alexmed ha scritto:Questo non è proprio lo stesso argomento, ma è parente. C'è da pensare:
Fra trent'anni i robot ci avranno trasformato in un esercito di disoccupati a caccia di hobby, o saranno i nostri migliori 'colleghi' di lavoro, pronti a sbrigare i compiti più ripetitivi e pesanti lasciandoci liberi di esprimere la nostra creatività? Sono questi gli interrogativi e i diversi scenari che dividono gli esperti che però concordano tutti su un punto: quella dell'automazione sarà una sfida cruciale a cui bisognerà prepararsi per tempo, magari reinventando il concetto di lavoro.
Ad accendere nuovamente la scintilla del dibattito è Moshe Vardi, esperto di informatica della Rice University di Houston, in Texas. Al convegno della Società americana per l'avanzamento delle scienze in corso a Washington ha tracciato uno scenario quasi apocalittico: entro il 2045 i robot potranno sostituire l'uomo nella maggior parte delle attività lavorative, portando la disoccupazione sopra la soglia del 50%.
http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/tecnologie/2016/02/14/e-sfida-robot-uomo-fra-30-anni-disoccupazione-al-50-_65d6da3a-1bc2-4ffb-a74e-3cf58540194d.html
Semplice saremo tutti imprenditori di micro-imprese con 2-3 dipendenti robot... delle cose più disparate. O artisti/artigiani.
Io la mattina vado a vendere il mio prodotto e la sera stessa inserisco l'ordine nel PC dei dipendenti e a loro volta domani lo producono e lo consegnano.
Oppure, io produco l'oggetto d'artigianato/d'arte e il robot lo impacchetta e lo spedisce.