<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dragomira & BP - chi troppo e chi troppo poco - Comunque scandali | Il Forum di Quattroruote

Dragomira & BP - chi troppo e chi troppo poco - Comunque scandali

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Dragomira ?Michelle? Bonev, i bulgari confermano: ?La trasferta pagata dall?Italia? Il film della Bonev, la trasferta a Venezia e "l'impegno" di Bondi. Che dice: tutto falso. Ma il governo di Sofia parla chiaro: "Pellicola coprodotta dai due Paesi, viaggio e alloggio rimborsati per 32 persone"In questa storia c?è del marcio, ma la Danimarca è lontana. Bugie ripetute che stanno spingendo Italia e Bulgaria sul crinale della crisi diplomatica. La vicenda del premio fasullo inventato ad agosto per blandire Dragomira ?Michelle? Bonev al Festival di Venezia regala una novità al giorno. Ieri mattina, l?ex pittore e ministro della Cultura, Vezhdi Rashidov, si è presentato in diretta telefonica sulle frequenze della televisione locale BTV per affrescare un quadro ostile alla versione italiana dei fatti. ?Il nostro viaggio al Lido? Il contribuente bulgaro non ha versato un euro. Ho un invito ufficiale del ministro Sandro Bondi e l?ufficio Esteri del nostro ministero, al tempo, mi fece sapere che eravamo invitati alla Biennale con tutta la troupe di Goodbye Mama a loro spese perché avevamo vinto un premio? (guarda qui). E poi, tra momenti di involontaria comicità: ?Quando vado a cena da qualcuno, non chiedo lo scontrino del supermercato, ringrazio per l?ospitalità e saluto? e passaggi rivelatori: ?Gli italiani si rifiutano di confermare che hanno pagato loro per la crisi economica e gli scandali che investono il governo di Roma?, il colpo di teatro di Rashidov. Una lettera protocollata del primo ministro bulgaro Borissov datata 30 agosto, che il Fatto è in grado di produrre (guarda qui). Sul documento ufficiale del premier di Sofia, l?autorizzazione al viaggio italiano è subordinata alla spesa da affrontare.

Trattandosi di centinaia di migliaia di euro (la comitiva di 32 persone, dopo aver viaggiato su un charter affittato in Germania dalla compagnia Private wings flugcharter GmnH, era ospitata tra il Cipriani e altri alberghi di extralusso), la missiva protocollata di Borisov lascia sul foglio parole inequivocabili: ?La tratta si deve svolgere in aereo: Sofia-Venezia-Sofia, i fondi per l?assicurazione medica e la diaria per 4 giorni devono essere addebitati sul budget del ministero della Cultura bulgaro. Viaggio e alloggio, al contrario, saranno coperti da chi ci riceverà?. Gli italiani. Bondi, pesantemente tirato in ballo dall?omologo Rashidov anche sul versante economico dell?opera ?questo film è una co-produzione tra il ministero della Cultura italiano e quello bulgaro? (particolare che l?ex sindaco Pci di Fivizzano ha sempre bollato come falso, ndr) ? nega ogni coinvolgimento: ?La Direzione generale per il Cinema del Mibac chiarisce definitivamente che in relazione alla presentazione del film Good bye Ma-ma alla Mostra veneziana, nessuna spesa è stata sostenuta né per il viaggio né tantomeno per l?ospitalità della delegazione bulgara, eventualità peraltro non prevista dalla vigente normativa per i finanziamenti al cinema?. Il ministero nello scandalo per le vicende Indaco (marito e figlio della compagna di Bondi, la deputata Manuela Repetti del Pdl, beneficiati a vario titolo dal suo-dicastero) e per l?invenzione a latere di un premio vero ?Action for women?, di una patacca avente il solo scopo di compiacere una cara amica di Berlusconi (la spinta che portò Bondi a mobilitare il ministero in pieno agosto per l?ordine della falsa targa da consegnarle in laguna), e che indusse Galan, sul red carpet, il 3 settembre, a dire ?Berlusconi mi ha pregato di portare personalmente i saluti a Michelle Bonev e lo farò con tutto l?entusiasmo di cui sono capace?, sostiene che alla propria verità non ci sia ?nessuna possibilità di smentita?. La ricostruzione di Bondi confligge con quella dettagliata di Rashidov e con i documenti ufficiali di Sofia. La Biennale sostiene di non aver pagato nulla, il ministero. Se la cattiveria spinge a pensieri malvagi, leggi un intervento del presidente del Consiglio, è la voce di Paolo Bonaiuti nel tardo pomeriggio a smentire. Una prima telefonata interlocutoria: ?Non ne so niente, verifico e le faccio sapere?, una seconda più netta: ?Dopo un controllo rapido, non risultano direttamente spese di nessun genere per il film in questione?.

