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...e adesso sono ca.....

http://www.corriere.it/esteri/12_marzo_05/maro-india-carcere_6bc81bd6-66b8-11e1-a7b0-749eb32f5577.shtml

...non vorrei davvero essere nei loro panni....
 
fra oggi e domani dovrebbe concludersi la perizia balistica in presenza anche di 2 osservatori italiani (mi pare siano del ris quindi non i primi arrivati)

se fosse dimostrata la loro colpevolezza forse conviene ritrattare e puntare all'omicidio colposo

cmq si parla non propriamente di carcere, ovvero in mezzo ai detenuti indiani, ma custodia alternativa... non so in quali termini ma seguiranno cmq la dieta italiana :shock: , bò sò strani sti indiani... stiamo a vedere
 
Bhe, se fosse dimostrata la loro colpevolezza al 100% vorrei vedere quale stato li lascerebbe a piede libero.
L'unico nodo da sciogliere sarebbe quello della competenza e quindi chiarire definitivamente dove si trovava la petroliera al momento dell'incidente.
Ma, secondo voi, la giustizia italiana come si comporterebbe al loro posto?
 
suiller ha scritto:
fra oggi e domani dovrebbe concludersi la perizia balistica in presenza anche di 2 osservatori italiani (mi pare siano del ris quindi non i primi arrivati)

se fosse dimostrata la loro colpevolezza forse conviene ritrattare e puntare all'omicidio colposo

cmq si parla non propriamente di carcere, ovvero in mezzo ai detenuti indiani, ma custodia alternativa... non so in quali termini ma seguiranno cmq la dieta italiana :shock: , bò sò strani sti indiani... stiamo a vedere
Troppo tardi per le perizie congiunte, come ho già spiegato nell'altro thread.
Per me gli indiani non sono più degni di fiducia, che i nostri siano colpevoli o meno non c'è più autorevolezza da parte indiana.
Bisogna portarli a casa, in un modo o nell'altro.
 
jaccos ha scritto:
Troppo tardi per le perizie congiunte, come ho già spiegato nell'altro thread.
Per me gli indiani non sono più degni di fiducia, che i nostri siano colpevoli o meno non c'è più autorevolezza da parte indiana.
Bisogna portarli a casa, in un modo o nell'altro.

Qualcuno non la pensa come te

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1038960/articolo.shtml

10:29 - La perizia tecnico-scientifica sulle armi sequestrate a bordo della Enrica Lexie è stata "trasparente". Lo ha dichiarato a Kollam, il nostro sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, che sta seguendo la vicenda dei due marò italiani accusati dall'India di aver ucciso due pescatori. Per de Mistura c'è "totale collaborazione da parte delle autorità locali".
De Mistura ha confermato che l'Italia è impegnata a far valere "le ragioni della giurisdizione e delle acque internazionali". E credo, che "il giudice dell'Alta Corte le stia ascoltando attentamente".

Il sottosegretario ha quindi manifestato la volontà di far pervenire alle famiglie dei pescatori morti il messaggio che "l'Italia è vicina a loro" e sottolineato che "a tutti deve essere evidente che diversamente da quanto accaduto con l'ultimo incidente in cui un peschereccio è stato affondato e la nave è fuggita, il capitano della Enrica Lexie è tornato ed i marò collaborano con la giustizia".
 
Aggiungo una cosa.
L'italia è in prima linea contro la pirateria internazionale, con grande dispendio di soldi e risorse, portando interventi che hanno protetto non solo le navi italiane ma anche quelle di altre nazioni.
Tutto questo sotto l'egida dell'onu.
Il trattamento che l'italia sta subendo da parte dell'india è intollerabile e le decine di nazioni che hanno usufruito dei tratti di mare protetti dalla nostra marina dovrebbero alzare un pò la voce, insieme all'onu, che stiamo servendo. Invece vi è un silenzio assordante sulla vicenda.
Tutto ciò è vergognoso.
Imho, il tempo della diplomazia italian style è scaduto da un pezzo.
Io proporrei l'immediata comunicazione all'onu del ritiro dalla missione contro la pirateria internazionale, mantenendo però le nostre navi nei punti chiave in modo che possano intervenire solo ed esclusivamente in soccorso delle nostre unità mercantili che, a scanso di equivoci, doterei di mezzi di difesa autonomi e ben visibili a scopo deterrente. Qualsiasi richiesta di soccorso da parte di unità non italiane andrebbe ignorata, così come al momento viene ignorata la nostra situazione.

Questo solo per cominciare...
 
stone1958 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Troppo tardi per le perizie congiunte, come ho già spiegato nell'altro thread.
Per me gli indiani non sono più degni di fiducia, che i nostri siano colpevoli o meno non c'è più autorevolezza da parte indiana.
Bisogna portarli a casa, in un modo o nell'altro.

Qualcuno non la pensa come te

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1038960/articolo.shtml

10:29 - La perizia tecnico-scientifica sulle armi sequestrate a bordo della Enrica Lexie è stata "trasparente". Lo ha dichiarato a Kollam, il nostro sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, che sta seguendo la vicenda dei due marò italiani accusati dall'India di aver ucciso due pescatori. Per de Mistura c'è "totale collaborazione da parte delle autorità locali".
De Mistura ha confermato che l'Italia è impegnata a far valere "le ragioni della giurisdizione e delle acque internazionali". E credo, che "il giudice dell'Alta Corte le stia ascoltando attentamente".

