<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Germania: che potenza..... | Il Forum di Quattroruote

Germania: che potenza.....

La domanda di lavoro in Germania è altissima: stime ufficiali parlano di un milione di posti di lavoro a disposizione. E? quanto sostiene in un?intervista al Corriere Peter Barnefske,  direttore della società di selezione Phoenix Gir con sede a Monaco di Baviera. Noi Italiani potremmo a questo punto fare spallucce e al massimo commentare con un ?beati loro? se non fosse che questa notizia che ci riguarda. Sì, perché secondo Barnefske le aziende tedesche hanno tutto l?interesse ad assumere candidati italiani, anzi, sono desiderose di strappare alla terra d?oltralpe le sue menti migliori, laureate e non. Le ragioni? I Tedeschi credono che gli Italiani siano dei lavoratori ?smart?, ovvero brillanti, intelligenti, svegli. Ne apprezzano la professionalità, il modo di lavorare, la mentalità. In più li ritengono risorse facilmente inseribili perché non hanno bisogno di permesso di lavoro e possono contare sulle loro reti sociali già presenti sul territorio. Un?opinione che si discosta parecchio dallo stereotipo del lavoratore italiano inaffidabile e fanfarone, che talvolta ancora oggi ci perseguita all?estero. Dalle parole di Barnefske sembra invece che la Germania stia corteggiando i talenti italiani: ?Sappiamo che la fuga dei cervelli è temporanea. Ne teniamo conto per offrire stimoli in più per trasferirsi in Germania, puntando sul fatto che qui avrebbero più opportunità di fare carriera e condizioni di lavoro gratificanti. Le aziende con cui abbiamo a che fare non propongono stage, anche perché sanno che ce ne sarebbero altre pronte ad offrire contratti veri e propri?.

Le figure più ricercate dalle aziende sono ingegneri ed esperti di information technology ma anche infermieri, medici, artigiani e personale per le strutture alberghiere.

Un impedimento può essere rappresentato dalla lingua. Si sa che il tedesco è un idioma ostico, che non si impara in fretta, ma il direttore della Phoenix Gir rassicura gli animi: ?Teniamo in considerazione i candidati con un livello A2 (capacità di espressione basilare in contesti quotidiani) documentato o valutato in sede di colloquio. Poi siamo noi a suggerire i corsi, anche online, per migliorare. Il Fondo Sociale Europeo finanzia scuole che offrono lezioni intensive a basso prezzo: qui se ne trovano a un Euro all?ora?.

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Redazione Global Publishers
Fonte: Nuvola.corriere
 
bumper morgan ha scritto:
Un impedimento può essere rappresentato dalla lingua. Si sa che il tedesco è un idioma ostico, che non si impara in fretta
in molte aziende di livello la lingua di lavoro è l'inglese, a prescindere.
 
scusate il Tedesco
" Nicht fur allen, alles fur Deutschland "
" Niente per tutti, tutto per la Germania ".....
campeggiava sui muri di Berlino nei momenti piu' tragici del 44/45:
con gente cosi', non si porta burro a Bologna ( modo di dire indigeno )
 
bumper morgan ha scritto:
I Tedeschi credono che gli Italiani siano dei lavoratori ?smart?, ovvero brillanti, intelligenti, svegli. Ne apprezzano la professionalità, il modo di lavorare, la mentalità. In più li ritengono risorse facilmente inseribili perché non hanno bisogno di permesso di lavoro e possono contare sulle loro reti sociali già presenti sul territorio. Un?opinione che si discosta parecchio dallo stereotipo del lavoratore italiano inaffidabile e fanfarone, che talvolta ancora oggi ci perseguita all?estero.

Chi ha un po' di esperienza all'estero sa benissimo quanto questo sia vero. Purtroppo siamo sempre schiavi dei luoghi comuni e non ci rendiamo conto di come le cose siano cambiate nel corso degli anni. Ma aggiungerei una annotazione: il problema principale in molti paesi europei e' la scarsa affezione del lavoratore nei confronti dell'azienda. Tu, azienda, formi un ragazzo, gli dai una buona professionalita' e nonostante incentivi, premi e vantaggi di ogni tipo, questo ti pianta in asso quando magari cominci a contare su di lui. Con i lavoratori italiani e' piu' difficile che questo accada,e , almeno nella mia azienda, non e' mai accaduto. Sapeste invece che incxxxxture con gli operai finnici.
 
arizona77 ha scritto:
scusate il Tedesco
" Nicht fur allen, alles fur Deutschland "
" Niente per tutti, tutto per la Germania ".....
campeggiava sui muri di Berlino nei momenti piu' tragici del 44/45:
con gente cosi', non si porta burro a Bologna ( modo di dire indigeno )
ci mancherbbe che non lo facesse per sè stessa, col beneficio anche di chi contribuisce.
cmq il significato è che lì fanno le cose seriamente per sè stessi e per la nazione, mentre per noi vale il pollo di trilussa; in un periodo come questo dove la disoccupazione aumenta in ogni dove, ecco la Germania che assume un milione di persone; pensala come vuoi ma....tanto di cappello.
 
bumper morgan ha scritto:
arizona77 ha scritto:
scusate il Tedesco
" Nicht fur allen, alles fur Deutschland "
" Niente per tutti, tutto per la Germania ".....
campeggiava sui muri di Berlino nei momenti piu' tragici del 44/45:
con gente cosi', non si porta burro a Bologna ( modo di dire indigeno )
ci mancherbbe che non lo facesse per sè stessa, col beneficio anche di chi contribuisce.
cmq il significato è che lì fanno le cose seriamente per sè stessi e per la nazione, mentre per noi vale il pollo di trilussa; in un periodo come questo dove la disoccupazione aumenta in ogni dove, ecco la Germania che assume un milione di persone; pensala come vuoi ma....tanto di cappello.

