Sei proprio sicuro che IO non ho capito niente sui freelance? :shock:Jambana ha scritto:economyrunner ha scritto:Jambana ha scritto:economyrunner ha scritto:Jambana ha scritto:belpietro ha scritto:involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.
dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.
ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"
Un momento: c'e' una bella differenza nel fare un lavoro non pagato per un committente "parassita", che ne trarra' un ingiusto tornaconto, e fare un lavoro esclusivamente per la promozione di se' stessi, o per denunciare uno stato di fatto non accettabile, senza committente. Traendone comunque una giustissima pubblicita': il video e' diventato virale proprio perche' finalmente si denuncia uno stato di fatto che tutti conoscono.
Ognuno puo' scegliere le strategie che vuole per promuovere se' stesso o le proprie idee, anche investendo molto tempo e mezzi, perche' ovviamente si e' padroni del proprio tempo: ma se il lavoro e' commissionato da un cliente, e' tutto un altro discorso, ed e' sacrosanto che sia pagato.
Si tratta di fattispecie completamente diverse, per usare un linguaggio caro agli avvocati.
E' anche vero però che oggi puoi aprire un giornale on liine senza investire miliardi come invece era necessario decenni fà, e lo stesso ad esempio per aprire un agenzia pubblicitaria, ad esempio.
Per cui i freelance potrebbero benissimo, mettersi in affari autonomamente, magari associandosi, se si ritengono sfruttati.
I freelance sono liberi professionisti per definizione :!:
E' fuori tema parlare di come procacciarsi il lavoro o come organizzarsi per esercitare una professione, il tema è tutt'altro, e molto semplice, ancorché difficile da assimilare per molti: il lavoro creativo ed intellettuale per un committente deve essere sempre pagato, così come viene pagato qualsiasi altro lavoro, e qualsiasi siano le dimensioni del prestatore d'opera intellettuale e della committenza.
E' una pura e semplice questione di etica professionale, rispetto del lavoro e dignità.
Stai calmo, il lavoro freelance è un lavoro parasubordinato. in cui si crea un rapporto di dipendenza del lavoratore nei confronti del datore di lavoro: il lavoratore si impegna ad offrire una prestazione professionale in cambio di una retribuzione concordata con l'azienda. Le modalità e la durata del contratto sono stabilite tra le parti.(Tipo un co.co.pro.)
Diversamente da libero professionista semplicemente ognuno è libero di farsi la concorrenza che crede, come avviene in tutti i settori scartellati. Ciao.
Sono calmissimo.
Mi spiace confermarti che non hai capito niente di cosa si intende per freelance. Che, ripeto, nel mondo è sinonimo di libero professionista.
http://it.wikipedia.org/wiki/Libero_professionista
Il freelance
Freelance (dall'inglese freelance worker) è un termine della lingua inglese per indicare un libero professionista, usato anche nella lingua italiana; il termine è usato in generale, indipendentemente dal settore specifico di attività.
Il termine "free-lance" fu coniato da Sir Walter Scott (1771-1832) nel suo famoso romanzo storico Ivanhoe per descrivere un "mercenario Guerriero medievale". La frase in inglese iniziò con la transizione di un sostantivo figurativo intorno al 1860, e fu riconosciuto come verbo nel 1903 da varie autorità linguistiche, come il Dizionario Oxford di lingua inglese.
Esso la libertà del rapporto lavorativo, connotando una indipendenza particolarmente utile in certe professioni in cui è necessario essere "al di sopra delle parti".
Alcuni esempi sono le professioni di giornalista, commercialista, avvocato, medico, veterinario, dove i fruitori del servizio fanno affidamento sull'autonomia intellettuale e sulle capacità professionali del freelance. Nel mondo giornalistico, chi fornisce con frequenza servizi o foto a un'agenzia di stampa ed è pagato per ogni pezzo pubblicato è chiamato «stringer». La cadenza con cui i servizi vengono offerti all'agenzia può variare, spesso gli stringer vengono utilizzati per le notizie dell'ultim'ora, quando è difficile raggiungere rapidamente il luogo dell'evento. In comunicazione, il termine freelance identifica più spesso figure di collaboratori esterni di agenzie di pubblicità, come possono essere un copywriter o un art director non direttamente assunti, ma incaricati di svolgere un particolare lavoro per conto dell'agenzia stessa.
