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...e adesso sono ca.....

jaccos ha scritto:
Troppo tardi per le perizie congiunte, come ho già spiegato nell'altro thread.
Per me gli indiani non sono più degni di fiducia, che i nostri siano colpevoli o meno non c'è più autorevolezza da parte indiana.
Bisogna portarli a casa, in un modo o nell'altro.

Cavolo, sembra di leggere Sallusti! :D
 
a_gricolo ha scritto:
provocantibus ha scritto:
Bhe, se fosse dimostrata la loro colpevolezza al 100% vorrei vedere quale stato li lascerebbe a piede libero.
L'unico nodo da sciogliere sarebbe quello della competenza e quindi chiarire definitivamente dove si trovava la petroliera al momento dell'incidente.
Ma, secondo voi, la giustizia italiana come si comporterebbe al loro posto?

Sarebbe anche da ricordare che quell'idiota che ha tirato giù la funivia del Cermis è stato "giudicato" in patria.....
Indubbiamente, ma quell'idiota è rientrato nella base americana dove le foze dell'ordine non possono mettere piede.
Non me ne intendo di diritto internazionale ma non credo che una nave civile ormeggiata in un porto straniero sia da considerare alla stessa stregua di un ambasciata dove vale il diritto di inviolabilità da parte delle autorità del paese ospitante.
Con questo non sto certo difendendo l'operato degli indiani. Diciamio che la faccenda è intricata.
 
a_gricolo ha scritto:
provocantibus ha scritto:
Bhe, se fosse dimostrata la loro colpevolezza al 100% vorrei vedere quale stato li lascerebbe a piede libero.
L'unico nodo da sciogliere sarebbe quello della competenza e quindi chiarire definitivamente dove si trovava la petroliera al momento dell'incidente.
Ma, secondo voi, la giustizia italiana come si comporterebbe al loro posto?

Sarebbe anche da ricordare che quell'idiota che ha tirato giù la funivia del Cermis è stato "giudicato" in patria.....
Così come succede per tutti gli "errori" di soldati statunitensi, ma potrei dire anche inglesi o francesi.
PRIMA li si porta a casa, POI si valuta se siano colpevoli o innocenti.
 
crusader79 ha scritto:
quinto perche si mette personale militare agli ordini di un civile

giusto per inquadrare la cosa nel contesto generale: è normalissimo.
per esempio, quando i carabinieri sono impiegati in ordine pubblico, il comando è sempre della Questura e mai di militari
sempre per esempio, l'impiego dei militari in protezione civile è sempre sotto il "cappello" dell'autorità civile
 
arizona77 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Finalmente qualche dichiarazione dal mondo politico e una nota critica della farnesina... vanno seguiti dei fatti però, vanno interpellati gli alleati e chiesto il loro sostegno, altrimenti che stanno li a fare...
L'ue che fa? la nato che fa? l'onu che fa? :?

per curiosita', perche' non ti scaldi tanto per quella poraccia
( cooperante in Africa )
ancora prigioniera da tempo :?: :shock:
Caso marò: due MILITARI italiani sequestrati dalle autorita' di una NAZIONE straniera.
Caso Urrù: una volontaria sequestrata da briganti.

Posto che spero con tutto il cuore che la povera ragazza torni a casa sana e salva, non credo serva che ti spieghi le differenze tra i due casi...
 
crusader79 ha scritto:
arizona è un pelino diverso, se non riesci a tutelare i tuoi soldati come pensi che si sentono quelli che vanno in missione al estero?

Per l'onu se non ricordo male india e pakistan son quelli che parteccipano alla maggior parte di missioni
esatto!
fossi io un militare, stante la carenza di incisività della diplomazia italiana COL CAVOLO che accetterei di andare in missione all'estero! Per poi essere lasciato a me stesso al primo babau??? :evil:
 
ribadisco: qui a sbagliare non sono gli indiani, ma la catena di comando della nave.
primo: prendi i tuoi e te li porti a casa, finché puoi.

gli indiani fanno esattamente quello che devono fare: siccome la giurisdizione italiana è condizionata al fatto che l'evento sia accaduto in acque internazionali, e siccome i pescatori affermano che erano in acque interne, prima di rinunciare alla propria giurisdizione è indispensabile (e lo sarebbe per qualunque Paese) accertare "oltre ogni ragionevole dubbio" DOVE il fatto è successo.
e l'accertamento oltre ogni ragionevole dubbio si fa con un processo.

da noi, dove siamo abituati a fare sette processi prima di non mettere in carcere qualcuno (e invece avere l'80% della popolazione carceraria fatta di gente ancora in attesa di giudizio) , magari si sarebbe fatto un processo solo per quello.
da loro, si fa il processo e si esamina tutto.
giurisdizione compresa, come si può fare anche da noi.
 
