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Il governo Monti continua a dimostrare di non capire come stia uccidendo la "gallina dalle uova d'oro", lo strumento cioè che garantisce uno dei gettiti fiscali più alti tra tutte le entrate tributarie del Paese: l'automobile. Di fronte a una situazione catastrofica del settore, che sta mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro (oltre che milioni di euro di introiti sotto forma d'Iva, accise ecc.), l'esecutivo ha pensato bene di finanziare parte degli oneri derivanti dalla riforma del mercato del lavoro (oltre 20 miliardi di euro tra il 2013 e il 2021) anche riducendo, a partire dal prossimo anno, le deduzioni sulle spese relative alle auto aziendali non utilizzate esclusivamente come beni strumentali dalle imprese e dai professionisti dall'attuale 40 al 27,5% e quelle dei veicoli concessi dalle imprese ai propri dipendenti dal 90 al 70%. Una scelta che dovrebbe garantire, a regime, circa un miliardo di euro di gettito, ma che va esattamente in controtendenza rispetto a quanto richiesto da tempo da aziende e società di noleggio a lungo termine e che ci allontana ulteriormente dal resto d'Europa. Col risultato che, a fronte dei minori benefici, le immatricolazioni di vetture aziendali si ridurranno ulteriormente, a danno delle entrate fiscali.
E l'RC auto? Non basta: il provvedimento prevede anche l'introduzione di una franchigia del 40% per la deducibilità dei contributi al servizio sanitario nazionali previsti sull'RC auto. Questa voce dovrebbe garantire un gettito fiscale di 172 milioni di euro nel 2013 e di circa 100 milioni l'anno per il periodo successivo.
Redazione online
Il governo Monti continua a dimostrare di non capire come stia uccidendo la "gallina dalle uova d'oro", lo strumento cioè che garantisce uno dei gettiti fiscali più alti tra tutte le entrate tributarie del Paese: l'automobile. Di fronte a una situazione catastrofica del settore, che sta mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro (oltre che milioni di euro di introiti sotto forma d'Iva, accise ecc.), l'esecutivo ha pensato bene di finanziare parte degli oneri derivanti dalla riforma del mercato del lavoro (oltre 20 miliardi di euro tra il 2013 e il 2021) anche riducendo, a partire dal prossimo anno, le deduzioni sulle spese relative alle auto aziendali non utilizzate esclusivamente come beni strumentali dalle imprese e dai professionisti dall'attuale 40 al 27,5% e quelle dei veicoli concessi dalle imprese ai propri dipendenti dal 90 al 70%. Una scelta che dovrebbe garantire, a regime, circa un miliardo di euro di gettito, ma che va esattamente in controtendenza rispetto a quanto richiesto da tempo da aziende e società di noleggio a lungo termine e che ci allontana ulteriormente dal resto d'Europa. Col risultato che, a fronte dei minori benefici, le immatricolazioni di vetture aziendali si ridurranno ulteriormente, a danno delle entrate fiscali.
E l'RC auto? Non basta: il provvedimento prevede anche l'introduzione di una franchigia del 40% per la deducibilità dei contributi al servizio sanitario nazionali previsti sull'RC auto. Questa voce dovrebbe garantire un gettito fiscale di 172 milioni di euro nel 2013 e di circa 100 milioni l'anno per il periodo successivo.
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