<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ...e adesso sono ca..... | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

...e adesso sono ca.....

jaccos ha scritto:
possono dire quel che vogliono ma non hanno ne titolo .

Se leggi qui, secondo me titolo ce l'hanno, eccome

Guardie armate - aspetti legali

Legge applicabile

Ai sensi dell?articolo 100 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 1982 (?CNUDM?) è doveroso combattere la pirateria a livello statale, pure se la convenzione non regola il trasporto od uso delle armi per finalità difensive a bordo delle navi mercantili. Ai sensi dell?articolo 94 CNUDM, la giurisdizione sulle navi in alto mare è quella dello Stato di bandiera della nave medesima. Tuttavia, in caso una guardia armata causi il ferimento o la morte di una parte terza, un membro dell?equipaggio, un pescatore innocente od un pirata, in alto mare eventuali procedimenti penali o disciplinari possono essere iniziati dalle autorità dello Stato di bandiera o dallo Stato di cui tale soggetto sia cittadino. Ai sensi dell?articolo 27 CNUDM, la giurisdizione penale di uno Stato costiero può essere estesa alla nave straniera, in determinate circostanze quali: a) se le conseguenze del reato si estendono allo Stato costiero ? per esempio, qualora il cittadino di uno Stato costiero sia stato ferito o ucciso in un confronto armato tra i pirati e guardie private nelle acque costiere; e b) se il reato sia di disturbo alla pace del paese od all?ordine del mare territoriale (questa disposizione può considerarsi ad ampio raggio e può essere estesa al ferimento o alla morte di una guardia, di un pirata, di una terza parte innocente come risultato del confronto armato nelle acque territoriali).
 
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
possono dire quel che vogliono ma non hanno ne titolo .

Se leggi qui, secondo me titolo ce l'hanno, eccome

Guardie armate - aspetti legali

Legge applicabile

Ai sensi dell?articolo 100 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 1982 (?CNUDM?) è doveroso combattere la pirateria a livello statale, pure se la convenzione non regola il trasporto od uso delle armi per finalità difensive a bordo delle navi mercantili. Ai sensi dell?articolo 94 CNUDM, la giurisdizione sulle navi in alto mare è quella dello Stato di bandiera della nave medesima. Tuttavia, in caso una guardia armata causi il ferimento o la morte di una parte terza, un membro dell?equipaggio, un pescatore innocente od un pirata, in alto mare eventuali procedimenti penali o disciplinari possono essere iniziati dalle autorità dello Stato di bandiera o dallo Stato di cui tale soggetto sia cittadino. Ai sensi dell?articolo 27 CNUDM, la giurisdizione penale di uno Stato costiero può essere estesa alla nave straniera, in determinate circostanze quali: a) se le conseguenze del reato si estendono allo Stato costiero ? per esempio, qualora il cittadino di uno Stato costiero sia stato ferito o ucciso in un confronto armato tra i pirati e guardie private nelle acque costiere; e b) se il reato sia di disturbo alla pace del paese od all?ordine del mare territoriale (questa disposizione può considerarsi ad ampio raggio e può essere estesa al ferimento o alla morte di una guardia, di un pirata, di una terza parte innocente come risultato del confronto armato nelle acque territoriali).
Gli italiani erano su una nave italiana, vengano giudicati in italia.
I pescatori erano su nave indiana, facciano pure delle inchieste, ma non hanno giurisdizione sulla nave italiana e sugli italiani a bordo di essa.
Ti ho evidenziato ciò in verde e in rosso il riferimento a guardie PRIVATE, non a militari in missione internazionale... non è una sottigliezza...
 
jaccos ha scritto:
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
possono dire quel che vogliono ma non hanno ne titolo .

