<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Delusions of Grandeur.. | Il Forum di Quattroruote

Delusions of Grandeur..

Il titolo promette bene., che ne dite :?:
Un bel giorno vorrei scrivere un libro, chiaro non sarà un romanzo , nemmeno un giallo.., non saprei nemmeno da che parte cominciare.. :D
Vorrei raccontarvi le storie curiose, alcune forse sconosciute ,personaggi, invenzioni e scandali nel mondo dell'automobile... 8)

1.L'Alfa Romeo ed il capello di Henry Ford

&quot;Tutte le volte che vedo un'Alfa Romeo mi tolgo il cappello&quot;. Molti dicono che questa frase è una leggenda o una bugia che continuando a ripeterla diventa una verità. Griffith Borgeson,insigne ed autorevole storico dell'automobile, nel suo libro &quot;Alfa Romeo i creatori della leggenda&quot;,edito da Giorgio Nada Editore, nel capitolo dedicato all'ingegnere Ugo Gobbato,presidente dell'Alfa Romeo dal 1933 al 1945, scrive così:..

?Tutte le volte che vedo un Alfa Romeo mi tolgo il cappello?. Una frase ripetuta infinite volte nelle pubblicazioni dell?Alfa Romeo , e altrettante infinite volte dalla stampa non ufficiale.

Ho provato a domandare ai funzionari della casa se potessero citare la fonte di questa leggenda quasi incredibile,ma non ho mai ricevuto risposte diverse da un?alzata di spalle.

Ho anche scritto una lettera agli archivi della Ford negli Stati Uniti, ottenendo questa risposta :&lt&lt Altre volte abbiamo ricevuto questa richiesta, ma non siamo mai stati in grado di controllarne la veridicità. E? improbabile e apocrifa &gt&gt. Diciamo, insomma che è di dubbia autenticità.

Si può dunque immaginare la mia sorpresa quando , nel bel mezzo di un ?intervista al Dottor Ingegner Pierugo Gobbato nel 1988 , sentii questa frase:&lt&lt Ricordo che mio padre visitò Henry Ford a Dearborn nel 1939.

Fu allora che Ford gli disse ?Quando vedo un?Alfa Romeo mi tolgo il cappello? &gt&gt
&lt&lt Allora è questa l?origine della famosa frase!? dissi.? Come arrivò Ford a pronunciare questa frase &gt&gt
&lt&lt Ford domandò a mio padre :?Quante auto fabbricate al giorno?? Mio padre rispose, esagerando un po?:?Circa sei?.&gt&gt
&lt&lt;Ford rise e disse:?Io le fabbrico in un minuto sei auto?&gt;&gt
Domandai ancora: &lt&lt a parte questo , mi sai dire come Ford arrivò a farsi questa opinione sulle Alfa Romeo : a quel tempo ce n?erano ben poche negli Stati Uniti &gt&gt

&lt&lt Mi pare di ricordare che nel 1938 Ford ebbe occasione di osservare bene uno Spider 8C 2900 acquistato d un membro della Famiglia Rockefeller . In ogni modo , so che aveva un grande rispetto per la nostra progettazione e per la perizia della mano d?opera. &gt&gt

&lt&lt;Ma ?tutte le volte? come abitualmente viene riferito , fa pensare che vedesse molto frequentemente delle Alfa?&gt;&gt
&lt&lt;Ford è stato citato male. Non disse ?tutte le volte che?.?
Disse : ?quando ne vedo una??

Mio padre mi raccontò questo episodio, e io ho ben chiare nella mente le sue esatte parole &gt;&gt

fonte afra.it

2.Wireless auto di Nikola Tesla del 1930..

Nikola Tesla fu il primo a costruire l?auto propulsa dall?energia cosmica

"Questo è ciò con cui l?umanità costruira' la speranza per il futuro:

La trasmissione d?energia senza fili, la gente a qualsiasi distanza sarà in grado di risolvere tutti i problemi dell'esistenza materiale. La distanza, principale ostacolo al progresso umano, sarà completamente cancellata dalla mente, parole ed azione.
L'umanità sarà tuttuna, la guerra non sarà possibile e la pace regnerà nel mondo."

Nell'estate del 1931 Tesla per il suo 75°compleanno desiderò fare un giro in macchina nelle vicinanze di New York con il suo nipote Pietro Savo.
I quotidiani scrissero che Tesla viaggiava su un?autovettura misteriosa senza marmitta.
Tesla aveva depositato già nel 1901 all?Ufficio Brevetti di New York, l'uso dell?energia cosmica, brevetto n. 685 957.

Alla sua morte, subito, gli agenti della CIA entrarono nella sua stanza e portarono via tutti i documenti e i brevetti che vi trovarono. Dopo di allora, l'umanità poté solo intuire i segreti che il genio serbo aveva portato con sé nella tomba.

