<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Egitto in rivolta e Mubarak oscura internet ed sms | Il Forum di Quattroruote

Egitto in rivolta e Mubarak oscura internet ed sms

G5

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Tra le tinte forti di questi giorni non riesco a capire se tutto ciò sia un alba o un tramonto.
Ma il sangue delle genti inizia davvero ad essere ardimentoso.
 
Il destino alle volte intreccia le sue tele in modo che vi siano le cadute dei monumenti allorquando se ne erigono altri. In questo momento Nelson Mandela è nuovamente ricoverato in ospedale e le sue condizioni di salute destano non poche preoccupazioni. Una voce che aveva saputo elevarsi sul mondo sta' per ammutolirsi, per sempre.

Ps. mancava la notizia sull'Egitto
Internet inaccessibile. Bloccata l'«arma» della protesta. E la piazza sfida Mubarak
Gli attivisti stanno preparando il «venerdì della collera» la manifestazione più grande di questi giorni

MILIANO - È massiccio il dispiegamento delle forze di sicurezza nella capitale egiziana, dove sono attese proteste su larga scala. Gli uomini dei reparti speciali egiziani sono posizionati in tutti i punti strategici del Cairo, riferiscono testimoni citati dal sito web del quotidiano The Telegraph. Agenti di sicurezza stanno pattugliando la centrale piazza Tahrir, teatro nei giorni scorsi di violenti scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.

COMUNICAZIONI - E intanto, dalla notte internet risulta inaccessibile in tutto l'Egitto. Mentre la gente si sta preparando alle proteste che seguiranno le preghiere del venerdì per chiedere le dimissioni del presidente Hosni Mubarak, da più parti si segnalano disturbi sulla Rete. «Oggi la rete Internet è inaccessibile in Egitto», ha fatto sapere la reception di un grande albergo della capitale. Informazione confermata da altre strutture alberghiere. E anche Seabone, il maggiore provider egiziano con sede in Italia, ha riferito che dalle prime ore di oggi non si è registrato traffico in entrata e in uscita da mezzanotte e mezza, ora locale. Il governo sembra aver bloccato la principale arma degli attivisti. I social network sono stati fondamentali per l'organizzazione delle proteste cresciute in questi giorni . Bloccato anche il servizio di sms fra cellulari. Non sembra, per il momento, esserci problemi per la comunicazione vocale.

ARRESTI - E mentre si attende, con il fiato sospeso, le manifestazioni preannunciate in occasione della tradizionale giornata festiva islamica del venerdì, le forze di sicurezza hanno arrestato una ventina di attivisti dei Fratelli Musulmani, principale forza di opposizione: lo ha reso noto il loro avvocato, Abdel-Moneim Abdel Maqsoud, secondo cui si potrebbe in realtà trattare di un numero anche più elevato, giacché «è difficile calcolare la cifra esatta», ha affermato. Gli arrestati, nel raid notturno, anche i portavoce Essam El-Erian, Mohamed Mursi e Hamdy Hassan. «La ragione è ovviamente nota: è per ciò che ci si aspetta che accada (oggi)», ha detto l'avvocato. Una fonte della sicurezza ha confermato che le autorità hanno ordinato un'operazione contro il gruppo nella notte: «Abbiamo ordini per un'operazione di sicurezza contro i Fratelli», ha detto a Reuters la fonte.

OPPOSIZIONE ISLAMICA - Finora i Fratelli Musulmani si erano mantenuti relativamente ai margini delle proteste di piazza contro il regime del presidente egiziano Hosni Mubarak, lasciando ai propri militanti libertà di scelta se parteciparvi o meno. Per oggi tuttavia avrebbeto deciso di scendere pure loro nelle strade, dopo le preghiere del venerdì, seguendo l'esempio del più importante dissidente del Paese, Mohamed ElBaradei, ex direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, rientrato in patria ieri. Il governo ha messo in guardia i giovani manifestanti perché non consentano ai Fratelli di strumentalizzare le proteste. Rappresentanti dell'opposizione come Mohamed ElBaradei sostengono che il governo usi l'opposizione islamica come scusa per mantenere la stretta autoritaria. Gli attivisti puntano a organizzare oggi la maggiore delle manifestazioni di questi giorni, ispirate da quanto successo in Tunisia.

