<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dario Resta, Indianapolis 30.05.1916, primo quattro cilindri a 16 valvole.. | Il Forum di Quattroruote

Dario Resta, Indianapolis 30.05.1916, primo quattro cilindri a 16 valvole..

Una concept car che guarda al futuro delle corse, prendendo spunto da uno dei momenti salienti nella storia sportiva della Peugeot: la L500 R HYbrid, prototipo avveniristico dal cuore plug-in, si presenta al mondo rendendo omaggio alla L45 di Dario Resta, che il 30 maggio del 1916 consegnò al marchio francese la seconda affermazione alla 500 Miglia di Indianapolis, ottenuta a una media di 135 km/h.

Tutta la forza dell'ibrido, in cifre. Alta soltanto un metro da terra e pesante 1.000 kg, la L500 R HYbrid è accreditata di uno 0-100 km/h teorico da 2,5 secondi e di un tempo sul chilometro da fermo di 19 secondi..

La L76 FU la prima vettura al mondo ad utilizzare un motore a quattro cilindri con quattro valvole per cilindro, più un doppio albero a camme in testa, ed è stata la prima auto da corsa moderna di raggiungere 190 chilometri all'ora...

Esistono i grandi marchi che hanno un grande passato.. :D

http://www.peugeot.com/en/news/l500-r-hybrid-how-peugeot-sees-the-future-of-motor-sport

http://www.quattroruote.it/news/concept/2016/05/27/peugeot_l500_r_hybrid_mille_chili_di_innovazione_e_storia.html?t=1464450588479#comments-list

Peugeot propone contratti triennali ai suoi piloti: Georges Boillot, il pilota di punta, Jules Goux e Paolo Zuccarelli. I compensi sono aumentati e a volte vengono conferiti anche delle cariche formali ? Boillot è ad esempio Capo Officina ? e soprattutto premi allettanti: 30.000 Franchi Francesi in caso di vittoria a un Gran Premio, 10.000 Franchi Francesi per un secondo posto, 5.000 Franchi Francesi per un podio. E poi restano da costruire evidentemente le auto ?che i piloti devono utilizzare in corsa e per le prove? molto diverse dai veicoli di serie. Ma all?alba della stagione 1912 emerge una controversia tra gli ingegneri di Beulieu e i piloti, a proposito delle vetture da concepire.

I primi, che regnano su quello che viene ricordata come ?l?officina degli stregoni? desiderano preparare delle vetturette per presentarsi sui campi di gara. I secondi, sfruttando i nuovi regolamenti, esigono motori strapotenti, dei veri bolidi estremi. A seguito del rifiuto dei loro ingegneri decidono di lasciare Beaulieu e di costruire la vettura per conto proprio: gli ingegneri si riferiscono ai piloti col soprannome di ciarlatani, li prendono in giro perchè osano dare lezioni a degli ingegneri. Koechlin viene estromesso in questo contrasto tra stregoni e ciarlatani. Boillot, Goux e Zuccarelli contattano direttamente Robert Peugeot per convincerlo delle reali competenze dei piloti circa la concezione delle vetture da corsa. Robert Peugeot li sostiene. Gli offre uno spazio a Suresnes ma impone loro la presenza di Ernest Henry, un ex ingegnere della fabbrica svizzera di motori Picker-Moccand. Un uomo attento e curioso, capace di analizzare, di interpretare le sensazioni dei piloti e di riportarle sul tavolo da disegno. A Beaulieu gli stregoni si agitano e persuadono l?azienda a chiedere la collaborazione di Ettore Bugatti per la realizzazione di tre grosse vetture da competizione. La lotta avviene nel più grande segreto, i fratelli Peugeot attendono gli eventi per scegliere il migliore dei due progetti. Non ci sarà battaglia, anche se alla resa dei conti, i cronometri si fermeranno sul km lanciato a 160 km/h per la Bugatti e a 185 km/h per la Peugeot. I ciarlatani contribuiscono con così tante innovazioni da rivoluzionare l?architettura del motore ad alto rendimento. La posizione degli alberi a cammes è in testa ai motori, le valvole inclinate sono comandate senza bilancieri per una migliore circolazione dei gas, il blocco motore è un monoblocco per offrire grande rigidità, i pistoni sono fusi con leghe leggere e infine la candela è posizionata al centro della camera di scoppio. Tutto questo costituisce una serie di primati che nella storia tecnica dei motori vengono ricordati come ?prima e dopo Peugeot?. Boillot, Goux e Zuccarelli passano di successo in successo con la loro Peugeot L76 (la Belle Hélène) - un bolide costruito su misura da artigiani parigini, senza alcun componente proveniente da Beaulieu ? e costituiscono un ?innegabile riferimento internazionale?.

Nel frattempo la concorrenza inglese, americana, italiana, tedesca e francese cercherà di realizzare motori simili. È ?il periodo d?oro di Peugeot nello sport?, gli anni migliori di questi tre piloti moschettieri tutti e tre di 27 anni.

Punto d?orgoglio di questa avventura: le vittorie ai

Gran Premio del ACF e di Francia nel 1912,
della ACF nel 1913,
d?America nel 1913, 1916 e 1919,

le celebri 500 Miglia di Indianapolis

Anno di costruzione 1912 - Numero di esemplari costruiti: 3 - Potenza fiscale di 40 CV rettificati a 53 CV ?MOTORE

4 cilindri ? alesaggio 110 mm corsa 200 mm ? cilindrata: 7.598 cc - rapporto volumetrico: 4,5 -potenza: 148 CV a 2.200 giri/min - regime massimo: 3.000 giri - raffreddamento: a pompa centrifuga - carburatore Claudel - accensione a magnete Bosch: 1 candela per cilindro - monoblocco in ghisa - testata emisferica integrata - carter superiore ed inferiore in alluminio - pistoni in acciaio BND ? peso 920 gr ? 2 segmenti - albero motore in acciaio NC2 - 5 supporti di banco su cuscinetti in bronzo non regolabili ? distribuzione 2 alberi a cammes in testa comandati da albero verticale e rinvii angolari - Rinvii delle valvole di sezione quadrata con molle individuali per contrapporsi all?inerzia del rinvio. E? un sistema semi desmodromico, poiché manca un collegamento continuo con lo stelo della valvola. - 4 valvole per cilindro (2 di aspirazione e 2 di scarico) - inclinazione a 45° - diametro del fungo valvola: 60 mm, alzata di 11 mm.

FRIZIONE A dischi multipli

CAMBIO 4 velocità + retromarcia

TRASMISSIONE ad albero e cardano sulle ruote posteriori

PONTE POSTERIORE coppia conica 18 x 42 - rapporto di demoltiplicazione: 0,428

TELAIO carreggiata: 1,37 m - passo: 2,76 m - lunghezza: 3,96 m - massa in ordine di marcia: 980 kg

FRENI a pedale sul differenziale, a tamburo di 320 x 80 mm - a mano sulle ruote posteriori, a tamburo con alette di raffreddamento, 450 x 45 mm

AMMORTIZZATORI a frizione Truffault

RUOTE Rudge Whitworth, pneumatici anteriori: 875 x 105 - posteriori 895 x 135

PRESTAZIONI Velocità massima : 190 km/h

Attached files /attachments/2108540=51445-4-pug-1.png /attachments/2108540=51446-4-pug-2.png /attachments/2108540=51444-L500-V1.jpg
 
Back
Alto