Il sottosegretario ha quindi manifestato la volontà di far pervenire alle famiglie dei pescatori morti il messaggio che "l'Italia è vicina a loro" e sottolineato che "a tutti deve essere evidente che diversamente da quanto accaduto con l'ultimo incidente in cui un peschereccio è stato affondato e la nave è fuggita, il capitano della Enrica Lexie è tornato ed i marò collaborano con la giustizia".
Dai agri, pensi davvero che potesse dire qualcosa di diverso?
Stanno aspettando il pronunciamento del giudice, non possono essere sgarbati... il tipico comportamento da avere con chi è evidentemente suscettibile da queste cose, piuttosto che dalla verità...
 
jaccos ha scritto:
Aggiungo una cosa.
L'italia è in prima linea contro la pirateria internazionale, con grande dispendio di soldi e risorse, portando interventi che hanno protetto non solo le navi italiane ma anche quelle di altre nazioni.
Tutto questo sotto l'egida dell'onu.
Il trattamento che l'italia sta subendo da parte dell'india è intollerabile e le decine di nazioni che hanno usufruito dei tratti di mare protetti dalla nostra marina dovrebbero alzare un pò la voce, insieme all'onu, che stiamo servendo. Invece vi è un silenzio assordante sulla vicenda.
Tutto ciò è vergognoso.
Imho, il tempo della diplomazia italian style è scaduto da un pezzo.
Io proporrei l'immediata comunicazione all'onu del ritiro dalla missione contro la pirateria internazionale, mantenendo però le nostre navi nei punti chiave in modo che possano intervenire solo ed esclusivamente in soccorso delle nostre unità mercantili che, a scanso di equivoci, doterei di mezzi di difesa autonomi e ben visibili a scopo deterrente. Qualsiasi richiesta di soccorso da parte di unità non italiane andrebbe ignorata, così come al momento viene ignorata la nostra situazione.

Questo solo per cominciare...

ora come ora abbiamo solo una fregata che non ci fai niente per coprire quel tratto di mare, poi altre volte le nostre navi son state soccorsa da unita di altre marine. Se sul serio si vuole sconfiggere la pirateria (un problema che riguarda tutti) bisogna andare in somali e fare terra bruciata senza tanti se e ma.
 
crusader79 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Aggiungo una cosa.
L'italia è in prima linea contro la pirateria internazionale, con grande dispendio di soldi e risorse, portando interventi che hanno protetto non solo le navi italiane ma anche quelle di altre nazioni.
Tutto questo sotto l'egida dell'onu.
Il trattamento che l'italia sta subendo da parte dell'india è intollerabile e le decine di nazioni che hanno usufruito dei tratti di mare protetti dalla nostra marina dovrebbero alzare un pò la voce, insieme all'onu, che stiamo servendo. Invece vi è un silenzio assordante sulla vicenda.
Tutto ciò è vergognoso.
Imho, il tempo della diplomazia italian style è scaduto da un pezzo.
Io proporrei l'immediata comunicazione all'onu del ritiro dalla missione contro la pirateria internazionale, mantenendo però le nostre navi nei punti chiave in modo che possano intervenire solo ed esclusivamente in soccorso delle nostre unità mercantili che, a scanso di equivoci, doterei di mezzi di difesa autonomi e ben visibili a scopo deterrente. Qualsiasi richiesta di soccorso da parte di unità non italiane andrebbe ignorata, così come al momento viene ignorata la nostra situazione.

Questo solo per cominciare...

ora come ora abbiamo solo una fregata che non ci fai niente per coprire quel tratto di mare, poi altre volte le nostre navi son state soccorsa da unita di altre marine. Se sul serio si vuole sconfiggere la pirateria (un problema che riguarda tutti) bisogna andare in somali e fare terra bruciata senza tanti se e ma.
Ci andammo con gli americani nel 92. Gli americani vollero fare le cose a modo loro, noi ce ne andammo per protesta e gli americani lo presero nel didietro con una manciata di trucioli di ferro al posto della vasella....

La situazione somala è talmente intricata e putrefatta che quello che andrebbe fatto per ristabilire l'ordine non lo potrebbe mai fare un esercito occidentale... ecco perchè sono lasciati a loro stessi, alla deriva...

Senza contare che i pirati non sono solo somali, ma vi sono stati tentativi di abbordaggio anche vicino alle coste indiane... quindi senti un pò da che pulpito parlano...
 
crusader79 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Aggiungo una cosa.
L'italia è in prima linea contro la pirateria internazionale, con grande dispendio di soldi e risorse, portando interventi che hanno protetto non solo le navi italiane ma anche quelle di altre nazioni.
Tutto questo sotto l'egida dell'onu.
Il trattamento che l'italia sta subendo da parte dell'india è intollerabile e le decine di nazioni che hanno usufruito dei tratti di mare protetti dalla nostra marina dovrebbero alzare un pò la voce, insieme all'onu, che stiamo servendo. Invece vi è un silenzio assordante sulla vicenda.
Tutto ciò è vergognoso.
Imho, il tempo della diplomazia italian style è scaduto da un pezzo.
Io proporrei l'immediata comunicazione all'onu del ritiro dalla missione contro la pirateria internazionale, mantenendo però le nostre navi nei punti chiave in modo che possano intervenire solo ed esclusivamente in soccorso delle nostre unità mercantili che, a scanso di equivoci, doterei di mezzi di difesa autonomi e ben visibili a scopo deterrente. Qualsiasi richiesta di soccorso da parte di unità non italiane andrebbe ignorata, così come al momento viene ignorata la nostra situazione.

Questo solo per cominciare...

ora come ora abbiamo solo una fregata che non ci fai niente per coprire quel tratto di mare, poi altre volte le nostre navi son state soccorsa da unita di altre marine. Se sul serio si vuole sconfiggere la pirateria (un problema che riguarda tutti) bisogna andare in somali e fare terra bruciata senza tanti se e ma.

:(Anche gli europei sbarcati in america trattavano alla stessa maniera i nativi, dimenticando che gli invasori erano gli europei e non i nativi.
 
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