<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Fotovoltaico non pulito | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Fotovoltaico non pulito

Gunsite ha scritto:
key-one ha scritto:
L'energia eolica e solare , pur chiudendo gli occhi sui suoi difetti estetici e di impatto su paesaggio e centri storici e stravolgimento di terreno agricolo , non basta soprattutto a far andare le nostre industrie e attività varie. L'idroelettrico neppure. Metano , carbone e petrolio hanno i noti inconvenienti di costo , instabilità politica dei produttori , inquinamento e prossimità all'esaurimento. Il nucleare è alquanto rischioso e politicamente "scottante" . E allora ? Che fare?

una precisazione sul carbone, non è vero dell'instabilità dei paesi produttori, se si vuole estrarre ce nè in abbondanza nei paesi sviluppati, Canada , Usa, Germania ecc......

Hai ragione sul carbone per quanto riguarda l'instabilità politica, mi riferivo a petrolio e gas . Riguardo all'inquinamento però mi sembra che il carbone presenti più di una controindicazione, nonostante filtri e altri presidi tecnologici.
 
Non va dimenticato il fatto, direi innegabile, che quando si dice che l'energia "non basta" o che il fabbisogno è "destinato" ad aumentare (all'infinito, come i fatturati e la produzione e i posti di lavoro ecc.?) o che "serve" e servirà senz'altro molta più energia, si include nel concetto di "necessità" anche la colossale quotidiana e crescente quantità di energia che ci siamo allegramente abituati a sprecare, a tutti i livelli, a partire da quello domestico.

Se uno che spende sempre più quattrini per scaldare la casa di inverno (vetri singoli da 3mm, spifferi ovunque, singolo termostato per tutta la casa e così via) sostenesse preoccupato che la pur grande cisterna del gasolio "non basta più" a superare l'inverno e che quindi lui ha in mente di avviare i costosi ma "necessari" lavori per sostituirla con una parecchio più grande, credo che si sentirebbe consigliare praticamente da tutti, per prima cosa, di isolare meglio le finestre e (se possibile) la casa e di modificare l'impianto in modo da poter regolarlo meglio. O no?
 
marimasse ha scritto:
Non va dimenticato il fatto, direi innegabile, che quando si dice che l'energia "non basta" o che il fabbisogno è "destinato" ad aumentare (all'infinito, come i fatturati e la produzione e i posti di lavoro ecc.?) o che "serve" e servirà senz'altro molta più energia, si include nel concetto di "necessità" anche la colossale quotidiana e crescente quantità di energia che ci siamo allegramente abituati a sprecare, a tutti i livelli, a partire da quello domestico.

Se uno che spende sempre più quattrini per scaldare la casa di inverno (vetri singoli da 3mm, spifferi ovunque, singolo termostato per tutta la casa e così via) sostenesse preoccupato che la pur grande cisterna del gasolio "non basta più" a superare l'inverno e che quindi lui ha in mente di avviare i costosi ma "necessari" lavori per sostituirla con una parecchio più grande, credo che si sentirebbe consigliare praticamente da tutti, per prima cosa, di isolare meglio le finestre e (se possibile) la casa e di modificare l'impianto in modo da poter regolarlo meglio. O no?

La necessità di risparmiare energia , o meglio visto che questa non è immagazzinabile, tesaurizzabile e spendibile a piacimento come per esempio l'oro , di diminuirne gli sprechi, il fabbisogno giornaliero è indubbia.
Cosiccome sarebbe necessario tappare le falle degli acquedotti cittadini per destinare tutto il flusso alle necessità idriche.
Detto questo , occorre aggiungere che il sistema capitalistico come sino ad oggi lo conosciamo è basato sui consumi, le esportazioni e sull'aumento percentuale del pil. Negli ultimi 50/60 anni almeno , ma per i più fortunati già dagli anni '20 e '30 tutto questo ha consentito un enorme miglioramento della qualità e della durata della vita di centinaia di milioni di persone.
Indietro non si può tornare , se non mettendo in forse -per l'appunto- tali benefici di qualità e durata della vita per le grandi masse.Alcuni auspicherebbero una società ecologica nella quale starebbero bene solo pochi fortunati . Certamente molti eccessi e sprechi nei nostri stili di vita andrebbero tuttavia rivisti , per destinare l'energia al vero benessere.Saluti
 