Il settore privato della formazione e dell'istruzione fa molto uso di istruttori e insegnanti non dipendenti o assimilabili in quanto svolgono l'attività per più soggetti e/o esercitano una libera professione.
Anche il mondo della consulenza privata vede un ricorso massiccio di consulenti free-lance oltre a quelli "interni" (cocopro, dipendenti, associati, soci). Si tratta di collaboratori, titolari di partita IVA, che prestano la loro opera per diverse società di consulenza e/o per committenti propri (clienti diretti). Soprattutto per le realtà più strutturate che devono fornire un numero elevato di servizi complessi e specialistici o hanno molte commesse attive, l'utilizzo dei free-lance è pressoché scontato, specie quando il committente necessita di un team di progetto articolato. Tale situazione è tipica dell'area della consulenza direzionale.
Pure nel settore dell'agricoltura esistono da sempre i freelance: nel mondo vitinicolo, ad esempio, vi sono degli enologi o degli agronomi che lavorano per consorzi o società di consulenza-laboratori di analisi e contemporaneamente hanno clienti propri.
Il mondo finanziario e assicurativo è un altro dove tipicamente si utilizzano prevalentemente lavoratori fissi a partita iva e free lance: il promotore finanziario o l'agente o subagente assicurativo sono due tipici esempi di professioni svolte da personale non dipendente o assimilabile. Il vasto settore dell'intermediazione finanziaria fa ricorso massiccio a queste forme di collaborazione (a parte il personale direttivo e di staff) ma è, in generale, l'intermediazione in sé (immobiliare, commerciale, d'affari, ecc.) che si presta per sua natura a questa peculiarità.
Ad oggi, facendo riferimento alla legislazione italiana vigente, diremmo che il freelance svolge lavori 'a contratto', con ciò avvicinandoci all'origine etimologica del termine: il contratto che il 'soldato di ventura' stipulava di volta in volta con il suo capitano o signore.
Oggi spesso free-lance è spesso accostato alla figura del "precario", anche se ciò non è sempre vero, dato che molti non hanno alcun interesse economico o personale a legarsi ad un solo committente oppure a essere dipendente (o anche socio o associato) di una sola impresa. Questo avviene soprattutto nei casi in cui il professionista è estremamente competente e ha numerose opportunità di lavoro, e di conseguenza, vuole sfruttare il suo potere contrattuale. Ovviamente, all'altro estremo, molti free-lance lo sono solo sulla carta essendo titolari di partita IVA ma dipendenti di fatto (vengono a volte denominati "collaboratori a partita iva fissi"): questo, in generale, è contro i loro interessi (situazione tipica del mondo degli studi professionali per i post abilitati che non siano "elevati" poi ad associati o soci ma la stessa cosa accade anche nelle libere professioni non ordinistiche).
C'è da notare, infine, che è nella natura del settore dei servizi nel "privato"[7] (che ha peculiarità ben distinte dalla manifattura o dall'agricoltura), e del suo crescente sviluppo degli ultimi decenni, che rende, di fatto, normale l'utilizzo di free lance o di lavoratori a partita iva fissi.
Ciao.
Lascia perdere wikipedia e controlla meglio, d'altra parte già tu stesso ti contraddici perchè parli di commesse e clienti che sono del datore di lavoro e non dello stesso "freelance".
Dopodichè se vuoi per forza intendere il freelance come lavoratore autonomo che procaccia direttamente i clienti e li serve direttamente, ripeto, li scatta la libera concorrenza (settore scartellato), e quindi nessuno può frignare su nulla.
Quale scegli la busta 1 o la 2?
edit: ma quello che hai postato di wiki lo hai letto?
te lo metto in rosso per non allungare il brodo, ciao.