MINACCIA - Lo chiamano già «Il venerdì della collera». La giornata di oggi si presenta come decisiva per le proteste contro il governo egiziano del presidente Hosni Mubarak, le più gravi mai affrontata dal rais nei suoi oltre trent'anni di governo. Il Ministero degli Interni del Cairo ha avvertito di voler prendere delle «misure decisive» per arginare le proteste, «in conformità alla legge». L'arresto dei membri dei Fratelli Musulmani ne un esempio. Il malcontento popolare ha da giovedì anche un volto moderato e - almeno agli occhi della comunità internazionale - credibile su cui convogliare le sue speranze di cambiamento: l'ex Direttore generale dell'Aiea e premio Nobel per la Pace, Mohammed ElBaradei, tornato in patria per partecipare alle proteste, che al momento hanno causato sette morti e decine di feriti. Non appena arrivato all'aeoporto internazionale del Cairo, ElBaradei ha subito cominciato la campagna per la sua candidatura a «guidare la transizione» del regime egiziano: «La volontà di cambiamento deve essere rispettata, il regime non deve utilizzare la violenza nelle manifestazioni: è un momento critico nella storia egiziana».

ELBARADEI - Non è però ancora certo che il ritorno sulla scena di ElBaradei possa portare un salto di qualità nel movimento popolare, che da semplice protesta passerebbe così a dotarsi di un orizzonte politico: l'ex direttore dell'Aiea non è formalmente a capo di alcun partito, ma ha formato un movimento, l'Associazione Nazionale per il cambiamento, che difende la necessità di riforme democratiche e sociali. Nell'ultimo anno ElBaradei è stato oggetto di una virulenta campagna di diffamazione da parte del regime. Uomo austero, considerato fermo nelle sue convinzioni, ElBaradei, uomo considerato anche dagli studiosi occidentali«credibile candidato» alle elezioni presidenziali del prossimo settembre, aveva suscitato la simpatia in gran parte dell'opinione pubblica egiziana. In particolare fra i giovani e le classi medie: anche all'estero, soprattutto in alcuni paesi europei, si era guadagnato fama di coraggio e integrità per essersi opposto - quando era a capo dell'Aiea - al «teorema» dell'amministrazione Bush sull'esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq.

Redazione online
28 gennaio 2011
 
Mi risulta che gli stranieri, tra cui gli italiani stiano uscendo dall'Egitto per motivi di sicurezza.
 
Pedante12 ha scritto:
E quei poveretti che così non possono più leggerci sull'OT del Forum di 4R :cry:

per quello sono in rivolta .. no ???
:D
In particolare a innescare le polveri è stato l'ultimo ban di Erby
 
Su che la situazione mi sembra assai drammatica nella sua interezza .... gli umorismi cerchiamo di lasciarli in terzo piano.
 
Accidenti, sembra una cosa veramente grave, situazione precipitata... ...avevo scritto un post ironico ma l'ho editato. :(
 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/28/cairo-e-il-venerdi-della-collera-due-morti-bloccato-dalla-polizia-el-baradei/88980/

Cairo, è il ?venerdì della collera?. Due morti Bloccato dalla polizia El Baradei Le proteste anti Mubarak dilagano in tutto il Paese. Intanto Internet è stato oscurato dal governo e la polizia ha fermato, senza arrestarlo ma impedendone ogni spostamento, l'esponente dell?opposizione tornato ieri in patria E? il ?venerdì della collera? in Egitto. Cortei e manifestazioni anti Mubarak stanno paralizzando le principali città egiziane e in particolare il Cairo, sono in atto scontri tra le migliaia di manifestanti e le forze dell?ordine: almeno due persone sono morte e decine sono rimaste ferite in piazza Abdel Moneim Riad, nei pressi del museo egizio del Cairo, all?uscita dalla centrale piazza Tahrir. La polizia ha bloccato, senza arrestarlo ma impedendone ogni spostamento, l?esponente dell?opposizione Mohammed el Baradei, rientrato in patria ieri da Vienna, e che stamani si trovava a pregare insieme ad altre centinaia di persone, nella zona delle manifestazioni. Quattro giornalisti francesi sono stati arrestati, e un reporter di al Jazira picchiato.

