<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ellis island | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Ellis island

jaccos ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
I tunisini che cercano di venire qui illegalmente è giusto che vengano rimpatriati, ma i libici, ragazzi, scappano dalla guerra caspita! :?

E chi ha mai detto il contrario? Il punto è che a Lampedusa ci sono praticamente solo tunisini, i libici sono pochissimi. E i tunisini - QUEI tunisini - andrebbero ributtati in mare prima di subito.
Concordo che non possano rimanere, ma non li puoi nemmeno ributtare in mare... :rolleyes:

io li metterei su una nave da guerra e li porterei in tunisia......se li riprendono bene se no li butto in acqua davanti al molo....ma io sono uno sporco Republicano bastardo 8)
 
lucio745 ha scritto:
nessuno obbliga nessuno.non volevamo i profughi o clandestini che dir si voglia? si faceva come usano fare spagnoli e greci e di rogne non ne esistevano e risparmiavamo soldi a palate..moralmente giusto o sbagliato che sia.non mi risulta che spagna e grecia sian state ammonite,sanzionate o criticate da nessun organismo mondiale per il loro comportamento.se l'ìtalia contava su aiuti di altre nazioni ha sbagliato tutto.

si menzionano spesso questi comportamenti di spagna e grecia, ma io non ne ho mai trovato riscontro nelle cronache, se hai qualche fonte potresti per cortesia postare i link?
 
jaccos ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
I tunisini che cercano di venire qui illegalmente è giusto che vengano rimpatriati, ma i libici, ragazzi, scappano dalla guerra caspita! :?

E chi ha mai detto il contrario? Il punto è che a Lampedusa ci sono praticamente solo tunisini, i libici sono pochissimi. E i tunisini - QUEI tunisini - andrebbero ributtati in mare prima di subito.
Concordo che non possano rimanere, ma non li puoi nemmeno ributtare in mare... :rolleyes:

Perchè no? Stabilito che NON sono profughi, NON sono rifugiati, NESSUNO li ha invitati..... ok, buttarli a mare no, ma aver impedito loro di sbarcare CON TUTTI I MEZZI sarebbe stato perfetto. Ormai che ci sono, si caricano con le buone o con le cattive su una nave militare e si scodellano in porto a Tunisi.
 
jaccos ha scritto:
Se paragoniamo agli italiani, quelli che andavano in america avevano forse il permesso di soggiorno, il codice fiscale e il libretto delle vaccinazioni?
Difatti Ellis Island serviva pure a far scontare il periodo di quarantena. Cerchiamo di ricordare inoltre che in quegli anni gli Stati Uniti necessitavano di "braccia". Noi no
 
a_gricolo ha scritto:
Perchè no? Stabilito che NON sono profughi, NON sono rifugiati, NESSUNO li ha invitati..... ok, buttarli a mare no, ma aver impedito loro di sbarcare CON TUTTI I MEZZI sarebbe stato perfetto. Ormai che ci sono, si caricano con le buone o con le cattive su una nave militare e si scodellano in porto a Tunisi.
Sarebbe bastato noleggiare alcune navi passeggeri da tenere al limite delle acque territoriali, quindi con le vedette filtrare i barconi, agganciarli e trasbordare tutti a bordo di queste navi, una volta riempite rotta su Tunisi con scorta militare.
Alla prima che arrivava vedi come si ointerrompeva il flusso.
Oppure, in alternativa a Tunisi, fare un accordo sottobanco con i passeur di Ventimiglia e scodellarli direttamente a quei puzzoni dei galletti :twisted:
 
|Mauro65| ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Perchè no? Stabilito che NON sono profughi, NON sono rifugiati, NESSUNO li ha invitati..... ok, buttarli a mare no, ma aver impedito loro di sbarcare CON TUTTI I MEZZI sarebbe stato perfetto. Ormai che ci sono, si caricano con le buone o con le cattive su una nave militare e si scodellano in porto a Tunisi.
Sarebbe bastato noleggiare alcune navi passeggeri da tenere al limite delle acque territoriali, quindi con le vedette filtrare i barconi, agganciarli e trasbordare tutti a bordo di queste navi, una volta riempite rotta su Tunisi con scorta militare.
Alla prima che arrivava vedi come si ointerrompeva il flusso.
Oppure, in alternativa a Tunisi, fare un accordo sottobanco con i passeur di Ventimiglia e scodellarli direttamente a quei puzzoni dei galletti :twisted:

