<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> EVASIONE CAUSA DELLA MACELLERIA SOCIALE. | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

EVASIONE CAUSA DELLA MACELLERIA SOCIALE.

il sistema fiscale italico è basato sul feudalesimo
e sull'induzione di ricavometri e studi di settore,
e a breve le aziende delocalizzeranno le produzioni,
lasciandoci in un mare di disoccupazione.
dei famosi controlli per grosse major con più di
50 mln di euro di fatturato previsti anni or sono,
non ne son mai stati fatti , parmalat e cirio ringraziano.
le società di calcio che pagano come e quando vogliono
i debiti erariali non hanno mai subito ne verifiche, ne
controlli.per voi più semplice accertare il negoziante
che s'è comprato al casa col mutuo ventennale che se
non paga 8000 euro di cartelle esatri può aver venduto
il suo immobile, o più difficile accertare i miliardi dei
fondi neri derivanti dai conti correnti esteri?
cara italia sei sempre ferma alla gabella delle signorie.
 
99octane ha scritto:
http://www.repubblica.it/economia/2010/05/31/news/draghi_bene_la_riduzione_della_spesa_ma_si_punti_anche_sul_ritorno_alla_crescita-4456611/?ref=HRER1-1

Secondo Draghi

"Gli evasori responsabili della "macelleria sociale". Per crescere servono anche le riforme. Innanzitutto deve essere combattuta in modo radicale l'evasione fiscale, gravoso freno alla crescita "perché richiede tasse più elevate per chi le paga; riduce le risorse per le politiche sociali, ostacola gli interventi a favore dei cittadini con redditi modesti". Il governatore fa una piccola ma durissima aggiunta a braccio al testo scritto: "Credo che gli evasori siano tra i responsabili della macelleria sociale, espressione rozza, ma efficace". Il valore aggiunto sommerso, secondo stime dell'Istat, ricorda Draghi, ammonta al 16 per cento del Pil. Tra il 2005 e il 2008 è stato evaso il 30 per cento della base imponibile dell'Iva: "in termini di gettito, sono oltre tre miliardi l'anno, 2 punti di Pil". Combattere l'evasione, a giudizio della Banca d'Italia, "deve essere una leva di sviluppo", anche attraverso la riduzione delle aliquote: "il nesso tra le due azioni va reso visibile ai contribuenti"."

La verita', invece, a mio parere e' che se tutti pagassero le tasse queste non sarebbero affatto piu' basse, semplicemente gli oligarchi potrebbero continuare indisturbati a sperperare a mani basse per alimentare i loro clientelismi.
Altro che palle!

Chi non paga le tasse andrebbe trucidato a colpi di badile.

In famiglia mia tra affitti percepiti e stipendi vari paghiamo qualcosa come 120.000 euro l'anno di imposte sul reddito.

E non ho neanche un SUV.
;)
 
GattoToscano ha scritto:
99octane ha scritto:
http://www.repubblica.it/economia/2010/05/31/news/draghi_bene_la_riduzione_della_spesa_ma_si_punti_anche_sul_ritorno_alla_crescita-4456611/?ref=HRER1-1

Secondo Draghi

"Gli evasori responsabili della "macelleria sociale". Per crescere servono anche le riforme. Innanzitutto deve essere combattuta in modo radicale l'evasione fiscale, gravoso freno alla crescita "perché richiede tasse più elevate per chi le paga; riduce le risorse per le politiche sociali, ostacola gli interventi a favore dei cittadini con redditi modesti". Il governatore fa una piccola ma durissima aggiunta a braccio al testo scritto: "Credo che gli evasori siano tra i responsabili della macelleria sociale, espressione rozza, ma efficace". Il valore aggiunto sommerso, secondo stime dell'Istat, ricorda Draghi, ammonta al 16 per cento del Pil. Tra il 2005 e il 2008 è stato evaso il 30 per cento della base imponibile dell'Iva: "in termini di gettito, sono oltre tre miliardi l'anno, 2 punti di Pil". Combattere l'evasione, a giudizio della Banca d'Italia, "deve essere una leva di sviluppo", anche attraverso la riduzione delle aliquote: "il nesso tra le due azioni va reso visibile ai contribuenti"."

La verita', invece, a mio parere e' che se tutti pagassero le tasse queste non sarebbero affatto piu' basse, semplicemente gli oligarchi potrebbero continuare indisturbati a sperperare a mani basse per alimentare i loro clientelismi.
Altro che palle!

Chi non paga le tasse andrebbe trucidato a colpi di badile.

In famiglia mia tra affitti percepiti e stipendi vari paghiamo qualcosa come 120.000 euro l'anno di imposte sul reddito.

