Qualche puntualizzazione sulle "deregolamentazioni", perché è evidente che ti riferisci al mercato del lavoro.Mauro 65 ha scritto:Ti riferisci ai 15-20 punti derivanti dalla crisi o a tutti i 120?DareAvere(exTDI89) ha scritto:I risultati di chi ha operato fino ad ora sono i seguenti:
-120% di rapporto debito/PIL
sono 10 anni abbondanti che cresciamo molto molto poco ...-0,2% di crescita media annua(tra le più basse del MONDO)
mah, questi sono i dati eurostat: tutta socialista l'UE?-spesa pubblica oltre il 50% del PIL, da Paese socialista
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/2-26042011-AP/EN/2-26042011-AP-EN.PDF
se vogliamo diminuire la spesa pubblica ...-pressione fiscale mai così alta nella storia, quasi 44% del PIL
-qualche milionata di giovani che lavorano senza tutele e che non avranno la pensione, risultato delle recenti riforme del mercato del lavoro
liberizzazoni o deregolamentazioni?- liberalizzazioni FERME
Saluti
Partendo dal fatto che una quota importante della disoccupazione ad oggi dipende dal fatto che non c'è domanda aggregata, e quindi si spera sia riassorbita con l'attenuazione della crisi economica, io non nego che in Italia permanga una quota di disoccupazione "strutturale"(o "naturale") derivante dalla legislazione del lavoro. Gli economisti della UE ben lo sanno, e hanno chiesto di rendere più flessibile il mercato del lavoro in uscita. Contemporaneamente, però, hanno chiesto di RIDURRE DRASTICAMENTE le forme contrattuali che negli anni sono proliferate grazie alle pessime riforme varate fino ad oggi e di rivedere i meccanismi di assicurazione per i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro(traduzione, riforma degli ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione più robuste). Ci tengono a tal punto che nel questionario inviato in via XX Settembre negli ultimi giorni del Governo si chiedevano le modalità con cui le autorità italiane intendevano procedere per ridurre le forme contrattuali e aumentare le protezioni sociali.
Conclusione, si vuole fare ciò che chiede l'Europa? Bene, ma bisogna dirla tutta, non solo ciò che fa comodo. Personalmente ritengo sia venuto il momento di riformare la materia in questa direzione preservando invece la tutela "reale" per i vecchi assunti, e questo per evitare tensioni sociali che avrebbero effetti terribili sulla coesione sociale. In merito ai servizi professionali sai come la penso, quindi dilungarsi è inutile. Piena liberalizzazione. Che ci sia Catricalà in un ruolo chiave mi tranquillizza.
Solamente queste due riforme, se ben fatte, dovrebbero essere in grado di tagliare in maniera decisa la disoccupazione strutturale, favorire la crescita e l'equità sociale.