key-one ha scritto:
Gunsite ha scritto:
key-one ha scritto:
L'energia eolica e solare , pur chiudendo gli occhi sui suoi difetti estetici e di impatto su paesaggio e centri storici e stravolgimento di terreno agricolo , non basta soprattutto a far andare le nostre industrie e attività varie. L'idroelettrico neppure. Metano , carbone e petrolio hanno i noti inconvenienti di costo , instabilità politica dei produttori , inquinamento e prossimità all'esaurimento. Il nucleare è alquanto rischioso e politicamente "scottante" . E allora ? Che fare?

una precisazione sul carbone, non è vero dell'instabilità dei paesi produttori, se si vuole estrarre ce nè in abbondanza nei paesi sviluppati, Canada , Usa, Germania ecc......

Hai ragione sul carbone per quanto riguarda l'instabilità politica, mi riferivo a petrolio e gas . Riguardo all'inquinamento però mi sembra che il carbone presenti più di una controindicazione, nonostante filtri e altri presidi tecnologici.

si ma nonostante tutto le città europee sono molto ma molto più salubri che nel 1910....tanto per dire.....
 
key-one ha scritto:
. Riguardo all'inquinamento però mi sembra che il carbone presenti più di una controindicazione, nonostante filtri e altri presidi tecnologici.

Niente che non si possa risolvere con un mangement adeguato. Inoltre col processo Fischer-Tropsch ci si possono facilmente ricavare carburanti liquidi e gassosi
 
Una piccola chicca riguardo gli sprechi....

Una centrale di media grandezza qui in italia serve solo per far funzionare i campanelli che avete in casa :shock:

Una volta i campanelli funzionavano cosi: schiacciavi il pulsantino,si chiudeva il contatto e il campanello suonava.Consumava solo il tempo che suonava (pochi secondi) e per il resto nisba.Difetti;poteva capitare che prendevi una debole scossa.

Oggi funzionano al contrario;schiacci il pulsante,interrompi la corrente e scatta il rele che fa chiudere il contatto e suonare il campanello.Sembra un invenzione del nostro ranocchio... :D Non prendi piu la scossa pero,praticamente consuma sempre (poco ma consuma). :evil:
 
RobyTs67 ha scritto:
Una piccola chicca riguardo gli sprechi....

Una centrale di media grandezza qui in italia serve solo per far funzionare i campanelli che avete in casa :shock:

Una volta i campanelli funzionavano cosi: schiacciavi il pulsantino,si chiudeva il contatto e il campanello suonava.Consumava solo il tempo che suonava (pochi secondi) e per il resto nisba.Difetti;poteva capitare che prendevi una debole scossa.

Oggi funzionano al contrario;schiacci il pulsante,interrompi la corrente e scatta il rele che fa chiudere il contatto e suonare il campanello.Sembra un invenzione del nostro ranocchio... :D Non prendi piu la scossa pero,praticamente consuma sempre (poco ma consuma). :evil:
non credo sia un problema, anche gli impianti antintrusione funzionano così, si chiama n.c. normalmente chiuso
 
a_gricolo ha scritto:
key-one ha scritto:
. Riguardo all'inquinamento però mi sembra che il carbone presenti più di una controindicazione, nonostante filtri e altri presidi tecnologici.

