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domanda per gli &#34;storici&#34;

ovvero coloro ferrati in storia

leggevo sul forum del FQ qualche commento su Priebke ed un tizio salta fuori con questa frase
" ....e Pertini ha baciato la bara di Tito"

che mi dite?
 
'n che senzo?

"Lasciate che i Morti seppelliscano i Morti."

E' da Pazzi prendersela con un cadavere, sia che lo si voglia esaltare, sia che lo si voglia dileggiare.

Triste spettacolo che fa assomigliare gli Esseri Umani a delle Bestie che si scannano su ciò che resta di un Cadavere.
 
Devi considerare il contesto delle cose.....
( darsi una letta degli anni di gioventu' del Nostro nell' amenita'
di chi la pensava diversamente nel primo Ventennio )
Pensa che l' amatissimo
( a seconda delle circostanze ovviamente ;) )
Napolitano era per i Sovietici in quel di Budapest.....
Erano ( per lui ) portatori di pace.
Posso solo aggiungere......
a parziale difesa, che non si sono, lui e gli altri Compagneros,
arrichiti, solo tanta fede mal riposta.
Diversamente i liberal demo di oggi, tutti pieni di amorpatrio ......
Fiorito di Roma
Bossi and family
mister Scaiola......qui si, personalmente rabbrividisco
Se poi la vogliamo rapportare ai livelli piu' alti........
( meglio sarebbe mettere un bel crocione sul passato, ma pare impossibile )
......dopo 20 anni di disastri,
c'e' uno, votato da milioni di nostri connazionali
amico di Gheddafi e di Putin......2 illuminati capi di Stato......
massacratori certificati e disinvolti.... eppure....
Lasciamo il Presidentissimo con la sua pipa, la sua 4 porte,
le sue lacrime.....
e il suo scopone scentifico con Zof & C.
P.s.; per chi non lo sa, fu lui a volere la morte senza
processo di Mussolini ;)
 
Io dico che Tito ha evitato per 20 anni l'esplosione della guerra civile nell'ex Jugoslavia e ciò che è successo dopo la sua morte ed i conflitti etnici che ne sono derivati ne sono la riprova.
Se fossero possibili dei bilanci tra le cose positive e negative fatte direi che il bilancio sarebbe fortemente positivo, ma purtroppo solo il tempo potrà consentirci di valutare col distacco necessario, ora ciascuno di noi tenderà ad enfatizzare singole fasi storiche del personaggio, in positivo ed in negativo.
A prescindere comunque dal personaggio Tito non mi pare che il bacio dato alla bara possa screditare la figura di Sandro Pertini, mi pare che sia stata molto più disdicevole la massiccia presenza delle autorità ecclesiastiche ai funerali di Pinochet mentre negavano il funerale cristiano al credente Piergiorgio Welby
 
Senza la Yugoslavia Non Allineata di Tito saremmo stati confinanti col Patto di Varsavia, con tutte le cose drammatiche e dispendiose del caso. Tito ci ha permesso di vivere un po' meglio e con meno pressioni per la nostra indipendenza. Ci ha consentito di spendere un qualcosina meno per la difesa.

Il gruppo dei Paesi Non Allineati, mi pare sia nato da un Idea di Tito.

R.I.P.
 
A dire la verità Pertini era solito sbaciucchiare bandiere e casse da morto e quindi quello che schioccò a Belgrado, in occasione dei funerali di Tito, potrebbe considerarsi normale routine. Siccome però non era la prima volta che con parole, gesti e fatti concreti l'allora presidente della Repubblica mostrava benevolenza nei confronti di chi, per ordine o per mano, aveva contribuito alla mattanza in Friuli e Venezia Giulia, viene da pensare il contrario. Non va infatti dimenticato che appena eletto presidente, si era nel 1978, Pertini concesse la grazia a quel Mario Toffanin, nome di battaglia «Giacca», che nel 1954 la Corte di Assise di Lucca condannò all'ergastolo (in contumacia, perché Botteghe Oscure riuscì a farlo riparare in Jugoslavia). Quel Toffanin che da capo partigiano della Brigata Osoppo si era aggregato, dandogli manforte, al IX Corpus titino responsabile delle foibe e che fu protagonista della strage di Porzûs. E che oltre all'ergastolo per i fatti di Porzûs avrebbe dovuto scontare anche trent'anni per sequestro di persona, rapina aggravata, estorsione e concorso in omicidio aggravato e continuato. Un criminale fatto e finito, dunque, al quale lo Stato, grazie alla famigerata «legge Mosca», elargiva persino la pensione.