E non ho neanche un SUV.
;)
non avrai un suv, ma non te la passi mica male. credo.
 
Quando non esisterà più la carta moneta e tutti i pagamenti saranno elettronici sarà più dura la vita del nostro furbissimo italico evasore.....

Io personalmente lambisco la fascia della povertà da buon metalmeccanico, ma vivo bene sapendo di pagare fino all'ultimo cent di tasse... e sono uno di quei fessi che si impunta a volere ricevuta, fattura.
 
force blue ha scritto:
il sistema fiscale italico è basato sul feudalesimo
e sull'induzione di ricavometri e studi di settore, e a breve le aziende delocalizzeranno le produzioni, lasciandoci in un mare di disoccupazione.

Dalla manovrà testè approvata:

art. 41 - regime fiscale di attrazione europea
Alle imprese residenti in uno Stato membro dell'Unione Europea diverso dall'Italia che intraprendono in Italia nuove attività economiche, nonché ai loro dipendenti e collaboratori, si può applicare, in alternativa alla normativa tributaria italiana, la normativa tributaria vigente in uno degli Stati membri dell'Unione Europea. (... omissis ...)


In pratica, se io sono un produttore di finestre italiano in Italia, mi vedrò (potenzialmente) aprire nel capannone a fianco un'impresa concorrente austriaca che, on base a questa norma, è legittimata a pagare circa il 60% (sessanta!) in meno di imposte, e pertanto posso tranquillamente chiudere o delocalizzare. Se l'intento era quello di incrementare la domanda di lavoro, l'effetto finale sarà a saldo zero (se va bene ...)

D'altra parte, se il nostro ipotetico costruttore di finestre (la tipologia produttiva è un esempio accademico, beninteso) è sufficientemente grosso ed organizzato, può tranquillamente aprire un'impresa, di fatto sua, ma, opportunamente non riconducibile in alcun modo a lui, in un paese Ue a fiscalità di vantaggio (es CZ), e quindi far aprire a questa impresa una sussidiaria italiana con fiscalità céca, fottendo alla grande (mod. passatemi il francesismo) i suoi concorrenti più piccoli e meno organizzati
 
alexmed ha scritto:
Quando non esisterà più la carta moneta e tutti i pagamenti saranno elettronici sarà più dura la vita del nostro furbissimo italico evasore
Ovviamente non lo dico ed anzi qui lo nego, ma la moneta elettronica è fumo negli occhi: crea problemi solo al ladro di polli, risultando invero un eccellente alleato dell'evasore organizzato.
 
|Mauro65| ha scritto:
force blue ha scritto:
il sistema fiscale italico è basato sul feudalesimo
e sull'induzione di ricavometri e studi di settore, e a breve le aziende delocalizzeranno le produzioni, lasciandoci in un mare di disoccupazione.

Dalla monovrà testè approvata:

art. 41 - regime fiscale di attrazione europea
Alle imprese residenti in uno Stato membro dell'Unione Europea diverso dall'Italia che intraprendono in Italia nuove attività economiche, nonché ai loro dipendenti e collaboratori, si può applicare, in alternativa alla normativa tributaria italiana, la normativa tributaria vigente in uno degli Stati membri dell'Unione Europea. (... omissis ...)


In pratica, se io sono un produttore di finestre italiano in Italia, mi vedrò (potenzialmente) aprire nel capannone a fianco un'impresa concorrente austriaca che, on base a questa norma, è legittimata a pagare circa il 60% (sessanta!) in meno di imposte, e pertanto posso tranquillamente chiudere o delocalizzare. Se l'intento era quello di incrementare la domanda di lavoro, l'effetto finale sarà a saldo zero (se va bene ...)

D'altra parte, se il nostro ipotetico costruttore di finestre (la tipologia produttiva è un esempio accademico, beninteso) è sufficientemente grosso ed organizzato, può tranquillamente aprire un'impresa, di fatto sua, ma, opportunamente non riconducibile in alcun modo a lui, in un paese Ue a fiscalità di vantaggio (es CZ), e quindi far aprire a questa impresa una sussidiaria italiana con fiscalità céca, fottendo alla grande (mod. passatemi il francesismo) i suoi concorrenti più piccoli e meno organizzati
agghiacciante... :shock:
 
a me (modesto cittadino di provincia) pare ovvio che un sistema di commercio basato su un mercato unico completamente privo di barriere commerciali e doganali stia in piedi se c'è un sistema fiscale omogeneo.

altrimenti serve a poco imporre ALCUNE regole fiscali (tipo le accise carburanti) e vietare gli "aiuti di Stato" e poi consentire massima disparità di altre regole fiscali, così che rientra dalla finestra il trattamento favorevole che si è fatto uscire dalla porta.
 
