<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> E' fatta....al via il governo | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

E' fatta....al via il governo

Mauro 65 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Contemporaneamente, però, hanno chiesto di RIDURRE DRASTICAMENTE le forme contrattuali che negli anni sono proliferate grazie alle pessime riforme varate fino ad oggi e di rivedere i meccanismi di assicurazione per i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro(traduzione, riforma degli ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione più robuste).
Qui mi trovi più che d'accordo

. In merito ai servizi professionali sai come la penso, quindi dilungarsi è inutile. Piena liberalizzazione. Che ci sia Catricalà in un ruolo chiave mi tranquillizza. Solamente queste due riforme, se ben fatte, dovrebbero essere in grado di tagliare in maniera decisa la disoccupazione strutturale, favorire la crescita e l'equità sociale.
Qui invece non riesci a soddisfare la mia curiosità. :D
Mi spieghi cosa significa "liberalizzazione"?
Poter esercitare una professione senza essere iscritto al relativo Ordine? (cosa cambia rispetto ad ora, se non il trasferimento di una serie di costi ed oneri al settore pubblico?)
O poter esercitare una professione senza una verifica delle competenze professionali? (cosa che non esiste nemmeno nei liberalissini States)

In questa sede penso che possiamo discutere senza procedere per slogan
Molto schematicamente e generalizzando:
- eliminazione dell'esame di Stato
- revisione della disciplina del tirocinio
- abolizione delle tariffe minime e massime
- possibilità di pubblicizzare i servizi professionali
- via libera completo all'esercizio delle professioni in forma societaria.
Su alcuni punti già si sono fatti passi avanti, ma per liberalizzazione io intendo questo. Scusa la sintesi ma sono un po' incasinato adesso...
Saluti
 
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Mauro 65 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
I risultati di chi ha operato fino ad ora sono i seguenti:
-120% di rapporto debito/PIL
Ti riferisci ai 15-20 punti derivanti dalla crisi o a tutti i 120? :rolleyes:

-0,2% di crescita media annua(tra le più basse del MONDO)
sono 10 anni abbondanti che cresciamo molto molto poco ...

-spesa pubblica oltre il 50% del PIL, da Paese socialista
mah, questi sono i dati eurostat: tutta socialista l'UE?
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/2-26042011-AP/EN/2-26042011-AP-EN.PDF

-pressione fiscale mai così alta nella storia, quasi 44% del PIL
-qualche milionata di giovani che lavorano senza tutele e che non avranno la pensione, risultato delle recenti riforme del mercato del lavoro
se vogliamo diminuire la spesa pubblica ...

- liberalizzazioni FERME
liberizzazoni o deregolamentazioni?

Saluti
Qualche puntualizzazione sulle "deregolamentazioni", perché è evidente che ti riferisci al mercato del lavoro.
Partendo dal fatto che una quota importante della disoccupazione ad oggi dipende dal fatto che non c'è domanda aggregata, e quindi si spera sia riassorbita con l'attenuazione della crisi economica, io non nego che in Italia permanga una quota di disoccupazione "strutturale"(o "naturale") derivante dalla legislazione del lavoro. Gli economisti della UE ben lo sanno, e hanno chiesto di rendere più flessibile il mercato del lavoro in uscita. Contemporaneamente, però, hanno chiesto di RIDURRE DRASTICAMENTE le forme contrattuali che negli anni sono proliferate grazie alle pessime riforme varate fino ad oggi e di rivedere i meccanismi di assicurazione per i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro(traduzione, riforma degli ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione più robuste). Ci tengono a tal punto che nel questionario inviato in via XX Settembre negli ultimi giorni del Governo si chiedevano le modalità con cui le autorità italiane intendevano procedere per ridurre le forme contrattuali e aumentare le protezioni sociali.
Conclusione, si vuole fare ciò che chiede l'Europa? Bene, ma bisogna dirla tutta, non solo ciò che fa comodo. Personalmente ritengo sia venuto il momento di riformare la materia in questa direzione preservando invece la tutela "reale" per i vecchi assunti, e questo per evitare tensioni sociali che avrebbero effetti terribili sulla coesione sociale. In merito ai servizi professionali sai come la penso, quindi dilungarsi è inutile. Piena liberalizzazione. Che ci sia Catricalà in un ruolo chiave mi tranquillizza.
Solamente queste due riforme, se ben fatte, dovrebbero essere in grado di tagliare in maniera decisa la disoccupazione strutturale, favorire la crescita e l'equità sociale.

l' unica cosa giusta che sentii dire da un pezzo grosso:
" lo sviluppo non si crea per decreto "
parafrasando, penso che non valga nemmeno per i posti di lavoro.
Pottei rispolverare il vecchio:
" lavorare meno, lavorare tutti "
ma non mi sembra il caso, la storia ha gia' detto no.
E' falso. La politica economica può incidere per favorire la crescita, anche se non può determinarla. Gli effetti non sono immediati, ma si sentono nel medio/lungo periodo.