Klaus Jebens (85), inventore e presidente della Società di Amburgo per l'energia libera, preparando il materiale per un suo libro, nel 2001 svolse delle ricerche. Negli archivi del padre Johannes, che fu direttore dell'Ufficio tedesco dei brevetti e della casa delle invenzioni ad Amburgo, trovò una cartella segreta in cui suo padre raccontava il viaggio fatto in America, nel 1930. Così fu scoperto il segreto tenuto nascosto per settantuno anni.
Jebens sostiene che l?intelligence degli Stati Uniti aveva tenuto in ombra il nome di Tesla fino il 1980, quando pubblicamente s?iniziò a parlare d?invenzioni di Tesla.
Si presume che dietro di questo si nascondessero le potenti compagnie petrolifere che temendo un calo del loro profitto consideravano la migliore azione era di parlare il meno possibile delle invenzioni dello scienziato.
Tuttavia, poiché il petrolio sta per finire e l?ambiente in cui viviamo è sempre più avvelenato, gli scienziati hanno iniziato a cercare i disegni di Tesla, per scoprire la sua idea di sfruttare l?energia dall'universo.

Nikola Tesla fu il primo a costruire l?auto propulsa dall?energia cosmica, e mio padre Heinz nel 1930 l?aveva guidata insieme a Tesla - raccontava Jebens. La sua ultima invenzione di produrre energia elettrica utilizzando le onde del mare ora sta per essere realizzata.
Il padre di Klaus, Heinz Jebens fu direttore dal 1927 fino al 1933 dell'Ufficio tedesco dei brevetti e la società delle invenzioni ad Amburgo, che contava 10.000 membri, inventori di tutto il mondo. Fece un viaggio in America nel 1930, come capo di una rispettabile società, per dare benvenuto nella società degli onorati all?inventore Thomas Edison.
Heinz Jebens a bordo della nave per "New York" incontrò un ex ufficiale serbo-austriaco Peter Savo, che si presentò come parente di Nikola Tesla. Durante una cena in un ristorante sulla nave, il parente insistette affinché il direttore tedesco incontrasse il suo parente Tesla, sostenendo che era il più grande inventore in America.

I due s?incontrarono il 26 novembre nel 1930 nell?hotel "Waldorf Astoria" di New York.
Il giorno dopo andarono a Buffalo, dove Tesla in stretto segreto volle mostrare a mio padre, "Pierce-Arrow", una macchina il cui motore si muoveva da energia cosmica, che avrebbe potuto, se i documenti non fossero stati persi o nascosti, salvare l?umanità per sempre della crisi energetica, diceva il signor Klaus Jebens, mostrandoci il suo libro "Die aus dem Universum Urkraft" (potenza dall'universo) in cui illustrava alcune delle sue invenzioni, e il ricordo del padre alla guida di una macchina sperimentale dello scienziato Tesla, che si riforniva di energia attraverso una piccola antenna.

Note di Heinz Jebens

Jebens Heinz descrive il suo incontro con il genio serbo in America come una vera scoperta. Tesla, secondo gli accordi, venne all?incontro con una lunga valigia affermando che la chiave del successo sta lì dentro. La sala dove Tesla mostrò la sua invenzione ?Pierce-Arrow? si trovava alla periferia di Buffalo. Dalla vettura erano stati tolti il serbatoio e il motore a benzina, ed era stato montato un motore elettrico. Per l?illuminazione, fari e clacson, si alimentavano d?elettricità da una piccola batteria. Tesla, dalla sua borsa aveva tirato fuori un convertitore e l?aveva montato sul sedile del passeggero.

In mezz'ora, mentre Tesla mi spiegava il funzionamento della vettura, un montatore preparò la macchina per la prova. Sedetti dietro, mentre Tesla sul sedile del passeggero, collegava, con le due manine, dei cavi che uscivano dal convertitore. "Bene, ora abbiamo l'energia e possiamo andare", disse Tesla chiedendo al montatore di portarci a Niagara Falls, dove volle mostrarmi la turbo-centrala realizzata da una sua idea.
La turbo- centrale di Tesla mi piacque moltissimo. Girammo per circa un'ora, e poi ritornammo al suo laboratorio di Buffalo.
La vettura era stata alimentata da una certa forza invisibile fino a 145 Km. l?ora, e abbiamo percorso 70-80 km. Il convertitore fu smontato e riposto nella valigia; Tesla riteneva che per l?utilizzo di questa tecnologia non fosse ancora giunto il momento. La benzina era sufficiente, un litro costava a soli quindici centesimi.

Tesla sosteneva di avere registrato un brevetto di una macchina con quale poteva trasformare l?energia cosmica prodotta da onde magnetiche, che si trovano sul pianeta, in una tensione, sufficiente a rifornire un intero edificio.

L?energia cosmica di Tesla è inconsumabile ed economica. Non costa quasi nulla, ma i petroliferi quest?energia non la volevano, perché il profitto sul petrolio è enorme.

Tesla sapeva che l?utilizzo della nuova energia sarebbe stato inevitabile, sottolineava Klaus, che con un team di esperti lavora instancabilmente per approfondire lo studio dell?energia cosmica, e le idee di Tesla.
Klaus è convinto che la sua invenzione per produrre energia elettrica utilizzando le onde del mare sia buona, ma circa la perdita della documentazione sul motore a energia cosmica di Tesla, non si era mai messo l?animo in pace.
Oggi, nel mondo per le vetture si consumano dodici milioni di tonnellate di petrolio ogni giorno, e invece l?auto di Tesla non aveva la marmitta dice Klaus sospirando.

