Beh, ma mica tanto bufala:
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In Svizzera si può davvero sparare ai gatti? [UPD 2011/09/01]
Il Corriere della Sera ha titolato proprio così: Svizzera, animalisti sconfitti «Legittimo sparare ai gatti». Idem il Secolo XIX: «Si può sparare ai gatti». Svizzera a mano armata.
Titoli che fanno sembrare che sia permesso prendere impunemente a fucilate il micio della vicina, ma le cose stanno un po' diversamente. Non è comunque una bella storia, ma va raccontata senza inutili sensazionalismi e mettendo da parte i sentimenti, cosa che non mi viene facile perché sono un gattofilo.
Manca una precisazione fondamentale: la legge federale sulla caccia (PDF), che non è un provvedimento nuovo ma è in vigore da tempo, consente la caccia soltanto al ?gatto domestico inselvatichito?, non ai gatti domestici in generale (Articolo 5). Per quanto possa sembrare una pratica barbara, c'è da considerare che secondo le autorità locali i gatti domestici inselvatichiti possono mettere a repentaglio, tramite le ibridazioni, l'esistenza dei gatti selvatici veri e propri. Scrive infatti l'Ufficio federale dell'ambiente:
I gatti selvatici non sono gatti domestici inselvatichiti, ma due sottospecie distinte. Il gatto selvatico è una specie europea, mentre quello domestico discende dal gatto selvatico asiatico o africano.
Nonostante vivano fianco a fianco da secoli, in seguito all'estensione delle aree insediative i gatti selvatici entrano più sovente in contatto con i gatti domestici in libertà e, in parte, anche inselvatichiti. L'incrocio di queste due specie (ibridazione) può far nascere degli esemplari (ibridi) capaci di procreare. L'ibridazione con il gatto domestico rischia di provocare la graduale scomparsa genetica del gatto selvatico.
In altre parole, non è una questione in bianco e nero, con l'uomo cattivo che ammazza gattini: si tratta di decidere se si vuole tutelare o no una rara specie di gatto dall'invasione di un'altra, e se sì, come procedere. Al momento, secondo gli enti governativi, la caccia, per quanto sia una soluzione violenta e spesso crudele, sembra essere l'unico mezzo praticabile ed economicamente sostenibile per contenere la diffusione dei gatti domestici inselvatichiti, per cui non la si può vietare.
Questo, spiegano Ticinonline, Swissinfo e RSI, è il senso della risposta del Consiglio federale alla mozione del consigliere nazionale (deputato) ginevrino Luc Barthassat per privilegiare le campagne di sterilizzazione. Da questa risposta cito (l'evidenziazione è mia):
Contrariamente a quanto indicato nella mozione, l'abbattimento di gatti domestici inselvatichiti non è affatto frequente. Stando ai Cantoni, oggigiorno i gatti randagi rappresentano soltanto un problema sporadico.
L'abbattimento di tali gatti può essere ordinato dai servizi cantonali della caccia, dalla polizia o dai servizi veterinari cantonali. Le trappole non sono efficaci, in quanto questi gatti si lasciano difficilmente catturare. Limitarsi a campagne ufficiali di cattura e di sterilizzazione dei gatti domestici inselvatichiti comporterebbe spese sproporzionate e costi elevati. Occorre pertanto lasciare ai Cantoni la competenza di decidere come far fronte alla problematica dei gatti randagi. Già oggi, numerosi Cantoni ne consentono l'abbattimento solo agli organi di vigilanza competenti.