La disoccupazione involontaria è costituita da una componente che deriva dal fatto che non c'è domanda aggregata e da una componente derivante da fattori strutturali. La si può ridurre favorendo la crescita economica(e incidendo sul primo fattore) e riducendo la componente strutturale riformando la legislazione del lavoro. Questo in sintesi.
 
matteomatte1 ha scritto:
meglioduechequattro ha scritto:
Chi mi spiega sta cosa perche' io non ci arrivo, sono uscite due dichiarazioni di mister B. L'una dove dice di annunciare che la pdl vota compatta a favore del governo, la seconda dove dice che la democrazia e' prigioniera e quindi scenderemo in piazza :shock: :?:

Ma e' fuori?

avrà visto questo grafico:

http://www.borsaitaliana.it/borsa/azioni/grafico.html?isin=IT0001063210&lang=it

http://www.borsaitaliana.it/borsa/azioni/scheda.html?isin=IT0003856405&lang=it

pensa se vedeva questa :D :D :D :D :D :D
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Mauro 65 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
I risultati di chi ha operato fino ad ora sono i seguenti:
-120% di rapporto debito/PIL
Ti riferisci ai 15-20 punti derivanti dalla crisi o a tutti i 120? :rolleyes:

-0,2% di crescita media annua(tra le più basse del MONDO)
sono 10 anni abbondanti che cresciamo molto molto poco ...

-spesa pubblica oltre il 50% del PIL, da Paese socialista
mah, questi sono i dati eurostat: tutta socialista l'UE?
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/2-26042011-AP/EN/2-26042011-AP-EN.PDF

-pressione fiscale mai così alta nella storia, quasi 44% del PIL
-qualche milionata di giovani che lavorano senza tutele e che non avranno la pensione, risultato delle recenti riforme del mercato del lavoro
se vogliamo diminuire la spesa pubblica ...

- liberalizzazioni FERME
liberizzazoni o deregolamentazioni?

Saluti
Qualche puntualizzazione sulle "deregolamentazioni", perché è evidente che ti riferisci al mercato del lavoro.
Partendo dal fatto che una quota importante della disoccupazione ad oggi dipende dal fatto che non c'è domanda aggregata, e quindi si spera sia riassorbita con l'attenuazione della crisi economica, io non nego che in Italia permanga una quota di disoccupazione "strutturale"(o "naturale") derivante dalla legislazione del lavoro. Gli economisti della UE ben lo sanno, e hanno chiesto di rendere più flessibile il mercato del lavoro in uscita. Contemporaneamente, però, hanno chiesto di RIDURRE DRASTICAMENTE le forme contrattuali che negli anni sono proliferate grazie alle pessime riforme varate fino ad oggi e di rivedere i meccanismi di assicurazione per i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro(traduzione, riforma degli ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione più robuste). Ci tengono a tal punto che nel questionario inviato in via XX Settembre negli ultimi giorni del Governo si chiedevano le modalità con cui le autorità italiane intendevano procedere per ridurre le forme contrattuali e aumentare le protezioni sociali.
Conclusione, si vuole fare ciò che chiede l'Europa? Bene, ma bisogna dirla tutta, non solo ciò che fa comodo. Personalmente ritengo sia venuto il momento di riformare la materia in questa direzione preservando invece la tutela "reale" per i vecchi assunti, e questo per evitare tensioni sociali che avrebbero effetti terribili sulla coesione sociale. In merito ai servizi professionali sai come la penso, quindi dilungarsi è inutile. Piena liberalizzazione. Che ci sia Catricalà in un ruolo chiave mi tranquillizza.
Solamente queste due riforme, se ben fatte, dovrebbero essere in grado di tagliare in maniera decisa la disoccupazione strutturale, favorire la crescita e l'equità sociale.

l' unica cosa giusta che sentii dire da un pezzo grosso:
" lo sviluppo non si crea per decreto "
parafrasando, penso che non valga nemmeno per i posti di lavoro.
Pottei rispolverare il vecchio:
" lavorare meno, lavorare tutti "
ma non mi sembra il caso, la storia ha gia' detto no.
E' falso. La politica economica può incidere per favorire la crescita, anche se non può determinarla. Gli effetti non sono immediati, ma si sentono nel medio/lungo periodo.