Già, sarebbe bastato...... ma come al solito non si è fatto, e chi aveva solo provato a proporlo si è trovato sepolto da un fiume di merda e lacrime. Adesso la frittata è fatta, le uova sono rotte (soprattutto quelle dei Lampedusani) e ci troviamo sul collo (o su un altra parte anatomica, vedi te) qualche migliaio di non dico delinquenti, ma sicuramente fancazzisti che dovremo mantenere per il resto della loro vita....
 
moogpsycho ha scritto:
lucio745 ha scritto:
nessuno obbliga nessuno.non volevamo i profughi o clandestini che dir si voglia? si faceva come usano fare spagnoli e greci e di rogne non ne esistevano e risparmiavamo soldi a palate..moralmente giusto o sbagliato che sia.non mi risulta che spagna e grecia sian state ammonite,sanzionate o criticate da nessun organismo mondiale per il loro comportamento.se l'ìtalia contava su aiuti di altre nazioni ha sbagliato tutto.

si menzionano spesso questi comportamenti di spagna e grecia, ma io non ne ho mai trovato riscontro nelle cronache, se hai qualche fonte potresti per cortesia postare i link?

http://www.loccidentale.it/node/103264

Le notizie di nuovi sbarchi a Lampedusa stanno diventando un appuntamento fisso quanto le critiche contro il governo italiano. Eppure, oltre all?Italia le mete degli immigrati clandestini tendenzialmente sono anche Spagna e Grecia. Ma quanto succede a Madrid e ad Atene non sembra interessare molto Bruxelles. La Spagna di Zapatero, incensato come il primo capo di Stato ad andare a Tunisi, si è offerta di contribuire alla missione di assistenza Hermes 2001 della Frontex, l?Agenzia per la gestione delle frontiere degli Stati dell?Unione europea, con l'invio di esperti e anche di aerei ad hoc.

Ma la folgorazione di Zapatero sulla via di Tunisi non basterà a far dimenticare i cinque morti e un centinaio di feriti tra i seicento africani che cercavano di raggiungere la enclave spagnola sulla costa marocchina. Vale la pena di ricordare, infatti, quando il buon Zapatero aveva schierato l?esercito con l?ordine di sparare con il compiacente e vergognoso silenzio dei ?compagni? italiani ed europei. Era l?ottobre del 2005, presso l?enclave spagnola sulla costa arrivarono due mila militari armati in aggiunta agli uomini della Guardia civil per fronteggiare l?assalto di seicento disperati dell?ex Marocco spagnolo. La vicenda si concluse con durissimi scontri che costarono la vita a cinque persone, compreso un neonato.

In Grecia, invece, per bloccare l?immigrazione clandestina proveniente oltre che dal Maghreb anche dall?Iraq, Afghanistan, Iran, Pakistan si sta costruendo un muro alto cinque metri e lungo circa dodici chilometri al confine con la Turchia, nella regione del fiume Evros vicino alla cittadina di Orestiada. Intanto da più di quaranta giorni trecento immigrati sono in sciopero della fame per chiedere regolarizzazione e accesso a diritti fondamentali. Atene, però, ha risposto che le richieste di regolarizzazione dei trecento immigrati in sciopero sono un mero ricatto e un precedente pericoloso per la capacità del Paese di gestire la questione dell'immigrazione e Kostas Papoutsis, ministro della Difesa del cittadino, equivalente al ministero degli Interni, ha dichiarato: ?Il governo ha il dovere di difendere i diritti dei cittadini ellenici e di coloro che vivono a norma di legge nel nostro Paese. Arginare il flusso degli immigrati che dall?Anatolia si riversano nell?Unione europea attraverso la Grecia è anche una prova del nostro senso di responsabilità verso Bruxelles?.

