Arriva il "massacro" sulla prima casa. Così il Sunia, sindacato nazionale degli inquilini e degli assegnatari, definisce le norme contenute nella legge di conversione della manovra economica, che penalizzano le detrazioni fiscali sugli immobili. Erano state introdotte per alleggerire il carico sulle famiglie che avevano acquistato da poco casa, per quanto riguarda ad esempio gli interessi sul mutuo. Ma adesso a lamentarsi è sia chi prende la casa in affitto sia chi l'ha comprata per mantenerne la proprietà.
I tagli ai benefici fiscali riguardano, infatti, sia gli inquilini che i proprietari e le ristrutturazioni edilizie. In generale, nella manovra approvata dal governo queste riduzioni delle aliquote deducibili ammontano al 5% a partire da gennaio 2012 e al 20% dall'anno successivo. Mannaia fiscale anche sulle detrazioni di cui beneficiano i genitori degli studenti fuori sede in affitto: stesse percentuali e tempi per i tagli.
E sul fronte dei proprietari, addio alle agevolazioni per chi affittava la casa in suo possesso tramite contratti concordati (stesso meccanismo: 5% in meno di detrazione dal 2012, 20% in meno dal 2013)
Quanto ai mutui, la stessa ghigliottina (prima al 5% e poi al 20%) viene messa sulle detrazioni agli interessi che i cittadini pagano alle banche, oltre alla reintroduzione della contestatissima Irpef sulla prima casa, con medesime percentuali, riferite però alla rendita catastale: pagheremo quindi un'imposta del 5% della rendita catastale dal prossimo anno e del 20% dal 2013.
I tagli ai benefici fiscali riguardano, infatti, sia gli inquilini che i proprietari e le ristrutturazioni edilizie. In generale, nella manovra approvata dal governo queste riduzioni delle aliquote deducibili ammontano al 5% a partire da gennaio 2012 e al 20% dall'anno successivo. Mannaia fiscale anche sulle detrazioni di cui beneficiano i genitori degli studenti fuori sede in affitto: stesse percentuali e tempi per i tagli.
E sul fronte dei proprietari, addio alle agevolazioni per chi affittava la casa in suo possesso tramite contratti concordati (stesso meccanismo: 5% in meno di detrazione dal 2012, 20% in meno dal 2013)
Quanto ai mutui, la stessa ghigliottina (prima al 5% e poi al 20%) viene messa sulle detrazioni agli interessi che i cittadini pagano alle banche, oltre alla reintroduzione della contestatissima Irpef sulla prima casa, con medesime percentuali, riferite però alla rendita catastale: pagheremo quindi un'imposta del 5% della rendita catastale dal prossimo anno e del 20% dal 2013.