suiller ha scritto:
mi pare che una sentenza invece sia già stata scritta... date tutti per scontato che siano innocenti!
Chi e dove? Ho sempre detto che non possiamo sapere la verità, ma so solo una cosa, quella degli indiani non è più ne attendibile ne corretta.
suiller ha scritto:
ho letto sui giornali i commenti più assurdi, denigratori e razzisti rivolti all'intera India
Ehm, hai presente i toni usati dall'opposizione indiana nei confronti delle origine italiane di sonia gandhi?
Qua il bue dice cornuto all'asino...
suiller ha scritto:
io continuo a chiedermi per quale motivo le autorità indiane dovrebbero "vendicarsi" nei confronti dei marò

a che pro? per la sonia ghandi? suvvia...
Suvvia un par di ciufoli, è in corso da prima del caso marò una campagna mediatica contro sonia gandhi. Il kerala è una zona delicata in particolare e il caso in questione era un'occasione ghiottissima per le loro lotte intestine.
suiller ha scritto:
vorrei vedere se 2 militari indiani avessero sparato a 2 poveri pescatori siciliani a 30km dalla costa siciliana... il 90% di voi starebbe qui a chiederne la testa, scommettiamo?
Ma gli eventuali militari indiani non sarebbero nelle nostre carceri, scommettiamo?
Cmq dai per scontato che abbiano sparato...
suiller ha scritto:
lasciamogli fare tutte le verifiche del caso e poi giudichiamo... non mi pare che fino ad oggi siano stati trattati così male, avrei voluto vedere in un sovraffollato carcere italiano
Certo, non sono stati trattati male, son solo 3 settimane che sono sequestrati...
Quanto alle verifiche, ho già spiegato che non sono più attendibili. Gli indiani potevano fare le cose per bene, con nostri osservatori, seguendo una sequenza logica che avrebbe dimostrato in maniera incontrovertibile la loro buona fede e il loro buon operato. Hanno optato per la malafede e per i sotterfugi, possono dire quel che vogliono ma non hanno ne titolo ne caratura morale per giudicare dei nostri militari.
 
provocantibus ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
provocantibus ha scritto:
Bhe, se fosse dimostrata la loro colpevolezza al 100% vorrei vedere quale stato li lascerebbe a piede libero.
L'unico nodo da sciogliere sarebbe quello della competenza e quindi chiarire definitivamente dove si trovava la petroliera al momento dell'incidente.
Ma, secondo voi, la giustizia italiana come si comporterebbe al loro posto?

Sarebbe anche da ricordare che quell'idiota che ha tirato giù la funivia del Cermis è stato "giudicato" in patria.....
Indubbiamente, ma quell'idiota è rientrato nella base americana dove le foze dell'ordine non possono mettere piede.
Non me ne intendo di diritto internazionale ma non credo che una nave civile ormeggiata in un porto straniero sia da considerare alla stessa stregua di un ambasciata dove vale il diritto di inviolabilità da parte delle autorità del paese ospitante.
Con questo non sto certo difendendo l'operato degli indiani. Diciamio che la faccenda è intricata.
La differenza è semplice:
- il militare americano era dentro una BASE MILITARE e la protezione che essa offre, sapeva di essere colpevole quindi col cavolo che si consegna spontaneamente
- i nostri militari erano su una NAVE CIVILE che non offre alcuna protezione o deterrente, in ogni caso se sapevano di essere colpevoli erano così idioti da consegnarsi?

Tutta la storia è piena di falle e a pensar male spesso ci si azzecca.
 
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Troppo tardi per le perizie congiunte, come ho già spiegato nell'altro thread.
Per me gli indiani non sono più degni di fiducia, che i nostri siano colpevoli o meno non c'è più autorevolezza da parte indiana.
Bisogna portarli a casa, in un modo o nell'altro.

Cavolo, sembra di leggere Sallusti! :D
:hunf: :?
Va che qua andiamo sul pesante... :? :D

Cmq è semplice, se gli indiani hanno armi, proiettili, corpi ecc. e nascondono il 90% dello svolgimento degli esami balistici (i nostri hanno assistito solo alle prove di tiro fuori dal laboratorio), possono fare ciò che vogliono e in una situazione tesa come questa non può essere tollerato. Addio trasparenza, addio credibilità.
 
jaccos ha scritto:
La differenza è semplice:
- il militare americano era dentro una BASE MILITARE
- i nostri militari erano su una NAVE CIVILE che non offre alcuna protezione o deterrente
veramente, non proprio.

l'americano come prima cosa lo hanno riportato in patria prima di qualsiasi iniziativa italiana.
e i nostri militari, quando c'è stata la contestazione, erano su una nave fuori dalle acque territoriali.

la differenza è che i primi hanno agito subito nel modo più "tutelante" per il loro uomo, i nostri hanno fatto esattamente l'opposto.
finché erano fuori, potevano trasferirli su una nave diversa, o sbarcarli in altra Paese, o sbarcarli in un altro porto indiano e infilarli al volo in ambasciata (che è inviolabile)

non so poi come si siano difesi (che non abbiano voluto periti italiani è un conto, che comunque i processi in India non siano come in Libia è un dato di fatto)
 
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