a_gricolo ha scritto:
Kren ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
.....visto che tante volte, e mi ci metto pure io, si parla senza cognizione di causa
al 100%.....
Quando si dice per i magistrati..........si vuole la separazione delle carriere,
cosa si intende, cosa cambierebbe?
In parole umane possibilmente.
Vantaggi e svantaggi in ogni caso.
Grazie a nome mio e penso di tanti.
Essendo una domanda indirizzata a Belpi io non ti rispondo
Se ti inoltro la stessa domanda, a me rispondi (visto che siamo conterranei di Polentaland....)?
Provvedo subito. Premetto che rimarrò abbastanza sul generico per evitare incomprensioni, riprendendo un mio vecchio post (visto che l'atro polentone Jaccos poco tempo fa mi ha chiesto la stessa cosa).
Preliminarmente bisogna chiarire che la categoria dei Magistrati è composta da Giudici e PM.
Oggi l'esame per entrare a far parte della magistratura è unico (per PM e Giudici). Tutti fanno parte dello stesso "ordine", sono guidati dagli stessi organismi ecc. ecc.
Di fatto, un soggetto può passare dalla magistratura requirente a quella giudicante in base ad una semplice domanda al CSM che deciderà sulla base del curriculum e poco altro, senza la necessità di affrontare un esame o qualcosa di simile (di fatto è una sorta di esame sui titoli e non sulle effettive capacità).
Questo accade spesso e praticamente mai ad un magistrato viene respinta la domanda.
Con la separazione delle carriere si vorrebbe staccare nettamente le due figure, evitando passaggi da uno scranno all'altro con la facilità attuale.
In parole povere se un Pm volesse diventare Giudice (o viceversa) dovrebbe sottoporsi ad un esame autonomo e diverso da quello già affrontato. In pratica si creerebbero 2 ordini.
Per capire i vantaggi (a mio modo di vedere) di questo sistema, bisogna elencare gli svantaggi dell'attuale che sono molti.
In primo luogo, il sistema attuale non consente di valutare con la dovuta serietà le capacità del magistrato. E' evidente che la funzione di Giudice è ben diversa dalla funzione di PM il quale, anziché a giudicare è deputato ad indagare (ma non solo) e possibilmente a scoprire gli autori dei delitti. Da qui la necessità di divaricare metodologie di selezione e formazione.
Peraltro, un Pm che passa alla magistratura giudicante porta con se, a volte, oltre che ad una marea di informazioni, anche un metodo poco rispettoso dei diritti delle parti (lo dico per esperienza personale) perché è abituato a gestire "la ricerca della verità" in modo autonomo senza gli avvocati secondo schemi inquisitori e non processuali.
Chi, poi, non è aduso a frequentare quei postacci che sono i Tribunali, deve sapere che gli Uffici delle Procure e gli Uffici dei Giudici sono spesso adiacenti l'un l'altro ed è lecito sospettare che gli stessi non siano proprio impermeabili ai passaggi di informazioni dall'uno all'altro, con buona pace dei diritti della difesa e del giusto processo.
Per farti un esempio è come se una tua azienda fornitrice avesse la sede produttiva presso gli stabilimenti del tuo peggior concorrente.
Oltre alla separazione delle carriere ci vorrebbe la separazione degli uffici.