<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dialogo interreligioso ? La vedo dura | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Dialogo interreligioso ? La vedo dura

ALGEPA ha scritto:
ma se una religione nega automaticamente un altra religione quale dialogo ci dovrebbe essere? Poi questo non equivale a dire che il tutto deve automaticamente sfociare in una violenza tra le religioni. La violenza è un diretta conseguenza di un ritorno alla scopo che le religioni avevano, ed in alcune parti del mondo lo hanno ancora, e che è ben studiata in antropologia, ma qui si entra in un territorio pericoloso che potrebbe urtare chi è credente.

Caro Algepa, se ti riferisci nello specifico a cristianesimo e islamismo (musulmanesimo più in generale) va tenuto presente che i musulmani pur non ammettendo che Gesù Cristo possa essere il figlio di dio incarnato, tuttavia lo classificano come un profeta.
Profeta ebraico, naturalmente.

Secondo me non si può realmente affermare che una religione neghi le altre.
Senza per questo voler criticare l'opinione di newsuper5, si capisce. :)
 
pi_greco ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ma se una religione nega automaticamente un altra religione quale dialogo ci dovrebbe essere? Poi questo non equivale a dire che il tutto deve automaticamente sfociare in una violenza tra le religioni. La violenza è un diretta conseguenza di un ritorno alla scopo che le religioni avevano, ed in alcune parti del mondo lo hanno ancora, e che è ben studiata in antropologia, ma qui si entra in un territorio pericoloso che potrebbe urtare chi è credente.
posto che fatico a capire le vere difficoltà a capirsi dei vari credi religiosi, spesso dialogano meglio con gli atei che tra di loro, ma se uno crede (se davvero crede) non può prescindere che ci sia una o tre o mille entità che sono espressione unica ed univoca, che poi sono tradotte in termini umani da diverse "rivelazioni" o "tradizioni" o "filosofie". Mica può esserci la guerra tra dei ancor più se monotesisti... boh, forse allora sono io che non ho un "credo"... eppure mi pareva...

io ti dico la mia se ho capito bene la tua obiezione, le religioni a dispetto di quanto si creda nascono e capita anche che muoiono ed è quindi intrinseco che una religione abbia la necessità di sopravvivere. In questa ottica un'altra religione è vista come un antagonista in questa lotta, che non si combatte solo con le armi, anzi, ci sono molti altri modi.
Per dirne una , un modo di mantenere e aumentare la presenza della religione è legato molto alle nascite e per questo ci sono religioni che professano una copiosa riproduzione.
 
ALGEPA ha scritto:
pi_greco ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ma se una religione nega automaticamente un altra religione quale dialogo ci dovrebbe essere? Poi questo non equivale a dire che il tutto deve automaticamente sfociare in una violenza tra le religioni. La violenza è un diretta conseguenza di un ritorno alla scopo che le religioni avevano, ed in alcune parti del mondo lo hanno ancora, e che è ben studiata in antropologia, ma qui si entra in un territorio pericoloso che potrebbe urtare chi è credente.
posto che fatico a capire le vere difficoltà a capirsi dei vari credi religiosi, spesso dialogano meglio con gli atei che tra di loro, ma se uno crede (se davvero crede) non può prescindere che ci sia una o tre o mille entità che sono espressione unica ed univoca, che poi sono tradotte in termini umani da diverse "rivelazioni" o "tradizioni" o "filosofie". Mica può esserci la guerra tra dei ancor più se monotesisti... boh, forse allora sono io che non ho un "credo"... eppure mi pareva...

io ti dico la mia se ho capito bene la tua obiezione, le religioni a dispetto di quanto si creda nascono e capita anche che muoiono ed è quindi intrinseco che una religione abbia la necessità di sopravvivere. In questa ottica un'altra religione è vista come un antagonista in questa lotta, che non si combatte solo con le armi, anzi, ci sono molti altri modi.
Per dirne una , un modo di mantenere e aumentare la presenza della religione è legato molto alle nascite e per questo ci sono religioni che professano una copiosa riproduzione.
ah, beh, capisco ma il concetto di interesse di bottega è qualcosa che è molto umano ma poco confacente alla tematica
 
rispondendo ad entrambi, io vedo più il problema dal punto di vista tra virgolette antropologico e secolare, se il dialogo fra le religioni potrebbe esistere ma anche se non esistesse vivrebbero in pace tra loro, ma non si possono separare i due ambiti
 
E' ovvio che se in seno alla stessa religione ci sono "confessioni" diverse, il dialogo con altre religioni sarà reso ancor più complicato e caotico: volta per volta l'interlocutore potrebbe avere opinioni diverse dall'interlocutore precedente!
In queste condizioni non si capisce più nulla.

Bisogna accostarsi all'altro in volontario, consapevole e convinto atteggiamento di ascolto, con un pò d'umiltà, non di contestazione o di rivalsa.
 
io però non capisco cosa intendete per dialogo.
E' chiaro che tra islamismo e cristianesimo a parte un origine comune ci sono molto tanti punti di contatto, ma con le altre ... de che se dovrebbero parla?
 