Il sole emette i raggi elettromagnetici che si presentano sotto forma di neutroni a terra. Questa radiazione è nota nel campo della scienza sotto forma di energia cosmica. Nikola Tesla ha fatto molte ricerche su essa e ha sostenuto che poteva essere convertita in energia elettrica.
L?industriale e banchiere Morgan che all?epoca finanziava un po? la ricerca di Tesla, quando seppe che stava lavorando per l?utilizzo gratuito dell?energia elettrica, interruppe la sovvenzione, dicendo: "Signor Tesla, come pensate che io possa installare contatori d?energia elettrica?"

Dall?invenzione della macchina a vapore erano trascorsi 100 anni per l'avvio della produzione, e questo è ciò che accade alle idee di Tesla. Lo sviluppo della tecnologia di Tesla avrebbe colpito molte aziende e società, perché avrebbero dovuto modificare treni, aerei e tram, per cui è necessario sensibilizzare il pubblico, ha affermato lo scienziato tedesco Dott. Josef Gruber a un congresso dedicato al 150° anniversario della nascita di Nikola Tesla, tenutosi nell?anno 2006 a Heidelberg.

fonte: gongoff.com

Attached files /attachments/2100458=51132-1931_A_NIKOLA_TESLA_MODIFIED_Pierce_Arrow-1.jpg /attachments/2100458=51131-Alfa Romeo 8C 2900B Spider 1938 (2).JPG
 
Oh la la ha scritto:
Il titolo promette bene., che ne dite :?:
Un bel giorno vorrei scrivere un libro, chiaro non sarà un romanzo , nemmeno un giallo.., non saprei nemmeno da che parte cominciare.. :D
Vorrei raccontarvi le storie curiose, alcune forse sconosciute ,personaggi, invenzioni e scandali nel mondo dell'automobile... 8)

1.L'Alfa Romeo ed il capello di Henry Ford

&quot;Tutte le volte che vedo un'Alfa Romeo mi tolgo il cappello&quot;. Molti dicono che questa frase è una leggenda o una bugia che continuando a ripeterla diventa una verità. Griffith Borgeson,insigne ed autorevole storico dell'automobile, nel suo libro &quot;Alfa Romeo i creatori della leggenda&quot;,edito da Giorgio Nada Editore, nel capitolo dedicato all'ingegnere Ugo Gobbato,presidente dell'Alfa Romeo dal 1933 al 1945, scrive così:..

?Tutte le volte che vedo un Alfa Romeo mi tolgo il cappello?. Una frase ripetuta infinite volte nelle pubblicazioni dell?Alfa Romeo , e altrettante infinite volte dalla stampa non ufficiale.

Ho provato a domandare ai funzionari della casa se potessero citare la fonte di questa leggenda quasi incredibile,ma non ho mai ricevuto risposte diverse da un?alzata di spalle.

Ho anche scritto una lettera agli archivi della Ford negli Stati Uniti, ottenendo questa risposta :&lt&lt Altre volte abbiamo ricevuto questa richiesta, ma non siamo mai stati in grado di controllarne la veridicità. E? improbabile e apocrifa &gt&gt. Diciamo, insomma che è di dubbia autenticità.

Si può dunque immaginare la mia sorpresa quando , nel bel mezzo di un ?intervista al Dottor Ingegner Pierugo Gobbato nel 1988 , sentii questa frase:&lt&lt Ricordo che mio padre visitò Henry Ford a Dearborn nel 1939.

Fu allora che Ford gli disse ?Quando vedo un?Alfa Romeo mi tolgo il cappello? &gt&gt
&lt&lt Allora è questa l?origine della famosa frase!? dissi.? Come arrivò Ford a pronunciare questa frase &gt&gt
&lt&lt Ford domandò a mio padre :?Quante auto fabbricate al giorno?? Mio padre rispose, esagerando un po?:?Circa sei?.&gt&gt
&lt&lt;Ford rise e disse:?Io le fabbrico in un minuto sei auto?&gt;&gt
Domandai ancora: &lt&lt a parte questo , mi sai dire come Ford arrivò a farsi questa opinione sulle Alfa Romeo : a quel tempo ce n?erano ben poche negli Stati Uniti &gt&gt

&lt&lt Mi pare di ricordare che nel 1938 Ford ebbe occasione di osservare bene uno Spider 8C 2900 acquistato d un membro della Famiglia Rockefeller . In ogni modo , so che aveva un grande rispetto per la nostra progettazione e per la perizia della mano d?opera. &gt&gt

&lt&lt;Ma ?tutte le volte? come abitualmente viene riferito , fa pensare che vedesse molto frequentemente delle Alfa?&gt;&gt
&lt&lt;Ford è stato citato male. Non disse ?tutte le volte che?.?
Disse : ?quando ne vedo una??

Mio padre mi raccontò questo episodio, e io ho ben chiare nella mente le sue esatte parole &gt;&gt

fonte afra.it

Vai Paw..
Hai anche la lingua dalla Tua.
Se ci saro' ancora, giuro che lo compro ;)
 
3.Facel Vega, la stella più brillante..

Gran Turismo francese coupé a quattro posti, potente, sportiva, di rara eleganza e con interni sontuosi. Un po' Rolls Royce e un po' Ferrari, per una congiunzione superlativa che ha sedotto gli anni Sessanta ..