La drammatica situazione che intanto vivono migliaia di persone stipate in una vecchia fabbrica sono tremende tanto quanto il viaggio che devono affrontare per guadagnare un?ora di vita in più: in migliaia di disperati spesso muoiono assiderati o arrivano con gli arti amputati. Una puntuale ed esaustiva panoramica della condizione dei profughi che stanno morendo o cercando di sopravvivere all?euro-confine greco ce la dà Fabrizio Gatti su L?Espresso di questa settimana che con un reportage cerca di illuminare luoghi dimenticati da Bruxelles, anche se con una luce un po? sinistra.

http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2009/05/15/VA4MC_LA402.html

Le maniere forti piacciono anche a Grecia e Spagna

15 maggio 2009 ? pagina 04 sezione: Attualità

BRUXELLES. L?intercettazione in acque internazionali e il riaccompagnamento verso il Paese di provenienza dei barconi pieni di immigrati clandestini che tentano di raggiungere l?Unione europea non è una scelta puramente italiana, ma una pratica già attuata da Grecia, Spagna e, di recente, anche da Malta.
Alle operazioni di respingimento spagnole hanno partecipato diversi paesi della Ue tra cui, e molto spesso, anche mezzi aerei o navali italiani. Le operazioni sono state effettuate con il coordinamento dell?agenzia Frontex, lo strumento per controllare l?immigrazione clandestina di cui si è dotata l?Europa nel 2004 e che è operativa dal 3 ottobre 2005. L?agenzia ha sede a Varsavia dove può contare su un centinaio di uomini. Gli accordi Frontex si basano essenzialmente sulla cooperazione militare tra Paesi della Ue per proteggere i confini marittimi, di terra e aeroportuali dell?area Schengen.
Secondo i rapporti di attività annuali di Frontex, la Spagna e i suoi alleati sono ampiamente ricorsi agli strumenti che l?agenzia ha messo loro a disposizione fin dall?estate del 2005. Nel 2006, le navi della marina spagnola si sono spinte fino alle acque internazionali di fronte alla Mauritania e al Senegal dove hanno intercettato 370 immigrati. Nel corso di una campagna lanciata lungo le coste atlantiche africane, la marina spagnola ha intercettato 53 imbarcazioni che trasportavano verso le Canarie 3.650 persone. Una di queste, con 120 persone a bordo, è stata riaccompagnata fino al porto di Nouadhbou in Mauritania. Nel 2007, sotto il comando della marina spagnola si sono svolte diverse operazioni anticlandestini, sia nel Mediterraneo sia in Atlantico, cui hanno partecipato mezzi italiani, francesi, tedeschi, greci, portoghesi e persino rumeni.
Dall?altra parte del Mediterraneo, la Grecia è stata accusata da organizzazioni umanitarie come Fortress Europe e ProAsyl di essere ricorsa alle maniere forti contro i tentativi di immigrazione clandestina. In un comunicato diffuso l?11 giugno 2008, Fortress Europe accusa la Guardia costiera greca di aver respinto in mare aperto un gommone stracarico di clandestini abbandonandolo in acque territoriali turche. Nonostante un accordo firmato da Atene e da Ankara, i turchi si rifiutano di riaccogliere i clandestini che partono dalle loro coste e questo spinge i greci ad abbandonarli in alto mare in acque turche.
- Alfredo Betti
 
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
Se paragoniamo agli italiani, quelli che andavano in america avevano forse il permesso di soggiorno, il codice fiscale e il libretto delle vaccinazioni?
Difatti Ellis Island serviva pure a far scontare il periodo di quarantena. Cerchiamo di ricordare inoltre che in quegli anni gli Stati Uniti necessitavano di "braccia". Noi no

i controlli medici erano molto severi ci sono state famiglie divise, alcuni entravano altri no.....e chi entrava aveva lo status per lavorare e vivere altro che balle, il codice fiscale ancora non esisteva (si chiama social security number... in Usa) ma eri comunque regolare, e come ricordato c'era bisogno di braccia. Pochi poi sanno che per emigrare ora in Usa non è così semplice, o vieni richiesto e ci sono molti vincoli o vinci la green card lottery.....
 
|Mauro65| ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Perchè no? Stabilito che NON sono profughi, NON sono rifugiati, NESSUNO li ha invitati..... ok, buttarli a mare no, ma aver impedito loro di sbarcare CON TUTTI I MEZZI sarebbe stato perfetto. Ormai che ci sono, si caricano con le buone o con le cattive su una nave militare e si scodellano in porto a Tunisi.
Sarebbe bastato noleggiare alcune navi passeggeri da tenere al limite delle acque territoriali, quindi con le vedette filtrare i barconi, agganciarli e trasbordare tutti a bordo di queste navi, una volta riempite rotta su Tunisi con scorta militare.
Alla prima che arrivava vedi come si ointerrompeva il flusso.
Oppure, in alternativa a Tunisi, fare un accordo sottobanco con i passeur di Ventimiglia e scodellarli direttamente a quei puzzoni dei galletti :twisted:
Mica scema come soluzione... ;)
 
Non dimentichiamoci che ci sono tunisini e tunisini... e tunisine, anche... :D
http://it.wikipedia.org/wiki/Afef_Jnifen

Il primo che fa un accenno politico lo denuncio ai moderatori :evil:
Si, faccio la spia!