Se leggi qui, secondo me titolo ce l'hanno, eccome

Guardie armate - aspetti legali

Legge applicabile

Ai sensi dell?articolo 100 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 1982 (?CNUDM?) è doveroso combattere la pirateria a livello statale, pure se la convenzione non regola il trasporto od uso delle armi per finalità difensive a bordo delle navi mercantili. Ai sensi dell?articolo 94 CNUDM, la giurisdizione sulle navi in alto mare è quella dello Stato di bandiera della nave medesima. Tuttavia, in caso una guardia armata causi il ferimento o la morte di una parte terza, un membro dell?equipaggio, un pescatore innocente od un pirata, in alto mare eventuali procedimenti penali o disciplinari possono essere iniziati dalle autorità dello Stato di bandiera o dallo Stato di cui tale soggetto sia cittadino. Ai sensi dell?articolo 27 CNUDM, la giurisdizione penale di uno Stato costiero può essere estesa alla nave straniera, in determinate circostanze quali: a) se le conseguenze del reato si estendono allo Stato costiero ? per esempio, qualora il cittadino di uno Stato costiero sia stato ferito o ucciso in un confronto armato tra i pirati e guardie private nelle acque costiere; e b) se il reato sia di disturbo alla pace del paese od all?ordine del mare territoriale (questa disposizione può considerarsi ad ampio raggio e può essere estesa al ferimento o alla morte di una guardia, di un pirata, di una terza parte innocente come risultato del confronto armato nelle acque territoriali).
Gli italiani erano su una nave italiana, vengano giudicati in italia.
I pescatori erano su nave indiana, facciano pure delle inchieste, ma non hanno giurisdizione sulla nave italiana e sugli italiani a bordo di essa.
Ti ho evidenziato ciò in verde e in rosso il riferimento a guardie PRIVATE, non a militari in missione internazionale... non è una sottigliezza...

Ti sei dimenticato di aggiungere la parte verde.
Inoltre, i militari a bordo di navi civili, hanno lo status di guardie private.
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
La differenza è semplice:
- il militare americano era dentro una BASE MILITARE
- i nostri militari erano su una NAVE CIVILE che non offre alcuna protezione o deterrente
veramente, non proprio.

l'americano come prima cosa lo hanno riportato in patria prima di qualsiasi iniziativa italiana.
e i nostri militari, quando c'è stata la contestazione, erano su una nave fuori dalle acque territoriali.

la differenza è che i primi hanno agito subito nel modo più "tutelante" per il loro uomo, i nostri hanno fatto esattamente l'opposto.
finché erano fuori, potevano trasferirli su una nave diversa, o sbarcarli in altra Paese, o sbarcarli in un altro porto indiano e infilarli al volo in ambasciata (che è inviolabile)

non so poi come si siano difesi (che non abbiano voluto periti italiani è un conto, che comunque i processi in India non siano come in Libia è un dato di fatto)
No belpi, piano.
La contestazione è avvenuta DOPO che la nave era stata attirata in porto, nessuno ha contattato la enrica lexie contestando un omicidio e richiedendo di rientrare in porto. Non lo diciamo noi e non lo dicono gli indiani, le circostanze che hanno portato la nave in porto sono oscure... l'unico ad avere parlato è stato il capitano che ha detto di essere stato attirato con l'inganno come tutti sappiamo... in effetti non avevano motivo alcuno per navigare verso le aqcue territoriali...
 
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
possono dire quel che vogliono ma non hanno ne titolo .

Se leggi qui, secondo me titolo ce l'hanno, eccome

Guardie armate - aspetti legali

Legge applicabile

Ai sensi dell?articolo 100 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 1982 (?CNUDM?) è doveroso combattere la pirateria a livello statale, pure se la convenzione non regola il trasporto od uso delle armi per finalità difensive a bordo delle navi mercantili. Ai sensi dell?articolo 94 CNUDM, la giurisdizione sulle navi in alto mare è quella dello Stato di bandiera della nave medesima. Tuttavia, in caso una guardia armata causi il ferimento o la morte di una parte terza, un membro dell?equipaggio, un pescatore innocente od un pirata, in alto mare eventuali procedimenti penali o disciplinari possono essere iniziati dalle autorità dello Stato di bandiera o dallo Stato di cui tale soggetto sia cittadino. Ai sensi dell?articolo 27 CNUDM, la giurisdizione penale di uno Stato costiero può essere estesa alla nave straniera, in determinate circostanze quali: a) se le conseguenze del reato si estendono allo Stato costiero ? per esempio, qualora il cittadino di uno Stato costiero sia stato ferito o ucciso in un confronto armato tra i pirati e guardie private nelle acque costiere; e b) se il reato sia di disturbo alla pace del paese od all?ordine del mare territoriale (questa disposizione può considerarsi ad ampio raggio e può essere estesa al ferimento o alla morte di una guardia, di un pirata, di una terza parte innocente come risultato del confronto armato nelle acque territoriali).
Gli italiani erano su una nave italiana, vengano giudicati in italia.
I pescatori erano su nave indiana, facciano pure delle inchieste, ma non hanno giurisdizione sulla nave italiana e sugli italiani a bordo di essa.
Ti ho evidenziato ciò in verde e in rosso il riferimento a guardie PRIVATE, non a militari in missione internazionale... non è una sottigliezza...