Da storialibera.it
 
Dopo l'8 settembre 1943 Norma Cossetto fu vittima dei partigiani jugoslavi e italiani dell'Istria. Il 25 settembre 1943 partigiani comunisti italiani della resistenza italiana delle Brigate Garibaldi e croati della resistenza jugoslava irruppero in casa Cossetto razziando quel che poterono trovare e sparando per spaventare le persone. L'indomani quegli stessi partigiani catturarono Norma portandola nell'ex caserma dei Carabinieri di Visignano dove i capibanda, alternando minacce a promesse di libertà e mansioni direttive, le chiesero di accodarsi alla loro milizia.

Dopo aver ricevuto un netto rifiuto della donna, i titoisti la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri abitanti italiani del luogo che avevano rifiutato di collaborare con le milizie titoiste. Dopo un paio di giorni, durante la notte con un autocarro furono tutti trasferiti nella scuola di Antignana trasformata in prigione dove incominciarono le sevizie e torture sessuali; la studentessa fu legata nuda a un tavolo e violentata da molti partigiani: secondo alcune testimonianze erano 17.

L'episodio della violenza carnale fu poi denunciato da una donna abitante davanti l'ex caserma, che, attirata da gemiti e lamenti, appena buio osò avvicinarsi alle imposte socchiuse vedendo Norma legata al tavolo. La donna fu gettata, forse ancora agonizzante, nella foiba di Villa Surani durante la notte tra il 4 e 5 ottobre.
 
Dopo l'occupazione tedesca dell'Istria, il 10 dicembre 1943 i vigili del fuoco di Pola guidati dal maresciallo Arnaldo Harzarich, ritrovarono il corpo di Norma nella foiba profonda m. 136: era caduta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro, su un cumulo di altri cadaveri; aveva ambedue i seni pugnalati, un pezzo di legno conficcato nella vagina e altre parti del corpo sfregiate. Emanuele Cossetto, che identificò la nipote Norma, riconobbe sul suo corpo varie ferite d'arma da taglio e altrettanto riscontrò sui cadaveri degli altri. I soldati tedeschi catturarono 6 dei suoi criminali torturatori e li costrinsero a passare la notte in piedi vegliando la salma di Norma, prima di essere fucilati all'alba del giorno successivo: 3 dei partigiani impazzirono. Il cadavere di Norma fu composto nella piccola cappella mortuaria del cimitero di Santa Domenica.

Una volta tanto i tedeschi ne fecero una giusta.
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Attenzione, in questi casi la tentazione manichea è dietro l'angolo

ci sono casi di manicheismo nelle discussioni su ibrido vs diesel e iOS vs Android, vuoi che non ci sia qui?
ed io e tu ci siamo sempre di mezzo, no, io non ho smartphone e tablet, vabbè comunque ho superato da tempo la mia visione del mondo divisi in buoni e cattivi...
 