Qualcuno mente. E non si spiega ? se davvero avesse pagato direttamente Michelle-Dragomira, il suo fidanzato italiano o un soggetto terzo ? perché Rashidov e Borisov avrebbero dovuto coinvolgere un esecutivo straniero con cui la Bulgaria intrattiene ottimi rapporti. Fu Berlusconi a introdurre Borisov alla prima riunione del Consiglio d?Europa lo scorso anno, e sempre lui a consigliare all?ex bodyguard dell?ultimo leader comunista bulgaro e poi del Re, di lavorare sullo statuto del Ppe per consentire alla sua formazione di centrodestra di crescere in vista dell?ingresso al Schengen. Meno di un mese fa, Borissov era in Italia, a Pescara per una partita di beneficenza. Sbarcati in 46 (a spese questa volta della Unicredit di Sofia) i bulgari si sono trattenuti a cena e all?improvviso ? tra militari in alta uniforme e parlamentari italiani e balcanici delle più diverse estrazioni ? a tavola è apparsa Michelle Bonev accompagnata da un?altra vecchia conoscenza di B., Dorina Pavlova, vedova del finanziere Iliya Pavlov (ucciso da un sicario nel 2003), ex fotomodella ed erede di un impero sterminato, poi in parte liquidato. La Pavlova, che ama trascorrere l?estate a Porto Rotondo, avrebbe detto che vista la sua forzata assenza, il premier l?aveva pregata di presenziare.

In questa sciarada senza soluzioni in cui tutti smentiscono tutti, forse è utile tornare a Rashidov e alle sue parole alla BTV: ?Ho avuto un invito personale da Bondi. Il Ministero della Cultura Bulgaro ha comunicato esclusivamente con il Ministero della Cultura Italiano e con nessun?altro. Da Roma mi chiesero se a Venezia era possibile avere gli attori di GoodBye Mama. ?Siamo in crisi?, risposi, ?posso portare al massimo un?attrice e un operatore. La trasferta veneziana è un?operazione costosissima e non posso prendere soldi dal contribuente bulgaro per un aereo enorme, affittato per trasportare 30 persone a Venezia?. In loco ho avuto incontri ufficiali con Mara Carfagna e il vice-ministro Galan, che si è scusato per la mancanza di Sandro Bondi. Con loro ho discusso della creazione di un centro culturale bulgaro a Roma e la futura partecipazione di pittori bulgari alla più prestigiosa Biennale d?arte Contemporanea del mondo, quella di Venezia. Non partecipiamo da 20 anni, la quota d?accesso è di 200.000 euro e lo stato bulgaro, non dispone con questi fondi?. Qualcuno racconta il falso e questo, è l?ennesimo brutto film.

da Il Fatto Quotidiano del 27 novembre 2010

Il tempo cancella ogni ricordo ma questo difficilmente lo scorderemo pe rle catastrofiche conseguenze ... tutti abbiam chiesto la testa, le palle ed i soldi ai responsabili ... e ora che accade? Accade che, come al solito i padroni del vapore la faranno franca.