Niente che non si possa risolvere con un mangement adeguato. Inoltre col processo Fischer-Tropsch ci si possono facilmente ricavare carburanti liquidi e gassosi

Interessante. Puoi precisare ,per favore cosa intendi per management adeguato di una centrale a carbone e spiegare un po' di più il processo Fisher-Tropsch ?, Sì che quest'ultimo me lo posso cercare su internet , però mi sembra stiano bene due righe qui sul thread.Grazie
 
key-one ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
key-one ha scritto:
. Riguardo all'inquinamento però mi sembra che il carbone presenti più di una controindicazione, nonostante filtri e altri presidi tecnologici.

Niente che non si possa risolvere con un mangement adeguato. Inoltre col processo Fischer-Tropsch ci si possono facilmente ricavare carburanti liquidi e gassosi

Interessante. Puoi precisare ,per favore cosa intendi per management adeguato di una centrale a carbone e spiegare un po' di più il processo Fisher-Tropsch ?, Sì che quest'ultimo me lo posso cercare su internet , però mi sembra stiano bene due righe qui sul thread.Grazie

Intendo lavorare sul perfezionamento della tecnica nota come CCS (Carbon Capture and Storage), a buon punto ma ancora migliorabile, anche se le fonti "verdi" appena sentono parlare di carbone scattano come molle Eibach,

Riporto da Wiki

Nelle scienze ambientali con il termine cattura e sequestro del carbonio (spesso indicato anche con l'acronimo CCS, derivato dal termine inglese Carbon Capture and Storage - o Sequestration) si indica il confinamento geologico dell'anidride carbonica (CO2) prodotta da grandi impianti di combustione; una tecnologia che sta entrando a far parte del mix di strategie disponibili per far fronte alla crescente concentrazione in atmosfera di CO2 di origine antropica, un gas ad effetto serra che sembra concorrere all'attuale riscaldamento del globo.
[...]
Esistono sostanzialmente tre diverse tipologie di sistemi di cattura della CO2:
1.Post-combustione: la CO2 può essere catturata dai fumi di combustione esausti venendo assorbita in un solvente chimico adatto. La CO2 viene poi separata dal solvente e compressa per poter essere trasportata e stoccata. Altri metodi di separazione post-combustione sono per filtrazione tramite membrana ad alta pressione o separazione criogenica.
2.Pre-combustione: il combustibile viene convertito prima della combustione in una mistura di idrogeno e anidride carbonica usando un processo chiamato gassificazione. L'anidride carbonica può essere poi trasportata e stoccata, mentre l'idrogeno, miscelato con l'aria, può essere usato come combustibile per la produzione di elettricità e, potenzialmente, per alimentare vetture ad idrogeno. Un tipico esempio di questo processo è un impianto a ciclo combinato a gassificazione integrata (dall'inglese Integrated Gasification Combined Cycles - IGCC) nel quale il carbone viene trasformato in syngas prima della combustione.
3.Ossicombustione o combustione in ossigeno: l'ossigeno viene separato dall'aria prima del processo di combustione e viene miscelato con il combustibile direttamente in una caldaia ad alta pressione. Questo tipo di combustione produce solo vapore e anidride carbonica concentrata, più semplice da trattare e inviare allo stoccaggio. È il sistema più promettente in termini di efficienza e di opportunità di sviluppo su scala industriale.
[...]
I rischi connessi alla possibilità offerta dalla tecnologia di confinamento della CO2 sono principalmente di due ordini:
1.il rilascio imprevisto di massicci quantitativi di CO2 in seguito ad eventi geologici o altre modificazioni delle strutture di contenimento;
2.una graduale e silente fuoriuscita in atmosfera prolungata nel tempo.

Nel primo caso, incomberebbe il pericolo di avvelenamento da eccesso di CO2 su tutti gli organismi insediati in prossimità della perdita (l'episodio avvenuto nel 1986 presso il Lago Nyos, in Camerun, uccise più di 1800 persone); nella seconda ipotesi, sarebbe vanificato l'obiettivo stesso del sistema in questione. Il caso del Lago Nyos, tuttavia, costituisce un evento del tutto naturale. Tale lago, di origine vulcanica, sito nei pressi del vulcano inattivo Mount Oku, sorge al di sopra di una sacca di biossido di carbonio formatasi per degassamento magmatico. A seguito della permeabilità da porosità, relativamente elevata, dei corpi rocciosi, si è verificata la risalita in superficie di CO2 degassificata dal magma sotterraneo, la quale, in virtù della densità caratteristica, tende a permanere a livello del suolo, avvelenando le forme di vita animale nei pressi del lago. Eventi simili si sono verificati nei pressi del lago Monoun (a 100 km circa dal lago Nyos) e del lago Kivu (Ruanda).