Molti i personaggi degli anni '60 che hanno lasciato il segno: artisti come Pablo Picasso, dive come Ava Gardner, campioni come Stirling Moss, registi come Francois Truffaut e... Beatles come Ringo Starr. Gran nomi, che non hanno solo condiviso un'epoca, ma anche l'entusiasmo per un'automobile molto esclusiva: la Facel Vega, una Gran Turismo francese coupé a quattro posti, potente, sportiva, di rara eleganza e con interni sontuosi. Un po' Rolls Royce e un po' Ferrari: il compromesso ideale fra due scuole, con una fisonomia propria ben definita. Il fondatore della Facel Vega, un ingegnere aereonautico francese, Jean Daninos, era appassionatissimo di automobili e uomo di grandi intuizioni per le nuove tecnologie di lavorazioni dei metalli. Progettista per famose fabbriche di automobili e aerei, a 34 anni, nel 1939, creò la fonderia "Facel", specializzata in metallurgia aereonautica sofisticata e in stampi e assemblaggi di carrozzerie per auto.

STORIA DEL MITO

Nel dopoguerra la Francia era in piena ricostruzione e la Facel lavorava a pieno ritmo. Però, le fabbriche d'automobili d'eccellenza antecedenti le ostilità, come Bugatti, Talbot, Delage e altre, non si erano ancora o non si sarebbero mai riprese. Perciò nel 1948 Daninos decise che un'auto di lusso se la poteva costruire da solo. Scelse la meccanica e il telaio di una Bentley e la carrozzeria, coupé due porte, la disegnò con Pininfarina che la realizzò. La vettura, che chiamò Cresta riuscì così bene che, esposta da Daninos al Salone di Parigi (dove la Pininfarina, essendo italiana, non era ammessa per "rancori postbellici"), piacque molto e ci fu una ventina di inaspettate persone interessate all'acquisto. Daninos fece buon viso a buona sorte e stampò e assemblò ottimamente le carrozzerie nello stabilimento Facel. Dopo la Cresta disegnò e produsse decine di migliaia di carrozzerie per varie case francesi; la Facel, con 1.700 dipendenti, era diventata una delle maggiori e più attrezzate carrozzerie europee, con un proprio reparto di design e un personale di prim'ordine, "ripescato" tra gli ex dipendenti delle fabbriche di auto di lusso. Nel 1951, dopo aver costruito per sé una nuova coupè Bentley, che la casa inglese volle esporre nel proprio stand al Salone di Parigi, Daninos decise che la Facel avrebbe costruito la "sua" auto, prestigiosa e francese. Lo stabilimento era in grado di fabbricare oltre alla carrozzeria anche telaio e sospensioni ma il progetto di Daninos richiedeva un motore "potente, silenzioso e affidabile". In Francia non c'era e costruirlo richiedeva troppo tempo e denaro. Così, dopo una verifica in Italia, andò a cercarlo negli Stati Uniti, dove aveva molte conoscenze. Durante la guerra aveva cooperato nel Connettycut a produzioni per l'Us Air Force. Val la pena raccontare che in un momento delicato come quello bellico, aveva avuto l'estro di inventare una macchina distributrice di biglietti e la prima fabbricatrice di ghiaccio in cubetti, brevetto che venne acquistato e sfruttato da molte fabbriche americane di frigoriferi. In quegli anni negli Usa il motore più moderno (l'8V Hemi a camere emisferiche) lo produceva la Chrysler che, vedendo un ritorno d'immagine nell'operazione, si offrì anche di curare la distribuzione e il service delle Facel negli Usa, cosa importantissima per Daninos. Perché, per ottenere dal governo francese la licenza di importazione dei motori, doveva impegnarsi a esportare un controvalore di 5 dollari per ogni dollaro di merce importata.

LA STELLA PIÙ BERILLANTE

Nel '52 cominciarono i collaudi del prototipo dell'auto che si sarebbe chiamata Vega, come era stato suggerito a Daninos dal fratello Pierre, l'umorista europeo di maggior successo con "Il carnet del maggiore Thompson", tradotto in 28 lingue. Vega è la stella più brillante della costellazione della Lyra, un buon simbolo del lusso alla francese. Nel 54 la Facel presenta la Vega Fv, l'ottima base sulla quale si sarebbero sviluppati modelli d'eccezione. Comunque l'esecuzione era già di rara precisione, porte e cofani una volta chiusi sparivano nei loro vani, non si vedevano giunture con il resto della carrozzeria. Le lamiere erano ricoperte da sette strati di vernice alla cellulosa (con tre mani una verniciatura è considerata a regola d'arte), le maniglie e le tante profilature luccicanti, non erano cromature, bensì manufatti in accaio inossidabile o in alluminio lucidati. All'interno la pelle Connolly ricopriva il ricopribile. Presentata con un V8 modesto, 4.600cc e 180 cavalli, la Vega, che all'inizio era prodotta a livello confidenziale, fu oggetto di continue modifiche di carrozzeria e motorizzazione. Durante i quattro anni seguenti la presentazione si successero la Vega Fv 2, Fv2b, Fv3, Fv3b, Fv4: un tormentone, nessuno ne ricorda a memoria le differenze.

