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E' la Francia il malato d'Europa

"E' la Francia il malato d'Europa" secnodo Merrill - Lynch

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-04/merrill-lynch-e-francia-malato-d-europa-ecco-perche-ci-preoccupa-163648.shtml?uuid=ABWTDth

Merrill Lynch: «È la Francia il malato d'Europa. Ecco perché ci preoccupa»
Dopo le pesanti bocciature della agenzie di rating, Parigi resta sul banco degli imputati in Europa. Anzi, ormai passa per essere "il" problema. «Il paese che preoccupa veramente non è più l'Italia ma la Francia, a causa dei suoi grossi problemi strutturali». Parola del chief market strategist di Merrill Lynch, Johannes Jooste.

«In particolare - sostiene Jooste - appare difficile da migliorare il mercato del lavoro e anche il rapporto tra Pil e debito è peggiorato sensibilmente rispetto a pochi anni fa, quando era quasi alla pari con la Germania». Ergo, «i downgrade che la Francia ha subito sono giustificati». Conclusione tranchante, sulla quale Paul Krugman, per esempio, potrebbe avere qualcosa da dire.

Jooste, tuttavia, pensa di avere altre frecce al suo arco. Anche il rendimento dei bond francesi a dieci anni, ha detto tra l'altro presentando l'outlook 2014 della banca Usa, «non riflette fedelmente la reale situazione del paese, soprattutto se si pensa che i BTp italiani sulla medesima scadenza pagano sensibilmente di più, attorno al 4%». Secondo Stefano Guglielmetto, responsabile investimenti di Merrill per l'Italia, la penisola è ormai «il grande convalescente» del Vecchio Continente, alla luce delle misure varate sinora per fronteggiare la crisi.

Uno sguardo alla crescita globale
La crescita economica, prevedono ancora gli analisti della banca americana, migliorerà nel 2014 e sarà maggiormente sincronizzata fra le varie aree rispetto al 2013. In questo scenario le economie avanzate, in particolare gli Stati Uniti, faranno meglio rispetto a quelle emergenti grazie al maggiore supporto che continueranno a ricevere dalle rispettive banche centrali.

In Asia la Cina dovrebbe rimanere sulla cresta dell'onda: «La domanda dovrebbe spostarsi gradualmente verso i prodotti di consumo, dai beni di investimento ad alto utilizzo di materie prime».

Europa fanalino di coda, debole il mercato interno
In questo quadro «l'Europa rimane il fanalino di coda - ha aggiunto Jooste - pur esibendo una crescita positiva dopo la recessione del 2013». I paesi periferici europei, ha aggiunto il chief market strategist, hanno sperimentato dei miglioramenti nei conti con l'estero sia per la debolezza dei consumi interni che per la maggiore competitività delle esportazioni sulla scia della crescita globale più sostenuta.

In alcuni paesi come l'Irlanda, inoltre, vi è stato un forte aggiustamento dei salari reali che ha sostenuto la competitività, fronte su cui l'Italia e in misura solo lievemente minore la Francia, rimangono invece in forte difficoltà.

Il mercato del lavoro e la svalutazione interna
Va sottolineato, tuttavia, che il forte aggiustamento dei salari e la maggiore competitività corrispondono a una manovra di aggiustamento nota come svalutazione interna, molto in voga nell'Eurozona dell'austerity alla tedesca. Non essendo più possibile per i Paesi della moneta unica guadagnare competitività attraverso la svalutazione della moneta, sola alternativa è abbattere i salari.

È un processo avviato da tempo in Grecia, Portogallo e Spagna e ormai sta dando risultati anche in Italia. A ben vedere, però, sembra una cura tale da ammazzare il cavallo: l'impoverimento progressivo dei consumatori deprime la domanda interna e si trasferisce alle imprese, costrette a diminuire (guarda il grafico) in maniera vertiginosa la richiesta dei prestiti.

Un vero busillis, quindi, quello dell'Eurozona, alle prese con una stagnazione economica senza precedenti, Germania a parte, ma che secondo gli strateghi di Bruxelles dovrebbe guarire pretendendo di agire solo sul versante del costo del lavoro e del contenimento del debito.

Le resistenze di Francia e Italia
Si tratta di un percorso a senso unico, che finisce per pregiudicare le dinamiche di espansione economica e crescita ovunque tranne che nell'unico Paese che nei primi anni Duemila ha riformato il mercato del lavoro (alleggerendo i salari dei lavoratori meno qualificati a vantaggio di quelli specializzati e assunti prevalentemente in settori orientati all'export) sforando i limiti imposti da Maastricht, ovvero, proprio la Germania.

Francia e Italia si stanno sforzando di trovare soluzioni più equilibrate rispetto alle linee guida in stile Troika (Commissione Ue, Bce, Fondo monetario). Parigi ha respinto con decisione le tesi delle agenzie di rating e il presidente Hollande ha confermato che non devierà dalle scelte di sovvenzionamento pubblico dei livelli occupazionali.

Ma senza importanti e mirate operazioni di spending review (a cui il governo Letta sta lavorando, obbiettivo tagli per 32 miliardi) che vadano a incidere sul cosiddetto cuneo fiscale sarà molto difficile - dati gli alti livelli di debito e la bassa crescita - evitare una lunga e dolorosa fase di svalutazione interna e imponente disoccupazione strutturale.
E mò chi glie lo dice ? :rolleyes:
 
Intanto però la Francia non vuole creare un tavolo unico dei pigs per negoziare le condizioni, preferisce fare la snob con la Germania.
 
Secondo me è semplicemente successo che gli speculatori, spremuto quello che c'era da spremere in Italia, hanno iniziato con la Francia.......... ;)
 
ho letto che pure la Finlandia ha qualche problemino ( premetto che farei subito cambio)
insomma, mi par di capire che siano ben pochi i paesi che sono ok coi conti....
Comunque tra Usa, Russia e Cina, noi stiamo a litigare....e alla fine perderemo tutti. Siamo furbi noi eurabici.... :twisted:
 
La francia crede di poter reggere l'euro come la germania, invece non ha capito che è sulla stesa barca dell'Italia...anzi forse pure peggio....

Un saluto a tutti!
 
mi spiace, non credo a queste agenzie di rating. Sono speculatori, chissà cosa c'è dietro questa cosa della Francia. Resta il fatto che abbiano dei problemi (il tracollo della loro industria automobilista è li a dimostrarlo), ma detto questo sono finanziariamente molto più solidi di noi, si pensi al debito/PIL...io farei cambio
 
pandaciccio ha scritto:
La francia crede di poter reggere l'euro come la germania, invece non ha capito che è sulla stesa barca dell'Italia...anzi forse pure peggio....

Un saluto a tutti!
concordo in pieno....il gasato sarzozy non ha mai capito che la Germania ha trattato la Francia come un parente povero da sopportare....
 
Matteo__ ha scritto:
Secondo me è semplicemente successo che gli speculatori, spremuto quello che c'era da spremere in Italia, hanno iniziato con la Francia.......... ;)
vero però vale sempre il discorso che se hai pochi debiti sei poco ricattabile, se hai una situazione finanziaria disastrosa ricattarti è come bere un bicchier d'acqua
 
chiaro_scuro ha scritto:
Però è anche vero che sei hai molti debiti hai molte "persone" interessate a non farti crepare.

Ciao.
solo se sei la prima o la seconda economia globale, altrimenti ti tengono in coma farmacologico.. vedi Grecia
 
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