Una battaglia è in corso tra circa 25 mila manifestanti e le forze dell?ordine che cercano di respingere la folla sparando lacrimogeni e proiettili di gomma, nel quartiere di Dokki, vicino allo Sheraton, dove tra la gente si troverebbe l?ex parlamentare nasseriano Hamdiia Sabahi, possibile candidato alla presidenza. Infuriano gli scontri anche davanti alla moschea-università di Al Azhar, il maggior centro teologico sunnita, mentre cortei stanno cercando di raggiungere piazza Tharir, verso la sede della presidenza del consiglio e a quella del Parlamento.

Ad Alessandria d?Egitto, secondola tv satellitare al Arabyia, molti poliziotti hanno rifiutato di utilizzare i lacrimogeni contro i manifestanti. Altri agenti in precedenza avevano deposto manganelli, caschi e giubbotti anti proiettile e si erano uniti ai dimostranti.

Per neutralizzare la capacità dei manifestanti di organizzarsi e riorganizzarsi a seconda dello schieramento delle forze di polizia, è stato disattivato questa mattina il servizio internet in tutto l?Egitto. Anche la rete dei cellulari non è più attiva. In prima mattinata era stato disattivato il servizio sms e ora non c?è più copertura di rete. Anche a Vodafone è stato chiesto di sospendere la copertura.

Sebbene il governo del presidente Hosni Mubarak abbia sempre negato di aver bloccato social network quali Facebook o Twitter e altri siti, sostenendo invece di avere pieno rispetto della libertà di espressione, l?oscuramento della Rete sembra palesemente mirato a evitare il passaparola on-line. In mattinata comunque proprio su Facebook era almeno a tratti disponibile una pagina dove compariva un elenco di oltre trenta luoghi di culto, tra moschee e chiese, selezionati come punti di raduno dei dimostranti. ?I musulmani e i cristiani d?Egitto usciranno nelle strade per combattere contro la corruzione, la disoccupazione, l?oppressione e l?assenza di liberta?!?, ammoniva un proclama pubblicato sul sito, secondo cui in poche ore si erano già registrate più di settantamila adesioni alle iniziative anti-governative. Il pugno di ferro adottato dal regime, che per la giornata odierna ha avvertito si ricorrerà anche a ?provvedimenti risoluti? pur di mantenere l?ordine pubblico, sembra insomma essere riuscito nell?impresa quasi miracolosa di ricompattare le due principali comunità religiose del Paese, maggioranza islamica e minoranza copta, permettendo loro di superare le ataviche divisioni, di recente ulteriormente acuite dai continui episodi di persecuzione anti-cristiana, culminati nella strage di Capodanno davanti alla Chiesa dei Due Santi ad Alessandria d?Egitto.

In nottata le forze di sicurezza hanno provveduto ad arrestare numerosi esponenti dei Fratelli musulmani, inclusi, secondo quanto riferiscono alcune fonti, i due portavoce Essam El Erianee Mohammed Mursi.
 
Nessuno ha notato somiglianze fra quest'episodio di censura mediatica e ciò che accadeva in Cina, durante la rivolta chiamata di Piazza Tien-Anmen ?
 
Che l'Egitto sia un regime appare sempre più chiaro a tutti.
Sinora ci avevano fatto sapere che era una garanzia di stabilità e di benessere ... invece .......
 
maddeché ha scritto:
Nessuno ha notato somiglianze fra quest'episodio di censura mediatica e ciò che accadeva in Cina, durante la rivolta chiamata di Piazza Tien-Anmen ?

non c'entra niente...dietro questo , purtroppo, ho paura ci sia altro......
 
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