Facel HK500 FACEL VEGA, AMATA DA RE E PRINCIPI


Comunque le cose iniziavano ad andare bene, la Chrysler era soddisfatta e, a sue spese, manteneva dei suoi consulenti tecnici in Francia a disposizione di Daninos. Bisognava montare motori sempre più potenti perché la Vega era pesante, e i clienti volevano prestazioni all'altezza delle sportive della concorrenza, che pesavano molto meno. Nel '58, aggiustata la mira, Daninos presenta la Facel Vega Hk 500, evoluzione finale delle Fv. Non solo è veramente bella, ma ha anche un carattere ben determinato. Mescolata alle auto più prestigiose del mondo, l'Hk 500 faceva la sua figura, con peculiarità uniche nel Gotha dell'automobile: un inverosimile cocktail di lusso estremo e sportività. Il cruscotto era forse il più ammirato al mondo. Non era più rivestito di pelle, ma di alluminio che, dipinto da uno specialista, dava l'effetto di una radica di noce di eccezionale qualità. La lavorazione era costosa ma Daninos non amava il legno sulle auto. Ormai la Facel Vega era famosa e ricercata anche da personalità come il re del Marocco, il Presidente del Messico e i principi Sauditi. Alle straordinarie cura e raffinatezza di costruzione, si sono aggiunte eccellenti prestazioni. Con il nuovo motore da 360 cavalli divenne la coupé 4 posti più veloce del mondo, 237 all'ora cronometrati, a quei tempi un'enormità. Molto ben commentata dalla stampa internazionale, nel 1960 l'Hk500, benché fosse più cara delle sue concorrenti, esportava i tre quarti della produzione e si avviava verso i mille esemplari costruiti. Il successo di una Gran Turismo a quattro posti e di grande potenza, dette un avviso, così in Italia nel '58 venne presentata la Maserati coupé Touring e nel '60 la Ferrari 250 2+2.
FACEL VEGA 2, CONQUISTATRICE


Nell'Ottobre '61 al Salone di Parigi, debutta la Facel Vega 2. Il pubblico è entusiasta, la giudica la più bella automobile francese del dopoguerra. È più bassa, lunga e snella dell'Hk500, che al suo confronto diventa quasi barocca. Il frontale è leggero e il piccolo tetto sembra sospeso, sorretto da sottilissimi montanti. Il parabrezza e il lunotto molto inclinati, le linee tese delle fiancate e le ruote Borrani a raggi cromati, donano alla Facel 2 un'immagine dinamica.L'interno, con azzeccati ritocchi ai comandi e ai pannelli, è ancora più raffinato. La Facel 2 era ed è bellissima, ma soprattutto era speciale, aveva un suo fascino. Si era abituati alle potenti vetture sportive e alle lussuose Rolls-Royce, ma vederle concentrate in un'unica vettura faceva un effetto, quasi da incutere quella soggezione che fanno provare le opere carismatiche. Il motore ormai era un 7.000cc con 400 cavalli. La Ferrari 2+2 di 3.000cc ne aveva 250. Ormai diverse case europee come Rover, MG, A.C. Cobra, Jensen, Sunbeam, Iso Rivolta e altre avevano adottato quei motori V8 americani che quando li adottò la Facel erano considerati motori adatti ai camion, con grandi coppie ma con pochi cavalli, che però ovviamente arrivavano aumentando la cilindrata e... il consumo. A proposito del consumo: dopo un viaggio in Facel Vega con Jean Daninos, l'arguto fratello Pierre sentenziò serafico: «Gli uomini mettono nelle automobili tanto amor proprio quanta benzina». Sarebbe meglio chiudere con questa battuta la storia gloriosa della Facel Vega, che finisce male.

NESSUN LIETO FINE


Nel '59 Daninos, dopo un'indagine di mercato che stabiliva che una Facel della categoria della Giulietta Sprint o della Porsche 1.600cc avrebbe interessato 2.500 clienti all'anno, decise di entrare in quella fascia di mercato. Si mise a cercare un motore, ma le case francesi si rifiutarono, altrettanto fece il governo per le licenze d'importazione. Ma Daninos, con aziende amiche realizzò un 4 cilindri di 1.700cc bialbero. Aveva bisogno di finanziamenti, 2.500 vetture da costruire all'anno sono tante, il governò esigeva aumenti di capitale e nuovi soci forti. Li trovò, uno era una casa petrolifera che si mosse in disaccordo con Daninos. Furono consegnate 1.500 Facelia (i motori davano delle noie ai clienti), ma il Ministero dell'industria mandò lo stesso due esecutori fallimentari. Che invece, fatti i conteggi, si accorsero e stabilirono che la Facel era in grado di continuare l'attività.Daninos aveva preso molti contatti positivi all'estero, raggiungendo un accordo d'intenti con la Rover, che avrebbe anche impiantato alla Facel una catena di montaggio della Land Rover per il mercato francese ed europeo. Ma il governo negò l'autorizzazione. Così la Facel Vega espose le sue vetture al Salone di Parigi il 3 Ottobre 1964, diffidata dal ministro delle Finanze, Valery Giscard d'Estaing, dall'accettare ordini. Quella fu l'ultima apparizione ufficiale della Facel 2. La Ferrari dell'avvocato Agnelli A fine ottobre la Facel Vega non esisteva più. Si mormorò che i costruttori francesi non avessero voluto che la Facel entrasse e si affermasse in segmenti che avrebbero potuto essere di loro interesse. Da allora la Francia non ha più avuto un'auto di prestigio. Proprio quell'anno Enzo Ferrari, per salvare la sua azienda, la stava vendendo alla Ford, cosa che poi fece con la Fiat. E, sempre la Ferrari, nel '60 aveva presentato una bellissima coupé di 1.000cc, con le prestazioni di una sportiva di 1.600cc. Ma non incominciò neanche a costruirla, malgrado il grandissimo interesse che aveva suscitato.

