Il punto a mio avviso è sempre il medesimo.
Tralasciando gli atteggiamenti estremisti e quelli in qualche modo inquinati da interessi diretti di qualche genere, non credo che "dire sì" al nucleare significhi essere automaticamente d'accordo sulla costruzione di qualsivoglia impianto in qualsivoglia luogo.
Così come non credo che essere favorevoli all'uso del petrolio (lo siamo tutti da anni, se non sbaglio, pur sapendo benissimo che il petrolio è destinato a finire) significhi essere disposti ad accettare qualsiasi tipo di impiego del petrolio, qualsiasi tipo di derivante inquinamento e così via.
Si può essere favorevoli all'uso del petrolio ma, ad esempio, non essere favorevoli alla costruzione di nuovi motori a scoppio le cui emissioni superino determinati valori, oppure non essere favorevoli al fatto che un vecchio camion circoli emettendo nuvole di fumo nero ad ogni accelerata.
Indubbiamente abolire l'uso del petrolio sarebbe una "soluzione" molto più efficace di qualsiasi altra ma, allo stato attuale delle cose, non è oggettivamente realizzabile senza effetti collaterali di portata solo in parte prevedibile. Allora che si fa, orali estremismi a parte, per migliorare le cose? Continuiamo ad usare il petrolio ma adottiamo una serie di misure affinché i non pochi pericoli che ciò indiscutibilmente comporta siano ridotti il più possibile. Personalmente trovo più sensata ed apprezzabile la persona che auspicasse o pretendesse (pronta ad accettare le conseguenze) la riduzione di tali pericoli rispetto alla persona che chiedesse l'abolizione dell'impiego del petrolio.
Il nucleare è intrinsecamente sempre e comunque assai più pericoloso del petrolio? Credo dipenda anche qui da come si fanno i confronti. L'aero è più pericoloso dell'automobile? Sì, perché se si verifica un incidente "in corsa" le probabilità di morire sono mooolto più alte. No, perché facendo le proporzioni tra numero di passeggeri e morti/feriti si deduce che andando in auto si rischia molto di più...
Io non ho la minima idea oggettiva di come esattamente funzioni una centrale nucleare, di quali siano gli effettivi pericoli e di quali siano le precauzioni possibili e l'efficacia di queste ultime. Sarò presuntuoso, ma ho l'impressione che siano ben poche le persone che potrebbero, senza mentire, dichiarare il contrario. Ho la sensazione che per sapere davvero quanto sopra siano necessarie conoscenze di gran lunga superiori a quelle che bastano per capire bene il funzionamento di una caldaia, una turbina idraulica, un motore diesel ecc.
Quindi non mi resta che basarmi su quanto dicono gli altri, preferendo istintivamente di gran lunga la parola dei fisici e degli scienziati a quella di politici, "giornalisti", "blogger", predicatori e via dicendo. Ovviamente la cultura scientifica approfondita non fa automaticamente di una persona una persona onesta e sincera, il che rende comunque difficile farsi un'idea concreta della faccenda.
Nel caso della M.Hack, ad esempio, mi riesce un po' difficile immaginarla come poco intelligente o poco informata o fiancheggiatrice del nostro attuale governo o anti-ambientalista...
Comunque non ci sono molte alternative: o ci laureiamo tutti in fisica nucleare o ci fidiamo della parola di terzi. In questo secondo caso, data la delicatezza della questione, sarà bene scegliere quei "terzi" con cura, cercando di tenersi alla larga da preconcetti, simpatie, partigianerie, fondamentalismi, ipocrisie, superficialità. Obiettivo tutt'altro che facile da raggiungere, specie se nemmeno ci si prova.