Ti sei dimenticato di aggiungere la parte verde.
Inoltre, i militari a bordo di navi civili, hanno lo status di guardie private.
E chi lo dice?
Militari in servizio, con mandato nazionale ed internazionale, in conformità ad una missione dell'onu... con status di guardie private? Se fosse vero è ridicolo...
 
jaccos ha scritto:
E chi lo dice?
Militari in servizio, con mandato nazionale ed internazionale, in conformità ad una missione dell'onu... con status di guardie private? Se fosse vero è ridicolo...

Certamente non io

Quella dei militari italiani prima trattenuti e poi, arrestati in India è una vicenda in cui l?Italia si è ritrovata a causa di una legge fortemente voluta da una parte del Parlamento e approvata lo scorso anno dal governo Berlusconi, la 130 del 2011.

Si tratta di una legge che ha permesso a team di sicurezza militari di imbarcarsi a bordo dei mercantili italiani per difenderli dai pirati somali.

La legge 130 del 2011 è però, nata incompleta ed ora l?Italia ne sta pagando le conseguenze.

Di questo ormai se ne sono resi conti tutti tanto è vero che dal 28 febbraio scorso la Commissione Difesa del Senato ha anche avviato un
approfondimento sullo stato di attuazione della normativa per il contrasto della pirateria con l?impiego di Nuclei militari di protezione, NMP, a bordo di navi commerciali.

L?esame, reso di particolare attualità dal tragico incidente verificatosi in India, prevede anche una specifica indagine conoscitiva sulle disposizioni dirette a contrastare gli assalti di pirati a navi mercantili con particolare riferimento alla situazione nel Corno d?Africa e nell?Oceano Indiano.

Ora che la situazione s è complicata sembra che si siano svegliati tutti.

A chiedere di fare chiarezza sull?impiego dei militari italiani a bordo delle navi commerciali italiane anche il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

In una sua nota si legge: ?Visto il decorso assai negativo che sta avendo la vicenda dei nostri marò in India, a questo punto non si può fare a meno di porre un? interrogativo al nostro Governo. Qual è la gestione del comando quando i nostri soldati sono costretti a entrare in azione a difesa di navi di proprietà di armatori privati?

Ci sembrava ovvio che questa gestione fosse di pertinenza della marina e invece da alcune ricostruzioni, non sembra che le cose siano andate così. Adesso, sia pure in ritardo perchè? le cose nella fattispecie si sono molto complicate, tuttavia va pubblicamente affermato un indirizzo politico generale. In caso diverso è indispensabile rivedere tutto e ritirare i militari dalle navi perchè? non possiamo esporli a situazioni così gravi come quella verificatasi in India?.

Anche Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen ora si esprime in merito affermando che: ?L?inaudita vicenda dei due militari italiani arrestati in India e sottoprocesso è una palese rappresentazione di un qualche errore da parte italiana. Le norme introdotte sul pattugliamento dei mercantili a rischio pirateria evidentemente sono difettose per quel che riguarda la posizione giuridica dei militari addetti alla difesa delle imbarcazioni. Al più presto il Parlamento dovrà rivedere la norma che, per distrazione o sciatteria involontaria, ha permesso l?incredibile sequenza che da settimane ha portato a questa gravissima situazione. Naturalmente ci auguriamo che il processo ma soprattutto le prove balistiche portino alla sicura discolpa e assoluzione dei nostri Lagunari. Ha comunque dell?incredibile che dei militari, che dovrebbero
presentarsi di fronte al tribunale militare del proprio Paese, siano invece costretti in una prigione in India?.
 
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
E chi lo dice?
Militari in servizio, con mandato nazionale ed internazionale, in conformità ad una missione dell'onu... con status di guardie private? Se fosse vero è ridicolo...

Certamente non io

Quella dei militari italiani prima trattenuti e poi, arrestati in India è una vicenda in cui l?Italia si è ritrovata a causa di una legge fortemente voluta da una parte del Parlamento e approvata lo scorso anno dal governo Berlusconi, la 130 del 2011.

Si tratta di una legge che ha permesso a team di sicurezza militari di imbarcarsi a bordo dei mercantili italiani per difenderli dai pirati somali.

La legge 130 del 2011 è però, nata incompleta ed ora l?Italia ne sta pagando le conseguenze.

Di questo ormai se ne sono resi conti tutti tanto è vero che dal 28 febbraio scorso la Commissione Difesa del Senato ha anche avviato un
approfondimento sullo stato di attuazione della normativa per il contrasto della pirateria con l?impiego di Nuclei militari di protezione, NMP, a bordo di navi commerciali.