Infatti mia madre non si chiama Maria :lol:
 
a_gricolo ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
lucio745 ha scritto:
nessuno obbliga nessuno.non volevamo i profughi o clandestini che dir si voglia? si faceva come usano fare spagnoli e greci e di rogne non ne esistevano e risparmiavamo soldi a palate..moralmente giusto o sbagliato che sia.non mi risulta che spagna e grecia sian state ammonite,sanzionate o criticate da nessun organismo mondiale per il loro comportamento.se l'ìtalia contava su aiuti di altre nazioni ha sbagliato tutto.

si menzionano spesso questi comportamenti di spagna e grecia, ma io non ne ho mai trovato riscontro nelle cronache, se hai qualche fonte potresti per cortesia postare i link?

http://www.loccidentale.it/node/103264

Le notizie di nuovi sbarchi a Lampedusa stanno diventando un appuntamento fisso quanto le critiche contro il governo italiano. Eppure, oltre all?Italia le mete degli immigrati clandestini tendenzialmente sono anche Spagna e Grecia. Ma quanto succede a Madrid e ad Atene non sembra interessare molto Bruxelles. La Spagna di Zapatero, incensato come il primo capo di Stato ad andare a Tunisi, si è offerta di contribuire alla missione di assistenza Hermes 2001 della Frontex, l?Agenzia per la gestione delle frontiere degli Stati dell?Unione europea, con l'invio di esperti e anche di aerei ad hoc.

Ma la folgorazione di Zapatero sulla via di Tunisi non basterà a far dimenticare i cinque morti e un centinaio di feriti tra i seicento africani che cercavano di raggiungere la enclave spagnola sulla costa marocchina. Vale la pena di ricordare, infatti, quando il buon Zapatero aveva schierato l?esercito con l?ordine di sparare con il compiacente e vergognoso silenzio dei ?compagni? italiani ed europei. Era l?ottobre del 2005, presso l?enclave spagnola sulla costa arrivarono due mila militari armati in aggiunta agli uomini della Guardia civil per fronteggiare l?assalto di seicento disperati dell?ex Marocco spagnolo. La vicenda si concluse con durissimi scontri che costarono la vita a cinque persone, compreso un neonato.

In Grecia, invece, per bloccare l?immigrazione clandestina proveniente oltre che dal Maghreb anche dall?Iraq, Afghanistan, Iran, Pakistan si sta costruendo un muro alto cinque metri e lungo circa dodici chilometri al confine con la Turchia, nella regione del fiume Evros vicino alla cittadina di Orestiada. Intanto da più di quaranta giorni trecento immigrati sono in sciopero della fame per chiedere regolarizzazione e accesso a diritti fondamentali. Atene, però, ha risposto che le richieste di regolarizzazione dei trecento immigrati in sciopero sono un mero ricatto e un precedente pericoloso per la capacità del Paese di gestire la questione dell'immigrazione e Kostas Papoutsis, ministro della Difesa del cittadino, equivalente al ministero degli Interni, ha dichiarato: ?Il governo ha il dovere di difendere i diritti dei cittadini ellenici e di coloro che vivono a norma di legge nel nostro Paese. Arginare il flusso degli immigrati che dall?Anatolia si riversano nell?Unione europea attraverso la Grecia è anche una prova del nostro senso di responsabilità verso Bruxelles?.