L'Intergorvenmental Panel on Climate Change (IPCC), suffragato anche dalle attuali applicazioni di confinamento della CO2, ritiene che le profondità geologiche previste per i futuri siti in progetto, accuratamente selezionati, rendano molto improbabile la possibilità di insuccesso. Si parla del 99% della CO2 trattenuta nel deposito nei primi 1000 anni [3]. Rimane comunque attualmente dibattuta la capacità di questo sistema di trattenere la CO2 per tempi lunghissimi.

Lo so che non è "pulito" come può esserlo il solare, ma dovendo stare coi piedi per terra, valutando che carbone ce n'è in abbondanza ed è distribuito abbastanza omogeneamente nel mondo direi che metterlo nel mix al posto del nucleare potrebbe valere la candela. Aggiungi che per una comunità sentirsi proporre come sito di stoccaggio di CO2 ha un altro sound rispetto alla parolina magica "scorie nucleari"....
 
Per quanto riguarda il Fischer Tropsch, anche qui riporto da Wiki, ma è un processo ben noto in chimica:

Il processo Fischer-Tropsch è un processo chimico industriale utilizzato per produrre combustibili sintetici o olio sintetico a partire da miscele gassose di monossido di carbonio e idrogeno ("gas di sintesi") in presenza di catalizzatore.

Il processo

Chimicamente il processo consiste in una riduzione del monossido di carbonio (CO) ad opera dell'idrogeno (H2) in condizioni di temperatura comprese tra i 170-220 °C e pressione di 20bar. La reazione viene condotta su un letto di catalizzatore costituito da ossido di cobalto, cobalto metallico, ossido di magnesio e diossido di torio supportato da kieselguhr. In tal modo è possibile ottenere idrocarburi caratterizzati da diversa grandezza della catena carboniosa e diverso grado di saturazione.

L'equazione chimica che governa in generale la formazione di alcani è
nCO + (2n+1)H2 &#8594; CnH2n+2 + nH2O
mentre quella relativa alla formazione di alcheni è
nCO + 2nH2 &#8594; CnH2n + nH2O.
Il meccanismo di reazione implicato prevede l'iniziale formazione di un complesso cobalto-carbonilico (l'effettivo catalizzatore) che successivamente reagisce con l'idrogeno formando un carbinolo. Due molecole di carbinolo danno quindi una reazione di condensazione formando un prodotto che reagisce col monossido di carbonio e con l'idrogeno producendo il cobalto-carbonile e un nuovo complesso metallico alchilato. Il meccanismo è di tipo "a catena" e per ogni ciclo si ha un allungamento della catena alchilica fino al punto in cui avviene la reazione di rottura che porta alla formazione del cobalto-cabonile originario, di acqua e dell'idrocarburo finale.

Da 1 m3 di miscela di CO + H2 si ottengono 130-140 g di miscela idrocarburica, con un rendimento in peso del 61,9-66,7%. Le benzine ottenute hanno numero di ottano basso (massimo 40) e sono dunque necessari ulteriori trattamenti quali il reforming o l'aggiunta di antidetonanti. La frazione altobollente è un ottimo carburante per motori Diesel.