belpietro ha scritto:
a me (modesto cittadino di provincia) pare ovvio che un sistema di commercio basato su un mercato unico completamente privo di barriere commerciali e doganali stia in piedi se c'è un sistema fiscale omogeneo.
altrimenti serve a poco imporre ALCUNE regole fiscali (tipo le accise carburanti) e vietare gli "aiuti di Stato" e poi consentire massima disparità di altre regole fiscali, così che rientra dalla finestra il trattamento favorevole che si è fatto uscire dalla porta.
fossero non tutti, ma solo alcuni tra i nostri amministratori dei "modesti cittadini di provincia" come te avremmo tutti meno problemi
hai beccato esattamente il punto
in assenza di barriere doganali o di altro tipo ed in vigenza di un sistema economico tendenzialmente "di mercato" e non "pianificato", è ovvio che le api sciamano là dove stanno meglio
il sistema fiscale serve a far funzionare la p.a. ed i suoi annessi e connessi
quindi, ancora a monte dell'omogeneità di prelievo serve omogeneità di spesa pubblica (che non significa necessariamente parità di spesa)
in pratica, un mercato unico ed una moneta unica impongono un unico centro responsabile tanto della spesa quanto della politica economica e finanziaria
o entro breve i singoli stati nazionali si spogliano di determinate competenze o il castello ue collassa :?
 
ottimo ed abbondante. con questo articoletto si accellera portando a conclusione la destrutturazione del sistema italia avviata con la globalizzazione.
è già partito il "ragioniere" con le carte per aprire colà ragione sociale.

saluti e baci a tutti.
 
|Mauro65| ha scritto:
belpietro ha scritto:
a me (modesto cittadino di provincia) pare ovvio che un sistema di commercio basato su un mercato unico completamente privo di barriere commerciali e doganali stia in piedi se c'è un sistema fiscale omogeneo.
altrimenti serve a poco imporre ALCUNE regole fiscali (tipo le accise carburanti) e vietare gli "aiuti di Stato" e poi consentire massima disparità di altre regole fiscali, così che rientra dalla finestra il trattamento favorevole che si è fatto uscire dalla porta.
fossero non tutti, ma solo alcuni tra i nostri amministratori dei "modesti cittadini di provincia" come te avremmo tutti meno problemi
hai beccato esattamente il punto
in assenza di barriere doganali o di altro tipo ed in vigenza di un sistema economico tendenzialmente "di mercato" e non "pianificato", è ovvio che le api sciamano là dove stanno meglio
il sistema fiscale serve a far funzionare la p.a. ed i suoi annessi e connessi
quindi, ancora a monte dell'omogeneità di prelievo serve omogeneità di spesa pubblica (che non significa necessariamente parità di spesa)
in pratica, un mercato unico ed una moneta unica impongono un unico centro responsabile tanto della spesa quanto della politica economica e finanziaria
o entro breve i singoli stati nazionali si spogliano di determinate competenze o il castello ue collassa :?
Beh, da qualche anno ormai i margini d'intervento di politica monetaria e fiscale dei singoli Stati della zona Euro si sono drasticamente ridotti. La BCE è l'unica autorità in grado di manovrare la politica monetaria. Sul fronte della politica fiscale, i singoli Stati hanno praticamente le mani legate. Inoltre, pur non essendoci centri unici di spesa, la pressione fiscale e la spesa pubblica degli Stati dell'Eurozona non mostrano enormi differenze(a parte qualche eccezione). La pressione fiscale italiana è solo leggermente superiore rispetto alla media dei Paesi dell'area Euro, mentre la spesa in servizi sociali pro capite è decisamente inferiore rispetto, ad esempio, a Germania e Francia. Io penso si dovrebbe quindi puntare ad una riduzione di qualche punto di spesa pubblica complessiva e a dirottare sulla spesa sociale maggiori risorse. La tassazione complessivamente dovrebbe scendere anche di qualche punto, ma ancor più importante è la sua redistribuzione nell'ottica di uno spostamento dai redditi da lavoro e di impresa sui consumi e le rendite finanziarie.
 
|Mauro65| ha scritto:
99octane ha scritto:
Come si fa a far pagare le tasse alla gente? E' semplicissimo.
Si mettono tasse EQUE e PROPORZIONATE AI SERVIZI, burocraticamente strutturate in modo da essere FACILI da pagare (e non da richiedere migliaia di euro di commercialista per non doverne pagare decine di migliaia di multe perche' hai barrato la casella sbagliata nel quiz a bastonate dell' "Unico"!) e con accettazione in buona fede del dichiarato, cosi' che se da controlli a campione risulta che hai sgarrato, e' evidente che l'hai fatto con dolo e subisci pene pesantissime.