fonte:panorama.it

Attached files /attachments/2100483=51133-1964-facel-vega-ii-2.jpg /attachments/2100483=51134-1964-facel-vega-ii.jpg
 
Dalla Peugeot all'energia cosmica è un bel salto...
Comunque è documentato che Tesla oltre che un grande scienziato era, come dire, un mattacchione
http://www.psicologo-milano.it/newblog/casi-estremi-disturbo-ossessivo-compulsivo/
 
Ebbe a che fare con un altro genio di quei tempi.
Inutile dire che fecero scintille
ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah :D
 
arizona77 ha scritto:
Oh la la ha scritto:
Il titolo promette bene., che ne dite :?:
Un bel giorno vorrei scrivere un libro, chiaro non sarà un romanzo , nemmeno un giallo.., non saprei nemmeno da che parte cominciare.. :D
Vorrei raccontarvi le storie curiose, alcune forse sconosciute ,personaggi, invenzioni e scandali nel mondo dell'automobile... 8)

1.L'Alfa Romeo ed il capello di Henry Ford

&quot;Tutte le volte che vedo un'Alfa Romeo mi tolgo il cappello&quot;. Molti dicono che questa frase è una leggenda o una bugia che continuando a ripeterla diventa una verità. Griffith Borgeson,insigne ed autorevole storico dell'automobile, nel suo libro &quot;Alfa Romeo i creatori della leggenda&quot;,edito da Giorgio Nada Editore, nel capitolo dedicato all'ingegnere Ugo Gobbato,presidente dell'Alfa Romeo dal 1933 al 1945, scrive così:..

?Tutte le volte che vedo un Alfa Romeo mi tolgo il cappello?. Una frase ripetuta infinite volte nelle pubblicazioni dell?Alfa Romeo , e altrettante infinite volte dalla stampa non ufficiale.

Ho provato a domandare ai funzionari della casa se potessero citare la fonte di questa leggenda quasi incredibile,ma non ho mai ricevuto risposte diverse da un?alzata di spalle.

Ho anche scritto una lettera agli archivi della Ford negli Stati Uniti, ottenendo questa risposta :&lt&lt Altre volte abbiamo ricevuto questa richiesta, ma non siamo mai stati in grado di controllarne la veridicità. E? improbabile e apocrifa &gt&gt. Diciamo, insomma che è di dubbia autenticità.

Si può dunque immaginare la mia sorpresa quando , nel bel mezzo di un ?intervista al Dottor Ingegner Pierugo Gobbato nel 1988 , sentii questa frase:&lt&lt Ricordo che mio padre visitò Henry Ford a Dearborn nel 1939.

Fu allora che Ford gli disse ?Quando vedo un?Alfa Romeo mi tolgo il cappello? &gt&gt
&lt&lt Allora è questa l?origine della famosa frase!? dissi.? Come arrivò Ford a pronunciare questa frase &gt&gt
&lt&lt Ford domandò a mio padre :?Quante auto fabbricate al giorno?? Mio padre rispose, esagerando un po?:?Circa sei?.&gt&gt
&lt&lt;Ford rise e disse:?Io le fabbrico in un minuto sei auto?&gt;&gt
Domandai ancora: &lt&lt a parte questo , mi sai dire come Ford arrivò a farsi questa opinione sulle Alfa Romeo : a quel tempo ce n?erano ben poche negli Stati Uniti &gt&gt

&lt&lt Mi pare di ricordare che nel 1938 Ford ebbe occasione di osservare bene uno Spider 8C 2900 acquistato d un membro della Famiglia Rockefeller . In ogni modo , so che aveva un grande rispetto per la nostra progettazione e per la perizia della mano d?opera. &gt&gt

&lt&lt;Ma ?tutte le volte? come abitualmente viene riferito , fa pensare che vedesse molto frequentemente delle Alfa?&gt;&gt
&lt&lt;Ford è stato citato male. Non disse ?tutte le volte che?.?
Disse : ?quando ne vedo una??

Mio padre mi raccontò questo episodio, e io ho ben chiare nella mente le sue esatte parole &gt;&gt

fonte afra.it

Vai Paw..
Hai anche la lingua dalla Tua.
Se ci saro' ancora, giuro che lo compro ;)

Marco ma cosa dici .., certo che ci sarai.., spero anche il libro .. :D chissà se conosci qualche editore.. :?: :?:
 
Oh la la ha scritto:
Il titolo promette bene., che ne dite :?:
Un bel giorno vorrei scrivere un libro, chiaro non sarà un romanzo , nemmeno un giallo.., non saprei nemmeno da che parte cominciare.. :D
Vorrei raccontarvi le storie curiose, alcune forse sconosciute ,personaggi, invenzioni e scandali nel mondo dell'automobile... 8)

1.L'Alfa Romeo ed il capello di Henry Ford

&quot;Tutte le volte che vedo un'Alfa Romeo mi tolgo il cappello&quot;. Molti dicono che questa frase è una leggenda o una bugia che continuando a ripeterla diventa una verità. Griffith Borgeson,insigne ed autorevole storico dell'automobile, nel suo libro &quot;Alfa Romeo i creatori della leggenda&quot;,edito da Giorgio Nada Editore, nel capitolo dedicato all'ingegnere Ugo Gobbato,presidente dell'Alfa Romeo dal 1933 al 1945, scrive così:..

