Mah, io continuo a non capire in quale modo un qualsiasi governo, di qualsiasi colore o sfumatura, che davvero volesse affrontare (per risolverla) la disastrosa situazione economica (a livello pubblico e non solo) in cui ci siamo collettivamente e gradualmente fiondati nel corso degli ultimi decenni, dovrebbe farlo senza provocare effetti collaterali negativi su guadagni, redditi, consumi/sprechi ecc.
Fin dai tempi della scuola, per cercare di capire un ragionamento provo sempre a ricorrere a degli esempi più... a portata di mano, riconducendo la questione ad un ambito che mi sia più noto.
In questo caso immagino una comunità ristretta, ad esempio una famiglia (diciamo genitori + 3 figli + nonni) che vive in una bella casa, con un cortile in cui sono parcheggiate 4 automobili (dai 2 a 6anni di età). Tutti i componenti, figli compresi, sono abituati ad avere soldi in tasca, a vestirsi seguendo i propri gusti e la moda del momento, a cambiare il cellulare ogni anno, ad avere la tv in camera, ad andare in vacanza in estate e in inverno e così via. Niente di stratosferico; un'esistenza NON da nababbi ma da persone mediamente benestanti, abituate a considerare del tutto normale quel tenore di vita.
Però la situazione finanziaria di quella famiglia è disastrosa perché quel tenore di vita è stato creato e mantenuto NON grazie ai quattrini effettivamente guadagnati dai componenti mediante attività lavorative MA grazie ad un graduale indebitamento via via intensificato nel corso degli anni. Le macchine, i cellulari, taluni vestiti, le ultime vacanze e buona parte della casa stessa sono ancora da pagare (in toto o in parte) e nel frattempo i membri della famiglia continuano a "comprare" altre cose, che ritengono necessarie, contando di pagarle in futuro. Fatto sta che i creditori hanno esaurito ogni forma di pazienza e ormai minacciano da un giorno all'altro di passare alla riscossione forzata di quanto loro dovuto, mandando in baleno sul lastrico (e anche sul marciapiede) quella famiglia, a meno che essa non dimostri chiaramente di cambiare musica.
A questo punto immagino nei panni del capo di quella famiglia e di dover prendere provvedimenti tali da invertire la rotta, non solo smettendo di fare nuovi debiti (a meno che non strettamente indispensabili) ma anche e soprattutto cominciando davvero a saldare quelli esistenti.
Ecco, davvero non riesco a vedere come potrei farlo SENZA consistenti effetti "negativi" sulle abitudini, senza che ad esempio i figli dovessero rassegnarsi a non avere più in tasca i quattrini che erano abituati ad avere o comunque a non potersi più "comprare" quello che erano abituati a comprare. Senza, insomma, che le persone della famiglia vedessero, dal loro punto di vista, di gran lunga peggiorata la propria condizione economica e non solo.
Dove sbaglio?