Cercando di guardare le cose senza "filtri", con la massima oggettività possibile, in questa fusione credo che ci possa essere del buono. Con i costi che l'evoluzone in corso del "sistema automotive" impone, riuscire a realizzare significativi risparmi, grazie alla condivisione di pianali, motori e quant'altro, se da una parte potrà far storcere il naso ai romantici del motorismo, ai radicalisti, ai "talebani" di alcuni marchi che staranno dentro la fusione, da un'altra parte potrà consentire di realizzare vetture che probabilmente non sarebbero mai nate senza la fusione (penso all'erede Punto, e all'Alfa segmento B, per esempio), e di rafforzare economicamente entrambi i due gruppi.
Quell'articolo è interessante perchè evidenzia le preoccupazioni della componete sindacale, e quindi dei lavoratori del settore, preoccupazioni che ci stanno, che sono comprensibili per chi deve mantenere una famiglia con lo stipendio di operaio o impiegato e per ora si vede dentro un tunnel e non sa cosa ci sarà dopo l'uscita.
E' importante che lo stesso sindacato abbia rilevato che qualcosa di positivo si muove (i motori Firefly 1.500 turbo e ibridi), qualcosa che la fusione non dovrebbe assolutamente ostacolare, nella speranza del sindacato e di noi italiani in genere, nella speranza che gli stabilimenti italiani non solo rimangano, ma aumentino il loro grado di utilizzo.
Staremo a vedere.