Sto dicendo che un'auto il cui motore termico sta spento per il 30% della strada percorsa perchè l'auto è in rilascio oppure la potenza richiesta è molto bassa oppure il motore verrebbe fatto girare a rendimenti molto bassi e quindi la centralina lo spegne, è un'auto il cui motore durerà il 30% in più rispetto ad un altro che in quelle stesse condizioni viene tenuto acceso perchè l'usura ha una componente legata al tempo di lavoro, non solo al modo di utilizzo. Quindi è corretto dire che la riaccensione non allunga la vita di un motore, ma neppure la accorcia: invece il tempo da spento allunga sicuramente la vita del motore.
Riguardo alla definizione di "condizione gravosa", la marcia continuativa sotto sforzo è UNA delle condizioni gravose, in realtà ve ne sono diverse: marcia a motore freddo, marcia a temperature ambiente molto basse o molto elevate, percorsi al di sotto degli 8-10km, marcia in salita o con rimorchi. Il minimo è un'altra condizione gravosa, insospettabilmente per molti che la percepiscono come "riposo" ma in realtà è una condizione in cui la combustione non è ottimale per i flussi, in cui la pompa di raffreddamento e la pompa olio girano piano, in cui il consumo olio è elevato, quindi spegnere un motore che altrimenti starebbe al minimo non è tutto e solo un male, soprattutto adesso per materiali e lubrificanti. Quindi OK la percezione del cazzotto nello stomaco ad ogni avviamento derivante dalla radicata convinzione che ogni avviamento provochi un danno ed un quarto d'ora di vita in meno al motore, ma no, è solo una convinzione, e non è più supportata da evidenze meccaniche.