<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> fallita la multiculturalità in Germania | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

fallita la multiculturalità in Germania

belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
a fare i lavori faticosi e poco remunerativi.
come anche l'operaio in acciaieria.

quello che pare difficile da capire per qualcuno, è che gruppi di immigrati si trovano a fare lavori faticosi e poco remunerativi non perché stranieri, ma perché sono quelle tipologie di lavoratori a costituire la grande massa degli emigranti dal loro Paese
Il fatto è che per i loro figli nati ed istruiti in italia, cambia poco. Qualcosa migliora, ma è risibile...

non so se sia risibile, o meglio se lo sia in rapporto ai figli di italiani poveri e inculturati.

in parole chiare, non so se il figlio milanese di un operaio del ghana abbia meno possibilità di crescita sociale del figlio calabrese di un bracciante di Longobucco.
Se vanno a fare un colloquio due compagni di classe con un curriculum identico, uno ghanese ed uno calabrese, nel 99,99%dei casi prendono il calabrese, imho...
 
jaccos ha scritto:
...
Il rispetto delle regole del paese ospitante è la base su cui POI si costruisce una multiculturalità VERA. Se manca il primo non si arriva al secondo, questo è ovvio. Ma non è ovvio che se c'è il primo, il secondo sia automatico...

A tal proposito ricordo che i terroristi della metropolitana di Londra erano immigrati di seconda se non terza generazione, perfettamente integrati e con tanto di iPod nelle orecchie....
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
a fare i lavori faticosi e poco remunerativi.
come anche l'operaio in acciaieria.

quello che pare difficile da capire per qualcuno, è che gruppi di immigrati si trovano a fare lavori faticosi e poco remunerativi non perché stranieri, ma perché sono quelle tipologie di lavoratori a costituire la grande massa degli emigranti dal loro Paese
Il fatto è che per i loro figli nati ed istruiti in italia, cambia poco. Qualcosa migliora, ma è risibile...

non so se sia risibile, o meglio se lo sia in rapporto ai figli di italiani poveri e inculturati.

in parole chiare, non so se il figlio milanese di un operaio del ghana abbia meno possibilità di crescita sociale del figlio calabrese di un bracciante di Longobucco.
Se vanno a fare un colloquio due compagni di classe con un curriculum identico, uno ghanese ed uno calabrese, nel 99,99%dei casi prendono il calabrese, imho...

di dove sei?
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
a fare i lavori faticosi e poco remunerativi.
come anche l'operaio in acciaieria.

quello che pare difficile da capire per qualcuno, è che gruppi di immigrati si trovano a fare lavori faticosi e poco remunerativi non perché stranieri, ma perché sono quelle tipologie di lavoratori a costituire la grande massa degli emigranti dal loro Paese
Il fatto è che per i loro figli nati ed istruiti in italia, cambia poco. Qualcosa migliora, ma è risibile...

non so se sia risibile, o meglio se lo sia in rapporto ai figli di italiani poveri e inculturati.

in parole chiare, non so se il figlio milanese di un operaio del ghana abbia meno possibilità di crescita sociale del figlio calabrese di un bracciante di Longobucco.
Se vanno a fare un colloquio due compagni di classe con un curriculum identico, uno ghanese ed uno calabrese, nel 99,99%dei casi prendono il calabrese, imho...

di dove sei?
vicenza...
forse il ghanese ha qualche speranza, ma un nordafricano perde di sicuro...
 
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
...
Il rispetto delle regole del paese ospitante è la base su cui POI si costruisce una multiculturalità VERA. Se manca il primo non si arriva al secondo, questo è ovvio. Ma non è ovvio che se c'è il primo, il secondo sia automatico...

A tal proposito ricordo che i terroristi della metropolitana di Londra erano immigrati di seconda se non terza generazione, perfettamente integrati e con tanto di iPod nelle orecchie....
e quindi? anche i più grandi mafiosi italoamericani erano nati in america, ma con questo non mi sembra che la popolazione italiana non sia stata in grado di integrarsi in america...
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
a fare i lavori faticosi e poco remunerativi.
come anche l'operaio in acciaieria.

quello che pare difficile da capire per qualcuno, è che gruppi di immigrati si trovano a fare lavori faticosi e poco remunerativi non perché stranieri, ma perché sono quelle tipologie di lavoratori a costituire la grande massa degli emigranti dal loro Paese
Il fatto è che per i loro figli nati ed istruiti in italia, cambia poco. Qualcosa migliora, ma è risibile...

non so se sia risibile, o meglio se lo sia in rapporto ai figli di italiani poveri e inculturati.

in parole chiare, non so se il figlio milanese di un operaio del ghana abbia meno possibilità di crescita sociale del figlio calabrese di un bracciante di Longobucco.
Se vanno a fare un colloquio due compagni di classe con un curriculum identico, uno ghanese ed uno calabrese, nel 99,99%dei casi prendono il calabrese, imho...

di dove sei?
vicenza...
forse il ghanese ha qualche speranza, ma un nordafricano perde di sicuro...

io sono di brescia.
non faccio l'industriale, ma posso scommettere che dalle parti mie il ghanese sarebbe quello che parte meglio, e il nordafricano sarebbe secondo.
 
belpietro ha scritto:
io sono di brescia.
non faccio l'industriale, ma posso scommettere che dalle parti mie il ghanese sarebbe quello che parte meglio, e il nordafricano sarebbe secondo.
Qua molto meglio un "teron" che un immigrato...
Se devo fare una (a mio modo di vedere, schifosissima e irrspettosa) classifica, i più rispettati sono gli immigrati dall'africa nera, in coda nordafricani e est europei...
 
jaccos ha scritto:
...
Se devo fare una (a mio modo di vedere, schifosissima e irrspettosa) classifica, i più rispettati sono gli immigrati dall'africa nera, in coda nordafricani e est europei...

...e scommetto che se leggi qualche giornale non avrai difficoltà a capire perchè....
 
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
...
Se devo fare una (a mio modo di vedere, schifosissima e irrspettosa) classifica, i più rispettati sono gli immigrati dall'africa nera, in coda nordafricani e est europei...

...e scommetto che se leggi qualche giornale non avrai difficoltà a capire perchè....
Dipende che giornale... di farabutti ce ne sono in quantità industriali su la padania tanto quanto su il fatto quotidiano, solo che sono di natura diversa... ;) :D
 
jaccos ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
...
Se devo fare una (a mio modo di vedere, schifosissima e irrspettosa) classifica, i più rispettati sono gli immigrati dall'africa nera, in coda nordafricani e est europei...

...e scommetto che se leggi qualche giornale non avrai difficoltà a capire perchè....
Dipende che giornale... di farabutti ce ne sono in quantità industriali su la padania tanto quanto su il fatto quotidiano, solo che sono di natura diversa... ;) :D

Io intendevo il perchè della composizione del podio. Se guardi la cronaca locale, così a occhio il 50% dei crimini commessi da stranieri (a proposito, chi parla di microcriminalità dovrebbe provare a trovarsi un coltello alla gola e poi ne discutiamo) sono commessi da slavi/rom (di solito furti, rapine e sfruttamento della prostituzione), un altro 30% da maghrebini (droga, molestie sessuali), il restante 20% da africani neri (per lo più spaccio di droga, schiamazzi e rotture di coglioni varie). Che poi ci siano millanta crimini commessi da italiani non ci piove.
 

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