La disoccupazione involontaria è costituita da una componente che deriva dal fatto che non c'è domanda aggregata e da una componente derivante da fattori strutturali. La si può ridurre favorendo la crescita economica(e incidendo sul primo fattore) e riducendo la componente strutturale riformando la legislazione del lavoro. Questo in sintesi.

Sono solo belle parole,
se si potesse pensi che non lo farebbero tutti gli stati del mondo?
( compresi i subshariani..... una bella decretata e via )
Ribadisco, la crescita non si fa per decreti,
Si puo' ( deve ) ridurre il debito che e' la cosa piu' importante,
altrimenti pare siamo destinati, se non saltiamo prima, ad un costo interessi verso i 100 mld.
Arginato il debito o meglio abbassatolo di un 200 mld
( in concomitanza ad una riduzione della spesa corrente, e ad una ritoccata alle pensioni )
con una massiccia patrimoniale,
concordicalibri tipo:
Montezemolo
Abete
Della Valle
si possono avere un po' di liquidi superstiti da poter gestire per il lavoro....
Ma ho forti dubbi, visto che tutto sommato siamo sotto la media Europea per la disoccupazione,
:D e localizza di qua, localizza di la' :D
 
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Mauro 65 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
I risultati di chi ha operato fino ad ora sono i seguenti:
-120% di rapporto debito/PIL
Ti riferisci ai 15-20 punti derivanti dalla crisi o a tutti i 120? :rolleyes:

-0,2% di crescita media annua(tra le più basse del MONDO)
sono 10 anni abbondanti che cresciamo molto molto poco ...

-spesa pubblica oltre il 50% del PIL, da Paese socialista
mah, questi sono i dati eurostat: tutta socialista l'UE?
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/2-26042011-AP/EN/2-26042011-AP-EN.PDF

-pressione fiscale mai così alta nella storia, quasi 44% del PIL
-qualche milionata di giovani che lavorano senza tutele e che non avranno la pensione, risultato delle recenti riforme del mercato del lavoro
se vogliamo diminuire la spesa pubblica ...

- liberalizzazioni FERME
liberizzazoni o deregolamentazioni?

Saluti
Qualche puntualizzazione sulle "deregolamentazioni", perché è evidente che ti riferisci al mercato del lavoro.
Partendo dal fatto che una quota importante della disoccupazione ad oggi dipende dal fatto che non c'è domanda aggregata, e quindi si spera sia riassorbita con l'attenuazione della crisi economica, io non nego che in Italia permanga una quota di disoccupazione "strutturale"(o "naturale") derivante dalla legislazione del lavoro. Gli economisti della UE ben lo sanno, e hanno chiesto di rendere più flessibile il mercato del lavoro in uscita. Contemporaneamente, però, hanno chiesto di RIDURRE DRASTICAMENTE le forme contrattuali che negli anni sono proliferate grazie alle pessime riforme varate fino ad oggi e di rivedere i meccanismi di assicurazione per i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro(traduzione, riforma degli ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione più robuste). Ci tengono a tal punto che nel questionario inviato in via XX Settembre negli ultimi giorni del Governo si chiedevano le modalità con cui le autorità italiane intendevano procedere per ridurre le forme contrattuali e aumentare le protezioni sociali.
Conclusione, si vuole fare ciò che chiede l'Europa? Bene, ma bisogna dirla tutta, non solo ciò che fa comodo. Personalmente ritengo sia venuto il momento di riformare la materia in questa direzione preservando invece la tutela "reale" per i vecchi assunti, e questo per evitare tensioni sociali che avrebbero effetti terribili sulla coesione sociale. In merito ai servizi professionali sai come la penso, quindi dilungarsi è inutile. Piena liberalizzazione. Che ci sia Catricalà in un ruolo chiave mi tranquillizza.
Solamente queste due riforme, se ben fatte, dovrebbero essere in grado di tagliare in maniera decisa la disoccupazione strutturale, favorire la crescita e l'equità sociale.

l' unica cosa giusta che sentii dire da un pezzo grosso:
" lo sviluppo non si crea per decreto "
parafrasando, penso che non valga nemmeno per i posti di lavoro.
Pottei rispolverare il vecchio:
" lavorare meno, lavorare tutti "
ma non mi sembra il caso, la storia ha gia' detto no.
E' falso. La politica economica può incidere per favorire la crescita, anche se non può determinarla. Gli effetti non sono immediati, ma si sentono nel medio/lungo periodo.

La disoccupazione involontaria è costituita da una componente che deriva dal fatto che non c'è domanda aggregata e da una componente derivante da fattori strutturali. La si può ridurre favorendo la crescita economica(e incidendo sul primo fattore) e riducendo la componente strutturale riformando la legislazione del lavoro. Questo in sintesi.