perche' io cosa ho detto :shock: :?:
 
La Volkswagen, l'ha capito prima degli altri assumendo luca De meo , e il talentuoso
walter de silva, a scapito del gruppo fiat :rolleyes: :rolleyes:
 
arizona77 ha scritto:
scusate il Tedesco
" Nicht fur allen, alles fur Deutschland "
" Niente per tutti, tutto per la Germania ".....
campeggiava sui muri di Berlino nei momenti piu' tragici del 44/45:
con gente cosi', non si porta burro a Bologna ( modo di dire indigeno )

Bellissima ari ;)
 
zero c. ha scritto:
arizona77 ha scritto:
scusate il Tedesco
" Nicht fur allen, alles fur Deutschland "
" Niente per tutti, tutto per la Germania ".....
campeggiava sui muri di Berlino nei momenti piu' tragici del 44/45:
con gente cosi', non si porta burro a Bologna ( modo di dire indigeno )

Bellissima ari ;)

e' il minimo.....
ho letto 6 volte il libro
" Come farsi una cultura pazzesca "
By P.Villaggio ;)
 
arizona77 ha scritto:
zero c. ha scritto:
arizona77 ha scritto:
scusate il Tedesco
" Nicht fur allen, alles fur Deutschland "
" Niente per tutti, tutto per la Germania ".....
campeggiava sui muri di Berlino nei momenti piu' tragici del 44/45:
con gente cosi', non si porta burro a Bologna ( modo di dire indigeno )

Bellissima ari ;)

e' il minimo.....
ho letto 6 volte il libro
" Come farsi una cultura pazzesca "
By P.Villaggio ;)

Ah ah...
 
bumper morgan ha scritto:
La domanda di lavoro in Germania è altissima: stime ufficiali parlano di un milione di posti di lavoro a disposizione. E? quanto sostiene in un?intervista al Corriere Peter Barnefske,  direttore della società di selezione Phoenix Gir con sede a Monaco di Baviera. Noi Italiani potremmo a questo punto fare spallucce e al massimo commentare con un ?beati loro? se non fosse che questa notizia che ci riguarda. Sì, perché secondo Barnefske le aziende tedesche hanno tutto l?interesse ad assumere candidati italiani, anzi, sono desiderose di strappare alla terra d?oltralpe le sue menti migliori, laureate e non. Le ragioni? I Tedeschi credono che gli Italiani siano dei lavoratori ?smart?, ovvero brillanti, intelligenti, svegli. Ne apprezzano la professionalità, il modo di lavorare, la mentalità. In più li ritengono risorse facilmente inseribili perché non hanno bisogno di permesso di lavoro e possono contare sulle loro reti sociali già presenti sul territorio. Un?opinione che si discosta parecchio dallo stereotipo del lavoratore italiano inaffidabile e fanfarone, che talvolta ancora oggi ci perseguita all?estero. Dalle parole di Barnefske sembra invece che la Germania stia corteggiando i talenti italiani: ?Sappiamo che la fuga dei cervelli è temporanea. Ne teniamo conto per offrire stimoli in più per trasferirsi in Germania, puntando sul fatto che qui avrebbero più opportunità di fare carriera e condizioni di lavoro gratificanti. Le aziende con cui abbiamo a che fare non propongono stage, anche perché sanno che ce ne sarebbero altre pronte ad offrire contratti veri e propri?.

Le figure più ricercate dalle aziende sono ingegneri ed esperti di information technology ma anche infermieri, medici, artigiani e personale per le strutture alberghiere.

Un impedimento può essere rappresentato dalla lingua. Si sa che il tedesco è un idioma ostico, che non si impara in fretta, ma il direttore della Phoenix Gir rassicura gli animi: ?Teniamo in considerazione i candidati con un livello A2 (capacità di espressione basilare in contesti quotidiani) documentato o valutato in sede di colloquio. Poi siamo noi a suggerire i corsi, anche online, per migliorare. Il Fondo Sociale Europeo finanzia scuole che offrono lezioni intensive a basso prezzo: qui se ne trovano a un Euro all?ora?.

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Redazione Global Publishers
Fonte: Nuvola.corriere

Sai quanto mi solletica l'idea...
Il problema è che noi italiani, oltre ad essere bravi lavoratori, siamo attaccati alla famiglia..io personalmente quando ci penso, penso anche ai miei che rimarrebbero qui, agli amici, alla nonna con cui vivo che rimarrebbe sola..ecc ecc ecc...se non ci fossero affetti sarei partito da un pezzo, ma quelli mi tengono qui.
 
hai ragione Homer, partire non è proprio semplice; se hai famiglia è quasi imposdibile. Io lo ho fatto a 19 anni, sono rimasto per 2,5 anni in Germania e ti dico che si sta bene. Oddio, ci sono stato negli anni 70 ......
 
bumper morgan ha scritto:
hai ragione Homer, partire non è proprio semplice; se hai famiglia è quasi imposdibile. Io lo ho fatto a 19 anni, sono rimasto per 2,5 anni in Germania e ti dico che si sta bene. Oddio, ci sono stato negli anni 70 ......

Caro Giua', quando son partito per l'India mia figlia piccola aveva 40 giorni, e mia figlia grande 4 anni. Avevo anch'io (e fortunatamente ho ancora) genitori e fratelli, mia moglie genitori, fratello e nonni, eppure siamo partiti. Volere e' potere.
 
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