Anche Sacco e Vanzetti (ricorro ad un celebre processo americano del secolo scorso) allora furono giudicati colpevoli e giustiziati, i fatti poi mostrarono trattarsi di una sentenza politica.maddeche! ha scritto:Rispondo contemporaneamente sia a ch4 che ad Arizona77: non mi avventuro nel dichiarare autonomamente che Sofri sia colpevole od innocente: constato che dopo lunghi anni e amplissimi dibattimenti, é stato riconosciuto colpevole ed ha scontato una pena.
Se non posso dare fiducia nemmeno in questo caso al sistema giudiziario italiano, allora tanto vale smettere di discuterne qui ed ora.
Anche in questo caso, di un processo imbastito solo sulla testimonianza di un solo pentito indottrinato per un mese in caserma e caduto più volte in contraddizione, si è ricorso ad una procedura abnorme per sovvertire il giudizio assolutorio per poi condannarlo successivamente.
Tutta la procedura seguita, la sua eccezionalità mi hanno persuaso che lo Stato Italiano VOLESSE la condanna di Sofri e comunque dal momento che non ho la pretesa di infallibilità faccio presente che Sofri in tutti questi anni ha sempre riconosciuto la legittimità delle sentenze, compreso quelle a lui avverse, non ha mai sostenuto di essere un perseguitato nè ha cercato di evitare il carcere rifiutando anche la grazia più volte offerta ed ha scontato la sua pena.
L'unica cosa che ha chiesto infatti fu la revisione del processo che gli venne sempre negata.
Non vorrei fare paragoni impietosi con altri soggetti che hanno sempre attaccato la magistratura e le toghe politicizzate ed eversive, che ha chiesto più volte la grazia ecc., ma se una persona, innocente o colpevole che sia, ha comunque scontato la condanna inflitta non dovrebbe essere a posto con la Società e quindi perchè non dovrebbe venire interpellata su un argomento che conosce senz'altro meglio di chi non ha vissuto l'esperienza?
Insomma se uno sconta la condanna, ha il diritto di venir considerato nuovamente un cittadino a tutti gli effetti?