Storia

Furono i chimici tedeschi Franz Fischer e Hans Tropsch, ricercatori presso l'Istituto Kaiser Wilhelm, a brevettare il processo nel 1925. Il primo impianto pilota venne realizzato in Germania nel 1934, mentre l'applicazione su scala industriale avvenne nel 1936. Il processo Fischer-Tropsch ebbe un ruolo rilevante nella Germania nazista durante il periodo della seconda guerra mondiale, fornendo energia tramite gassificazione del carbone e quindi evitando la necessità di fare ricorso alle scorte estere di petrolio.

In Sudafrica, a seguito dell'embargo petrolifero durante il periodo dell'apartheid, nacque negli anni 1950 la compagnia Sasol con lo scopo di sfruttare la gassificazione delle grandi riserve interne di carbone per produrre combustibili che potessero soddisfare il fabbisogno nazionale tramite il processo Fischer-Tropsch. Ancora oggi la Sasol è molto attiva nell'ambito della ricerca e dell'applicazione di questa tecnologia.

Nel 1993, a Bintulu (Malaysia), la Shell costruì un impianto che produce il gas di sintesi necessario per attuare il processo Fischer-Tropsch partendo dal gas naturale; tale tecnologia viene definita Gas-to-Liquids per distinguerla dalla Coal-to-Liquids originariamente sfruttata in Germania e Sudafrica. Attualmente l'uso del gas naturale è divenuto prevalente.

La voce in inglese è molto più ampia.
Aggiungo anche che il brevetto del processo è stato rub....ehem, preso dagli americani come bottino di guerra. Riporto anche questo articolo del 2006, ma che mi sembra molto attuale

In una recente data imprecisata, un bombardiere B-52 è decollato dalla base di Edwards in California per un esperimento: due dei suoi otto motori erano alimentati, anziché con kerosene (JT-8 ), con un carburante sintetico prodotto a partire dal carbone, in sigla F-T.
L'esperimento ha avuto un successo insperato: senza bisogno di modifiche ai motori, il carburante sintetico ha funzionato egregiamente, con consumi minori ed emissioni di zolfo e CO2 ridotti rispetto al kerosene.
L'Air Force e la Marina USA, enormi divoratrici di carburanti, hanno deciso di comprare ciascuna, dal 2008, 380 milioni di litri del nuovo carburante chimico.
Nel 2016 il Pentagono conta di coprire la metà dei bisogni dei suoi aerei militari con questo F-T.
Chi si rivede, possiamo dire.

La sigla F-T evoca il nome di Fischer e Tropsch, i due geniali chimici tedeschi del Kaiser Wilhlelm Institute che, negli anni '20, misero a punto il processo industriale per «liquefare» il carbone, di cui la Germania era ricca, e renderlo così utilizzabile come carburante liquido.
Il procedimento era geniale.
Il carbone (poteva essere anche di bassa qualità, non utilizzabile in modo diretto) veniva surriscaldato con vapore acqueo a temperatura altissima, in modo da ottenere una miscela di ossido di carbonio e idrogeno; questa miscela, trattata con catalizzatori di basso costo (ferro e cobalto invece della spugna di platino) veniva trasformata in idrocarburi, e raffinata in vario grado, in modo da ottenere prodotti simili alla benzina o al gasolio.
E' la leggendaria benzina sintetica con cui funzionarono i mezzi aerei, navali e terrestri del Terzo Reich.
Hitler infatti, salito al potere nel 1933, diede un energico impulso alla chimica tedesca, nel quadro del vasto programma di autarchia che mirava a svincolare il più possibile la Germania dal bisogno di importare - e dunque pagare agli stranieri - materie prime strategiche: prima per ragioni di economia commerciale (la crisi del '29 aveva gelato il commercio mondiale), ma soprattutto in vista della guerra che Hitler preparava.