?Tutte le volte che vedo un Alfa Romeo mi tolgo il cappello?. Una frase ripetuta infinite volte nelle pubblicazioni dell?Alfa Romeo , e altrettante infinite volte dalla stampa non ufficiale.

Ho provato a domandare ai funzionari della casa se potessero citare la fonte di questa leggenda quasi incredibile,ma non ho mai ricevuto risposte diverse da un?alzata di spalle.

Ho anche scritto una lettera agli archivi della Ford negli Stati Uniti, ottenendo questa risposta :&lt&lt Altre volte abbiamo ricevuto questa richiesta, ma non siamo mai stati in grado di controllarne la veridicità. E? improbabile e apocrifa &gt&gt. Diciamo, insomma che è di dubbia autenticità.

Si può dunque immaginare la mia sorpresa quando , nel bel mezzo di un ?intervista al Dottor Ingegner Pierugo Gobbato nel 1988 , sentii questa frase:&lt&lt Ricordo che mio padre visitò Henry Ford a Dearborn nel 1939.

Fu allora che Ford gli disse ?Quando vedo un?Alfa Romeo mi tolgo il cappello? &gt&gt
&lt&lt Allora è questa l?origine della famosa frase!? dissi.? Come arrivò Ford a pronunciare questa frase &gt&gt
&lt&lt Ford domandò a mio padre :?Quante auto fabbricate al giorno?? Mio padre rispose, esagerando un po?:?Circa sei?.&gt&gt
&lt&lt;Ford rise e disse:?Io le fabbrico in un minuto sei auto?&gt;&gt
Domandai ancora: &lt&lt a parte questo , mi sai dire come Ford arrivò a farsi questa opinione sulle Alfa Romeo : a quel tempo ce n?erano ben poche negli Stati Uniti &gt&gt

&lt&lt Mi pare di ricordare che nel 1938 Ford ebbe occasione di osservare bene uno Spider 8C 2900 acquistato d un membro della Famiglia Rockefeller . In ogni modo , so che aveva un grande rispetto per la nostra progettazione e per la perizia della mano d?opera. &gt&gt

&lt&lt;Ma ?tutte le volte? come abitualmente viene riferito , fa pensare che vedesse molto frequentemente delle Alfa?&gt;&gt
&lt&lt;Ford è stato citato male. Non disse ?tutte le volte che?.?
Disse : ?quando ne vedo una??

Mio padre mi raccontò questo episodio, e io ho ben chiare nella mente le sue esatte parole &gt;&gt

fonte afra.it

2.Wireless auto di Nikola Tesla del 1930..

Nikola Tesla fu il primo a costruire l?auto propulsa dall?energia cosmica

"Questo è ciò con cui l?umanità costruira' la speranza per il futuro:

La trasmissione d?energia senza fili, la gente a qualsiasi distanza sarà in grado di risolvere tutti i problemi dell'esistenza materiale. La distanza, principale ostacolo al progresso umano, sarà completamente cancellata dalla mente, parole ed azione.
L'umanità sarà tuttuna, la guerra non sarà possibile e la pace regnerà nel mondo."

Nell'estate del 1931 Tesla per il suo 75°compleanno desiderò fare un giro in macchina nelle vicinanze di New York con il suo nipote Pietro Savo.
I quotidiani scrissero che Tesla viaggiava su un?autovettura misteriosa senza marmitta.
Tesla aveva depositato già nel 1901 all?Ufficio Brevetti di New York, l'uso dell?energia cosmica, brevetto n. 685 957.

Alla sua morte, subito, gli agenti della CIA entrarono nella sua stanza e portarono via tutti i documenti e i brevetti che vi trovarono. Dopo di allora, l'umanità poté solo intuire i segreti che il genio serbo aveva portato con sé nella tomba.

Klaus Jebens (85), inventore e presidente della Società di Amburgo per l'energia libera, preparando il materiale per un suo libro, nel 2001 svolse delle ricerche. Negli archivi del padre Johannes, che fu direttore dell'Ufficio tedesco dei brevetti e della casa delle invenzioni ad Amburgo, trovò una cartella segreta in cui suo padre raccontava il viaggio fatto in America, nel 1930. Così fu scoperto il segreto tenuto nascosto per settantuno anni.
Jebens sostiene che l?intelligence degli Stati Uniti aveva tenuto in ombra il nome di Tesla fino il 1980, quando pubblicamente s?iniziò a parlare d?invenzioni di Tesla.
Si presume che dietro di questo si nascondessero le potenti compagnie petrolifere che temendo un calo del loro profitto consideravano la migliore azione era di parlare il meno possibile delle invenzioni dello scienziato.
Tuttavia, poiché il petrolio sta per finire e l?ambiente in cui viviamo è sempre più avvelenato, gli scienziati hanno iniziato a cercare i disegni di Tesla, per scoprire la sua idea di sfruttare l?energia dall'universo.