La drammatica situazione che intanto vivono migliaia di persone stipate in una vecchia fabbrica sono tremende tanto quanto il viaggio che devono affrontare per guadagnare un?ora di vita in più: in migliaia di disperati spesso muoiono assiderati o arrivano con gli arti amputati. Una puntuale ed esaustiva panoramica della condizione dei profughi che stanno morendo o cercando di sopravvivere all?euro-confine greco ce la dà Fabrizio Gatti su L?Espresso di questa settimana che con un reportage cerca di illuminare luoghi dimenticati da Bruxelles, anche se con una luce un po? sinistra.

http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2009/05/15/VA4MC_LA402.html

Le maniere forti piacciono anche a Grecia e Spagna

15 maggio 2009 ? pagina 04 sezione: Attualità

BRUXELLES. L?intercettazione in acque internazionali e il riaccompagnamento verso il Paese di provenienza dei barconi pieni di immigrati clandestini che tentano di raggiungere l?Unione europea non è una scelta puramente italiana, ma una pratica già attuata da Grecia, Spagna e, di recente, anche da Malta.
Alle operazioni di respingimento spagnole hanno partecipato diversi paesi della Ue tra cui, e molto spesso, anche mezzi aerei o navali italiani. Le operazioni sono state effettuate con il coordinamento dell?agenzia Frontex, lo strumento per controllare l?immigrazione clandestina di cui si è dotata l?Europa nel 2004 e che è operativa dal 3 ottobre 2005. L?agenzia ha sede a Varsavia dove può contare su un centinaio di uomini. Gli accordi Frontex si basano essenzialmente sulla cooperazione militare tra Paesi della Ue per proteggere i confini marittimi, di terra e aeroportuali dell?area Schengen.
Secondo i rapporti di attività annuali di Frontex, la Spagna e i suoi alleati sono ampiamente ricorsi agli strumenti che l?agenzia ha messo loro a disposizione fin dall?estate del 2005. Nel 2006, le navi della marina spagnola si sono spinte fino alle acque internazionali di fronte alla Mauritania e al Senegal dove hanno intercettato 370 immigrati. Nel corso di una campagna lanciata lungo le coste atlantiche africane, la marina spagnola ha intercettato 53 imbarcazioni che trasportavano verso le Canarie 3.650 persone. Una di queste, con 120 persone a bordo, è stata riaccompagnata fino al porto di Nouadhbou in Mauritania. Nel 2007, sotto il comando della marina spagnola si sono svolte diverse operazioni anticlandestini, sia nel Mediterraneo sia in Atlantico, cui hanno partecipato mezzi italiani, francesi, tedeschi, greci, portoghesi e persino rumeni.
Dall?altra parte del Mediterraneo, la Grecia è stata accusata da organizzazioni umanitarie come Fortress Europe e ProAsyl di essere ricorsa alle maniere forti contro i tentativi di immigrazione clandestina. In un comunicato diffuso l?11 giugno 2008, Fortress Europe accusa la Guardia costiera greca di aver respinto in mare aperto un gommone stracarico di clandestini abbandonandolo in acque territoriali turche. Nonostante un accordo firmato da Atene e da Ankara, i turchi si rifiutano di riaccogliere i clandestini che partono dalle loro coste e questo spinge i greci ad abbandonarli in alto mare in acque turche.
- Alfredo Betti
Eh, appunto.
Si parla solo ed esclusivamente di aprire il fuoco in caso di immigrazione terrestre, nel caso spagnolo immagino parlino di ceuta e melilla, due enclave spagnole in nordafrica, per la grecia il confine con la turchia.
Ora, sulla terra ci sono le dogane e puoi evitare che la gente entri. Anzi, se qualcuno cerca di forzare una dogana i militari hanno IL PIENO DIRITTOed anzi il DOVERE di sparare, ci mancherebbe altro!
Respingere qualcuno che arriva da terra non è come farlo in mare.
Se respingi qualcuno via terra non c'è problema, in qualche modo si arrangia ed in ogni caso fa 10 metri ed è già tornato da dove è venuto ma se respingi una carretta piena all'inverosimile in mare con ogni probabilità stai ammazzando un fracco di persone. Infatti di norma vengono presi, rifocillati, curati se malati e rispediti al mittente.
Se poi questo si riesce a farlo direttamente in mare con delle navi appoggio ovviamente è una rogna in meno...
 
jaccos ha scritto:
Respingere qualcuno che arriva da terra non è come farlo in mare.
....... se respingi una carretta piena all'inverosimile in mare con ogni probabilità stai ammazzando un fracco di persone. Infatti di norma vengono presi, rifocillati, curati se malati e rispediti al mittente.
Se poi questo si riesce a farlo direttamente in mare con delle navi appoggio ovviamente è una rogna in meno...