Nasceva la grande industria germanica dei «surrogati» (ersatzen), a cui si devono miriadi di prodotti - come il surrogato di cioccolato, certe materie plastiche, la margarina, surrogato del burro ottenuto con lo stesso processo di Fischer e Tropsch, per idrogenazione di grassi animali scadenti - ma anzitutto la gomma sintetica, i lubrificanti chimici e il gasolio artificiale per automezzi pesanti, nonché la benzina sintetica ad alto numero di ottani per gli aerei.
Tutti prodotti ricavati dal carbone, la sola materia prima abbondante a disposizione della Germania, e che consentirono al Reich di sferrare una guerra immane con bisogni ridotti di petrolio.
Dal 1935 il conglomerato IG Farben cominciò a produrre 400 mila tonnellate di benzina sintetica l'anno.
La produzione salì rapidamente oltre i 120 mila barili al giorno; nel 1944, nonostante i terrificanti bombardamenti alleati, toccò i 6,5 milioni di tonnellate.
Il costo del prodotto sintetico era superiore a quello del petrolio e dei suoi derivati sui mercati mondiali, ma ciò aveva poca importanza dal punto di vista dell'economia nazista, che mirava all'autosufficienza e non (come oggi con la globalizzazione) agli scambi commerciali con l'estero, e che inoltre disponeva della piena sovranità monetaria.
Il regime pagò alla IG Farben la differenza del prezzo senza esitare, in modo da garantire comunque all'azienda un profitto, e si impegnò ad acquistare l'intera produzione che restasse invenduta sul mercato civile.
La differenza di prezzo non costava in realtà nulla al Reich: perché la Banca Centrale tedesca stampava in proprio i marchi con cui pagava la ditta (che essendo nazionale, avrebbe speso i soldi in Germania), mentre per l'acquisto di petrolio all'estero bisognava sborsare dollari, una valuta che la Germania avrebbe dovuto guadagnare con le importazioni, e che sarebbero infine stati spesi all'estero.
Si instaurò insomma un sistema economico di tipo inedito: mentre il bolscevismo sovietico aveva abolito la proprietà privata e così soffocato gli «spiriti animali» dell'imprenditoria, il nazismo inventò una cooperazione non-coercitiva tra Stato e i capitalisti nazionali, che mantenne vive le energie produttive, inventive e d'impresa e le usò a proprio vantaggio, riuscendo a garantire anche i profitti al capitale.

Il sistema funzionò fin troppo bene.
Mentre nel resto del mondo infuriava la recessione degli anni '30, la Germania conobbe
il pieno impiego, un'espansione industriale incredibile, e persino un miglioramento dei consumi alimentari dei tedeschi.
E funzionava a ciclo chiuso, in quasi totale autarchia.
Tutto era tedesco: la materia prima (il carbone), le fabbriche, i lavoratori, le invenzioni della chimica germanica e i suoi brevetti rivoluzionari.
Proprio per questo, sconfitta la Germania, gli Alleati vietarono anzitutto alle fabbriche tedesche - con il Trattato di Postdam del luglio 1945 - ogni ulteriore produzione di benzina sintetica; e gli americani si accaparrarono tutti i brevetti, che confiscarono come preda di guerra, in una minuziosa operazione di saccheggio intellettuale condotta fabbrica per fabbrica a spulciare, fra i documenti tecnici, le invenzioni di cui impadronirsi.
Migliaia di scienziati tedeschi furono arrestati (Operazione Paperclip) e condotti a lavorare negli Stati Uniti.
Ma i processi Fischer-Tropsch per la produzione di carburanti sintetici, gli americani li chiusero a chiave in un cassetto.
Ovviamente, a beneficio delle petrolifere anglo-americane, che allora dominavano il mercato mondiale del greggio, e a cui questo concorrente germanico dava molto fastidio.
Si disse, del resto, che nella nuova pace mondiale, il prezzo del petrolio era tanto basso, da rendere non-competitiva la benzina sintetica.
Ad un certo punto, si disse persino che i brevetti erano andati perduti, e così le conoscenze del processo chimico-industriale nazista.
E invece no.