L?esame, reso di particolare attualità dal tragico incidente verificatosi in India, prevede anche una specifica indagine conoscitiva sulle disposizioni dirette a contrastare gli assalti di pirati a navi mercantili con particolare riferimento alla situazione nel Corno d?Africa e nell?Oceano Indiano.

Ora che la situazione s è complicata sembra che si siano svegliati tutti.

A chiedere di fare chiarezza sull?impiego dei militari italiani a bordo delle navi commerciali italiane anche il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

In una sua nota si legge: ?Visto il decorso assai negativo che sta avendo la vicenda dei nostri marò in India, a questo punto non si può fare a meno di porre un? interrogativo al nostro Governo. Qual è la gestione del comando quando i nostri soldati sono costretti a entrare in azione a difesa di navi di proprietà di armatori privati?

Ci sembrava ovvio che questa gestione fosse di pertinenza della marina e invece da alcune ricostruzioni, non sembra che le cose siano andate così. Adesso, sia pure in ritardo perchè? le cose nella fattispecie si sono molto complicate, tuttavia va pubblicamente affermato un indirizzo politico generale. In caso diverso è indispensabile rivedere tutto e ritirare i militari dalle navi perchè? non possiamo esporli a situazioni così gravi come quella verificatasi in India?.

Anche Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen ora si esprime in merito affermando che: ?L?inaudita vicenda dei due militari italiani arrestati in India e sottoprocesso è una palese rappresentazione di un qualche errore da parte italiana. Le norme introdotte sul pattugliamento dei mercantili a rischio pirateria evidentemente sono difettose per quel che riguarda la posizione giuridica dei militari addetti alla difesa delle imbarcazioni. Al più presto il Parlamento dovrà rivedere la norma che, per distrazione o sciatteria involontaria, ha permesso l?incredibile sequenza che da settimane ha portato a questa gravissima situazione. Naturalmente ci auguriamo che il processo ma soprattutto le prove balistiche portino alla sicura discolpa e assoluzione dei nostri Lagunari. Ha comunque dell?incredibile che dei militari, che dovrebbero
presentarsi di fronte al tribunale militare del proprio Paese, siano invece costretti in una prigione in India?.
Forse ho letto in fretta e mi è scappato, ma non mi pare di vedere che lo status sia di guardie private...
Di fatto sono e rimangono militari in servizio operativo inquadrati in una missione internazionale...
 
Leggi questa intervista, secondo me e' interessante;

http://www.fattidicronaca.it/articolo/crisi-india-italia-davide-bellomo-poteva-essere-evitata-intervista-esclusiva/9515/
 
jaccos ha scritto:
.
Di fatto sono e rimangono militari in servizio operativo inquadrati in una missione internazionale...

La missione internazionale prevede l'uso delle navi militari per azione antipirateria (Missione Atalanta) l'uso dei militari su navi civili e' una scelta del governo italiano, e i militari sono pagati dall'armatore della nave mercantile.
 
belpi si dia il caso che quel comandate di nave se ne fregato di quello che diceva la marina militare, cioè di non entrare in porto.

Ripeto mettere militari su navi civili è la classica trovata italica e questi sono i risultati.
 
crusader79 ha scritto:
belpi si dia il caso che quel comandate di nave se ne fregato di quello che diceva la marina militare, cioè di non entrare in porto.

Ripeto mettere militari su navi civili è la classica trovata italica e questi sono i risultati.

lo so che se ne sono fregati delle istruzioni,
per quello io ritengo che i responsabili del pasticcio siano quelli che sono entrati in quel porto lì, non gli indiani che esercitano semplicemente la giurisdizione come avrebbe fatto qualsiasi Paese in parità di situazione
 
crusader79 ha scritto:
belpi si dia il caso che quel comandate di nave se ne fregato di quello che diceva la marina militare, cioè di non entrare in porto.

qui la questione è controversa... ho letto ad es che è stato il sottosegretario del ministro degli esteri a "suggerire" al comandante di entrare in porto...

il motivo non lo so, ma è sicuro che nè il capo di stato maggiore nè il ministro della difesa, ovvero gli unici realmente competenti sulla faccenda non si sono fatti sentire se non quando ormai l'igresso in port era già avvenuto

quindi c'è stata sicuramente una "leggerezza" chiamiamola così da parte delle autorità politiche e militari italiane

ma che razza di organizzazione è? l'armata brancaleone?? mah...
 
diciamo che dopo fatto il pasticcio ognuno dice la sua. Ultimamente non è unbuon periodo per i capitani di navi mercantili italiani
 
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