Mi sembra fuorviante parlare di foibe come se queste fossero un fatto a se stante e non una risposta (sbagliata come quando si oppone violenza a violenza) ai precedenti crimini italiani.
Riporto da Wikipedia:
" Nella Provincia di Lubiana, fallito il tentativo di instaurare un regime di occupazione morbido, emerse presto un movimento resistenziale: la conseguente repressione italiana fu dura ed in molti casi furono commessi crimini di guerra con devastazioni di villaggi e rappresaglie contro la popolazione civile. Le sanguinose rappresaglie attuate dal Regio Esercito italiano, per reprimere le azioni di guerriglia partigiana aumentarono il risentimento della popolazione slava nei confronti degli italiani.
« Si procede ad arresti, ad incendi [. . .] fucilazioni in massa fatte a casaccio e incendi dei paesi fatti per il solo gusto di distruggere [. . .] La frase »gli italiani sono diventati peggiori dei tedeschi«, che si sente mormorare dappertutto, compendia i sentimenti degli sloveni verso di noi »
(Riporato da due riservatissime personali del 30 luglio e del 31 agosto 1942, indirizzate all'Alto Commissario per la Provincia di Lubiana Emilio Grazioli, dal Commissario Civile del Distretto di Longanatico (in sloveno: Logatec) Umberto Rosin[37])
A scopo repressivo, numerosi civili sloveni furono deportati nei campi di concentramento di Arbe e di Gonars[38].
Nei territori annessi, accorpati alla Provincia di Fiume ed al Governatorato della Dalmazia, fu avviata una politica di italianizzazione forzata del territorio e della popolazione. In tutto il Quarnero e la Dalmazia, sia italiana che croata, si innescò dalla fine del 1941 una crudele guerriglia, contrastata da una repressione che raggiunse livelli di massacro dopo l'estate 1942.
« . . . Si informano le popolazioni dei territori annessi che con provvedimento odierno sono stati internati i componenti delle suddette famiglie, sono state rase al suolo le loro case, confiscati i beni e fucilati 20 componenti di dette famiglie estratti a sorte, per rappresaglia contro gli atti criminali da parte dei ribelli che turbano le laboriose popolazioni di questi territori . . . »
(Dalla copia del proclama prot. 2796, emesso in data 30 maggio 1942 dal Prefetto della Provincia di Fiume Temistocle Testa, riportata a pagina 327 del libro di Boris Gomba&#269;, Atlante storico dell'Adriatico orientale (op. cit.))
Il 12 luglio 1942 nel villaggio di Podhum, per rappresaglia furono fucilati da reparti militari italiani per ordine del Prefetto della Provincia di Fiume Temistocle Testa tutti gli uomini del villaggio di età compresa tra i 16 ed i 64 anni. Sul monumento che oggi sorge nei pressi del villaggio sono indicati i nomi delle 91 vittime dell'eccidio. Il resto della popolazione fu deportata nei campi di internamento italiani e le abitazioni furono incendiate. [39]
Nello Stato Indipendente di Croazia, il regime ustascia scatenò una feroce pulizia etnica nei confronti dei serbi, nonché di zingari ed ebrei, simboleggiata dall'istituzione del campo di concentramento di Jasenovac, e contro il regime e gli occupanti presero le armi i partigiani di Tito, plurietnici e comunisti, ed i cetnici, nazionalisti monarchici a prevalenza serba.[40], i quali perpetrarono a loro volta crimini contro la popolazione civile croata che appoggiava il regime ustascia e si combatterono reciprocamente. A causa dell'annessione della Dalmazia costiera al Regno d'Italia, cominciarono inoltre a crescere le tensioni tra il regime ustascia e le forze d'occupazione italiane; venne perciò a formarsi, a partire dal 1942, un'alleanza tattica tra le forze italiane ed i vari gruppi cetnici: gli italiani incorporarono i cetnici nella Milizia volontaria anticomunista (MVAC) per combattere la resistenza titoista, provocando fortissime tensioni con il regime ustascia[senza fonte].
Dopo la guerra la Jugoslavia chiese di giudicare i presunti responsabili di questi massacri (come il generale Mario Roatta), ma l'Italia negò la loro estradizione grazie ad alcune amnistie[41]"

Come vedete le foibe giunsero dopo e furono precedute da innumerevoli eccidi da parte dell'Italia fascista ed occorre inquadrare il contesto storico e le premesse di questi orrori.
 
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