ALGEPA ha scritto:
io però non capisco cosa intendete per dialogo.
E' chiaro che tra islamismo e cristianesimo a parte un origine comune ci sono molto tanti punti di contatto, ma con le altre ... de che se dovrebbero parla?
Ebrei, Musulmani, Cristiani. Già solo rappacificando queste tre religioni monoteiste, abbiamo sistemato oltre quattro miliardi di persone (gli ebrei sono solo una piccolissima parte, ma coinvolta spesso suo malgrado in molti conflitti sia moderni che antichi).

Con le altre principali religioni (induismo, buddhismo e taoismo) siamo già ad altri due miliardi.... sei miliardi di persone che non si fanno guerre per motivi religiosi ... mica male, no ?

"dialogo"... beh, se non altro in cerca di co-esistenza, anziché supremazia.
 
se le confessioni limitassero il loro intervento all'ambito 'religioso' la situazione potrebbe anche migliorare, anche se poi credo che attriti ci sarebbero lo stesso, ma visto che le religioni operano anche in ambito secolare quello che tu auspichi lo vedo difficile.
 
maddeche! ha scritto:
Bisogna accostarsi all'altro in volontario, consapevole e convinto atteggiamento di ascolto, con un pò d'umiltà, non di contestazione o di rivalsa.
Io farei un passo in più, dovremmo riconoscerci l'uno nell'altro, pur nelle diversità, perchè portatori della stessa umanità e perchè consapevoli di essere come siamo anche e sopratutto per via di essere nati e cresciuti in uno posto o in un altro
 
pi_greco ha scritto:
maddeche! ha scritto:
Bisogna accostarsi all'altro in volontario, consapevole e convinto atteggiamento di ascolto, con un pò d'umiltà, non di contestazione o di rivalsa.
Io farei un passo in più, dovremmo riconoscerci l'uno nell'altro, pur nelle diversità, perchè portatori della stessa umanità e perchè consapevoli di essere come siamo anche e sopratutto per via di essere nati e cresciuti in uno posto o in un altro
sarebbe molto bello, e conveniente per tutti.

ma è pura utopia, purtroppo. :(
 
NEWsuper5 ha scritto:
Alla base di molte religioni, in particolare le monoteiste, c'è l'accoglienza verso gli altri e un'occhio di riguardo verso i più deboli.

le due religioni che sembrano più diverse (Cristianesimo e Musulmanesimo) in realtà sono le più simili, e potrebbero tranquillamente convivere (già accade, in molte parti del mondo).

Ma come per tutte le altre, c'è sempre qualcuno che ha interesse a interpretare a proprio favore i testi sacri, e i risultati sono, da secoli, sotto gli occhi di tutti.

Un vero dialogo e una vera fratellanza tra le religioni (che non sia solo di facciata) si potrà avere solo quando queste saranno completamente scollegate da interessi economici e politici.
Ma non mi pare ci sia, al momento, alcun interesse a farlo, purtroppo. :(

Diceva uno famoso:
" Quando arriva in un certo paese una certa religione nuova,
questa si dichiara discriminata e chiede di essere tutelata.
Quando ha messo assieme un tot di proseliti
comincia a rompere the balls "
Rido o mi skifo :?: ;)
 
NEWsuper5 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
maddeche! ha scritto:
Bisogna accostarsi all'altro in volontario, consapevole e convinto atteggiamento di ascolto, con un pò d'umiltà, non di contestazione o di rivalsa.
Io farei un passo in più, dovremmo riconoscerci l'uno nell'altro, pur nelle diversità, perchè portatori della stessa umanità e perchè consapevoli di essere come siamo anche e sopratutto per via di essere nati e cresciuti in uno posto o in un altro
sarebbe molto bello, e conveniente per tutti.

ma è pura utopia, purtroppo. :(
Concordo con Pi_greco e in parte con Newsuper5, "in parte" nel senso che forse é utopia, ma forse no. La storia ci ha insegnato che a volte succedono anche le cose che avremmo creduto impossibili. Bisogna spenderci molte energie e ci vuole tantissima pazienza, ma può succedere.

;)
 
Il dialogo interreligioso al momento funziona a livelli alti, ma ho l'impressione che il singolo, prete, rabbino, iman o il fedele "di base" non sia così propenso a riconoscere come fratello il credente di altra fede.
 
io la butto la, noi ragioniamo giustamente con il pensiero di una società in cui sono bene separati il potere temporale da quello spirituale, nelle società in cui questo non avviene e dove il potere spirituale è ancora anche potere temporale è facile che il dialogo che si auspica è difficile che avvenga
 
Mi sono sempre domandato: come si fa ad attuare il potere temporale nelle giornate serene ? :shock:

Comunque.... credo che la spinta verso il dialogo fra religioni parta proprio dalla gente comune e dai "religiosi" che alla gente comune ci vivono in mezzo, più che dai vertici.

Per fare un esempio di parte (dalla parte di noi cristiani ;) ) potrei citare i missionari (sia consacrati che laici) che se ne vanno per il mondo ad aiutare i poveri, senza stare a sottilizzare se sono cristiani, musulmani, atei o altro.
Non dico che sia tutto rose e fiori, per carità.

Però é un inizio.
 
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