosiddetti democratici.
Come si può definire la "Diaz"? O i casi più noti di Aldrovandi e Cucchi? E questo accade nel nostro stato che si definisce democratico e garante dei diritti civili di ogni persona che abita questo Paese. Io credo che il caso di Giulio Regeni sarà pian piano dimenticato, sacrificato nell'altare del business tra l'Italia e l'Egitto.
 
holerGTA ha scritto:
L'Egitto non è certo uno stato di diritto, non c'è democrazia: è una dittatura imposta con le armi. Il giovane friulano questo lo sapeva ed era cosciente che non era per niente al sicuro, lui stesso lo aveva denunciato al giornale per cui scriveva.
Purtroppo la tortura contro i dissidenti esiste anche in molti stati cosiddetti democratici.
Come si può definire la "Diaz"? O i casi più noti di Aldrovandi e Cucchi? E questo accade nel nostro stato che si definisce democratico e garante dei diritti civili di ogni persona che abita questo Paese. Io credo che il caso di Giulio Regeni sarà pian piano dimenticato, sacrificato nell'altare del business tra l'Italia e l'Egitto.

Siamo messi male....ma non ( ancora ) cosi'.
I 3 casi da te giustamente riportati sono piu' dovuti a qualche
esagitato dalla mano troppo pesante,
diversamente da certi paesi dove risulta di uso corrente
 
holerGTA ha scritto:
L'Egitto non è certo uno stato di diritto, non c'è democrazia: è una dittatura imposta con le armi. Il giovane friulano questo lo sapeva ed era cosciente che non era per niente al sicuro, lui stesso lo aveva denunciato al giornale per cui scriveva.
Purtroppo la tortura contro i dissidenti esiste anche in molti stati cosiddetti democratici.
Come si può definire la "Diaz"? O i casi più noti di Aldrovandi e Cucchi? E questo accade nel nostro stato che si definisce democratico e garante dei diritti civili di ogni persona che abita questo Paese. Io credo che il caso di Giulio Regeni sarà pian piano dimenticato, sacrificato nell'altare del business tra l'Italia e l'Egitto.

ma per favore lascia perdere la diaz ( se non facevano casino succedeva niente) o gli altri due casi che c'entrano nulla con il case Reggeni.
 
Probabilmente non è solo il governo egiziano, governo poi, quale governo, a nascondere la verità.

Sappiamo che ci sono traffici di armi, di droga e di petrolio in quelle zone, ci sono organizzazioni anche filogovernative interessate a questi traffici, la CIA stessa è implicata.
Questo ragazzo che ha fatto la sua piccola ma concreta parte per interrompere il circolo vizioso dei subdoli trafficanti ipocriti può aver scoperchiato qualche vasetto di Pandora.
 
ch4 ha scritto:
Il fatto triste, a mio avviso, è che questo povero ragazzo è assurto agli onori delle cronache solo per la sua nazionalità e per la rete di amicizie che ne ha denunciato la scomparsa, ma la sua sorte è purtroppo comune a quella di altri centinaia di ragazzi egiziani che hanno subito la stessa sorte dall'avvento di Al Sisi.
Il fatto che sia stato torturato è dovuto alla rete di amicizie e di informatori che aveva intessuto con gli oppositori clandestini al regime e che gli avranno sicuramente estorto a forza.
Esistono inoltre sia testimonianze che lo hanno visto fermato dalla polizia che semplici deduzioni logiche che smentiscono la responsabilità di una delinquenza comune che magari ti uccide per rapina, ma certo non ti tortura per giorni per poi abbandonarti in un fosso in una zona frequentata.
Sicuramente l'Egitto tenterà di affibbiare la responsabilità del delitto a qualche poveraccio, ma tenterà in tutti i modi di nascondere le responsabilità dei propri servizi, l'unico dubbio che ho è se l'Italia farà buon viso a cattivo gioco ed accetterà la versione di comodo oppure no ( ma propendo per il si pur se dopo un periodo di tempo abbastanza lungo per salvare la faccia).
D'altronde i servizi di tutti i paesi hanno sempre fatto ricorso ad uccisioni per zittire ed intimidire, ricordo anche in Italia presunti "suicidati" che si riposero la pistola nella cinta dei pantaloni ed altri impiccatisi "comodamente seduti" e credo che la voluta incongruità delle scene non fosse altro che un modo per avvertire chi di dovere di farsi gli affaracci propri.
Tornando al povero ragazzo così positivo ed intraprendente, è un vero dispiacere pensare che sia scomparso perché in grado di portare il suo piccolo, ma significativo, contributo ad una società più giusta.
Per dire infine se lui fosse o meno un giornalista, mi pare del tutto irrilevante, di sicuro era impegnato a cercare di capire il mondo in cui viveva in Egitto e trasmettere la sua esperienza, sicuramente di parte ma vissuta sul campo, e non a servire i potenti di turno come molti, troppi, giornalisti nostrani da Vespa in giù.
Ma si può vedere anche in altra ottica ovvero da noi troppo garantiti, anche i falsi rifugiati da loro ti fanno fuori anche per una domanda scomoda.
Se è questa la cultura che stiamo importando allegramente siamo a posto.
 
Così è se vi pare ....

http://www.liberoquotidiano.it/news/home/11876064/giulio-regeni-manifesto-post-facebook-collaboratore-insulti.html
 
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