Un sistema impossibile?
Tutt'altro. Ce n'e' gia' uno che funziona a meraviglia e basterebbe solo copiarlo pari pari: il sistema statunitense.
Funziona talmente bene che, negli Stati Uniti, persino la mafia paga le tasse!
Ma, d'altro canto, questo sistema si basa anche su una trasparenza CRISTALLINA dell'impiego dei fondi statali. Cosa che certo per i nostri oligarchi e' inammissibile.

Eh eh ... Al Capone venne alla fine preso proprio su questo :XD:

Ma entriamo in un altro mondo: Stato "leggero", imposte al consumo (l'Iva) per lo più comprese tra il 5% ed il 7%, ampia no tax area, netta e sacra distinzione tra il concetto di "bancomat" e quello di "pompa di benzina" :twisted:
Vero, noi abbiamo il welfare, ma quale? quello della sanità lombarda o quello della sanità campana? (giusto per fare uno dei tanti esempi possibili)
Ed i mitici paesi scandinavi dal welfare totale, sono arrivati al punto in cui l'evasione cresce (più di quanto non si pensi), i costosissimi servizi pubblici non sono più tanto buoni, al punto che molti si rivolgono al "privato" ... la quadratura del cerchio è oggettivamente difficile
Il nostro welfare non consiste solo nella sanità pubblica che, ovviamente, è la media tra quella della Lombardia e della Campania(complessivamente a detta di tutti una delle migliori, non a caso la vita media in Italia è tra le più alte). Il nostro problema non è certo il troppo welfare, è la spesa pubblica improduttiva, lo spreco, un'Amministrazione Pubblica troppo pesante. Uno Stato senza una rete di protezione sociale, a mio avviso, non merita di essere annoverato tra i paesi civili.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Il nostro welfare non consiste solo nella sanità pubblica che, ovviamente, è la media tra quella della Lombardia e della Campania(complessivamente a detta di tutti una delle migliori, non a caso la vita media in Italia è tra le più alte).
Era solo un esempio, il primo che mi è venuto in mente, forse perché è il più "appariscente" e quello che ticca un po' tutti

Il nostro problema non è certo il troppo welfare, è la spesa pubblica improduttiva, lo spreco, un'Amministrazione Pubblica troppo pesante.
Concordo

Uno Stato senza una rete di protezione sociale, a mio avviso, non merita di essere annoverato tra i paesi civili.
Sì, ma preferirei limitare l'aiuto pubblico (nel tempo, non negli importi che anzi sono fin troppo bassi) per stimolare la ricerca del singolo verso uno situazione migliore.
 
alexmed ha scritto:
Quando non esisterà più la carta moneta e tutti i pagamenti saranno elettronici sarà più dura la vita del nostro furbissimo italico evasore.....

Io personalmente lambisco la fascia della povertà da buon metalmeccanico, ma vivo bene sapendo di pagare fino all'ultimo cent di tasse... e sono uno di quei fessi che si impunta a volere ricevuta, fattura.
Anche io vivrei bene sapendo di pagare fino all'ultimo cent di tasse, non sopporterei mai il fatto che chi sta peggio di me sia lasciato a se stesso senza che gli sia garantito un livello adeguato di assistenza.
Non vivo bene però sapendo che gente che dichiara un quinto del mio imponibile e un quindicesimo dell'imponibile di mio padre vive meglio di me e, anzi, usufruisce pure dei servizi dedicati alle persone a basso reddito(da me pagati).
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
la pressione fiscale e la spesa pubblica degli Stati dell'Eurozona non mostrano enormi differenze(a parte qualche eccezione). La pressione fiscale italiana è solo leggermente superiore rispetto alla media dei Paesi dell'area Euro,
mi permetto di dissentire con forza
le statistiche lasciano il tempo che trovano, e non tengono conto, ad esempio delle "riprese fiscali"
In un paese evoluto e dal welfare solido come la Germania, paghi nominalmente di più ma di fatto in misura inferiore, e con servizi pubblici ben superiori (e qui la penso come te)
Ma in tutti i piccoli Paesi della nuova Europa la pressione fiscale reale sulle imprese (non sui prelievi soci o dividendi, ben inteso) è pari a non più della metà della nostra, e spesso un terzo o addirittura meno.
In pratica, un'impresa che reinveste i propri utili autofinanziando la propria crescita (e creando quindi nuovo valore aggiunto e nuova occupazione) trova una sponda fenomenale nella p.a.
 
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