<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dubbio sui rimpatri | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Dubbio sui rimpatri

Stato
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A proposito, relativamente al casino scoppiato sul rimorchiatore Vos Thalassa, come mai non è venuto in mente a nessuno di inviare un elicottero con una squadra del COM.SUB.IN per sedare la rivolta a bordo e poter caricare i clandestini sulla motovedetta libica, invece di chiamare la Diciotti?
 
Scusate, se si parte da un argomento però proseguiamo su quello altrimenti anche personalmente non si riesce a seguire la discussione.
A me era sembrato , ma correggimi se sbaglio a_gri, che la questione era inerente al fatto che un cittadino straniero avendo commesso un reato sul suolo italiano avrebbe dovuto essere stato espulso, giusto?
Ora io sono stato abituato che personalmente ognuno può avere una sua idea in merito ad una legge, ma poi alla fine è questa che conta, quindi riporto qui di seguito un breve stralcio di un articolo in cui si descrive come viene regolata dalla nostra legislatura una situazione simile a quella descritta nell'articolo :

<<La legge prevede che in alcuni casi il giudice, a seguito di condanna, possa imporre al cittadino straniero la misura di sicurezza dell’espulsione.
Questo provvedimento di espulsione può essere disposto dall’autorità giudiziaria nei confronti di un cittadino straniero condannato per aver commesso un reato. Quando, alla fine del processo, il giudice ritiene il condannato persona socialmente pericolosa, può ordinare che dopo avere scontato la pena sia espulso.

Questo provvedimento di espulsione, però, può essere disposto solo nei confronti dello straniero che si trovi in condizioni di irregolarità, cioè nelle condizioni previste dall’art.13, d.lgs. n.286/98 e succ. mod., Testo Unico sull'Immigrazione, che disciplina le ipotesi di espulsione amministrativa del Prefetto.



Il giudice può ordinare l'espulsione dello straniero condannato per taluno dei delitti per i quali è astrattamente previsto l'arresto obbligatorio o facoltativo in flagranza (artt.380 e 381 del codice di procedura penale) se ritiene il condannato socialmente pericoloso (art.15 T.U. Immigrazione).

Altre ipotesi di espulsione a titolo di misura di sicurezza sono previste dal codice penale o dalle leggi penali speciali, nei confronti del condannato alla reclusione per un tempo "superiore ai due anni" (art.235 codice penale [1]), ovvero per uno dei delitti contro la personalità dello Stato, previsti dal Titolo I del codice penale (art.312 codice penale), o ancora per determinati reati legati al traffico di stupefacenti (art.86 d.p.R. 309/90 - Testo unico delle leggi sugli stupefacenti). Anche in queste ipotesi, comunque, è necessario che il giudice ritenga il condannato persona socialmente pericolosa.>>
 
A me era sembrato , ma correggimi se sbaglio a_gri, che la questione era inerente al fatto che un cittadino straniero avendo commesso un reato sul suolo italiano avrebbe dovuto essere stato espulso, giusto?

Mi scuso per l'OT del post precedente, era solo per non aprirne un altro. In realtà, non mi riferivo a stranieri che abbiano commesso reati in Italia; la mia riflessione era un po' diversa, e per chiarirla meglio sono costretto a parlare - lo stretto indispensabile - di politica, spero che mi sarà consentito.
Durante la campagna elettorale abbiamo assistito a lunghi dibattiti sul tema degli irregolari (leggi: clandestini, circa 600.000 sbarcati negli ultimi anni al netto dei rifugiati) che auspicabilmente dovrebbero essere rimpatriati in massa nei Paesi d'origine; l'obiezione più comune da parte degli "accoglientisti" era che ciò è praticamente impossibile, perchè servono gli accordi bilaterali con i suddetti Paesi. La mia personale contro-obiezione è la seguente: se a uno straniero NON viene riconosciuto lo status di rifugiato, ritengo che ciò sia dovuto al fatto che nel suo Paese non sussistono condizioni tali da metterne in pericolo l'incolumità personale (guerra, dittatura, persecuzioni politiche, violazioni sistematiche dei diritti umani, ecc.); in caso contrario, penso che gli verrebbe riconosciuto il diritto di asilo, giusto? Bene, se il mio ragionamento è corretto, credo di non sbagliare se ritengo che il suddetto cittadino possa essere semplicemente "accompagnato alla frontiera" (più correttamente, in aeroporto) e imbarcato, volente o nolente sul primo volo in partenza per il suo Paese d'origine, senza che siano necessari accordi particolari, come appunto avviene nel caso di respingimento alla frontiera: se non puoi entrare, giri i tacchi e torni a casa, se sei già dentro e non mi dimostri che sei autorizzato a stare qui, giri i tacchi e torni a casa. Se poi hai violato delle leggi in patria, mi spiace per te se quando torni a casa ti mettono via, ma sono solo ca**i tuoi, un'altra volta stai più attento.....
 
