Siamo alle solite

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/1026555/francia-molotov-contro-la-sede-della-rivista-satirica-charlie-hebdo-redazione-in-fiamme.shtml
Francia, molotov contro la sede della rivista satirica Charlie Hebdo: redazione in fiamme
Aveva nominato Maometto direttore responsabile di un numero speciale sulla Primavera araba
Charlie Hebdo, Maometto "direttore"
08:23 - La sede parigina del settimanale satirico Charlie Hebdo, che per il numero di oggi sulle elezioni in Tunisia ha nominato Maometto quale direttore responsabile, è stata distrutta nella notte da un incendio doloso appiccato con bombe molotov. L'incendio, scoppiato "attorno all'una" è "sotto controllo e non ha causato feriti", ha spiegato la polizia.
L'attentato è avvenuto poche ore prima della pubblicazione del numero speciale dedicato alla Primavera araba. Ribattezzata per l'occasione Sharia Hebdo, l'edizione "straordinaria" presenta in copertina il profeta Maometto che promette "100 frustate se non muori dalle risate". Una provocazione che ha suscitato le ire dei fondamentalisti islamici e che pare proprio alla base dell'attacco incendiario.
La molotov è stata lanciata attraverso una finestra e ha avvolto nelle fiamme tutti i computer della rivista, provocando danni gravissimi. L'editore, conosciuto con il soprannome di Charb, è certo che vi sia un legame tra l'attentato e il numero speciale. "Avevamo ricevuto messaggi di proteste, minacce e insulti su Facebook e Twitter", ha spiegato.
La rivista è in edicola con un numero "celebrativo" della vittoria degli islamici nelle elezioni tunisine e della decisione del nuovo governo libico di adottare la Sharia, con Maometto come "ospite" speciale. Charb ha respinto le accuse di voler provocare i musulmani: "Facciamo il nostro solito lavoro, l'unica differenza è che abbiamo Maometto in copertina e questo è abbastanza raro", ha spiegato.
Vicino alla Gauche ma capace di attaccare chiunque a suo dire minacci la libertà d'espressione, Charlie Hebdo aveva già fatto infuriare molti musulmani con la pubblicazione nel 2006 delle vignette su Maometto del giornale norvegese Jyllands-Posten. In quell'occasione il Consiglio francese del culto musulmano aveva chiesto il ritiro delle copie. Il settimanale assunse l'attuale nome nel 1970, in seguito alla messa al bando del suo predecessore, Hara-Kiri, per un articolo irriverente sulla morte di Charles De Gaulle.
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Francia, molotov contro la sede della rivista satirica Charlie Hebdo: redazione in fiamme
Aveva nominato Maometto direttore responsabile di un numero speciale sulla Primavera araba
Charlie Hebdo, Maometto "direttore"
08:23 - La sede parigina del settimanale satirico Charlie Hebdo, che per il numero di oggi sulle elezioni in Tunisia ha nominato Maometto quale direttore responsabile, è stata distrutta nella notte da un incendio doloso appiccato con bombe molotov. L'incendio, scoppiato "attorno all'una" è "sotto controllo e non ha causato feriti", ha spiegato la polizia.
L'attentato è avvenuto poche ore prima della pubblicazione del numero speciale dedicato alla Primavera araba. Ribattezzata per l'occasione Sharia Hebdo, l'edizione "straordinaria" presenta in copertina il profeta Maometto che promette "100 frustate se non muori dalle risate". Una provocazione che ha suscitato le ire dei fondamentalisti islamici e che pare proprio alla base dell'attacco incendiario.
La molotov è stata lanciata attraverso una finestra e ha avvolto nelle fiamme tutti i computer della rivista, provocando danni gravissimi. L'editore, conosciuto con il soprannome di Charb, è certo che vi sia un legame tra l'attentato e il numero speciale. "Avevamo ricevuto messaggi di proteste, minacce e insulti su Facebook e Twitter", ha spiegato.
La rivista è in edicola con un numero "celebrativo" della vittoria degli islamici nelle elezioni tunisine e della decisione del nuovo governo libico di adottare la Sharia, con Maometto come "ospite" speciale. Charb ha respinto le accuse di voler provocare i musulmani: "Facciamo il nostro solito lavoro, l'unica differenza è che abbiamo Maometto in copertina e questo è abbastanza raro", ha spiegato.
Vicino alla Gauche ma capace di attaccare chiunque a suo dire minacci la libertà d'espressione, Charlie Hebdo aveva già fatto infuriare molti musulmani con la pubblicazione nel 2006 delle vignette su Maometto del giornale norvegese Jyllands-Posten. In quell'occasione il Consiglio francese del culto musulmano aveva chiesto il ritiro delle copie. Il settimanale assunse l'attuale nome nel 1970, in seguito alla messa al bando del suo predecessore, Hara-Kiri, per un articolo irriverente sulla morte di Charles De Gaulle.