BP, i risarcimenti per il disastro in Messico costeranno molto meno del previsto La compagnia petrolifera dovrebbe spendere meno di 3 dei 20 miliardi di dollari originariamente stanziati per far fronte alle cause legali. Il motivo? I ricorsi presentati hanno documentazione insufficienteMolte cause di risarcimento intentate contro la compagnia petrolifera Bp per il disastro dello scorso aprile nel Golfo del Messico potrebbero lasciare a mani vuote i querelanti più ?deboli? determinando così un clamoroso risparmio per la corporation britannica. Lo ha reso noto in questi giorni il quotidiano Guardian citando le affermazioni del responsabile della liquidazione dei danni Ken Feinberg, l?uomo scelto a suo tempo dalla Casa Bianca per gestire l?ondata di azioni legali che hanno interessato la compagnia dopo il disastro ecologico (il più grave della storia statunitense) da essa provocato presso la piattaforma Deepwater Horizon lo scorso 20 aprile.

Scaduti i termini per la presentazione dei reclami relativi ai danni registrati negli ultimi sei mesi, l?azienda si trova ora nella condizione di poter respingere molte richieste. Nell?ultimo trimestre, ha sottolineato Feinberg, Bp ha ricevuto circa 450 mila querele da parte dei residenti e degli operatori del turismo e dell?industria ittica, i due settori maggiormente colpiti dall?inquinamento delle acque della costa. Ma non meno della metà delle richieste è destinata a non essere accolta. Almeno 225 mila reclami sono stati presentati con una documentazione incompleta o comunque inedaguata eliminando così qualsiasi possibilità di risarcimento.

Ad essere penalizzati saranno tra gli altri i pescatori della vasta comunità di immigrati vietnamiti molti dei quali, ha spiegato al Guardian il consulente Daniel Becnel dell?omonimo ufficio legale di New Orleans, non parlano nemmeno l?inglese, effettuano transazioni commerciali solo in contanti e non compilano un registro fiscale dei propri guadagni. Caratteristiche che si traducono nella sostanziale impossibilità di presentare stime verificabili sui danni economici subiti tuttora e su quelli destinati a pesare nei prossimi anni. Feinberg ritiene che alla fine Bp accoglierà le richieste di appena 175 mila querelanti aggiungendo non più di 2,3 miliardi ai 400 milioni già spesi tra aprile e agosto. Il budget inizialmente fissato dalla compagnia per la liquidazione dei danni ammontava a 20 miliardi.

Per i vertici della compagnia petrolifera, le rivelazioni di Feinberg rappresentano un?ulteriore buona notizia dopo gli sviluppi giudiziari che avevano messo l?azienda al riparo dal rischio di maxi risarcimenti. A fine settembre la Corte Suprema Usa aveva sentenziato nell?ambito di un altro caso il divieto per gli azionisti che hanno acquistato i titoli di una compagnia su una piazza estera di intentare una causa contro la medesima società all?interno di un tribunale statunitense. Una regola destinata a ridimensionare la portata delle class action condotte contro Bp dagli investitori colpiti dai devastanti effetti prodotti dall?incidente sul valore del titolo in Borsa. Dal 20 aprile a oggi il prezzo unitario delle azioni Bp è calato di circa un terzo.

In estate la compagnia petrolifera texana Anadarko era stata trascinata in tribunale dai suoi azionisti con l?accusa di aver mentito sui dati relativi alla sicurezza delle operazioni della piattaforma. Tre anni or sono Anadarko, che possiede il 25% delle quote della Deepwater, aveva condotto un esame congiunto insieme alla Bp. L?indagine aveva portato alla luce numerosi segnali d?allarme che la compagnia aveva deciso di non divulgare. A fine giugno il New York State Common Retirement Fund (Scrf), uno dei principali fondi pensione statunitensi con i suoi 132 miliardi di dollari in assets gestiti, aveva fatto causa a Bp accusando la società di aver «ingannato gli investitori in merito alle procedure di sicurezza e alla sua capacità di rispondere ad eventi come la fuga di petrolio». Quattro fondi pensione dell?Ohio si erano successivamente uniti alla class action.
 
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