Mi scuso per l'OT del post precedente, era solo per non aprirne un altro. In realtà, non mi riferivo a stranieri che abbiano commesso reati in Italia; la mia riflessione era un po' diversa, e per chiarirla meglio sono costretto a parlare - lo stretto indispensabile - di politica, spero che mi sarà consentito.
Durante la campagna elettorale abbiamo assistito a lunghi dibattiti sul tema degli irregolari (leggi: clandestini, circa 600.000 sbarcati negli ultimi anni al netto dei rifugiati) che auspicabilmente dovrebbero essere rimpatriati in massa nei Paesi d'origine; l'obiezione più comune da parte degli "accoglientisti" era che ciò è praticamente impossibile, perchè servono gli accordi bilaterali con i suddetti Paesi. La mia personale contro-obiezione è la seguente: se a uno straniero NON viene riconosciuto lo status di rifugiato, ritengo che ciò sia dovuto al fatto che nel suo Paese non sussistono condizioni tali da metterne in pericolo l'incolumità personale (guerra, dittatura, persecuzioni politiche, violazioni sistematiche dei diritti umani, ecc.); in caso contrario, penso che gli verrebbe riconosciuto il diritto di asilo, giusto? Bene, se il mio ragionamento è corretto, credo di non sbagliare se ritengo che il suddetto cittadino possa essere semplicemente "accompagnato alla frontiera" (più correttamente, in aeroporto) e imbarcato, volente o nolente sul primo volo in partenza per il suo Paese d'origine, senza che siano necessari accordi particolari, come appunto avviene nel caso di respingimento alla frontiera: se non puoi entrare, giri i tacchi e torni a casa, se sei già dentro e non mi dimostri che sei autorizzato a stare qui, giri i tacchi e torni a casa. Se poi hai violato delle leggi in patria, mi spiace per te se quando torni a casa ti mettono via, ma sono solo ca**i tuoi, un'altra volta stai più attento.....

non entro troppo nel merito della questione perchè credo che si andrebbe su di un terreno minato, secondo me anche in questo caso è valido un esempio che riporto che mi è abbastanza caro e che potrebbe far capire come la penso. Quando ad esempio spesso c'è un rigore dubbio vengo chiamato da molte persone per avere un parere, ora certe volte non è facile dirimere la questione, lo puoi vedere e rivedere ma ci sono tante questioni da discutere, c'è chi accetta un mio piano di discussione e chi invece mi risponde che invece la questione è molto semplice perchè l'arbitro è in malafede . Se si crede che chi deve far rispettare un regolamento , che può essere l'art.14 del gioco del calcio ma anche tutto quello inerente la gestione dei flussi migratorie, sia in malafede e abbia secondi fini la discussione si risolve facilmente e forse è anche inutilmente parlarne più di tanto, altrimenti probabilmente si deve pensare che non è una questione cosi facile di affrontare , che forse le attuali leggi non ottemperano in pieno a quello che il momento storico richiede, che chi in quel momento è li per cercare di risolvere la questione le ha provate tutte ma ci sono molti ostacoli a far si che questo avvenga.
 
....e 600.000 biglietti chi dovrebbe pagarli....?
Sempre che ti dicano il loro paese di origine,
e sempre che il paese di origine non metta in dubbio la nazionalita' che noi daremmo per vera.
 
....e 600.000 biglietti chi dovrebbe pagarli....?

...

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....e 600.000 biglietti chi dovrebbe pagarli....?

Stiamo spendendo molto di più, tra costi diretti e ricadute sociali, per tenerli qui

Sempre che ti dicano il loro paese di origine,

Non me ne frega niente, se non lo dicono li metto in galera, se raccontano una balla se la sfangano con la polizia dell'aeroporto in cui atterrano

sempre che il paese di origine non metta in dubbio la nazionalita' che noi daremmo per vera

Vedi sopra. Se si dichiara suo cittadino e non lo è, sono affari di loro due
 
Questa obiezione, peraltro assolutamente corretta, mi fa sorgere una domanda: per quale motivo uno Stato non dovrebbe riconoscere come tale un suo cittadino, se questi lo è?

La domanda da 1milione è questa e la spiegazione è relativamente semplice:
L Africa ha un problema demografico, si stima che la popolazione continentale raddoppierà entro il 2050, solo la Nigeria diventerà, entro questa data, il terzo stato più popoloso del mondo.
I governi locali stanno semplicemente tenendo i "migliori" in patria e stanno spingendo quelli delle zone rurali/periferiche all'emigrazione.
Lo fanno perché le loro deboli economie non riescono ad "assorbire" la crescita della popolazione.
In più si nascondono dietro la scusa di esser paesi sottosviluppati e di non avere anagrafi efficienti ma in alcuni casi sono proprio i governi a non voler censire e registrare parte della popolazione.

Sono tutto sommato d'accordo con agricolo ma i rimpatri sono come curare il sintomo e non la malattia... se l'occidente non si decide a metter mano a tutto il continente africano con una sorta di piano Marshall il problema non si risolve.
 
I governi locali stanno semplicemente tenendo i "migliori" in patria e stanno spingendo quelli delle zone rurali/periferiche all'emigrazione.
Lo fanno perché le loro deboli economie non riescono ad "assorbire" la crescita della popolazione.

E questo lo sanno più o meno tutti, tranne [AUTO MOD ON]

In più si nascondono dietro la scusa di esser paesi sottosviluppati e di non avere anagrafi efficienti ma in alcuni casi sono proprio i governi a non voler censire e registrare parte della popolazione.

Questa è logica conseguenza del punto sopra. E l'altra logica conseguenza è che, proprio per questo, i clandestini si potrebbero tranquillamente rispedire al mittente sulla sola base della dichiarazione di nazionalità degli stessi

se l'occidente non si decide a metter mano a tutto il continente africano con una sorta di piano Marshall il problema non si risolve.

L'unico problema è che un ipotetico piano Marshall non potrebbe essere gestito dai beneficiari, che notoriamente non sono capaci nemmeno di piantare un chiodo senza pestarsi le dita e - soprattutto - non hanno manco per le balle di imparare. E un piano Marshall gestito dagli investitori si chiamerebbe semplicemente "colonialismo". Per me sarebbe la sola e unica soluzione per raddrizzare l'Africa, ma non siamo più in molti a pensarla così......
 
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