Sono solo belle parole,
se si potesse pensi che non lo farebbero tutti gli stati del mondo?
( compresi i subshariani..... una bella decretata e via )
Ribadisco, la crescita non si fa per decreti,
Si puo' ( deve ) ridurre il debito che e' la cosa piu' importante,
altrimenti pare siamo destinati, se non saltiamo prima, ad un costo interessi verso i 100 mld.
Arginato il debito o meglio abbassatolo di un 200 mld
( in concomitanza ad una riduzione della spesa corrente, e ad una ritoccata alle pensioni )
con una massiccia patrimoniale,
concordicalibri tipo:
Montezemolo
Abete
Della Valle
si possono avere un po' di liquidi superstiti da poter gestire per il lavoro....
Ma ho forti dubbi, visto che tutto sommato siamo sotto la media Europea per la disoccupazione,
:D e localizza di qua, localizza di la' :D
Io sto parlando in generale, non di un singolo decreto. La politica economica, che si esplica in lunghi periodi di tempo attraverso provvedimenti legislativi, è in grado di influire su grandezze quali l'occupazione. Non lo sostengo io che non sono nessuno, ma economisti con la E maiuscola. Tra questi, un certo Keynes.
La patrimoniale è un'altra storia, e sono d'accordo.
Saluti
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Molto schematicamente e generalizzando:
1) eliminazione dell'esame di Stato
2) revisione della disciplina del tirocinio
Cioè, scusami, secondo te un laureatino in legge sarebbe in grado di patrocinare non dico un omicida, ma anche un semplice rubagalline piuttosto che portare a termine una conciliazione? :XD: ed un dottorino in economia e commercio sarebbe in grado di seguire un accertamento piuttosto che seguire un passaggio quote s.r.l. o una successione o una trasformazione? :XD: ma siamo forse su scherzi a parte? :XD:
Non tutti i curricula sono come quell dei medici o degli ingegneri, per cui l'esame di Stato è pressoché una mera formalità ...
Quanto al 2), è del tutto inutile se manca il punto 1) (oltre tutto, un tirocinante ha bisogno di un dominus, che, stranamente, deve pure essere d'accordo di fare il dominus :twisted: )
Tanto per non fare confronti, in Germania (che non è certo un paese arretrato ed illiberale) tu devi svolgere un lungo tirocinio e superare gli esami di stato (o prove dell'arte, se vuoi, e non uno, ma almeno tre :!: ) anche "solo" per fare l'autoriparatore.

- abolizione delle tariffe minime e massime
3) possibilità di pubblicizzare i servizi professionali
4) via libera completo all'esercizio delle professioni in forma societaria.
Su alcuni punti già si sono fatti passi avanti, ma per liberalizzazione io intendo questo. Scusa la sintesi ma sono un po' incasinato adesso...
Saluti
il 3) - sul superamento dei minimi - c'è già per diverse professioni e, ti dirò, che, specie per la professione legale, laddove non esistono "tariffari" (es. U.S.A.), le parcelle sono molto più robuste .... una causa di risarcimento arriva facile facile al 40% di quota lite.
Il 4) lo auspichiamo da anni per fare una bella società professionale "mista", solo che non vogliamo tra i piedi banche e assicurazioni .. siamo sempre lì, non è questione di "liberalizzazioni" ma di lotta tra "i piccoli" (noi) ed i "grandi oligopoli" (banche ed assicurazioni ...): come sempre, è una lotta tra il liberio arbitrio ed il condizionamento di massa 8)
(ripeto, chi te lo dice è un ex bancario ... so di che si parla ... dopo solo tre mesi non ne potevo più ... prima ancora della fine del periodo di prova di sei mesi rassegnai le dimissioni "in tronco" offrendo pure piena disponibilità a indennizzare l'Istituto per il periodo di preavviso ... e non avevo l'esame di Stato in tasca, mi licenziavo per mettermi a studiare 8)
Certo, è questione di carattere e di attitudine personale, ciascuno deve seguire la sua strada e ciò che lo rende appagato. Ma, per favore, che banche ed assicurazioni facciano il loro mestiere, e noi pensiamo al nostro :twisted:
Ciao :D
 
Mauro come la penso te l'ho scritto. Ho comunque cercato di generalizzare, poi per ogni professione si può trovare la soluzione maggiormente adatta. Il senso è comunque quello. Sia chiaro, io non ho nulla contro le categorie di cui parliamo. La mia cara zia fa la commercialista a Torino, ai tempi mi chiese di andare a lavorare con lei.
Saluti
 
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