Dove va Fca?
E' una domanda che credo molti di noi in questo periodo si stanno ponendo, alla vigilia dell'ultimo anno di "regno" dell'uomo dal maglione blu. Quali sono le strategie e breve, e quali saranno le strategie a medio termine del più grande gruppo industriale italiano?
Il link che riporto mi fornisce lo spunto per una riflessione personale, che vorrei condividere con Voi.
https://www.quattroruote.it/news/in..._fca_nuovi_dettagli_sui_piani_del_futuro.html
Da ammiratore del marchio Maserati da lunghissimo tempo (diciamo oltre 55 anni), sono "romanticamente" deluso dalla dichiarazione di Marchionne relativa al prossimo, nuovo "piccolo" Suv del tridente. Non più uno ma ben 2 Suv si profilano quindi in casa Maserati, con magari altri motori diesel in arrivo.
Ma le leggi del mercato sono ferree e irrinunciabili, anche se amare. Maserati qualche anno fa era a un bivio: restare una casa di estrema nicchia, da 5-6.000 auto l'anno, a forte rischio di sopravvivenza, oppure diventare una casa premium-luxury, con tanti modelli, lussuosi si, ma di fascia anche medio-alta, non solo altissima.
Si è scelta la seconda via, che può piacere o no, ma forse era l'unica percorribile se si volevano dare nuove connotazioni all'intero gruppo e non solo a Maserati. Un gruppo oggi formato soprattutto da vetture e brands di un certo prestigio, che comportano utili maggiori e immagine più forte.
E qui sta il punto.
"Nei prossimi 3 mesi avremo 3 lanci di prodotto". Ok, ma saranno sicuramente tutti di fascia medio-alta. Non è evidentemente un caso se gli investimenti su Fiat (in Europa) si sono ridotti al lumicino, e se Lancia è stata praticamente cancellata.
Oggi Fca significa soprattutto Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Jeep. Sono questi i 4 marchi sui quali il gruppo sta realmente investendo somme ingenti. Ed è per questo (a mio avviso ovviamente) che il gruppo cerca un partner, per coprire meglio le fasce scoperte o, oggi, mal coperte, senza modelli al vicino orizzonte, e sfruttare le sinergie e le economie di scala.
Su certe categorie e brands, in particolare Fiat, si investe soprattutto dove essi hanno sempre avuto un ottimo mercato e dove c'è un buon posizionamento già consolidato (v. Brasile con i motori Fiat Firefly, la Uno, la Argo, il Toro).
Cosi è (se Vi pare).
E' una domanda che credo molti di noi in questo periodo si stanno ponendo, alla vigilia dell'ultimo anno di "regno" dell'uomo dal maglione blu. Quali sono le strategie e breve, e quali saranno le strategie a medio termine del più grande gruppo industriale italiano?
Il link che riporto mi fornisce lo spunto per una riflessione personale, che vorrei condividere con Voi.
https://www.quattroruote.it/news/in..._fca_nuovi_dettagli_sui_piani_del_futuro.html
Da ammiratore del marchio Maserati da lunghissimo tempo (diciamo oltre 55 anni), sono "romanticamente" deluso dalla dichiarazione di Marchionne relativa al prossimo, nuovo "piccolo" Suv del tridente. Non più uno ma ben 2 Suv si profilano quindi in casa Maserati, con magari altri motori diesel in arrivo.
Ma le leggi del mercato sono ferree e irrinunciabili, anche se amare. Maserati qualche anno fa era a un bivio: restare una casa di estrema nicchia, da 5-6.000 auto l'anno, a forte rischio di sopravvivenza, oppure diventare una casa premium-luxury, con tanti modelli, lussuosi si, ma di fascia anche medio-alta, non solo altissima.
Si è scelta la seconda via, che può piacere o no, ma forse era l'unica percorribile se si volevano dare nuove connotazioni all'intero gruppo e non solo a Maserati. Un gruppo oggi formato soprattutto da vetture e brands di un certo prestigio, che comportano utili maggiori e immagine più forte.
E qui sta il punto.
"Nei prossimi 3 mesi avremo 3 lanci di prodotto". Ok, ma saranno sicuramente tutti di fascia medio-alta. Non è evidentemente un caso se gli investimenti su Fiat (in Europa) si sono ridotti al lumicino, e se Lancia è stata praticamente cancellata.
Oggi Fca significa soprattutto Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Jeep. Sono questi i 4 marchi sui quali il gruppo sta realmente investendo somme ingenti. Ed è per questo (a mio avviso ovviamente) che il gruppo cerca un partner, per coprire meglio le fasce scoperte o, oggi, mal coperte, senza modelli al vicino orizzonte, e sfruttare le sinergie e le economie di scala.
Su certe categorie e brands, in particolare Fiat, si investe soprattutto dove essi hanno sempre avuto un ottimo mercato e dove c'è un buon posizionamento già consolidato (v. Brasile con i motori Fiat Firefly, la Uno, la Argo, il Toro).
Cosi è (se Vi pare).
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