Nikola Tesla fu il primo a costruire l?auto propulsa dall?energia cosmica, e mio padre Heinz nel 1930 l?aveva guidata insieme a Tesla - raccontava Jebens. La sua ultima invenzione di produrre energia elettrica utilizzando le onde del mare ora sta per essere realizzata.
Il padre di Klaus, Heinz Jebens fu direttore dal 1927 fino al 1933 dell'Ufficio tedesco dei brevetti e la società delle invenzioni ad Amburgo, che contava 10.000 membri, inventori di tutto il mondo. Fece un viaggio in America nel 1930, come capo di una rispettabile società, per dare benvenuto nella società degli onorati all?inventore Thomas Edison.
Heinz Jebens a bordo della nave per "New York" incontrò un ex ufficiale serbo-austriaco Peter Savo, che si presentò come parente di Nikola Tesla. Durante una cena in un ristorante sulla nave, il parente insistette affinché il direttore tedesco incontrasse il suo parente Tesla, sostenendo che era il più grande inventore in America.

I due s?incontrarono il 26 novembre nel 1930 nell?hotel "Waldorf Astoria" di New York.
Il giorno dopo andarono a Buffalo, dove Tesla in stretto segreto volle mostrare a mio padre, "Pierce-Arrow", una macchina il cui motore si muoveva da energia cosmica, che avrebbe potuto, se i documenti non fossero stati persi o nascosti, salvare l?umanità per sempre della crisi energetica, diceva il signor Klaus Jebens, mostrandoci il suo libro "Die aus dem Universum Urkraft" (potenza dall'universo) in cui illustrava alcune delle sue invenzioni, e il ricordo del padre alla guida di una macchina sperimentale dello scienziato Tesla, che si riforniva di energia attraverso una piccola antenna.

Note di Heinz Jebens

Jebens Heinz descrive il suo incontro con il genio serbo in America come una vera scoperta. Tesla, secondo gli accordi, venne all?incontro con una lunga valigia affermando che la chiave del successo sta lì dentro. La sala dove Tesla mostrò la sua invenzione ?Pierce-Arrow? si trovava alla periferia di Buffalo. Dalla vettura erano stati tolti il serbatoio e il motore a benzina, ed era stato montato un motore elettrico. Per l?illuminazione, fari e clacson, si alimentavano d?elettricità da una piccola batteria. Tesla, dalla sua borsa aveva tirato fuori un convertitore e l?aveva montato sul sedile del passeggero.

In mezz'ora, mentre Tesla mi spiegava il funzionamento della vettura, un montatore preparò la macchina per la prova. Sedetti dietro, mentre Tesla sul sedile del passeggero, collegava, con le due manine, dei cavi che uscivano dal convertitore. "Bene, ora abbiamo l'energia e possiamo andare", disse Tesla chiedendo al montatore di portarci a Niagara Falls, dove volle mostrarmi la turbo-centrala realizzata da una sua idea.
La turbo- centrale di Tesla mi piacque moltissimo. Girammo per circa un'ora, e poi ritornammo al suo laboratorio di Buffalo.
La vettura era stata alimentata da una certa forza invisibile fino a 145 Km. l?ora, e abbiamo percorso 70-80 km. Il convertitore fu smontato e riposto nella valigia; Tesla riteneva che per l?utilizzo di questa tecnologia non fosse ancora giunto il momento. La benzina era sufficiente, un litro costava a soli quindici centesimi.

Tesla sosteneva di avere registrato un brevetto di una macchina con quale poteva trasformare l?energia cosmica prodotta da onde magnetiche, che si trovano sul pianeta, in una tensione, sufficiente a rifornire un intero edificio.

L?energia cosmica di Tesla è inconsumabile ed economica. Non costa quasi nulla, ma i petroliferi quest?energia non la volevano, perché il profitto sul petrolio è enorme.

Tesla sapeva che l?utilizzo della nuova energia sarebbe stato inevitabile, sottolineava Klaus, che con un team di esperti lavora instancabilmente per approfondire lo studio dell?energia cosmica, e le idee di Tesla.
Klaus è convinto che la sua invenzione per produrre energia elettrica utilizzando le onde del mare sia buona, ma circa la perdita della documentazione sul motore a energia cosmica di Tesla, non si era mai messo l?animo in pace.
Oggi, nel mondo per le vetture si consumano dodici milioni di tonnellate di petrolio ogni giorno, e invece l?auto di Tesla non aveva la marmitta dice Klaus sospirando.

Il sole emette i raggi elettromagnetici che si presentano sotto forma di neutroni a terra. Questa radiazione è nota nel campo della scienza sotto forma di energia cosmica. Nikola Tesla ha fatto molte ricerche su essa e ha sostenuto che poteva essere convertita in energia elettrica.
L?industriale e banchiere Morgan che all?epoca finanziava un po? la ricerca di Tesla, quando seppe che stava lavorando per l?utilizzo gratuito dell?energia elettrica, interruppe la sovvenzione, dicendo: "Signor Tesla, come pensate che io possa installare contatori d?energia elettrica?"

Dall?invenzione della macchina a vapore erano trascorsi 100 anni per l'avvio della produzione, e questo è ciò che accade alle idee di Tesla. Lo sviluppo della tecnologia di Tesla avrebbe colpito molte aziende e società, perché avrebbero dovuto modificare treni, aerei e tram, per cui è necessario sensibilizzare il pubblico, ha affermato lo scienziato tedesco Dott. Josef Gruber a un congresso dedicato al 150° anniversario della nascita di Nikola Tesla, tenutosi nell?anno 2006 a Heidelberg.

fonte: gongoff.com

tutte le volte che...
ogni volta che ne vedo una

non é la stessa cosa? :rolleyes:
 
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