Oh là. Lo vedi che finiamo sempre lì? Qui di RISPEDIRE AL MITTENTE manco se ne può parlare, se no siamo brutti cattivi e razzisti. Se avessero intercettato ANCHE SPARANDO DAVANTI ALLA BARCA (non addosso, ovviamente) la prima che è arrivata ne sarebbe partita un altra; blocchiamo anche questa, la terza ci pensa due volte prima di mettersi in mare e la quarta conta fino a mille. Invece no, accogliamo tutti e gli paghiamo anche il viaggio diritorno, così la settimana dopo sono qui di nuovo. Per essere coerenti dovremmo fargli pagare NOI il disturbo di averli raccattati a Lampedusa, altrochè!

PS: la carretta piena all'inverosimile esiste proprio perchè vige questa norma comportamentale che impone il soccorso in mare, e questi ne approfittano a mani basse. Di nuovo, aver bloccato i primi avrebbe evitato il prolierare del fenomento. Perchè, ripeto a mo' di mantra tibetano, questi NON SONO DISPERATI, sono solo CLANDESTINI.
 
a_gricolo ha scritto:
jaccos ha scritto:
Respingere qualcuno che arriva da terra non è come farlo in mare.
....... se respingi una carretta piena all'inverosimile in mare con ogni probabilità stai ammazzando un fracco di persone. Infatti di norma vengono presi, rifocillati, curati se malati e rispediti al mittente.
Se poi questo si riesce a farlo direttamente in mare con delle navi appoggio ovviamente è una rogna in meno...

Oh là. Lo vedi che finiamo sempre lì? Qui di RISPEDIRE AL MITTENTE manco se ne può parlare, se no siamo brutti cattivi e razzisti. Se avessero intercettato ANCHE SPARANDO DAVANTI ALLA BARCA (non addosso, ovviamente) la prima che è arrivata ne sarebbe partita un altra; blocchiamo anche questa, la terza ci pensa due volte prima di mettersi in mare e la quarta conta fino a mille. Invece no, accogliamo tutti e gli paghiamo anche il viaggio diritorno, così la settimana dopo sono qui di nuovo. Per essere coerenti dovremmo fargli pagare NOI il disturbo di averli raccattati a Lampedusa, altrochè!

PS: la carretta piena all'inverosimile esiste proprio perchè vige questa norma comportamentale che impone il soccorso in mare, e questi ne approfittano a mani basse. Di nuovo, aver bloccato i primi avrebbe evitato il prolierare del fenomento. Perchè, ripeto a mo' di mantra tibetano, questi NON SONO DISPERATI, sono solo CLANDESTINI.
Mai detto che i clandestini non vadano respinti.
Chi entra illegalmente in un paese lo fa conscio di ciò che comporta.
 
jaccos ha scritto:
Chi entra illegalmente in un paese lo fa conscio di ciò che comporta.

Appunto, anche di essere mitragliato in mare se non inverte la rotta, dipendesse da me.

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2011/03/28/visualizza_new.html_1529602193.html

...ecco che "disperati" entrano.....
 
99octane ha scritto:
WDB164 ha scritto:
L'ultima volta che sono andato negli usa, ho visitato questa isoletta Situata affianco alla statua della liberta', era stata adibita ad accogliere i "migranti" provenienti da tutta Europa, ora adibito a museo.
Consultado un computer io e mia moglie abbiamo trovato tutti i dati di suo nonno che vi arrivo' nel 1903 e il suo percorso che lo porto' a stabiliLirsi in Pensilvania, nonche' tutti i viaggi che fece verso l'europa corredati di giorno mese e anno di partenza e ritorno, ma anche tutti i dati dei suoi genitori. La struttura rimasta intatta fa anche capire a che livello fosse la prima accoglienza per tutti, anche per quelli che venivano rimpatriati.
E' stupefacente notare che l'accoglienza e l'identificazione messi in campo dall'Italia nel 2011 E' secoli dietro a quella americana di oltre un secolo fa'.

Chissa' come mai.
:rolleyes:

Forse perche' gli emigranti italiani di allora arrivavano REGOLARMENTE e per LAVORARE, mentre i nostrani arrivano di straforo e per delinquere?
E con tutto loro hanno avuto un certo Capone e un certo Luciano.
Ma tant'e'.
A certa gente l'e' pu sse facil meteghel in del cü che in del cu.
:rolleyes:

Non é vero, non sai quanti venivano rimpatriati, arrivavano anche quelli che non avevano un lavoro
 
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