Come si vede, il Pentagono ha tirato fuori dal cassetto la sua vecchia preda di guerra, e comincia a produrre il F-T, utilizzando l'invenzione dei vecchi chimici germanici Franz Fischer e Hans Tropsch.
E lo fa anzitutto, come il nazismo, per scopi strategico - militari: assicurare alle sue forze armate l'autosufficienza energetica e l'indipendenza dall'approvvigionamento da fonti straniere di greggio.
Come anzi più della Germania, gli Stati Uniti dispongono di riserve formidabili di carbone - 265 miliardi di tonnellate, un quarto delle riserve mondiali - sufficienti per secoli di consumi.
Sono riserve poco utilizzate, per motivi ecologici (il carbone bruciato direttamente inquina) e pratico-commerciali (il trasporto del combustibile solido è costoso e difficile, mentre i petrolio viaggia da solo negli oleodotti).
Ma ora che l'egemonia anglo-americana sulle fonti petrolifere non è più assoluta, e il numero degli acquirenti sul mercato aumenta con l'entrata in scena della Cina, una certa idea di autarchia si fa strada nei comandi militari USA.
Tanto più che col petrolio a 70 dollari il barile e in continuo rincaro, la benzina sintetica diventa ogni giorno più competitiva.
Forse, un giorno, anche noi faremo il pieno di F-T.

Maurizio Blondet

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Grazie , Agricolo. Molto interessante , soprattutto la validità del carbone , così trattato , per la produzione continua di energia elettrica per usi industriali e commerciali , non soggetta a presenza di vento e sole. E' quindi da affiancare alle energie eoliche e solari , validissime per le necessità domestiche e residenziali.Saluti
 
Interessante anche il processo nucleare a base di ferro....si ferro, oltretutto gli studi sono di proprieta' dell'esercito italiano a cura del prof. Cardone
 
Gunsite ha scritto:
Interessante anche il processo nucleare a base di ferro....si ferro, oltretutto gli studi sono di proprieta' dell'esercito italiano a cura del prof. Cardone

Non per fare il temperino (quello che fa la punta agli stronzi....), ma un ricercatore che fa una scoperta del genere la va a presentare a quattro babbioni al Lions Club di Chieti invece di pubblicarla su una rivista con Impact Factor stellare? Mah.....

http://www.finanzaonline.com/forum/macroeconomia/924195-energia-nucleare-dal-cloruro-di-ferro-invece-che-dall-uranio.html
 
key-one ha scritto:
...il sistema capitalistico come sino ad oggi lo conosciamo è basato sui consumi...
Era basato sui consumi e sugli acquisti. Poi, siccome si pretende (discorso la cui sensatezza continua a sfuggirmi) che ci sia una costante e generalizzata "crescita" di ogni produzione, fatturato, reddito, pil ecc., i consumi non sono più bastati e siamo passati ben oltre, arrivando alla situazione attuale, in cui il sistema è basato sugli sprechi e sui debiti. Cosa ben diversa.

Non riesco a vedere molta logica e coerenza nell'auspicare da un lato una riduzione degli sprechi mentre dall'altro si invoca una contemporanea "ripresa", possibilmente vigorosa, degli sprechi stessi. C'è qualcosa che non quadra, mi pare.
 
key-one ha scritto:
Anche nelle energie alternative , verdi ed ecocompatibili non tuttto è sempre alla "luce del sole" :
http://www.italia-news.it/italia-c3/sicilia-c65/palermo-c161/palermo--gaspare-vitrano-del-pd-arrestato-per-concussione-61076.html

Il fotovoltaico inquina nella produzione dei pannelli, costosissimi e che non si ripagano nel corso della loro vita utile (gli incentivi non contano). Inquina a smaltirlo e altera il microclima mentre e' in opera.
Il bello e' che sono proprio scienziati italiani a essere pionieri nell'eliotermico per generazione elettrica, ma lo Stato, chissa' come mai, fa finta di non sapere... Ora ne abbiamo un'idea piu' chiara, anche se non c'era certo bisogno di questa notizia per capire cosa ci stava dietro... Sul forum in diversi lo dicdvano da un pezzo... :rolleyes:
 
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